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  • Contributo PFU: Guida Completa allo Smaltimento degli Pneumatici Fuori Uso

    Contributo PFU: Guida Completa allo Smaltimento degli Pneumatici Fuori Uso

    Cos’è il Contributo PFU?

    Il Contributo PFU (Pneumatici Fuori Uso) è un obbligo di legge introdotto dal Decreto Ministeriale n. 82 dell’11 aprile 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 giugno 2011. Si tratta di un contributo ambientale che viene applicato al momento dell’acquisto di pneumatici nuovi o di veicoli nuovi, destinato a coprire i costi di raccolta, trasporto e smaltimento degli pneumatici una volta diventati rifiuti.

    A cosa serve?

    • Finanzia il ritiro degli pneumatici usati da officine, gommisti e autodemolizioni.
    • Garantisce il riciclo (frantumazione, recupero di gomma, acciaio e fibre tessili).
    • Previene l’abbandono illegale di pneumatici nell’ambiente.

    Quando e Come si Paga il Contributo PFU?

    Esistono due tipologie di contributo PFU, con modalità di applicazione diverse:

    1. Contributo PFU su Veicoli Nuovi (Primo Equipaggiamento)

    • Quando si paga?
      Al momento dell’acquisto di un veicolo nuovo (auto, moto, furgoni) dotato di pneumatici.
    • Chi lo paga?
      Il cliente finale, ma è il venditore (concessionario o costruttore) a doverlo indicare in fattura in una voce separata e poi versarlo all’ACI (Automobile Club Italia).
    • A quanto ammonta?
      Dipende dal tipo di veicolo e dal peso degli pneumatici, ma non dal numero di gomme montate.
      *(Esempio: per un’auto media, circa 3-5 € a pneumatico)*.
    • Eccezioni:
      • Non si applica a veicoli usati o già immatricolati all’estero.
      • Si paga anche su veicoli demo/km zero.
      • Se il veicolo ha pneumatici ricostruiti, il contributo va comunque applicato.
    man changing a car tire

    2. Contributo PFU su Pneumatici di Ricambio (Service)

    • Quando si paga?
      Ogni volta che si acquista un pneumatico nuovo (anche online).
    • Chi lo paga?
      Il cliente finale, ma il gommista/rivenditore deve indicarlo in fattura in modo separato dal prezzo.
    • A quanto ammonta?
      Dipende dal peso dello pneumatico (vedi tabella sotto).
      (Esempio: per un’auto, tra 1,60 € e 7,56 € a gomma).
    • Eccezioni:
      • Non si paga su pneumatici ricostruiti (perché già versato in precedenza).
      • Se acquistati da siti esteri illegali, potrebbero non includerlo (rischio di sanzioni).

    Tabella Contributi PFU 2024 (Pneumatici Ricambio)

    CategoriaPeso (kg)Contributo (€/pneumatico)
    Piccoli (P)0 – 4,9990,58
    5 – 7,9991,60
    8 – 12,9992,31
    13 – 15,9993,22
    16 – 24,9994,13
    25 – 34,9997,56
    Medi (M)35 – 64,99911,00
    65 – 104,99919,77
    105 – 154,99929,33
    Grandi (G)155 – 224,99944,47
    225 – 314,99957,11
    315 – 424,99994,06
    425 – 554,999131,63
    555 – 704,999155,70
    > 705228,08

    Cosa Deve Fare l’Automobilista?

    stack of rubber tires

    ✔ Verificare in fattura la presenza del contributo PFU (deve essere esplicitato).
    ✔ Conservare lo scontrino, perché il gommista può chiederlo al momento dello smontaggio.
    ✔ Non pagare due volte: se il PFU è già stato versato all’acquisto, lo smaltimento è gratuito.

    Il gommista può rifiutarsi di ritirare i PFU?

    • NO, è obbligato a prenderli in carico se il contributo è già stato pagato.
    • Se non ha spazio, l’automobilista può portarli in un’isola ecologica (di solito gratis).

    Perché è Importante Pagare il PFU?

    • Evita l’inquinamento (gomme abbandonate sono altamente inquinanti).
    • Promuove il riciclo (90% dei PFU viene recuperato).
    • Combatte il mercato nero (gomme vendute senza contributo sono illegali).

    Conclusione

    Il Contributo PFU è un sistema virtuoso che garantisce uno smaltimento corretto degli pneumatici usati. Pagandolo all’acquisto, si contribuisce a un circolo virtuoso di riciclo e si evita l’abbandono illegale.

