Categoria: News

  • Porsche lascia il pool emissioni Volkswagen e si allea con Xpeng: ecco cosa significa

    Porsche lascia il pool emissioni Volkswagen e si allea con Xpeng: ecco cosa significa

    Porsche ha scelto di uscire dal pool di emissioni del Gruppo Volkswagen per il biennio 2026-2027, stringendo un accordo con il costruttore cinese Xpeng. Una mossa che potrebbe sembrare controintuitiva, ma che si spiega con le regole europee sulle emissioni e con le difficoltà incontrate dal marchio di Zuffenhausen nella transizione elettrica.

    Secondo un documento pubblicato dalla Commissione europea il 5 agosto 2026, Porsche ha deciso di lasciare il raggruppamento delle emissioni del Gruppo Volkswagen e di entrare in un nuovo pool insieme a Xpeng . L’accordo, valido per il 2026 e il 2027, sarà gestito direttamente da Porsche e, trattandosi di un raggruppamento aperto, potrà essere esteso anche ad altri costruttori .

    Come funzionano i pool di emissioni

    Per capire il senso di questa operazione, bisogna conoscere il meccanismo dei pool di emissioni, una pratica comune tra le case automobilistiche europee . Il principio è semplice: le regole dell’Unione Europea permettono ai costruttori di mettere insieme le rispettive flotte e calcolare le emissioni medie di CO₂ sul raggruppamento, anziché sul singolo marchio .

    In pratica, i marchi che vendono prevalentemente veicoli elettrici possono compensare le emissioni di quelli ancora fortemente legati ai motori termici . L’obiettivo è rispettare i limiti fissati da Bruxelles ed evitare pesanti sanzioni: per ogni grammo di CO₂ oltre il limite, la multa è di 95 euro per ogni veicolo immatricolato .

    La difficile situazione del Gruppo Volkswagen

    La decisione di Porsche arriva in un momento delicato per il Gruppo Volkswagen, che nel 2025 ha registrato emissioni medie di 100 g/km, a fronte di un obiettivo europeo fissato a 93,6 g/km . Per il mancato rispetto dei limiti, il gruppo rischia sanzioni che, secondo il direttore finanziario Arno Antlitz, potrebbero raggiungere complessivamente 1,5 miliardi di euro nel periodo 2025-2027 .

    L’Unione Europea ha però introdotto un sistema di verifica più flessibile: la conformità viene calcolata su un arco di tre anni (2025-2027), il che significa che un risultato negativo può essere recuperato con performance migliori nei periodi successivi .

    Perché Porsche ha scelto Xpeng

    La scelta di Porsche è dettata da due fattori principali.

    Le difficoltà delle elettriche. Nel 2026, le vendite della Porsche Taycan sono diminuite di circa il 20% in Europa, mentre quelle della Macan elettrica sono calate di circa il 30% . L’elettrico rappresenta ora circa il 30% dei volumi del marchio nella regione, rispetto a quasi il 40% dello stesso periodo dell’anno precedente . La casa di Zuffenhausen ha quindi recentemente spostato l’attenzione anche sui modelli con motore termico, rendendo più difficile contribuire alla riduzione delle emissioni medie del Gruppo Volkswagen .

    Il vantaggio di Xpeng. Il costruttore cinese vende in Europa esclusivamente modelli 100% elettrici, quindi con emissioni di CO₂ pari a zero secondo il ciclo previsto dalle normative comunitarie . Nei primi sei mesi del 2026, Xpeng ha aumentato le consegne europee del 126%, arrivando a circa 19.000 vetture . Ogni auto che immatricola abbassa la media del pool sulle emissioni .

    Una mossa che avvantaggia anche Volkswagen

    Paradossalmente, l’uscita di Porsche dal pool Volkswagen potrebbe giovare anche al gruppo di Wolfsburg. Escludendo il marchio di lusso, la cui media emissioni è in peggioramento, il gruppo ha più possibilità di raggiungere il target senza incorrere in multe .

    La scelta di Xpeng, inoltre, non è casuale: Volkswagen possiede circa il 5% delle azioni del costruttore cinese dal 2023 e i due gruppi collaborano già sullo sviluppo di una piattaforma condivisa . L’accordo con Xpeng è quindi meno sorprendente di quanto possa sembrare e mantiene Porsche “indirettamente all’interno della famiglia” Volkswagen .

    Cosa significa per il futuro

    La collaborazione tra Porsche e Xpeng dimostra come la transizione energetica stia modificando profondamente le relazioni all’interno del settore automobilistico . I crediti di CO₂ generati dai produttori di auto elettriche si stanno trasformando in un vero e proprio asset economico, e i costruttori cinesi come Xpeng, BYD e altri stanno diventando interlocutori strategici anche per i grandi marchi occidentali .

    L’intesa avrà validità fino alla fine del 2027 . Il nuovo raggruppamento è aperto anche ad altri marchi, che potranno presentare richiesta di adesione.

  • BYD Seal 6, restyling 2027: arriva il LiDAR e la potenza sale a 326 CV

    BYD Seal 6, restyling 2027: arriva il LiDAR e la potenza sale a 326 CV

    La BYD Seal 6 si prepara a un restyling profondo per il Model Year 2027. Il colosso cinese ha presentato in patria la versione aggiornata della berlina (in Italia conosciuta come Seal 6), che arriverà anche sul mercato europeo con un pacchetto di novità sostanziali: design rivisto, sensore LiDAR sul tetto per la guida assistita, dimensioni maggiori e un significativo incremento di potenza per le versioni elettriche. Con la versione ibrida plug-in, l’autonomia complessiva dichiarata tocca quota 2.370 km.

    BYD continua a spingere sull’acceleratore del rinnovamento. Dopo il successo delle Seal 6 e Seal 6 Touring arrivate in Italia nel 2025, la casa cinese ha svelato in Cina il Model Year 2027 della Seal 06, nota in Europa appunto come Seal 6 . L’aggiornamento, che anticipa le novità che arriveranno anche sul Vecchio Continente, è molto più di un semplice restyling stagionale.

