Categoria: ibride

  • KGM Tivoli 2026: il piccolo SUV coreano che conquista la città con prezzo e sostanza

    KGM Tivoli 2026: il piccolo SUV coreano che conquista la città con prezzo e sostanza

    Nel panorama dei SUV compatti, spesso dominato da modelli dai prezzi in continua ascesa, c’è chi sceglie una strada diversa. La KGM Tivoli, erede del leggendario marchio SsangYong e oggi a tutti gli effetti un prodotto del rinnovato gruppo KG Mobility, continua a rappresentare una delle opzioni più intelligenti e convenienti per muoversi in città senza rinunciare a spazio, tecnologia e un look moderno .

    Non lasciatevi ingannare dal cambio di nome: la Tivoli è un “suvettino” che, pur cambiando marchio, ha mantenuto intatta la sua anima pratica e accessibile, diventando ancor più interessante con il restyling del 2024 .

    Prezzo: l’arma vincente per il segmento B

    Il punto di forza della KGM Tivoli è senza dubbio il suo posizionamento di prezzo. In un mercato dove trovare un SUV nuovo sotto i 17.000 euro è diventato quasi un miraggio, la Tivoli si distingue come una delle poche eccezioni .

    In Italia, il listino ufficiale per il Model Year 2026 parte da 20.490 euro per la versione Must 1.5 Turbo GDI da 135 CV, una motorizzazione che ha il pregio di essere guidabile anche dai neopatentati . Salendo di allestimento e potenza, si arriva fino a 27.490 euro per la top di gamma K-Line bi-color con motore da 163 CV .

    Questa competitività è ancora più evidente in altri mercati europei, dove in Grecia la versione Business è proposta a soli 16.990 euro, un prezzo che la rende di fatto l’unica B-SUV sotto quella soglia . Un affare per chi cerca un’auto nuova senza svuotare il portafogli.

    Dimensioni e spazio: il compromesso perfetto per la città

    Con i suoi 4.255 mm di lunghezza, 1.810 mm di larghezza e un passo di 2.600 mm, la Tivoli è lunga poco più di 4,25 metri, una misura ideale per districarsi nel traffico cittadino e parcheggiare senza troppi patemi . Nonostante le dimensioni compatte, l’abitacolo è progettato per ospitare comodamente cinque adulti .

    Il bagagliaio è uno dei punti di forza del modello: in configurazione standard offre 423 litri di capacità, un valore eccellente per la categoria, che cresce fino a 1.115 litri abbattendo i sedili posteriori frazionabili 60:40 . Un vano di carico che permette di affrontare senza problemi la spesa del weekend o le valigie per una piccola vacanza.

    ConfigurazioneCapacità bagagliaio
    Tutti i sedili in uso423 litri 
    Sedili posteriori abbattuti1.115 litri 

    Motori: due potenze per un cuore turbo

    La gamma motoristica della Tivoli si affida a un collaudato 1.5 Turbo GDI a 4 cilindri, disponibile in due livelli di potenza per soddisfare esigenze diverse :

    • 135 CV e 280 Nm di coppia: l’ideale per un uso prevalentemente cittadino e per i neopatentati. È disponibile con cambio manuale a 6 marce e trazione anteriore .
    • 163 CV e 260 Nm di coppia: per chi cerca un po’ più di grinta. Questa versione può essere abbinata al cambio automatico Aisin a 6 rapporti e, su richiesta, alla trazione integrale .

    I consumi dichiarati si attestano su una media di circa 7,0 litri/100 km nel ciclo misto, un dato in linea con le aspettative per un SUV a benzina turbo di questa categoria .

    Allestimenti e dotazione: il rapporto qualità/prezzo al top

    KGM ha scelto una strategia commerciale chiara, proponendo la Tivoli in allestimenti che puntano a offrire il massimo della dotazione a un prezzo contenuto.

    La versione di accesso, pur essendo la più economica, non è affatto spoglia. Già nella configurazione base si trovano elementi come:

    • Display touch da 9 pollici con navigatore integrato 
    • Connettività Apple CarPlay e Android Auto 
    • Telecamera posteriore ad alta risoluzione e sensori di parcheggio 
    • Quadro strumenti digitale full LCD da 10,25 pollici 
    • Fari diurni a LED 
    • Cruise control e climatizzatore 

    Salendo di livello (Smart, Premium, Platinum) si aggiungono comfort come cerchi in lega più grandi, climatizzatore bizona, sedili riscaldati e finiture più pregiate .

    Sicurezza e garanzia: un pacchetto completo

    Sul fronte della sicurezza, la KGM Tivoli non si fa trovare impreparata. Il pacchetto di serie include una suite completa di sistemi ADAS di livello 2, tra cui :

    • Frenata automatica d’emergenza (AEBS)
    • Assistenza al mantenimento di corsia (LKAS)
    • Riconoscimento dei segnali stradali (TSR)
    • Avviso di distanza di sicurezza (SDA)
    • Hill Holder e controllo discesa (HDC)

    A completare il quadro, la Tivoli offre 6 airbag e una garanzia di 5 anni o 100.000 km (che in alcuni mercati arriva fino a 7 anni), a testimonianza della fiducia del costruttore nell’affidabilità del prodotto .

    Un’alternativa concreta per la mobilità urbana

    Con il passaggio da SsangYong a KG Mobility, la Tivoli ha perso il suo storico nome ma ha guadagnato in modernità e competitività. Oggi si presenta come una delle proposte più interessanti per chi cerca un SUV piccolo, tecnologico e dal prezzo accessibile .