    Hai dubbi sul PFU? Chiedi al tuo gommista o controlla sul sito www.pneumaticifuoriuso.it

  • Pick-Up in Italia: i mezzi da lavoro amati anche per il Tempo Libero

    Pick-Up in Italia: i mezzi da lavoro amati anche per il Tempo Libero

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    Pick-Up in Italia: Cosa Sono, Norme e Perché Piacciono Così Tanto

    pick-up stanno vivendo un vero e proprio boom in Italia, conquistando non solo professionisti e aziende, ma anche chi cerca un veicolo versatile per il tempo libero. Con il loro mix di robustezza, spazio e adattabilità, questi mezzi uniscono utilità e passione per la guida. Ma come funzionano dal punto di vista normativo? Quali sono i vantaggi fiscali e le regole da rispettare?

    Pick-Up: Mezzi da Lavoro con un’Anima da SUV

    I pick-up sono veicoli ibridi tra l’auto e il furgone, caratterizzati da una cabina anteriore e un piano di carico posteriore scoperto. In Italia rientrano nella categoria N1, destinata al trasporto merci, a differenza delle autovetture (categoria M1).

    Caratteristiche Principali:

    • Capacità di carico elevata (spesso oltre 1 tonnellata).
    • Trazione integrale (opzionale o di serie su molti modelli).
    • Design robusto ma sempre più raffinato, con interni simili a quelli di un SUV.

    Norme e Limitazioni per i Pick-Up in Italia

    Proprio perché classificati come mezzi da lavoro, i pick-up sono soggetti a regole diverse rispetto alle normali auto. Ecco cosa c’è da sapere:

    1. Trasporto Passeggeri

    • Possono viaggiare nella cabina solo persone coinvolte nelle operazioni di carico/scarico.
    • Vietato trasportare bambini, anziani o disabili se non legati all’attività lavorativa.
    • Multe fino a 87€ e possibile ritiro della carta di circolazione per 6 mesi in caso di infrazione.

    2. Circolazione e Limitazioni

    • Libero accesso a tutte le strade, comprese quelle urbane, anche nei giorni festivi.
    • Se intestati a un’azienda, l’uso privato nei giorni di chiusura può essere considerato evasione fiscale (controlli GdF).

    Vantaggi Fiscali per Chi Sceglie un Pick-Up

    Uno dei motivi per cui aziende e professionisti amano i pick-up è il trattamento fiscale agevolato:

    ✅ IVA detraibile al 100% (per le aziende).
    ✅ Spese di gestione più deducibili rispetto a un’auto tradizionale.
    ✅ Bollo auto calcolato sulla portata (non sulla potenza), spesso più conveniente.

    Attenzione: alcuni modelli più potenti o lussuosi potrebbero non beneficiare di queste agevolazioni.

    Assicurazione: Più Costosa ma Necessaria

    Le polizze RC per pick-up tendono a essere più care rispetto a quelle delle autovetture. Inoltre:

    • L’uso improprio (es. trasporto familiare non autorizzato) può portare a mancata copertura in caso di sinistro.
    • Meglio dichiarare l’effettivo utilizzo (lavoro o misto) per evitare problemi.

    Perché Piacciono Anche nel Tempo Libero?

    Nonostante le limitazioni, sempre più italiani scelgono i pick-up anche per uso privato grazie a:

    🚜 Versatilità: perfetti per il lavoro, ma anche per gite fuori porta, trasporto moto o attrezzatura sportiva.
    🛣️ Prestazioni fuoristrada: molti modelli hanno trazione integrale e sospensioni robuste, ideali per avventure off-road.
    💺 Comfort migliorato: i nuovi pick-up offrono interni simili a SUV premium, con tecnologie avanzate.

    Conclusione: Un Veicolo Utile, ma da Usare con Attenzione

    I pick-up sono mezzi straordinariamente versatili, apprezzati sia da chi li usa per lavoro che da chi cerca un’auto capace e robusta. Tuttavia, le norme specifiche e le limitazioni ne rendono fondamentale un uso consapevole.

    Se stai valutando l’acquisto, informati bene su:
    ✔ Classificazione del modello (N1 o altre eccezioni).
    ✔ Vantaggi fiscali applicabili.
    ✔ Regole sul trasporto passeggeri.

    Hai un pick-up o stai pensando di comprarne uno? Raccontaci la tua esperienza nei commenti! 