    Design e dimensioni: più lunga e con il LiDAR sul tetto

    La nuova Seal 6 sfoggia un frontale ridisegnato con gruppi ottici completamente rinnovati e un posteriore con firme luminose aggiornate . L’elemento che salta subito all’occhio, però, è il sensore LiDAR integrato sul tetto . Grazie a questo sistema, l’auto può contare su una lettura più precisa dell’ambiente circostante, migliorando i sistemi di assistenza alla guida (il pacchetto “God’s Eye 5.0” o “God Eye B”) e innalzando il livello di sicurezza .

    Le dimensioni crescono sensibilmente. La lunghezza aumenta di circa 150 mm, superando i 4,85 metri . Secondo alcune fonti, la vettura raggiunge ora i 4.870 mm . Anche il passo cresce di 3 cm, arrivando a 282 cm .

    Più potenza per le elettriche, autonomia record per le ibride

    Le novità più importanti, però, si nascondono sotto il cofano. BYD ha rimesso mano all’intera gamma di propulsori.

    • Versioni elettriche (EV): La potenza delle Seal 6 a batteria subirà un balzo in avanti significativo, passando da 218 a 326 CV (240 kW) per la versione top di gamma . Un upgrade che promette di rendere la berlina decisamente più performante.
    • Batterie di seconda generazione: Le elettriche adottano le nuove Blade Battery di seconda generazione con capacità di 52,9 o 64,3 kWh e architettura a 800 volt, per autonomie dichiarate nel ciclo cinese CLTC comprese tra 530 e 630 km .
    • Versioni ibride plug-in (DM-i): Le ibride beneficiano di un motore 1.5 aspirato da 101 CV (74 kW) abbinato a un’unità elettrica da 175 kW (238 CV), una potenza in crescita rispetto al passato . Le batterie disponibili sono da 25,3 o 34,3 kWh, che consentono di percorrere fino a 320 km in modalità 100% elettrica nel ciclo CLTC .

    Il dato che colpisce di più è l’autonomia complessiva dichiarata: con un serbatoio da 65 litri e le batterie completamente cariche, la Seal 6 DM-i può percorrere fino a 2.370 km senza fermarsi . Un dato da “maratoneta” che la pone ai vertici della categoria. Le versioni plug-in beneficiano inoltre del sistema di sospensioni intelligenti DiSus C su alcuni allestimenti .

    Interni hi-tech con display rotante

    L’abitacolo non è da meno. La plancia della Seal 6 integra un display centrale rotante da 15,6 pollici e una strumentazione digitale da 8,8 pollici, con la possibilità di aggiungere un head-up display da 29 pollici . Il sistema operativo è l’ultima evoluzione del DiLink, con l’intelligenza artificiale DeepSeek per i comandi vocali . La leva del cambio è stata spostata dietro lo sterzo, liberando spazio per un vano portaoggetti e una piastra di ricarica wireless da 50 W.

    Prezzi in Cina e arrivo in Europa

    In Cina, i prezzi per il Model Year 2027 partono da 99.900 yuan (circa 12.800 euro) per la plug-in e da 109.900 yuan (14.100 euro) per l’elettrica . Il sensore LiDAR e il pacchetto di assistenza avanzata potrebbero far lievitare il prezzo di circa 11.000 yuan (1.600 dollari) .

    Per l’Italia, al momento il listino della Seal 6 parte da 37.900 euro per la berlina e 39.400 per la station wagon Touring , ma non è ancora nota la data di arrivo del restyling nel nostro paese .

  • GWM torna in Europa: la Ora 5 apre l’offensiva del colosso cinese in Italia

    GWM torna in Europa: la Ora 5 apre l’offensiva del colosso cinese in Italia

    Great Wall Motor (GWM) non è nuova al mercato europeo. Dopo un primo tentativo non proprio riuscito qualche anno fa, il colosso cinese ci riprova con una strategia completamente rinnovata . L’Italia è uno dei mercati chiave di questa offensiva, con il lancio della GWM Ora 5, un SUV compatto che strizza l’occhio al design di una celebre sportiva tedesca, ma che punta tutto su un rapporto qualità-prezzo decisamente aggressivo.

    Il gruppo cinese, con oltre 16 milioni di clienti nel mondo e 1,3 milioni di veicoli venduti nel solo 2025, ha deciso di cambiare marcia . Abbandonata la vecchia strategia incentrata solo sull’elettrico, GWM punta ora su un approccio multi-energia che sappia intercettare le diverse esigenze del pubblico europeo: “All scenarios, all powertrains” . L’obiettivo ambizioso è conquistare una quota di mercato compresa tra il 3% e il 5% in Europa entro il 2030 .

    Ora 5: il SUV “ispirato Porsche” che parte da meno di 27.000 euro

    La Ora 5 è la carta d’ingresso di GWM in Italia e il modello che dovrebbe trainare le vendite . Con i suoi 4,47 metri di lunghezza, si inserisce nel cuore del segmento C dei SUV, il più importante del mercato italiano . Il prezzo di partenza è di 26.950 euro per la versione 1.5 turbo benzina da 160 CV .

    Il design, inutile negarlo, gioca un ruolo fondamentale. I fari anteriori ovali richiamano in modo piuttosto esplicito lo stile della Porsche 911, una scelta che aiuta a distinguersi in un mare di SUV anonimi . Le proporzioni sono equilibrate e la coda presenta una soluzione originale con i gruppi ottici integrati nel lunotto, mentre gli indicatori di direzione sono posizionati sul paraurti .

    Tre motorizzazioni per tutte le esigenze

    La vera novità, che si allontana dalla vecchia strategia GWM, è la possibilità di scegliere tra tre diverse alimentazioni sulla stessa piattaforma, senza dover rinunciare a un elevato livello di dotazione di serie :

    • Benzina: motore 1.5 turbo da 160 CV, cambio automatico 7DCT. Prezzo da 26.950 euro .
    • Full Hybrid Hi2: la versione più interessante per chi cerca equilibrio tra prestazioni e consumi. Abbina un 1.5 turbo da 150 CV a un’unità elettrica da 190 CV per una potenza complessiva di 223 CV e 476 Nm di coppia. Scatto 0-100 km/h in 7,7 secondi e consumi dichiarati di soli 5,1 l/100 km. L’autonomia supera i 1.000 km con un pieno. Prezzo da 28.600 euro .
    • Elettrica: motore da 205 CV, batteria da 58,3 kWh, autonomia WLTP di 435 km. Ricarica rapida dal 10 all’80% in circa 30 minuti. Prezzo da 36.000 euro .