    Certo, i consumi non sono da primato e l’efficienza non raggiunge i livelli dei rivali ibridi , ma il rapporto qualità-prezzo, lo spazio generoso e la dotazione completa la rendono una scelta estremamente sensata per la vita di tutti i giorni. E se riuscite a guardare oltre il marchio, scoprirete un’auto che, come dicevano i colleghi australiani, “regge il confronto con qualsiasi altra cosa sul mercato” . Un’occasione da non perdere.


    Scheda Tecnica KGM Tivoli 2026

    CaratteristicaDettaglio
    Lunghezza4.255 mm 
    Larghezza1.810 mm 
    Passo2.600 mm 
    Bagagliaio423 – 1.115 litri 
    Motorizzazioni1.5 Turbo GDI 135 CV / 163 CV 
    TrazioneAnteriore / Integrale (solo 163 CV) 
    CambioManuale 6 marce / Automatico Aisin 6 marce 
    Consumi7,0 l/100 km (ciclo misto) 
    Prezzo da (Italia)20.490 € 
    Garanzia5 anni o 100.000 km 
  • Dacia Sandero Stepway Hybrid 155: la regina del mercato si elettrifica (senza spina)

    Dacia Sandero Stepway Hybrid 155: la regina del mercato si elettrifica (senza spina)

    C’era una volta l’ibrido accessibile solo a chi poteva permettersi auto dal listino premium. Poi è arrivata Dacia, e le regole del gioco sono cambiate. La nuova Dacia Sandero Stepway Hybrid 155 è la prova che l’elettrificazione può essere alla portata di tutti, senza rinunciare al rapporto qualità-prezzo che ha reso il modello un fenomeno di massa .

    La motorizzazione full hybrid, già apprezzata su Bigster, Duster e Jogger, debutta finalmente sulla bestseller del marchio romeno . E lo fa con un prezzo d’attacco che promette di scuotere il segmento delle city car ibride .

    Un sistema ibrido maturo e collaudato

    Sotto il cofano della Sandero Stepway Hybrid 155 batte un cuore ormai noto agli appassionati del gruppo Renault. Il sistema è composto da:

    • Un motore benzina 4 cilindri da 1.8 litri e 109 CV 
    • Due motori elettrici: uno da 49 CV per la trazione e uno starter/generatore ad alta tensione 
    • Una batteria da 1,4 kWh (230 V) 
    • Un cambio automatico elettrificato senza frizione, con 4 rapporti per il termico e 2 per l’elettrico 

    La potenza combinata del sistema è di 155 CV , con uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi . Niente di trascendentale, ma più che sufficiente per muoversi con disinvoltura nel traffico cittadino.

    Consumi da record e guida elettrica in città

    Il vero punto di forza di questa ibridazione è l’efficienza. Secondo i dati dichiarati da Dacia, la Sandero Stepway Hybrid 155 consuma tra 4,2 e 4,4 litri ogni 100 km, con emissioni di CO₂ a partire da 96 g/km .

    Grazie alla frenata rigenerativa e alla gestione intelligente dell’energia, in città è possibile viaggiare fino all’80% del tempo in modalità 100% elettrica . La partenza avviene sempre a zero emissioni, con il motore termico che entra in gioco solo quando serve davvero . Un sistema che riduce i consumi fino al 40% rispetto a un motore benzina equivalente .

    Prezzi e allestimenti: il rapporto qualità-prezzo è di casa

    La Sandero Stepway Hybrid 155 è disponibile in due allestimenti, entrambi già ricchi di dotazione:

    AllestimentoPrezzoDotazione di serie principale
    Expression20.800 €Cerchi in lega da 16″, barre al tetto modulari, fari LED, infotainment da 10″ con CarPlay/Android Auto wireless, telecamera e sensori posteriori 
    Extreme21.900 €Climatizzatore automatico, quadro strumenti digitale da 7″, sensori anteriori, keyless entry, freno a mano elettrico, finiture color rame e selleria in Tep Microcloud 

    La versione ibrida si posiziona al vertice della gamma Sandero Stepway, ma il sovrapprezzo rispetto alle motorizzazioni a benzina e GPL è giustificato dai minori consumi e dal maggior comfort di guida . Per chi cerca ancora più risparmio, la Sandero Streetway con lo stesso motore ibrido arriverà nelle prossime settimane .

    Una risposta all’offensiva asiatica

    Con questo lancio, Dacia risponde all’offensiva dei costruttori asiatici nel segmento delle auto elettrificate, offrendo un’alternativa accessibile e senza compromessi . La Sandero, già auto più venduta in Europa nel 2025 per il secondo anno consecutivo e leader delle vendite a privati dal 2017 , si prepara a conquistare anche i clienti che cercano un primo approccio all’ibrido senza spendere una fortuna.

    Un’operazione che conferma la strategia del marchio: rendere l’elettrificazione utile, accessibile e adatta alle vere esigenze dei clienti . La Sandero Stepway Hybrid 155 è esattamente questo.

  • Audi Q3 2027: più tecnologia, più comfort, stesso prezzo

    Audi Q3 2027: più tecnologia, più comfort, stesso prezzo

    Il SUV compatto dei quattro anelli si rinnova per il model year 2027 con un aggiornamento che segue una filosofia chiara ed efficace: offrire di più senza chiedere di più. La nuova Audi Q3, disponibile anche nella versione Sportback, arriva nelle concessionarie italiane nel terzo trimestre del 2026 con una dotazione di serie notevolmente arricchita, sistemi di assistenza alla guida evoluti e un abitacolo ancora più digitale, il tutto a listino invariato .