  • Manutenzione della Batteria Auto: Come Verificare l’Efficienza e Prolungarne la Vita

    Manutenzione della Batteria Auto: Come Verificare l’Efficienza e Prolungarne la Vita

    Perché la Manutenzione della Batteria è Importante?

    La batteria dell’auto è un componente essenziale per l’avviamento e il funzionamento dei sistemi elettrici. Una batteria scarica o danneggiata può lasciarti a piedi al momento meno opportuno. Con una manutenzione regolare, puoi prolungarne la vita e evitare spiacevoli sorprese.

    Durata Media di una Batteria Auto

    • 3-5 anni per batterie al piombo tradizionali
    • 5-7 anni per batterie AGM o EFB (usate spesso su auto con Start&Stop)

    Come Verificare lo Stato della Batteria

    1. Controllo Visivo

    🔹 Corrosione sui terminali (polvere bianca/verde) → Riduce la conducibilità
    🔹 Gonfiore o perdite → Segno di surriscaldamento o danneggiamento
    🔹 Livello dell’elettrolita (solo batterie non sigillate) → Deve coprire le piastre

    2. Misurazione della Tensione

    Usa un multimetro digitale:

    • 12,6 V o più → Batteria carica
    • 12,4 V → Carica al 75% (ricarica consigliata)
    • Sotto 12 V → Batteria scarica o difettosa

    Nota: Misura a motore spento dopo almeno 1 ora di fermo.

    3. Test di Carico (se possibile)

    Alcuni negozi di ricambi o officine offrono test con strumenti professionali che simulano l’avviamento per verificare l’effettiva capacità della batteria.


    Manutenzione della Batteria: Consigli Pratici

    1. Pulizia dei Terminali

    • Stacca i morsetti (prima il negativo, poi il positivo)
    • Rimuovi la corrosione con una spazzola metallica e una soluzione di acqua e bicarbonato
    • Applica grasso al silicone sui terminali per prevenire ossidazione

    2. Ricarica Periodica (se l’auto è poco usata)

    • Usa un mantenitore di carica se l’auto rimane ferma per settimane
    • Evita scariche profonde (danneggiano la batteria irreversibilmente)

    3. Attenzione al Freddo e al Caldo Estremo

    • In inverno, la capacità della batteria si riduce → Parcheggia al chiuso se possibile
    • In estate, il calore accelera l’evaporazione dell’elettrolita → Controlla più spesso

    4. Spegni i Consumi inutilizzati

    • Luci interne, autoradio o caricabatterie lasciati accesi consumano la batteria anche a motore spento

    Sintomi di una Batteria Debole o Difettosa

    ⚠ Motore che fatica ad avviarsi (soprattutto al mattino)
    ⚠ Luci più deboli del solito
    ⚠ Problemi elettrici intermittenti (es. chiusura centralizzata che non funziona)
    ⚠ Spia della batteria accesa sul cruscotto


    Quando Sostituire la Batteria?

    • Se dopo una ricarica non mantiene la tensione
    • Se ha più di 5 anni e inizia a dare problemi
    • Se presenta danni fisici (perdite, rigonfiamenti)

    Conclusioni

    open hood of a car

    Una manutenzione regolare della batteria può evitare guasti improvvisi e prolungarne la durata. Controlla almeno 2 volte l’anno (prima dell’inverno e dell’estate) e sostituiscila ai primi segni di cedimento.

    Hai dubbi sulla tua batteria? Portala a verificare da un elettrauto!

  • Nuova Tassa Europea sui Carburanti dal 2027: Cosa Aspettarsi?

    Nuova Tassa Europea sui Carburanti dal 2027: Cosa Aspettarsi?

    UE verso una nuova tassa su benzina e gasolio: +50 centesimi al litro dal 2027?

    Mentre l’Europa si prepara , teoricamente, a dire addio ai motori termici dal 2035, i carburanti tradizionali potrebbero diventare una “miniera d’oro” per ripianare i bilanci comunitari. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, la Commissione Europea starebbe valutando l’introduzione di una nuova accisa su benzina e gasolio a partire dal 2027, con aumenti fino a 50 centesimi al litro.

    Perché questa tassa?

    L’obiettivo ufficiale è legato al sistema ETS2 (Emission Trading System), che dal 2027 includerà anche i settori trasporti e edilizia, imponendo un costo aggiuntivo sulle emissioni di CO₂. Tuttavia, i 700 miliardi di euro stimati tra il 2027 e il 2035 non saranno destinati alla transizione ecologica, ma serviranno per:
    ✅ Rimborsare i bond del Recovery Fund (30 miliardi l’anno)
    ✅ Finanziare la difesa europea (aumento spese militari)
    ✅ Coprire altri buchi di bilancio


    Cosa cambierà per automobilisti e trasporti?