    Attenzione: non si tratta di un modello “adattato” frettolosamente per l’Europa. GWM ha investito tempo e risorse per sviluppare un’assetto specifico per il Vecchio Continente, con interventi su ammortizzatori, molle, barre antirollio e servosterzo. Lo sviluppo ha previsto 15.000 km di test per ogni motorizzazione su strade europee, incluse quelle italiane .

    La gamma Haval e l’offensiva dei SUV

    Oltre alla Ora 5, GWM sta preparando l’arrivo in Europa dei modelli del marchio Haval, dedicato al segmento dei SUV di volume . Il gruppo ha scelto per l’Europa di presentarsi con un unico marchio ombrello “GWM”, all’interno del quale convivono diverse linee di prodotto .

    I modelli più attesi della gamma Haval sono:

    • Haval H6: SUV di 4,70 metri, offerto in Europa come full hybrid da 243 CV. Prezzo stimato intorno ai 29.000 euro in Germania .
    • Haval Jolion Pro: crossover compatto (4,47 metri) con motore 1.5 turbo da 177 CV. Prezzo da 25.000 euro .
    • Haval H7: il vero “pezzo grosso” per gli amanti dell’off-road. Lungo 4,80 metri, con un design che ricorda Land Rover Defender e Toyota Land Cruiser, sarà disponibile con motori benzina, full hybrid e plug-in hybrid. La vera chicca è la tecnologia Hi4, un sistema di trazione integrale intelligente per ibridi che debutta in Europa. Prezzo stimato intorno ai 35.000 euro .

    Una squadra di italiani per l’Italia

    GWM punta forte sul mercato italiano e lo dimostra con la scelta di affidare la filiale a un team tutto italiano, guidato dal Chief Operating Officer Giuseppe Lovascio, un manager con oltre 25 anni di esperienza in Honda, FCA (oggi Stellantis), Mitsubishi e SsangYong . Al suo fianco, professionisti di peso come Daniele Ministeri (Head of Product Management, ex Renault e Stellantis), Alessandro Berni (National Sales Manager, ex BMW e BYD) e Raffaele Rega (Head of Vehicle Development per GWM Europe, ex Fiat e Magneti Marelli) .

    Un futuro in Europa

    Il piano di GWM per l’Europa è ambizioso e prevede il lancio di almeno dieci nuovi modelli entro il 2030 . La roadmap include, oltre ai SUV, anche pick-up (che in Europa si chiameranno Alpha Cannon) e modelli premium dei marchi Wey e Tank .

    Il gruppo cinese ha già aperto filiali dirette in Italia e Spagna e prevede di arrivare in 13 mercati europei entro il 2026 . Ma l’ambizione va oltre: GWM sta studiando la costruzione di uno stabilimento in Europa, con la Romania come possibile location, per produrre fino a 300.000 auto all’anno entro il 2029 .

    La sfida per GWM, così come per gli altri marchi cinesi, non sarà solo tecnica o di prezzo. Come sottolineato da un’analisi di settore, “costruire un’auto tecnologica non è la stessa cosa che costruire un marchio premium” e la concorrenza di altri player cinesi già affermati in Europa, come BYD, si fa sentire . Ma con un prodotto come la Ora 5, un prezzo aggressivo e un team di manager che conoscono il mercato italiano, GWM sembra avere tutte le carte in regola per giocarsi le sue chance.

  • L’offensiva premium cinese: Aito, Li Auto e le nuove ambizioni sul mercato europeo

    L’offensiva premium cinese: Aito, Li Auto e le nuove ambizioni sul mercato europeo

    Per anni si è parlato dell’arrivo in Europa di auto cinesi economiche e ben equipaggiate, pronte a rivoluzionare il mercato generalista. Oggi il copione è cambiato radicalmente. Marchi come Aito, Li Auto e Denza stanno puntando direttamente al cuore del segmento premium, quello storicamente dominato da BMW, Mercedes e Audi, con modelli tecnologicamente avanzati e prezzi che sfidano le migliori tradizioni europee. E l’appuntamento per vederli dal vivo è già fissato al Salone di Parigi 2026.

    La nuova generazione di costruttori cinesi non vuole più essere percepita come l’alternativa economica. L’obiettivo è diventare riferimento tecnologico, e il lusso, oggi, si vende tanto per software quanto per cuoio . Marchi come Aito, Li Auto e Denza rappresentano la punta di diamante di questa offensiva, e si preparano a sbarcare ufficialmente in Europa nei prossimi mesi.

    Aito: la tecnologia Huawei, ma con un’importante rinuncia

    Aito, acronimo di “Adding Intelligence to Auto”, è un marchio nato dalla collaborazione tra il gruppo Seres e il colosso tecnologico Huawei . In Cina, il punto di forza dei modelli Aito è proprio l’integrazione con l’ecosistema Huawei, con il sistema operativo HarmonyOS a bordo e sofisticati sistemi di guida semi-autonoma .

    Il marchio è atteso in Europa a partire dal 2026 , con modelli come il SUV Aito M5 e il più grande e lussuoso Aito 8 (la versione occidentale dell’Aito M8) .

    Tuttavia, c’è un dettaglio fondamentale che cambia le carte in tavola per il mercato europeo. Per ragioni regolatorie e di immagine, il partenariato con Huawei verrà deliberatamente nascosto nella comunicazione europea. Niente logo Huawei, niente software proprietario. Di conseguenza, i modelli Aito perderanno il loro principale argomento differenziante, risultando “privati del loro più grande vantaggio” . Saranno comunque auto tecnologicamente avanzate, ma si troveranno ad affrontare una concorrenza già agguerrita senza il loro asso nella manica.