    Più comfort di serie: un salto di qualità dall’entry level

    La novità più significativa per il 2027 riguarda l’equipaggiamento di serie. Caratteristiche che prima richiedevano il passaggio a pacchetti superiori o allestimenti più ricchi sono ora disponibili di primo equipaggiamento fin dalla versione Business . Tra queste:

    • Climatizzatore automatico bizona
    • Sedili anteriori riscaldati
    • Telecamera posteriore per le manovre
    • Chiave comfort (keyless entry) 

    Un upgrade sostanzioso che rende la Q3 ancora più competitiva nel segmento dei SUV compatti premium, senza alcun aumento di listino . Audi ha inoltre rivisto la struttura dei pacchetti Tech, ora divisi in tre livelli (Tech, Tech plus e Tech pro), offrendo una più ampia scelta di optional individuali come sospensioni migliorate, vetri acustici, impianto audio Sonos e supporto lombare .

    Un abitacolo sempre più digitale: debutta il passenger display

    Il “palcoscenico digitale” della Q3 si allarga con l’arrivo, per la prima volta sul modello, di uno schermo da 10,9 pollici dedicato al passeggero anteriore . Il display si affianca al quadro strumenti digitale Audi Virtual Cockpit da 11,9 pollici e al touchscreen centrale MMI da 12,8 pollici, creando un ambiente tecnologico che fino a ieri era appannaggio dei modelli di fascia superiore .

    L’ergonomia è stata migliorata con nuovi comandi al volante che combinano superfici fisiche e digitali . Il nuovo phone box per la ricarica wireless è raffreddato, offre una potenza fino a 25 Watt (in precedenza 15 W) e utilizza un sistema di allineamento magnetico per mantenere lo smartphone in posizione . Per i passeggeri posteriori sono disponibili tre porte USB-C con una potenza di ricarica fino a 100 Watt .

    Assistenza alla guida più intelligente: il cruise control impara dal traffico

    L’evoluzione interessa anche i sistemi di assistenza alla guida. Il cruise control adattivo compie un passo avanti significativo: ora utilizza dati online in tempo reale per adattare automaticamente velocità e distanza di sicurezza in funzione del traffico e dell’andamento del percorso . Per la prima volta, il sistema sfrutta i dati a sciame per ottimizzare la guida longitudinale e il mantenimento di corsia, tenendo conto della velocità media percorsa su un determinato tragitto .

    Debutta inoltre una nuova telecamera per il monitoraggio della stanchezza del conducente, che osserva il volto del guidatore per individuare più rapidamente segnali di distrazione o affaticamento . Il Park Assist Pro e la funzione di parcheggio “trainato” sono ora controllabili a distanza tramite smartphone, mentre la nuova funzione Valet Mode blocca schermo e comandi quando il veicolo viene affidato a terzi, proteggendo i dati personali .

    Plug-in hybrid: più traino e ricarica “Plug & Charge”

    Le versioni e-hybrid della Q3 beneficiano di due importanti novità :

    • Capacità di traino aumentata a 2.000 kg (+600 kg rispetto al passato), rendendo la Q3 PHEV una valida opzione per chi traina rimorchi, caravan o barche .
    • Funzione Plug & Charge: una prima assoluta per le ibride plug-in di Audi. Presso le colonnine compatibili IONITY ed Ewiva, basta collegare il cavo perché il veicolo venga riconosciuto automaticamente e la ricarica abbia inizio, senza tessere o app. Anche la fatturazione è automatica .

    Motorizzazioni e prezzi: gamma invariata, listini confermati

    La gamma motori rimane invariata rispetto al passato, con sei propulsori disponibili . Le due carrozzerie (SUV e Sportback) condividono l’intera offerta:

    Allestimento150 CV TFSI mHEV150 CV TDI mHEV204 CV TFSI quattro193 CV TDI quattro272 CV e-hybrid PHEV265 CV TFSI quattro
    Business44.200 €45.500 €51.000 €52.100 €52.000 €–
    Business Advanced46.800 €48.100 €53.600 €54.700 €54.600 €–
    S line49.000 €50.300 €55.800 €56.900 €56.800 €64.500 €

    Il Q3 Sportback richiede un sovrapprezzo fisso di 2.000 euro su ogni motorizzazione e allestimento, con prezzi che partono da 46.200 euro .

    Produzione e disponibilità

    Gli ordini per la Audi Q3 Model Year 2027 sono aperti dal 2 luglio 2026, con l’avvio della produzione previsto per i primi di settembre. Le prime consegne in Italia sono attese per l’autunno del 2026 .