    Se approvata, la misura avrà un impatto pesante su chi ancora utilizza auto a benzina o diesel:

    • Prezzo alla pompa → Potenziale aumento di €0,50/litro
    • Costo pieno per un pieno (50 litri) → +€25 a rifornimento
    • Effetto a catena → Rincari su logistica e beni di consumo

    Emissioni vs. Finanza: il paradosso ETS2

    L’ETS2 nasce per incentivare la riduzione delle emissioni, ma:
    ✔ In teoria: dovrebbe spingere verso veicoli elettrici e carburanti sostenibili
    ✖ In pratica: i ricavi finanzieranno spese non ambientali, penalizzando soprattutto chi non può passare all’elettrico.

    car refill transportation gas
    Photo by ClickerHappy on Pexels.com

    Le reazioni: proteste e rischi speculativi

    Le associazioni di consumatori e gli Stati membri potrebbero opporsi:

    • Rischio speculazioni → I distributori potrebbero anticipare gli aumenti già nel 2026
    • Disagio per famiglie e autotrasportatori → Già alle prese con caro energia
    • Squilibri tra Paesi → Le nazioni con minore potere d’acquisto saranno più colpite

    Alternative possibili

    Alcuni Paesi potrebbero chiedere:

    • Sussidi temporanei per mitigare l’impatto
    • Esenzioni per settori critici (es. trasporto merci)
    • Investimenti più rapidi nelle infrastrutture elettriche

    Cosa aspettarsi nei prossimi mesi?

    • 2025-2026: Discussioni in Parlamento UE e possibili modifiche
    • 2027: Entrata in vigore (se confermata)
    • 2035: Fine motori termici, ma la tassa potrebbe restare per i veicoli esistenti, sempre che non venga posticipata, come probabile

    Cosa ne pensi? È giusto tassare i carburanti per scopi non ambientali, o rischia di essere una mera stangata?

  • Carburanti in salita: guerra e nuove tasse minacciano i prezzi alla pompa

    Carburanti in salita: guerra e nuove tasse minacciano i prezzi alla pompa

    Benzina e gasolio tornano a salire: colpa della crisi in Medio Oriente

    Dopo un breve periodo di calo, i prezzi dei carburanti sono tornati a salire, spinti dalle tensioni tra Israele e Iran e dalle speculazioni sul petrolio. Nell’ultima settimana, benzina e gasolio hanno superato nuovamente le soglie psicologiche di 1,7 e 1,6 euro al litro, con aumenti rispettivamente di 1 centesimo e 1,1 centesimi.

    I numeri del rincaro

    • Benzina: media 1,707 €/l (self) / 1,847 €/l (servito)
    • Gasolio: media 1,606 €/l (self) / 1,746 €/l (servito)
    • GPL e metano in calo: 0,709 €/l (GPL) e 1,439 €/kg (metano)

    L’impennata è legata all’aumento del petrolio (+10%), che ha raggiunto 75 dollari al barile, livello non visto da aprile. Un rialzo dovuto soprattutto ai timori di escalation nel conflitto mediorientale, che rischia di destabilizzare i mercati energetici.

    Guerra e speculazioni: le associazioni dei consumatori chiedono interventi

    Il Codacons ha denunciato l’“inaccettabile aumento immediato” dei prezzi, sottolineando che “la benzina venduta oggi è stata acquistata mesi fa, quando il greggio costava meno”. Anche Assoutenti ha sollecitato il governo a vigilare su possibili speculazioni, soprattutto in vista dell’estate, quando milioni di italiani partiranno in auto, esponendosi a rincari insostenibili.

    La rimodulazione delle accise sul gasolio

    Inoltre, il governo ha recentemente rimodulato le accise sul gasolio, un intervento che ha aumentato i costi del gasolio si 1 centesimo al litro e conseguentemente ridotto della stessa cifra la benzina, cosa che aumenta i costi per chi ha un mezzo a gasolio, già colpito dai blocchi euro5 che impedirà l’ingresso in molte località del nord italia dal prossimo autunno.
    Ma le brutte notizie non finiscono qui dato che l’Europa sta valutando una nuova tassa sui carburanti per finanziare la transizione ecologica. Una prospettiva che, se confermata, potrebbe far schizzare ulteriormente i prezzi.

    car refill transportation gas

    Cosa aspettarsi nei prossimi mesi?