    Li Auto: dal successo cinese con l’i6 SUV

    Li Auto è uno dei principali costruttori cinesi di fascia alta, fondato nel 2015 e noto per i suoi grandi SUV elettrificati . Nel 2025 ha superato le 420.000 consegne globali, un dato che ne certifica la solidità . La strategia europea del marchio è chiara e ambiziosa: il debutto è previsto per la seconda metà del 2026 con il SUV elettrico Li Auto i6, che sarà presentato al Salone di Parigi .

    La scelta dell’i6 non è casuale: è il modello più venduto del marchio, con quasi 100.000 unità nei primi cinque mesi del 2026 in Cina . Sul mercato europeo andrà a sfidare direttamente Audi Q4 e-tron, BMW iX3, Polestar 4 e Mercedes GLC elettrica . La scheda tecnica è di tutto rispetto:

    • Dimensioni: circa 4,95 metri di lunghezza .
    • Batteria e autonomia: 87 kWh, fino a 720 km nel ciclo CLTC (cinese) .
    • Ricarica: fino a 500 kW, dichiarando 10 minuti per 500 km di autonomia .
    • Comfort: sospensioni attive, impianto audio con 20 altoparlanti e doppio schermo da 15,7 pollici .

    Li Auto ha già aperto un centro di ricerca e sviluppo a Monaco di Baviera e sta costruendo una rete commerciale e di assistenza in Europa, dimostrando di voler giocare la partita sul lungo periodo .

    L’ecosistema premium cinese: Denza, Voyah e Zeekr

    L’offensiva non si ferma ad Aito e Li Auto. Il gruppo BYD ha lanciato in Europa il suo brand premium Denza, con la shooting brake elettrica Z9GT da oltre 1.100 CV e la monovolume ibrida D9 DM-i . I prezzi partono da oltre 100.000 euro, un chiaro segnale delle ambizioni del gruppo cinese .

    Anche Voyah, marchio premium del gruppo Dongfeng, si prepara ad arrivare in Europa grazie a una joint venture con Stellantis. L’accordo prevede l’utilizzo della rete di concessionari Stellantis per la distribuzione, un vantaggio competitivo non indifferente . Modelli come il SUV elettrico Voyah Courage potrebbero arrivare a un prezzo molto aggressivo, inferiore ai 30.000 euro .

    Infine, il gruppo Geely ha già avviato l’espansione in Italia del suo marchio premium Zeekr, raccogliendo oltre 3.000 manifestazioni di interesse in pochi mesi . Zeekr ha recentemente aperto le prenotazioni per il suo super-SUV ibrido 9X, un gigante da 5,24 metri con quasi 900 CV che si candida a sfidare Mercedes GLS e Range Rover . La strategia di Geely punta a radicarsi industrialmente in Europa, con la produzione di modelli elettrificati a partire dal 2028 nello stabilimento Ford di Valencia, di cui Geely ha acquisito il 34% .

    Il vero problema: la fiducia

    Tutta questa tecnologia e questi numeri impressionanti si scontrano con un problema più grande: la percezione del marchio . Il segmento premium europeo non si definisce solo per le specifiche tecniche, ma anche per il servizio, la rete di assistenza, il valore residuo e, soprattutto, per decenni di immagine di marca . Come sottolineato da un’analisi di settore, “costruire un’auto tecnologica non è la stessa cosa che costruire un marchio premium” . La sfida per Aito, Li Auto e tutti gli altri non è solo tecnica, ma culturale. Riusciranno a convincere il cliente europeo a spendere 100.000 euro per un’auto cinese? La risposta, probabilmente, la sapremo nei prossimi anni.

  • Smart #2: l’erede della fortwo si svela sempre di più in vista del Salone di Parigi

    Smart #2: l’erede della fortwo si svela sempre di più in vista del Salone di Parigi

    L’attesa per la nuova Smart #2, l’erede spirituale della fortwo, cresce di giorno in giorno. A pochi mesi dalla presentazione ufficiale al Salone di Parigi 2026 (12-18 ottobre), emergono sempre più dettagli sulla citycar elettrica che promette di rivoluzionare il concetto di mobilità urbana. Dimensioni ultracompatte, un abitacolo hi-tech e un prezzo aggressivo la rendono una delle novità più attese dell’anno.

    L’iconica due posti di Smart si appresta a vivere una nuova vita, completamente elettrica. La Smart #2 sarà ufficialmente svelata al Salone di Parigi nell’ottobre 2026 , ma già oggi possiamo tracciare un quadro piuttosto completo di quella che sarà una delle citycar più interessanti del prossimo futuro.

    Dimensioni e piattaforma: un ritorno alle origini

    La nuova Smart #2 torna alle dimensioni che hanno reso celebre la fortwo. Sarà lunga circa 2,75 metri, larga 1,66 metri e alta 1,55 metri, con un passo di 1,87 metri . Un ingombro minimo, pensato per districarsi con agilità nel traffico cittadino e nei parcheggi più stretti.

    Alla base della vettura c’è la nuova piattaforma ECA (Electric Compact Architecture), sviluppata appositamente per veicoli elettrici ultracompatti . Non si tratta di un adattamento, ma di un progetto nato per ottimizzare gli spazi di una due posti. Il diametro di sterzata è di soli 6,95 metri, un valore che garantisce una manovrabilità eccezionale, paragonabile a quella della storica fortwo .

    Motore e batteria: l’autonomia giusta per la città

    La Smart #2 sarà spinta da un motore elettrico da 60 kW (80 CV) fornito da InfiMotion, con una velocità massima di 140 km/h . La batteria, con celle LFP di CATL assemblate da Geely, avrà una capacità di 35,7 kWh .

    L’autonomia stimata è di circa 300 km nel ciclo WLTP , più che sufficiente per l’uso quotidiano in città. La ricarica rapida in corrente continua sarà in grado di portare la batteria dal 10 all’80% in circa 20 minuti . Presente anche la funzione V2L (Vehicle-to-Load) per alimentare dispositivi esterni .