    Scheda Tecnica Audi Q3 MY2027

    CaratteristicaDettaglio
    AggiornamentoModel Year 2027
    Dotazione di serie (nuova)Climatizzatore bizona, sedili riscaldanti, retrocamera, chiave comfort 
    Passenger Display (optional)10,9 pollici 
    Audi Virtual Cockpit11,9 pollici 
    Display MMI centrale12,8 pollici 
    Phone Box (ricarica wireless)Fino a 25 W, raffreddato, allineamento magnetico 
    Porte USB-C posteriori3 porte, fino a 100 W 
    Cruise control adattivoConnesso ai dati online e al traffico in tempo reale 
    Monitoraggio stanchezzaCon telecamera dedicata 
    Traino (e-hybrid)Fino a 2.000 kg (+600 kg) 
    Plug & Charge (e-hybrid)Sì, ricarica automatica senza autenticazione 
    Prezzo da (Q3 SUV)44.200 € 
    Prezzo da (Q3 Sportback)46.200 € 
    Disponibilità ItaliaAutunno 2026 
  • Kia Seltos 2026: il SUV coreano che mancava all’Europa arriva in Italia

    Kia Seltos 2026: il SUV coreano che mancava all’Europa arriva in Italia

    Il marchio coreano amplia la sua offerta nel segmento dei SUV compatti con un modello atteso da tempo: la Kia Seltos debutta ufficialmente in Italia e in Europa, dopo anni di successi sui mercati extracontinentali. La seconda generazione del SUV, che a livello mondiale è il secondo modello più venduto del brand dopo la Sportage, sbarca finalmente nel Vecchio Continente con un pacchetto completo che punta su design, tecnologia e motorizzazioni versatili .

    Un debutto europeo atteso

    La Seltos non è una novità assoluta nel panorama automobilistico globale, ma per l’Europa rappresenta una prima assoluta . Il motivo? Probabilmente il successo planetario del modello, che ha convinto Kia a portarlo anche sul mercato europeo dopo averlo profondamente rivisto nel centro R&D di Rüsselsheim, in Germania, per adattarlo alle esigenze dei clienti del Vecchio Continente .

    Il risultato è un SUV da 4,43 metri di lunghezza, 1,83 metri di larghezza e un passo di 2,69 metri, dimensioni che lo collocano nel cuore del segmento C, pronto a confrontarsi con rivali di tutto rispetto . Il bagagliaio è tra i punti di forza: ben 536 litri di capacità, che diventano 1.511 litri abbattendo i sedili posteriori .

    Design: la filosofia “Opposites United”

    La nuova Seltos si presenta con un look deciso che segue la filosofia stilistica “Opposites United” del marchio . Il frontale è dominato dalla nuova calandra “Digital Tiger Face”, affiancata dai fari a LED Ice Cube e dalle firme luminose Star Map che si estendono verso la parte superiore della griglia .

    Particolarmente curato il profilo, dove spiccano le maniglie a filo con la carrozzeria che si estraggono automaticamente all’avvicinarsi del conducente, un dettaglio che aggiunge un tocco premium . Il tetto è visivamente sospeso (“Flying Roof”) e la gamma colori include tre tinte sviluppate specificamente per il mercato europeo .

    Interni: tecnologia e spazio

    L’abitacolo è stato completamente ridisegnato attorno al Trinity Panoramic Display, un pannello che integra un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, un display centrale per l’infotainment delle stesse dimensioni e un terzo schermo da 5,3 pollici dedicato alla climatizzazione . Kia non ha rinunciato ai comandi fisici per le funzioni essenziali, una scelta apprezzabile per l’usabilità quotidiana .

    Tra i dettagli di pregio: sedili anteriori ventilati e con funzione massaggio (relaxation mode), regolazione elettrica a 10 vie con memoria per il posto guida, e un impianto audio Bose con otto altoparlanti . Lo spazio a bordo è generoso, con i passeggeri posteriori che beneficiano del passo allungato .

    Motorizzazioni: benzina e full hybrid

    La gamma italiana si articola su due motorizzazioni al lancio :

    • 1.6 T-GDI turbo benzina da 180 CV e 265 Nm di coppia, disponibile con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione DCT7, a trazione anteriore o integrale .
    • Full Hybrid con motore 1.6 GDI abbinato a un’unità elettrica: 154 CV per la versione a trazione anteriore, 178 CV per quella a trazione integrale e-AWD . Questa variante introduce la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), solitamente riservata alle auto elettriche, che permette di alimentare dispositivi esterni .

    Le prestazioni? La versione benzina a due ruote motrici scatta da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi e raggiunge una velocità massima di 208 km/h .

    ADAS e sicurezza

    La Seltos è equipaggiata con i sistemi di assistenza alla guida di livello 2, tra cui il cruise control adattivo 2.0, l’assistenza al mantenimento di corsia e il riconoscimento dei limiti di velocità . Il pacchetto di sicurezza include la camera a 360°, il monitoraggio dell’angolo cieco e il Park Assist Pro .

    Prezzi e allestimenti

    La gamma italiana è articolata in quattro allestimenti: Business, Style, GT-Line e X-Line . I prezzi di listino :

    Allestimento1.6 T-GDI 180 CVFull Hybrid
    Business31.500 €35.000 €
    Style34.000 €37.500 €
    GT-Line39.000 €40.500 €
    X-Line41.000 €43.000 €

    Da segnalare la promozione di lancio valida per luglio 2026: la versione Business 1.6 T-GDI 180 CV con finanziamento Scelta Kia scende a 27.950 euro .