    1. Instabilità petrolifera – Se il conflitto Israele-Iran peggiorerà, il greggio potrebbe superare gli 80 dollari, con effetti diretti sui distributori.
    2. Rischio nuove tasse UE – La Commissione Europea sta studiando un prelievo aggiuntivo su benzina e diesel, che graverebbe ancora sui consumatori.
    3. Possibili interventi governativi – Il governo italiano potrebbe prorogare il taglio delle accise o introdurre sussidi temporanei, ma molto dipenderà dalle decisioni europee.

    Conclusioni: prepararsi a un’estate di rincari?

    Con petrolio in volatilitàaccise in bilico e nuove tasse all’orizzonte, il prezzo dei carburanti potrebbe continuare a salire. Per risparmiare, i consumatori dovranno:

    • Confrontare i distributori (app come PrezziBenzina o  Carburanti Italia aiutano a trovare offerte).
    • Valutare alternative (auto elettriche, GPL, car sharing).
    • Monitorare gli annunci UE per anticipare eventuali nuovi balzelli.
    close up of a person refueling the car at a gas station

    Cosa ne pensi? Credi che il governo dovrebbe bloccare gli aumenti, o è inevitabile pagare di più per la benzina? 

  • Stop ai diesel Euro 5 nel Nord e nel centro Italia: nuove restrizioni dal 2025

    Stop ai diesel Euro 5 nel Nord e nel centro Italia: nuove restrizioni dal 2025

    A partire dal 1° ottobre 2025, scatteranno nuovi divieti di circolazione per le auto diesel Euro 5 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La misura, che riguarderà i comuni sopra i 30.000 abitanti, sarà attiva dal lunedì al venerdì (8:30-18:30) e resterà in vigore fino al 15 aprile 2026, per poi ripetersi ogni anno a partire da settembre.

    Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle nuove limitazioni, le sanzioni previste e le alternative per i proprietari di veicoli diesel.


    Dove e quando scattano i divieti?

    Zone interessate:

    • Bacino Padano: Comuni >30.000 abitanti in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna.
    • Roma: Dal 1° novembre 2025, stop nella ZTL Fascia Verde (salvo proroghe).
    • Firenze: Divieto nel centro storico (P.zza Beccaria – P.zza Libertà) lun-ven (8:30-18:30).

    Periodo di attivazione:

    • Dal 1° ottobre 2025 al 15 aprile 2026 (poi rinnovo annuale da settembre).

    Quante auto saranno coinvolte?

    Solo in Piemonte, lo stop riguarderà 250.000 veicoli (l’8% del parco circolante). A livello nazionale, si stima che oltre 2 milioni di auto Euro 5 dovranno adeguarsi.

    Perché proprio i diesel Euro 5?

    • Inquinano più dei modelli Euro 6 (limiti NOx e PM più permissivi).
    • Responsabili del 20% delle emissioni inquinanti nelle città.

    Sanzioni ed eccezioni

    Multe per chi trasgredisce:

    • €168 per la prima infrazione.
    • Sospensione patente (15-30 giorni) in caso di recidiva.

    Possibili deroghe:

    ✅ Sistema Move-In: Scatola nera che conta i km percorsi (massimo 9.000 km/anno nelle zone a traffico limitato).
    ✅ Auto sostitutive: Incentivi per rottamazione e acquisto di elettriche/ibride.


    Cosa possono fare i proprietari di diesel Euro 5?

    1. Valutare la rottamazione (alcune regioni offrono bonus per auto meno inquinanti).
    2. Installare Move-In (se disponibile).
    3. Usare mezzi alternativi (mezzi pubblici, car sharing, bici).
    4. Verificare le esenzioni (es. veicoli commerciali, residenti con particolari deroghe).

    Critiche e proteste

    Mentre le istituzioni giustificano il provvedimento con l’emergenza smog, molti cittadini protestano:

    • «Mancano alternative valide»: Trasporto pubblico spesso insufficiente.
    • «Troppo poco tempo per adeguarsi»: Il passaggio a Euro 6/elettrico ha costi elevati.
    • «Servono più incentivi»: Le agevolazioni attuali non bastano.
  • Nuovi segnali stradali verdi: cosa indicano e come comportarsi

    Nuovi segnali stradali verdi: cosa indicano e come comportarsi

    Stai guidando all’estero e ti imbatti in un cartello di limite di velocità con il bordo verde? Non è un errore, ma un nuovo tipo di segnale che sta comparendo in Francia, Regno Unito e Spagna. A differenza dei classici cartelli rossi, questi non impongono un obbligo, ma suggeriscono la velocità ideale per quel tratto di strada. Scopriamo cosa significa e come comportarsi.