    Interni hi-tech con un tocco di design Mercedes

    L’abitacolo è uno dei punti di forza della nuova #2. Al centro della plancia spicca un ampio schermo touchscreen, affiancato da un quadro strumenti LCD compatto . A differenza di molte auto moderne, Smart ha mantenuto un blocco di pulsanti fisici sotto il display, una scelta apprezzabile per chi preferisce un controllo tattile e immediato .

    Le bocchette di aerazione, dal classico formato circolare, richiamano lo stile Mercedes . L’abitacolo offre inoltre due postazioni per la ricarica wireless degli smartphone, una presa da 12V e un pratico gancio sul portaoggetti .

    Un’anteprima tra murales e concept

    Per creare attesa, Smart ha lanciato una campagna di murales in sei città del mondo (Berlino, Parigi, Shanghai, Hong Kong, Buenos Aires e Melbourne), rivelando il design della vettura in anteprima . A giugno, la Smart Concept #2 aveva già fatto tappa a Roma, anticipando le linee e la filosofia interna del modello definitivo .

    Prezzo e posizionamento

    Le indiscrezioni parlano di un prezzo di partenza inferiore ai 20.000 euro per le versioni di accesso . La Smart #2 si posizionerà così in un segmento competitivo, puntando non solo sulle dimensioni compatte ma anche su design e qualità percepita, grazie al contributo del Mercedes-Benz Global Design Team . Le consegne ai primi clienti sono attese per il corso del 2027 .

    Per tutti gli appassionati, l’appuntamento è al Salone di Parigi di ottobre, dove finalmente la Smart #2 si mostrerà in tutto il suo splendore.

  • Salone Auto Torino 2026: programma, eventi e marchi presenti

    Salone Auto Torino 2026: programma, eventi e marchi presenti

    Torna l’appuntamento imperdibile per gli appassionati di motori: dall’11 al 13 settembre 2026, Torino si trasforma in un museo a cielo aperto con oltre 40 brand, test drive gratuiti, supercar e anteprime esclusive. Scopri tutto sul Salone Auto Torino 2026.

    Torino si prepara ad accogliere la terza edizione del Salone Auto Torino, in programma dall’11 al 13 settembre 2026 . Dopo il successo delle due edizioni precedenti, che hanno richiamato oltre mezzo milione di visitatori, la manifestazione conferma la sua formula vincente: un evento open-air, a ingresso gratuito, che trasformerà il cuore del capoluogo piemontese in una grande vetrina per l’automotive .

    Oltre 40 marchi presenti

    La lista degli espositori è già ricchissima e supera quota 40 . Tra i brand che hanno confermato la loro presenza figurano i grandi nomi dell’auto italiana e internazionale:

    Marchi italiani: Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Maserati .

    Marchi europei e giapponesi: BMW, Citroën, DS, Honda, Jeep, Kia, Mazda, Mercedes-Benz, Opel, Peugeot, Porsche, Renault, Suzuki e molte altre .

    Marchi cinesi in forte espansione: BYD, Changan, Chery, GAC, Geely, GWM, Hongqi, Leapmotor, Lynk&Co, OMODA JAECOO, Tesla, Xpeng e Zeekr .

    L’elenco definitivo degli espositori sarà reso noto durante la conferenza stampa di presentazione, in programma per il 2 settembre alle ore 11.00 presso le OGR di Torino .

    Un evento diffuso nel cuore di Torino

    Il percorso espositivo si snoderà tra le più belle piazze e i giardini del centro storico, trasformando la città in un vero showroom a cielo aperto :

    • Piazza Castello
    • Giardini dei Musei Reali
    • Giardini Reali

    Il programma del Salone Auto Torino 2026

    Oltre all’esposizione dei modelli, il programma è ricco di eventi collaterali che renderanno l’esperienza indimenticabile.

    bTOb: il business day

    Giovedì 10 settembre, giorno di anteprima, il Teatro Regio di Torino ospiterà bTOb Salone Auto Torino . Si tratta della prima piattaforma dedicata agli incontri business tra case automobilistiche e aziende della filiera: componentistica, ingegneria, software, logistica, finanza, startup e istituzioni . Una giornata di networking e confronto per favorire lo sviluppo del settore .

    Torino Automotive Design Award (TADA)

    Venerdì 11 settembre, in occasione del Press Day e dell’inaugurazione ufficiale, andrà in scena la seconda edizione del Torino Automotive Design Award (TADA) . Il premio internazionale celebra l’eccellenza del design automobilistico contemporaneo, mettendo in dialogo Europa e Cina e coinvolgendo designer, centri stile e media internazionali .

    Supercar Meeting

    Sempre sabato 12 settembre, l’evento clou per gli appassionati di supercar sarà il Supercar Meeting Venaria Reale-Torino . Un raduno itinerante riservato a supercar, hypercar, limited edition e prototipi .

    • Mattina: Raduno e esposizione alla Reggia di Venaria, in Piazza della Repubblica .
    • Pomeriggio: Parata verso il centro di Torino e ingresso trionfale nel cuore del Salone, in Piazza Castello .

    Test drive gratuiti

    Per tutta la durata del Salone, i visitatori potranno provare gratuitamente su strada alcune delle ultime novità messe a disposizione dalle case automobilistiche . I test drive partiranno dai Giardini Reali Bassi in corso San Maurizio .

    Tra i brand che hanno già confermato la disponibilità delle loro vetture figurano: BYD, Changan, EMC, Geely, GWM, Honda, Hongqi, Kia, Lepas, Lynk&Co, Mazda, OMODA JAECOO, Tesla e Zeekr .

    Info utili: Per prenotare il test drive, è consigliabile consultare il sito ufficiale www.saloneautotorino.com.

    Promozioni Week

    Una delle principali novità di questa edizione è la Promozioni Week by Salone Auto Torino . Per tutta la settimana, le concessionarie aderenti offriranno condizioni e sconti speciali legati all’evento . Un’occasione unica per passare dalla teoria alla pratica e acquistare l’auto dei sogni a condizioni vantaggiose .