    Scheda Tecnica Kia Seltos 2026

    CaratteristicaDettaglio
    Lunghezza4.430 mm 
    Larghezza1.830 mm 
    Passo2.690 mm 
    Bagagliaio536 – 1.511 litri 
    Motori1.6 T-GDI 180 CV / Full Hybrid 154-178 CV 
    TrazioneAnteriore o Integrale (e-AWD) 
    CambioManuale 6 marce / DCT7 / DCT6 (Hybrid) 
    0-100 km/h8,8 s (1.6 T-GDI 2WD) 
    V2LSì (versione Full Hybrid) 
    Prezzo da31.500 € (listino) / 27.950 € (promo) 
  • Lancia Ypsilon Turbo 100: la scelta furba che (forse) salva l’utilitaria italiana

    Lancia Ypsilon Turbo 100: la scelta furba che (forse) salva l’utilitaria italiana

    Arriva la Ypsilon più economica di sempre: motore 1.2 turbo benzina da 100 CV, cambio manuale a sei marce e un prezzo che parte da 22.200 euro. Una versione che risolve alcune criticità della compatta italiana, a partire dalla meccanica.

    L’elettrificazione va bene, ma la strada verso il futuro è ancora lunga. Lancia lo ha capito e, dopo aver lanciato le versioni ibride ed elettriche della nuova Ypsilon, presenta ora la Ypsilon Turbo 100. Un nome che non lascia spazio a interpretazioni: sotto il cofano c’è un motore turbo a benzina puro, senza alcuna elettrificazione, abbinato a un cambio manuale a sei marce . Una scelta che sembra un passo indietro in un’epoca di automazione, ma che per la casa italiana è una precisa strategia di mercato .

    Un motore che risolve i problemi del PureTech

    Il cuore pulsante della Ypsilon Turbo 100 è il nuovo motore tre cilindri 1.2 litri turbo benzina da 101 CV e 205 Nm di coppia . Le prestazioni dichiarate sono da utilitaria moderna: 0-100 km/h in 10,2 secondi e velocità massima di 194 km/h . Ma la vera notizia è un’altra: a differenza del tormentato PureTech di Stellantis, questo motore adotta la distribuzione a catena . Niente più cinghia a bagno d’olio da cambiare costosamente ogni pochi chilometri, ma una soluzione più robusta e duratura, progettata per oltre 30.000 ore di test e 3 milioni di chilometri percorsi su prototipi . Un segnale chiaro: Lancia ha puntato sull’affidabilità, non sui cavalli da esposizione .

    A completare il quadro, il turbo a geometria variabile e l’iniezione diretta ad alta pressione a 350 bar, che insieme al ciclo Miller ottimizzano consumi ed emissioni . I dati parlano di un consumo medio tra 5,2 e 5,4 l/100 km, con emissioni di CO₂ di 119-121 g/km . Un’utilitaria pulita, ma senza le complicazioni dell’elettrificazione.

    Il piacere (dimenticato) del cambio manuale

    L’elettrificazione e i cambi automatici hanno reso la guida sempre più “semplice”, ma spesso a scapito del coinvolgimento. La Lancia Ypsilon Turbo 100 riporta al centro il guidatore, con una trasmissione manuale a sei marce che permette di gestire la potenza in modo diretto, senza mediazioni . La marca italiana spiega che questa scelta nasce dall’ascolto diretto dei clienti, soprattutto in Italia, dove una parte significativa degli automobilisti preferisce ancora il controllo e la semplicità della guida manuale .

    Come chi sceglie di ascoltare un vinile invece di uno streaming, o di preparare il caffè con la moka invece che con una macchina automatica, guidare la Ypsilon Turbo 100 è un’esperienza che restituisce un contatto più autentico con l’auto . Per questo motivo, all’interno il tunnel centrale è stato riprogettato: il “tavolino” multifunzione con ricarica wireless, simbolo delle versioni ibride ed elettriche, cede il posto alla leva del cambio manuale e a un più pratico vano portaoggetti .

    Una sforbiciata ai listini: prezzi più umani

    La Ypsilon Turbo 100 non è solo una scelta per gli appassionati del manuale, ma anche (e soprattutto) una mossa commerciale per ampliare il pubblico di riferimento. Il prezzo di listino parte da 22.200 euro per la versione base, con gli allestimenti LX e HF Line che salgono a 25.200 euro . Rispetto alle corrispondenti versioni ibride, il risparmio è di circa 3.000 euro .

    Ma c’è di più. Lancia ha studiato un’offerta di lancio che, in caso di finanziamento con Stellantis Financial Services, porta il prezzo d’ingresso a soli 15.950 euro (oltre oneri finanziari), con 36 rate mensili da 99 euro . Un posizionamento aggressivo che rende la Ypsilon accessibile a un pubblico molto più ampio, quasi ai livelli della precedente generazione, ma con un’auto decisamente più moderna e tecnologica .

    Un’utilitaria versatile per tutti i gusti

    La Lancia Ypsilon Turbo 100 è disponibile in tre allestimenti: la versione base Ypsilon, la più elegante LX e la sportiveggiante HF Line . Tutte condividono lo stesso motore e lo stesso cambio, ma si differenziano per equipaggiamenti e dettagli estetici. La dotazione di serie include già il climatizzatore automatico, i fari full LED, il cruscotto digitale da 10,25 pollici e il sistema multimediale con schermo touch da 10,25 pollici, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless .

    Un’utilitaria che, con questa nuova motorizzazione, diventa una proposta completa, in grado di soddisfare le esigenze di chi cerca un’auto semplice, affidabile e dal prezzo competitivo. Con la Ypsilon Turbo 100, Lancia completa la sua strategia multi-energia, offrendo ai clienti la libertà di scegliere tra ibrido, elettrico e benzina manuale . Un segnale di pragmatismo che, in un mercato in continua evoluzione, potrebbe essere la chiave per mantenere vivo il fascino di un’auto che, nonostante tutto, continua ad essere profondamente italiana.