    Segnali verdi vs rossi: qual è la differenza?

    cartelli di limite di velocità tradizionali hanno un bordo rosso e indicano la velocità massima consentita, superare la quale è vietato e sanzionabile. I nuovi segnali verdi, invece:

    • Non sono vincolanti, ma solo raccomandati.
    • Indicano la velocità ottimale per sicurezza e fluidità del traffico.
    • Non comportano multe se ignorati (a meno di superare il limite ufficiale).

    Dove si trovano?

    Questi cartelli compaiono in zone come:
    ✔ Strade pericolose (curve strette, discese ripide).
    ✔ Aree sensibili (vicino a scuole, centri storici).
    ✔ Tratti con traffico intenso per migliorare lo scorrimento.


    E in Italia? Esiste un segnale simile?

    Sì, ma con un colore diverso: da noi la velocità consigliata è segnalata da un cartello quadrato blu con numero bianco (come in autostrada in tratti tortuosi). Anche in questo caso:

    • Non è obbligatorio rispettarlo.
    • Nessuna sanzione se si va più veloci (entro i limiti di legge).

    Perché introdurre i segnali verdi?

    L’obiettivo è migliorare la sicurezza senza inasprire le regole:
    🔹 Guidatori meno stressati: suggerimenti anziché imposizioni.
    🔹 Traffico più fluido: velocità omogenee evitano rallentamenti.
    🔹 Maggiore attenzione in zone critiche (es. attraversamenti pedonali).


    Cosa fare se si incontra un cartello verde?

    ✅ Riduci la velocità se le condizioni lo richiedono (pioggia, traffico).
    ✅ Non preoccuparti delle multe, ma resta entro i limiti ufficiali.
    ✅ Tienilo a mente in strade sconosciute o pericolose.

  • Range Extender: la soluzione per chi ha paura di rimanere a secco con l’elettrico?

    Range Extender: la soluzione per chi ha paura di rimanere a secco con l’elettrico?

    Range Extender: Cos’è e Come Funziona?

    Molti automobilisti sono ancora frenati dall’acquisto di un’auto elettrica a causa della “range anxiety”, la paura di rimanere senza batteria lontano da una colonnina di ricarica. Nonostante le moderne EV offrano 500 km di autonomia e oltre, la rete di ricarica non è ancora perfettamente capillare, soprattutto al di fuori delle grandi città.

    Ecco che entrano in gioco i Range Extender (REx), una tecnologia ibrida particolare che combina un motore elettrico con un piccolo motore termico, il cui compito però non è muovere le ruote, ma generare elettricità per ricaricare la batteria quando questa si sta esaurendo.

    Come funziona un Range Extender?

    • L’auto viaggia sempre in elettrico, con il motore a combustione spento.
    • Quando la batteria scende sotto una certa soglia (es. 20%), si accende il motore termico, che funziona da generatore.
    • Il motore lavora a regime costante e ottimale, riducendo consumi ed emissioni rispetto a un ibrida tradizionale.
    • Non serve collegarsi a una colonnina: basta fare rifornimento di benzina/diesel per “ricaricare” la batteria.

    I Vantaggi dei Range Extender

    two white and red tesla charging station
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    ✅ Meno ansia da autonomia

    • Puoi viaggiare anche senza colonnine, usando il motore termico come backup.
    • Ideale per lunghe distanze o zone con poche infrastrutture di ricarica.

    ✅ Efficienza energetica

    • Il motore termico non deve variare giri, lavorando sempre al regime più efficiente.
    • Riduce sprechi rispetto a un’ibrida tradizionale.

    ✅ Transizione più morbida all’elettrico

    • Chi non è ancora pronto per un’auto full-electric può abituarsi gradualmente.

    Esempi di Auto con Range Extender

    1. Mazda MX-30 R-EV (2023)

    • Motore elettrico + Wankel (rotativo) da 830 cc
    • Autonomia elettrica: 85 km
    • Autonomia totale600+ km grazie al range extender

    2. BMW i3 REx (2013-2018)

    • Una delle prime auto moderne con REx
    • 650 cc bicilindrico che ricarica la batteria

    3. Leapmotor C10 (Cina, 2024)

    • Autonomia combinata: 700+ km
    • Esempio del boom cinese dei REEV (Range Extended Electric Vehicles)

    Perché i Range Extender Stanno Tornando di Moda?