    Informazioni utili

    • Date: 11-12-13 settembre 2026 
    • Orari: dalle 9:00 alle 19:00 
    • Ingresso: gratuito, senza necessità di registrazione 
    • Luogo: Centro di Torino (Piazza Castello, Giardini Reali) 
    • Pass Convenzioni: Disponibili agevolazioni per musei, alberghi, ristoranti e trasporti 

    Per rimanere aggiornato sul programma completo e sulle anteprime, visita il sito ufficiale del Salone Auto Torino.

  • Alfa Romeo si rinnova: nel 2027 arriva il successore della Tonale prodotto a Melfi

    Alfa Romeo si rinnova: nel 2027 arriva il successore della Tonale prodotto a Melfi

    Il Biscione si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Durante il Tavolo Nazionale dell’Industria Automobilistica, convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stata ufficializzata l’arrivo del successore della Tonale, un modello che segnerà un punto di svolta per il marchio milanese .

    Una nuova era per il Biscione

    Il nuovo C-SUV, attualmente ancora senza nome, arriverà sul mercato nel quarto trimestre del 2027 e sostituirà l’attuale Tonale nel portafoglio del marchio . Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l’Europa Allargata, ha svelato un primo teaser del posteriore, descrivendo il modello con parole che fanno ben sperare gli appassionati: “incarna una vera Alfa Romeo per carattere e stile, ed è davvero bellissima!” .

    Cuore e anima: piattaforma STLA Medium e produzione a Melfi

    Il nuovo SUV abbandonerà le architetture del passato per adottare la moderna piattaforma STLA Medium del gruppo Stellantis . Questa scelta tecnica è fondamentale: la stessa base è già utilizzata da modelli di successo come Peugeot 3008, Opel Grandland e Jeep Compass, garantendo flessibilità e tecnologie all’avanguardia .

    Proprio come annunciato, il modello sarà prodotto nel nuovo stabilimento di Melfi, in Basilicata, che diventa così un hub strategico per la rinascita del marchio . Questa scelta rappresenta un importante investimento per l’indotto italiano e per l’occupazione .

    Design: la firma del Centro Stile di Torino

    Le linee della nuova arrivata sono state disegnate dal Centro Stile Alfa Romeo di Torino, e il primo teaser lascia già intravedere un design più filante e muscoloso rispetto all’attuale Tonale . Lo sguardo si posa su un posteriore caratterizzato da spalle larghe, un lunotto molto inclinato e una firma luminosa a LED orizzontale che attraversa tutto il portellone . Un’anticipazione che fa presagire un’evoluzione stilistica decisa rispetto al linguaggio attuale.

    Una gamma multi-energia per tutte le esigenze

    La piattaforma STLA Medium, come da tradizione del gruppo, permetterà di offrire il nuovo SUV con diverse motorizzazioni “multi-energy” . La gamma comprenderà:

    • Mild Hybrid a benzina
    • Plug-in Hybrid (PHEV)
    • Full Electric (BEV)

    Questa strategia permetterà ad Alfa Romeo di rispondere in modo flessibile alle esigenze dei diversi mercati, affiancando le motorizzazioni tradizionali a quelle a zero emissioni, in un segmento sempre più competitivo .

    Posizionamento: al centro del mercato premium

    Il nuovo C-SUV andrà a posizionarsi nel cuore del mercato europeo, andando a competere con rivali del calibro di Audi Q3, BMW X2 e Cupra Formentor . All’interno della gamma Alfa Romeo, si collocherà al di sopra della Junior, andando a ricoprire il ruolo di modello di punta nel segmento dei SUV compatti . Al momento è ancora da definire se il modello sarà commercializzato anche in Nord America, dove il Tonale (e la sua gemella Dodge Hornet) non hanno raggiunto i risultati sperati .

    Cosa succede alla Tonale?

    La Tonale continuerà a essere prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco fino a novembre 2027, data in cui terminerà ufficialmente il suo ciclo produttivo . Questo significa che il nuovo modello non andrà a sostituirla immediatamente, ma convivranno per un breve periodo prima che il testimone passi definitivamente al successore.


    Scheda Tecnica Nuovo C-SUV Alfa Romeo

    CaratteristicaDettaglio
    NomeAncora da definire
    RuoloSostituto dell’Alfa Romeo Tonale
    PiattaformaSTLA Medium (Stellantis)
    ProduzioneStabilimento di Melfi (Italia)
    DesignCentro Stile Alfa Romeo (Torino)
    MotorizzazioniMild Hybrid, Plug-in Hybrid, Full Electric
    PresentazioneQuarto trimestre 2027 
    ConcorrentiAudi Q3, BMW X2, Cupra Formentor 
  • Denza Bao 5: il fuoristrada premium di BYD che sfida il Defender in Europa

    Denza Bao 5: il fuoristrada premium di BYD che sfida il Defender in Europa

    BYD continua la sua offensiva nel Vecchio Continente e lo fa con un’arma che non lascia spazio a mezze misure. Il gruppo cinese ha infatti lanciato in Europa, con il primo debutto ufficiale nel Regno Unito, il Denza Bao 5, un fuoristrada di lusso che punta dritto al cuore di un mercato dominato da nomi sacri come Land Rover Defender, Toyota Land Cruiser e Ineos Grenadier . Per chi segue il mercato cinese, questo nome non è nuovo: in patria, il modello è già un successo e viene venduto con il marchio Fangchengbao (Leopard 5) . Ora, però, arriva in Europa con un’identità più semplice e ambiziosa, pronta a stupire.

    Un prezzo da “ammiraglia” per sfidare i giganti

    La strategia di Denza è chiara e coraggiosa. A differenza di altri marchi cinesi che puntano tutto sul prezzo aggressivo, il Bao 5 arriva con un listino che lo mette alla pari con i suoi rivali più illustri . Nel Regno Unito, i prezzi partono da £69.500 per la versione Elegance e arrivano a £78.880 per la Ultimate . Per intenderci, il Defender 110 plug-in hybrid parte da circa £72.000 . Con questa mossa, Denza lancia una sfida diretta, puntando tutto sulla tecnologia e sulle dotazioni per convincere gli acquirenti più esigenti .