  • DS N°7: lusso francese, produzione italiana e meccanica condivisa con la futura Lancia Gamma

    DS N°7: lusso francese, produzione italiana e meccanica condivisa con la futura Lancia Gamma

    Il nuovo SUV di DS Automobiles è un concentrato di tecnologia e raffinatezza. Prodotto nello stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata, il DS N°7 condivide la piattaforma STLA Medium con la futura ammiraglia Lancia Gamma, segnando una nuova era di collaborazione all’interno del gruppo.

    Un SUV “di prima classe” nato in Italia

    Per la prima volta dalla sua fondazione nel 2014, DS Automobiles rinnova uno dei suoi modelli di punta . La DS N°7 raccoglie l’eredità della DS 7, evolvendola con un design inedito e una piattaforma completamente nuova, la STLA Medium del gruppo Stellantis . La particolarità? Il suo cuore produttivo batte in Italia: il SUV francese viene assemblato nello stabilimento di Melfi, in Basilicata, lo stesso polo industriale che ospita anche la produzione della DS N°8 e delle future Jeep Compass .

    Questa scelta strategica apre a interessanti sinergie. La piattaforma STLA Medium, su cui è costruito, supporta anche la futura ammiraglia Lancia Gamma e una nuova generazione di Jeep Compass, tutte destinate a essere prodotte a Melfi . Un’operazione che vede quindi diversi marchi del gruppo condividere l’eccellenza tecnica e produttiva italiana.

    Design ed efficienza: il vento soffia a favore

    La DS N°7 è una reinterpretazione moderna e filante del SUV compatto premium. Le dimensioni crescono leggermente: la lunghezza raggiunge i 4,66 metri (+7 cm rispetto al passato), con un passo allungato a 2,79 metri per garantire maggiore spazio ai passeggeri . Larghezza (1,90 m) e altezza (1,63 m) rimangono invariate, mantenendo le proporzioni perfette per l’uso quotidiano .

    Il design è caratterizzato da una silhouette elegante e da un’attenzione maniacale all’aerodinamica, che raggiunge un coefficiente di resistenza Cx di soli 0,26 . Questo risultato, che contribuisce in modo determinante all’efficienza, è stato ottenuto grazie a linee tese, superfici levigate e a soluzioni come le palette della griglia anteriore ad apertura controllata . La firma luminosa è affidata alla nuova DS LIGHT BLADE a forma di ‘V’, abbinata alla griglia illuminata DS LUMINASCREEN, elementi che conferiscono al frontale un’identità forte e immediatamente riconoscibile .

    Nonostante il profilo slanciato, il bagagliaio è generoso: offre fino a 560 litri di capacità, a seconda del powertrain e dell’impianto audio scelto .

    Autonomia da record e gamma multi-energia

    Il cuore pulsante della DS N°7 risiede nella piattaforma STLA Medium, che permette un’offerta multi-energia senza compromessi .

    Motorizzazioni elettriche (E-TENSE)

    Il modello 100% elettrico è il fulcro della gamma e vanta un’autonomia da record per il segmento. La versione top di gamma, la E-TENSE FWD LONG RANGE, dichiara fino a 740 km nel ciclo WLTP, grazie a una batteria da 97,2 kWh prodotta in Francia . Le altre versioni elettriche offrono alternative altrettanto valide: la E-TENSE AWD LONG RANGE (trazione integrale, 350 CV, autonomia di 679 km) e la E-TENSE FWD (batteria da 73,7 kWh, 230 CV, autonomia di 543 km) .

    La ricarica rapida in corrente continua arriva a 160 kW, consentendo di passare dal 20% all’80% in soli 27 minuti (31 minuti per la batteria da 73,7 kWh) . La funzione Plug & Charge rende il processo automatico, mentre il pre-condizionamento della batteria ottimizza le prestazioni durante i viaggi più lunghi .

    Versione ibrida (HYBRID)

    Per chi non è ancora pronto al 100% elettrico, è disponibile fin dal lancio la versione HYBRID 145. Il sistema combina un motore a benzina 1.2 turbo a tre cilindri con un’unità elettrica da 21 kW (28 CV) integrata nel cambio automatico a doppia frizione, per una potenza complessiva di 145 CV . I consumi dichiarati sono di 5,3 l/100 km, con emissioni di CO₂ a partire da 119 g/km . Questa soluzione ibrida a ricarica automatica consente di viaggiare in modalità puramente elettrica fino al 50% del tempo in città, senza alcuna necessità di collegamento alla rete elettrica .

    Un salotto tecnologico francese

    L’abitacolo della DS N°7 è un vero e proprio rifugio di lusso e tecnologia. Il sistema DS IRIS SYSTEM 2.0, gestibile tramite un grande touchscreen da 16 pollici, integra ora l’Intelligenza Artificiale di ChatGPT per un’interazione vocale più naturale e proattiva . Il comfort è garantito da sedili con funzioni di riscaldamento, ventilazione e massaggio, oltre al caratteristico DS NECK WARMER che diffonde calore intorno al collo .

    La sicurezza e l’assistenza alla guida sono al top grazie al DS DRIVE ASSIST 2.0 (guida semi-autonoma di Livello 2), ai fari adattivi DS PIXELVISION con portata fino a 520 metri e alla DS NIGHT VISION, una telecamera a infrarossi che rileva pedoni e animali fino a 300 metri di distanza al buio .