    Negli anni ‘10, auto come Chevrolet Volt e Opel Ampera hanno sperimentato questa tecnologia, ma poi il mercato ha preferito ibride plug-in e full-electric. Oggi, però, i Range Extender stanno vivendo una rinascita, soprattutto in Cina, dove:

    • La rete di ricarica non è ancora matura ovunque.
    • I consumatori vogliono auto elettriche senza ansia da autonomia.

    Anche in Europa e USA c’è un rinnovato interesse, con aziende come ZF che stanno sviluppando nuovi sistemi modulari per auto di diversi segmenti.


    Il Futuro dei Range Extender

    🔋 Verso motori più efficienti

    • Alcuni costruttori stanno testando range extender a idrogeno o motori ultra-compatti.

    🌍 Una tecnologia ponte?

    • Potrebbe essere utile fino a quando la ricarica non sarà ovunque istantanea.
    • Nel lungo periodo, però, batterie più capienti e ricariche ultra-rapide potrebbero renderli meno necessari.

    Conclusioni

    Range Extender sono una soluzione intelligente per chi vuole guidare elettrico senza rinunciare alla sicurezza di un motore termico di backup. Soprattutto in Paesi dove la ricarica è ancora un problema, potrebbero essere l’opzione perfetta per la transizione ecologica.

    Tu cosa ne pensi? Preferisci un’auto full-electric o una con range extender? 

  • Manutenzione auto in abbonamento: la rivoluzione dei servizi a canone fisso

    Manutenzione auto in abbonamento: la rivoluzione dei servizi a canone fisso

    La nuova era della manutenzione automobilistica

    Il settore automotive sta vivendo una significativa evoluzione con l’introduzione di servizi di manutenzione in abbonamento. Questo innovativo approccio offre agli automobilisti la possibilità di gestire i costi di manutenzione con canoni mensili fissi, eliminando le spese impreviste e semplificando la pianificazione del budget.

    Come funzionano gli abbonamenti manutenzione?

    I principali servizi disponibili oggi prevedono:

    • Pacchetti per la gestione pneumatici (cambio stagionale, stoccaggio, controllo pressioni)
    • Manutenzione ordinaria programmata (tagliandi, controlli periodici)
    • Servizi aggiuntivi (carrozzeria, riparazioni straordinarie)
    • Estensione di garanzia, per evitare esborsi incerti in manutenzione straordinaria pagando un abbonamento mensile in stile netflix

    L’attivazione avviene tipicamente attraverso piattaforme digitali, con la possibilità di:
    ✔ Scegliere l’officina di riferimento
    ✔ Modificare il piano in corso d’opera
    ✔ Disdire il servizio con preavviso

    Vantaggi dei servizi in abbonamento

    1. Budget prevedibile
      Niente più costi a sorpresa: il canone fisso mensile permette una migliore gestione finanziaria.
    2. Manutenzione professionale
      Interventi eseguiti da tecnici specializzati presso centri autorizzati.
    3. Massima flessibilità
      Possibilità di cambiare officina o modificare il pacchetto in base alle esigenze.
    4. Servizi inclusi
      Dai semplici controlli pneumatici fino ai tagliandi completi, a seconda della formula scelta.

    Principali offerte sul mercato

    Pacchetti Pneumatici

    Una formula che copre al momento é quella di Hyundai, chiamata Service Plus MyHyundai disponibile nelle concessionarie del produttore coreano.

    • Formula Base (circa 8€/mese):
      Controlli periodici, stoccaggio e promemoria per il cambio gomme
    • Formula Premium (circa 16€/mese):
      Include montaggio/smontaggio stagionale completo

    Manutenzione Completa

    Alcune reti di concessionarie, come il gruppo AutoTorino, stanno introducendo abbonamenti che coprono:

    • Tagliandi periodici
    • Sostituzione liquidi e filtri
    • Controlli elettronici
    • Diagnostica computerizzata

    Esempio di costo:
    Pacchetto a 25€/mese per 2 tagliandi annuali + controllo pneumatici

    Le estensioni di garanzia

    Ci sono poi le estensioni di garanzia come quelle di Garanty o Spondee, dove é possibile abbonarsi a un servizio di estensione di garanzia che copre i possibili guasti, pagando un canone in funzione dell’anno di costruzione, del modello e del chilometraggio dell’auto.
    Basterá andare sul sito del fornitore, inserire i dati dell’auto, scegliere il tipo di copertura tra base (che copre solo i difetti piú comuni o meno costosi) e avanzata (che copre tutto) e ricevere un preventivo.
    In caso di guasto si contatterá la garanzia che vi indirizzerá verso un officina convenzionata per la riparazione senza anticipare alcunché o in caso di emergenza vi autorizzerá la riparazione anche presso un comune riparatore, rimborsandovi la spesa sostenuta