    Cuore PHEV da 536 CV: potenza senza compromessi

    Sotto il cofano, il Bao 5 nasconde un gioiello di ingegneria. La piattaforma è la DMO (Dual Mode Off-road), un’architettura dedicata al fuoristrada con telaio a longheroni (body-on-frame) che condivide con il pick-up BYD Shark 6 . La particolarità? Il motore endotermico, un 1.5 turbo a quattro cilindri da 148 CV, è montato longitudinalmente, una soluzione inedita per un plug-in hybrid .

    Ma la vera forza del Bao 5 è il sistema ibrido. Il piccolo motore a benzina lavora in simbiosi con due potenti motori elettrici (uno per asse) per generare una potenza combinata di ben 536 CV e 760 Nm di coppia . Il risultato è uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 4.8 secondi per la versione Elegance, un tempo da supercar per un fuoristrada di quasi tre tonnellate . La velocità massima è limitata elettronicamente a 180 km/h .

    La batteria Blade LFP da 31,8 kWh garantisce un’autonomia in elettrico di 90 km nel ciclo WLTP, con un’autonomia combinata che supera gli 860 km . La ricarica DC è veloce: si passa dal 30 all’80% in soli 16 minuti a 100 kW .

    Un fuoristrada vero: tre differenziali e sospensioni intelligenti

    Il Denza Bao 5 non è solo un SUV appariscente, ma un fuoristrada con le carte in regola per affrontare i percorsi più estremi. Il suo arsenale include tre differenziali autobloccanti (anteriore, posteriore e centrale) per garantire la trazione in ogni condizione . Ma il vero fiore all’occhiello è il sistema di sospensioni idrauliche DiSus-P , un’esclusiva BYD . Grazie a 20 sensori, questa tecnologia regola l’altezza da terra in un intervallo di 140 mm , portando il Bao 5 a toccare terra con un’impressionante luce a terra di 310 mm . Questo gli conferisce angoli di attacco e di uscita di 39° e 34° , superiori a quelli del Defender, rendendolo un avversario temibile sul fuoristrada più duro .

    Interni da ammiraglia: tecnologia e lusso

    L’abitacolo del Bao 5 è un concentrato di tecnologia e lusso. La plancia è dominata da ben quattro schermi: un quadro strumenti digitale da 12.3 pollici, un head-up display, un display centrale da 15.6 pollici per l’infotainment (con Google integrato) e un monitor dedicato al passeggero anteriore .

    Tra i dettagli più esclusivi spicca il vano portaoggetti centrale da 4.5 litri, che può funzionare come frigorifero (fino a -6°C) o come scaldabibite (fino a 50°C), controllabile anche tramite app . L’impianto audio è firmato Devialet, con fino a 18 altoparlanti, mentre i sedili sono riscaldabili, ventilati e dotati di funzione massaggio .


    Scheda Tecnica Denza Bao 5

    CaratteristicaDettaglio
    MarchioDenza (BYD)
    Altro nomeFangchengbao Bao 5 (Leopard 5)
    TelaioBody-on-frame (longheroni)
    Motori1.5 Turbo Benzina + 2 Motori Elettrici
    Potenza536 CV
    Coppia760 Nm
    0-100 km/h4,8 – 5,0 secondi
    Batteria31.8 kWh (LFP Blade)
    Autonomia Elettrica (WLTP)90 km
    Autonomia Combinata835 – 864 km 
    Luce a terra (max)310 mm (con sospensioni DiSus-P)
    Prezzo (UK)da £69.500 (circa 93.000 dollari)
    Lancio in EuropaEstate 2026 (prime consegne fine anno) 

  • Ares Atelier: il rilancio della supercar artigianale modenese

    Ares Atelier: il rilancio della supercar artigianale modenese

    Dopo le difficoltà che avevano portato alla liquidazione giudiziale, il marchio modenese Ares riparte con un nuovo nome, una nuova proprietà e un ambizioso piano industriale. La S1 torna in una versione evoluta, mentre la Panther si prepara a stupire gli appassionati.

    Il mondo delle supercar su misura, quello dove il cliente è co-creatore e ogni dettaglio viene cucito su misura, ha una nuova speranza. Ares Atelier, il marchio specializzato nella realizzazione di vetture ultra-esclusive, ha ufficialmente riaperto i battenti, segnando l’inizio di un nuovo capitolo nella sua storia .

    Un rilancio sostenuto da una nuova proprietà

    La rinascita di Ares è stata resa possibile dall’ingresso di nuovi investitori. A guidare l’operazione è il Proma Group , un’azienda campana con un fatturato di 1,1 miliardi di euro, 25 stabilimenti nel mondo e 5.000 dipendenti, specializzata nella produzione di componenti per l’automotive come sedili e sospensioni . Conosciuto per aver già salvato la tedesca Recaro, Proma Group è diventato azionista di maggioranza del marchio modenese, affiancato dall’investitore indipendente italo-svizzero Boris Collardi .

    La nuova compagine societaria ha l’obiettivo di garantire stabilità, risorse e una chiara prospettiva industriale di lungo periodo, senza però allontanarsi dall’identità originaria del brand . La sede resta saldamente a Modena, nel cuore della Motor Valley, a preservare il legame con un territorio che rappresenta un vantaggio competitivo in termini di competenze tecniche e tradizione .

    La nuova guida e la strategia

    Alla guida operativa di Ares Atelier è stato chiamato Antonio Trotta nel ruolo di general manager . Con una lunga esperienza maturata in Ferrari e in Bosch, Trotta rappresenta la scelta giusta per traghettare il marchio da una dimensione prevalentemente artigianale a una struttura industriale più solida e organizzata .

    La strategia è chiara: il marchio non vuole più essere solo un laboratorio di stile, ma un atelier automobilistico contemporaneo capace di unire cultura artigianale, gestione industriale e ambizione globale . Il progetto si fonda su quattro pilastri: design su misura, ingegneria avanzata, artigianalità e co-creazione con il cliente . Un’auto bespoke, insomma, che non è solo un mezzo di trasporto, ma un’esperienza di costruzione personale e un pezzo unico .

    S1 e Panther: i modelli del rilancio

    Il primo e più importante manifesto di questa nuova fase è la Ares S1, presentata al grande pubblico nella sua versione evoluta Model Year 2026 in occasione del MIMO, il Milano Monza Motor Show del 2026 .