    Un’eredità condivisa: DS N°7 e Lancia Gamma

    Come anticipato, il legame tra DS N°7 e Lancia Gamma è profondo e strategico. Entrambi i modelli nascono sulla piattaforma STLA Medium . La Lancia Gamma, prevista per il 2026 come ammiraglia del brand, sarà prodotta anch’essa a Melfi e condividerà quindi l’ossatura tecnica del SUV francese .

    Questa strategia di condivisione delle piattaforme, tipica del gruppo Stellantis, permette di ottimizzare i costi di sviluppo e produzione, offrendo ai clienti tecnologie all’avanguardia a prezzi più competitivi. Pur con identità stilistiche e marchi diversi, DS e Lancia uniscono le forze per competere nel segmento premium, sfruttando l’eccellenza produttiva italiana .

    Debutto e disponibilità

    La DS N°7 è già ordinabile, con le prime consegne previste per l’autunno e il debutto ufficiale nei DS Store nell’ultimo trimestre dell’anno . I prezzi partono da 42.400 euro per la versione Hybrid 145 CV in allestimento base, fino ad arrivare a 76.340 euro per la versione top, la elettrica long range a quattro ruote motrici Première E-Tense AWD Long Range 350 CV. Per il 2027 è attesa anche una versione Plug-in Hybrid (PHEV) da 194 CV .

  • BYD Dolphin G DM-i: L’utilitaria Plug-in da Record che Arriva in Italia

    BYD Dolphin G DM-i: L’utilitaria Plug-in da Record che Arriva in Italia

    Il segmento B, quello delle utilitarie e delle compatte, è il cuore pulsante del mercato europeo. Fino ad oggi, la motorizzazione ibrida plug-in (PHEV) era spesso appannaggio di SUV o berline di grandi dimensioni. BYD, il colosso cinese leader mondiale nei veicoli a nuova energia, ha deciso di rivoluzionare le regole: sta per arrivare in Italia la BYD Dolphin G DM-i, la prima compatta del segmento B ad adottare una sofisticata tecnologia Super Hybrid.

    Abbiamo raccolto per te tutte le informazioni su questa vettura attesissima, che promette di unire la compattezza da city car a un’autonomia da viaggio intercontinentale .

    Design: Più Europea e Moderna

    A differenza della Dolphin 100% elettrica che già conosciamo, la versione “G DM-i” è stata sviluppata specificamente per il mercato europeo. Il design, svelato nelle scorse ore, abbandona le linee più affilate per un look più fluido e armonioso .

    • Frontale: I gruppi ottici sono più sottili e aggressivi, mentre il paraurti integra prese d’aria attive che migliorano l’efficienza aerodinamica.
    • Fiancate: Le misure parlano di una lunghezza di 4,16 metri (13 cm in meno rispetto alla versione elettrica), larga 1,83 metri. Il passo è di 2,61 metri, una misura che promette un’ottima abitabilità interna per essere una utilitaria .

    La Tecnologia Super Hybrid DM-i

    Il vero cuore della Dolphin G è il suo sistema propulsivo. La sigla DM-i (Dual Mode – intelligent) indica una tecnologia ibrida plug-in di quinta generazione che privilegia sempre la trazione elettrica.

    Mentre le ibride tradizionali usano il motore termico come principale fonte di spinta, qui il motore a benzina funge principalmente da “generatore” per ricaricare la batteria o per supportare il motore elettrico solo nelle situazioni di alto carico (come i sorpassi in autostrada). Nei fatti, la BYD Dolphin G DM-i si guida come un’auto elettrica, ma senza l’ansia da ricarica .

    Consumi e Autonomia da Record

    I dati dichiarati da BYD sono impressionanti e riscrivono i canoni del segmento:

    • Autonomia Totale: Con il pieno di benzina e la batteria carica, si superano ampiamente i 1.000 km .
    • Efficienza: A batteria carica, la vettura è in grado di percorrere fino a 71 km con un solo litro di benzina. Anche a batteria scarica, funzionando come una ibrida tradizionale, il consumo è di circa 23 km/l .

    Questi valori la rendono una scelta ideale sia per chi usa l’auto ogni giorno in città (dove si può viaggiare a zero emissioni sfruttando la ricarica domestica) sia per chi affronta lunghi viaggi senza soste tecniche.

    Interni e Bagagliaio

    BYD non ha ancora svelato ufficialmente gli interni, ma le specifiche tecniche parlano chiaro. Nonostante i 4,16 metri esterni, la Dolphin G offre un bagagliaio da 425 litri, espandibili fino a 1.225 litri abbattendo i sedili posteriori. Si tratta di una capacità superiore alla media del segmento, avvicinandosi a vetture di categoria superiore .

    Prezzo e Disponibilità in Italia

    La notizia che tutti aspettavano: la BYD Dolphin G DM-i arriverà nelle concessionarie italiane entro la fine di giugno 2026. I prezzi non sono stati ancora comunicati ufficialmente, ma gli analisti del settore ipotizzano un listino a partire da circa 25.000 – 27.000 euro .

    Se questa previsione fosse confermata, la Dolphin G andrebbe a posizionarsi sotto la soglia dei 30.000 euro, risultando estremamente competitiva non solo contro le altre plugin, ma anche contro le tradizionali full hybrid giapponesi (come la Toyota Yaris) ed europee .