    Considerazioni finali

    I servizi di manutenzione in abbonamento rappresentano una svolta significativa nel rapporto tra automobilista e officina, con vantaggi per entrambe le parti:

    • Per i clienti: tranquillità e controllo delle spese
    • Per i centri assistenza: fidelizzazione e programmazione del lavoro

    Mentre inizialmente focalizzati su servizi specifici (come la gestione pneumatici), questi programmi si stanno evolvendo verso offerte più complete, aprendo la strada a un nuovo modo di concepire la manutenzione del veicolo.

    Cosa ne pensi di questa innovazione? Sceglieresti un abbonamento per la manutenzione della tua auto?

  • CID Digitale: Cos’è e Come Funziona la Nuova Constatazione Amichevole Online

    CID Digitale: Cos’è e Come Funziona la Nuova Constatazione Amichevole Online

    Il CID (Constatazione Amichevole di Incidente), noto anche come modulo blu, è da anni lo strumento principale per gestire i sinistri stradali in modo rapido e concordato tra le parti. Oggi, però, sta per subire una rivoluzione: entro 12 mesi, le assicurazioni dovranno offrire ai propri clienti la possibilità di compilarlo digitalmente, tramite app o web.

    Ma come funzionerà esattamente? E quali sono i vantaggi e le criticità di questa innovazione? Scopriamolo insieme.


    Cos’è il CID e Come Funziona Oggi?

    Il CID è un modulo prestampato, distribuito dalle compagnie assicurative, che permette di dichiarare un incidente in modo semplice e veloce, evitando lunghe pratiche burocratiche.

    Come si usa oggi?

    ✔ Compilazione manuale (con penna)
    ✔ Firma congiunta dei conducenti coinvolti
    ✔ Invio cartaceo alla propria assicurazione

    Nel 2023, oltre 1,8 milioni di sinistri sono stati gestiti tramite CID, dimostrando quanto sia ancora fondamentale nel mondo assicurativo.


    CID Digitale: Come Cambia la Denuncia di Sinistro

    Con il Regolamento IVASS n. 56/2025, le compagnie avranno un anno di tempo per introdurre la versione digitale del CID. Ecco come funzionerà:

    1. Compilazione Online

    • Tramite app dedicata o webapp
    • Possibilità di inserire foto e video dell’incidente
    • Firma digitale (con SPID o CIE)

    2. Invio Immediato alla Compagnia

    • Niente più moduli da spedire per posta
    • Ricevuta di conferma in tempo reale

    3. Vantaggi Principali

    ✅ Nessun errore di compilazione (campi preimpostati)
    ✅ Processo più veloce (meno attese per il risarcimento)
    ✅ Archiviazione digitale (nessun rischio di smarrimento)


    Le Criticità del CID Digitale

    Nonostante i benefici, l’introduzione del CID digitale solleva alcune preoccupazioni:

    1. Privacy e Sicurezza dei Dati

    • Le associazioni dei consumatori temono furti informatici o utilizzo improprio dei dati.
    • Ogni compagnia potrebbe avere un’app diversa, aumentando la complessità.

    2. Difficoltà per Chi Non è Abituato al Digitale

    • Anziani o chi non ha SPID/CIE potrebbe trovarsi in difficoltà.
    • In caso di scarsa copertura internet, la compilazione diventa complicata.

    3. Validità Legale e Rischi di Errori

    • Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che il CID firmato è vincolante: un errore digitale potrebbe avere conseguenze gravi.

    Carta vs. Digitale: Cosa Scegliere?

    La buona notizia? Il modulo cartaceo non sparirà!

    • Chi preferisce potrà continuare a usare la versione stampata.
    • Il valore legale sarà identico per entrambe le modalità.

    Conclusioni: Una Rivoluzione Necessaria?

    Il CID digitale rappresenta un passo avanti verso la dematerializzazione delle pratiche assicurative, ma non è esente da rischi.

    ✔ PRO: Più veloce, comodo e meno soggetto a errori.
    ✖ CONTRO: Problemi di privacy, accessibilità e possibili complicazioni legali.

    Cosa ne pensate? Siete pronti a dire addio al modulo cartaceo?