    La S1 si evolve

    La nuova S1 non stravolge il suo linguaggio formale, ma introduce un importante aggiornamento tecnico e stilistico . Gli interventi hanno riguardato in particolare il sistema di illuminazione e una più profonda integrazione tra le superfici aerodinamiche e gli elementi funzionali . Un’evoluzione che mostra come, nel segmento bespoke, il design non sia più solo una questione estetica, ma diventi una componente tecnica legata all’efficienza e alla riconoscibilità del prodotto .

    Il design, sviluppato dal Centro Stile Ares, mantiene le linee che hanno reso celebre la vettura: un frontale corto e scolpito, un abitacolo avanzato e un parabrezza avvolgente .

    Panther: il modello da svelare

    Oltre alla S1, il piano di rilancio di Ares Atelier include il modello Panther . La supercar artigianale, che negli anni passati aveva già fatto parlare di sé come “Panther ProgettoUno”, tornerà a essere protagonista, sebbene i dettagli sul suo sviluppo e sulle caratteristiche definitive non siano ancora stati resi noti .

    Una presenza internazionale

    Per consolidare il suo posizionamento nel lusso e nell’unicità, Ares Atelier ha scelto di farsi vedere ai principali eventi del settore . Il primo appuntamento è stato il Gran Premio di Monaco di Formula 1, una vetrina ideale per il marchio, che ha accolto clienti, collezionisti e stakeholder in spazi riservati tra la Rocca e l’area del Beau Rivage . L’obiettivo è quello di rafforzare i legami con la propria clientela di riferimento e di mostrare al mondo la nuova identità del marchio .

  • Genesis sbarca in Italia: il lusso coreano apre le porte a Padova

    Genesis sbarca in Italia: il lusso coreano apre le porte a Padova

    Il marchio premium del Gruppo Hyundai ha ufficialmente messo piede sul nostro mercato con l’inaugurazione del primo showroom italiano a Padova. Un evento che segna l’inizio di una nuova era per l’elettrico di lusso, con un secondo concessionario già in programma per Roma entro la fine dell’anno.

    La cerimonia di inaugurazione, tenutasi il 25 giugno presso lo showroom di Ferri Auto in via Venezia 69/A, ha svelato al pubblico italiano la gamma del brand: GV60, Electrified GV70 ed Electrified G80 . Un momento importante, sottolineato dalla presenza del presidente regionale dei concessionari di Confcommercio, Giorgio Sina, che ha definito il brand “di qualità e di nicchia” .

    I primi passi in Italia: una strategia progressiva

    L’apertura di Padova, uno spazio espositivo di oltre 200 metri quadrati, rappresenta “un traguardo importante per Genesis”, come ha dichiarato Charles Fuster, Brand Director del marchio in Italia . La scelta di Padova non è casuale: il Gruppo Ferri Auto, con la sua profonda conoscenza del mercato, rappresenta il partner ideale per un approccio che punta sulla qualità piuttosto che sulla velocità di espansione .

    La gamma 2026: tre modelli 100% elettrici

    Per il suo debutto italiano, Genesis ha scelto una strategia chiara: solo elettrico, solo premium. I tre modelli proposti coprono diversi segmenti del mercato.

    Genesis GV60: l’ingresso nel mondo Genesis

    La GV60 è il modello di accesso alla gamma, ma di accesso ha ben poco. Si tratta di un SUV compatto che, grazie alla piattaforma E-GMP del Gruppo Hyundai, vanta un’architettura a 800V per ricariche ultraveloci . Con una batteria da 84 kWh, l’autonomia massima dichiarata raggiunge i 561 km . Tre gli allestimenti disponibili: Pure, Premium e Luxury, con potenze che vanno da 229 CV fino a 490 CV nella versione top di gamma . I prezzi partono da 56.400 euro .

    Genesis Electrified GV70: il SUV di famiglia

    Per chi cerca più spazio, la Electrified GV70 si posiziona nel segmento D come un SUV elegante e spazioso. Anche in questo caso, la batteria da 84 kWh offre un’autonomia di 479 km, mentre il doppio motore elettrico eroga ben 490 CV . È disponibile nei tre allestimenti Pure, Premium e Luxury, con prezzi a partire da 69.900 euro .

    Genesis Electrified G80: l’ammiraglia di rappresentanza

    Al vertice della gamma si trova la Electrified G80, una berlina di lusso che sfida direttamente le ammiraglie tedesche. È disponibile esclusivamente nell’allestimento Luxury, che include una dotazione ricchissima: display OLED da 27 pollici, sedili in pelle con funzione massaggio, sospensioni adattive e molto altro . A spingerla, un sistema a doppio motore da 370 CV abbinato a una batteria da 94,5 kWh che le garantisce un’autonomia di 570 km . Il prezzo di partenza è di 81.800 euro .

    GV60 Magma: l’anteprima della sportività

    In occasione dell’inaugurazione, il pubblico italiano ha potuto ammirare per la prima volta la GV60 Magma, il primo modello della nuova divisione sportiva del marchio . Con i suoi 650 CV, lo scatto da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e un design specifico, questa versione apre le porte a una nuova era del lusso ad alte prestazioni per Genesis, con un prezzo di 88.400 euro .

    Un’esperienza su misura: il Genesis Brand Cube

    Il cuore dell’esperienza Genesis non è solo l’auto, ma il servizio. In ogni showroom, il cliente viene accolto nel Genesis Brand Cube, uno spazio intimo dove i consulenti guidano la personalizzazione della vettura in ogni dettaglio . Un approccio ispirato al concetto coreano “Son-nim” (ospite d’onore), che trasforma l’acquisto in un’esperienza esclusiva.

    Tutta la gamma beneficia del pacchetto 5-Year Care Plan , che include:

    • Garanzia a chilometraggio illimitato per 5 anni
    • Manutenzione programmata gratuita
    • Assistenza stradale in tutta Europa
    • Aggiornamenti software e mappe

    Un’offerta “all-inclusive” che elimina le incertezze sui costi di gestione nel lungo periodo .