    Conclusioni

    La BYD Dolphin G DM-i rappresenta un punto di svolta. Finalmente chi cerca una city car spaziosa non deve scegliere tra l’elettrico (con i dubbi sull’autonomia) e il benzina (con i costi di gestione). Con questa plug-in compatta, BYD offre il meglio di entrambi i mondi: silenziosità elettrica in città e libertà totale su strada.

  • Omoda 4: il crossover cyber che sfida l’Europa (e costa meno di 30.000 euro)

    Omoda 4: il crossover cyber che sfida l’Europa (e costa meno di 30.000 euro)

    C’è un nuovo protagonista nel segmento più caldo del mercato europeo, quello dei crossover compatti. Si chiama Omoda 4, è stato presentato in anteprima mondiale al Salone di Pechino 2026, e ha tutte le carte in regola per diventare un bestseller anche sulle nostre strade.

    Il motivo? Non solo un design che non passa inosservato (ispirato ai robot dei manga giapponesi), ma anche un rapporto qualità-prezzo che mette paura ai colossi europei: prezzi a partire da meno di 22.900 euro in promozione per un crossover lungo 4,4 metri, ricco di tecnologia e con motorizzazioni full hybrid ed elettriche .

    Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla nuova arma cinese pronta a invadere l’Europa.


    1. Chi è Omoda (e perché sta crescendo così in fretta)

    Omoda è un marchio giovane, nato solo tre anni fa, ma fa parte del colosso Chery, uno dei più grandi gruppi automobilistici cinesi. Insieme al brand gemello Jaecoo, Omoda ha già raggiunto un traguardo impressionante: un milione di auto vendute in appena tre anni di vita .

    E l’Europa è il mercato dove il marchio cresce di più. I numeri parlano chiaro:

    • 41,5% delle vendite globali totali viene dall’Europa 
    • Crescita del 246% a marzo 2026 rispetto all’anno precedente 
    • 18 paesi europei già serviti con circa 500 punti vendita 
    • L’obiettivo è arrivare a 1 milione di vendite all’anno entro il 2027 

    Numeri da capogiro, che dimostrano come Omoda abbia intuito la ricetta giusta per conquistare il pubblico europeo: design accattivante, tecnologia all’avanguardia e prezzi competitivi.


    2. Design “Cyber Mecha”: ispirato ai robot e alle supercar

    La Omoda 4 non passa inosservata. Il linguaggio stilistico si chiama “Cyber Mecha”, e come suggerisce il nome, si ispira ai robot dei cartoni animati giapponesi . Linee tese, tagli netti, superfici geometriche: tutto concorre a creare un’immagine aggressiva e futuristica.

    Dettagli che saltano all’occhio:

    • Fari sottili e affilati con firma luminosa “a fulmine” 
    • Calandra ridotta al minimo per un charactere più efficiente 
    • Maniglie delle porte a filo e montante posteriore nero flottante 
    • Cerchi da 17 a 19 pollici a seconda dell’allestimento 

    Le dimensioni sono quelle giuste per il segmento C: 4,42 metri di lunghezza, 1,87 di larghezza e 1,57 di altezza . Si posiziona esattamente nel cuore del mercato, dove si gioca la sfida più importante: quella con Peugeot 3008, Volkswagen T-Roc e Hyundai Kona .

    3. Interno da “astronave” con pulsante rosso come Lamborghini

    Salire a bordo della Omoda 4 è un’esperienza che ricorda il mondo dei videogiochi. Il posto di guida si chiama “Starship Cockpit” e il riferimento alle astronave è tutt’altro che casuale .

    Elementi distintivi dell’abitacolo:

    • Display verticale gigante per l’infotainment (simile a quello di Tesla) 
    • Quadro strumenti digitale sottile dietro al volante 
    • Pulsante di accensione rosso protetto da uno sportellino, come sulle Lamborghini Huracán 
    • Doppia base di ricarica wireless ventilata 
    • Illuminazione ambientale personalizzabile 

    L’AI Cabin è l’assistente virtuale di bordo, in grado di riconoscere le emozioni del conducente, gestire la navigazione vocale intelligente e offrire funzionalità di gaming direttamente dall’auto . Nella seconda metà del 2026 arriverà anche la tecnologia VPD (Valet Parking Driver) per il parcheggio automatico da remoto .

    4. Motori: full hybrid protagonista, elettrico in arrivo

    Sotto il cofano, la Omoda 4 offre una gamma completa di motorizzazioni pensate per le esigenze europee. La strategia è chiara: puntare tutto sull’ibrido per aggirare i dazi europei sui full electric cinesi e offrire al contempo una motorizzazione efficiente e senza ansia da ricarica .

    Full Hybrid SHS (la versione di lancio)

    Il sistema SHS (Super Hybrid System) abbina un motore 1.5 turbo a quattro cilindri a un’unità elettrica, per una potenza complessiva di 224 CV e 295 Nm di coppia . La batteria LFP è da soli 1,83 kWh, sufficiente per brevi tratti in elettrico.

    Il funzionamento è intelligente: alle basse velocità l’auto si muove prevalentemente in elettrico, mentre il termico entra in azione come generatore o per la trazione diretta oltre i 75 km/h .

    Full Electric (in arrivo successivamente)

    Per chi preferisce la mobilità a zero emissioni, arriverà anche una versione 100% elettrica con 211 CV e batteria LFP da 61,1 kWh . L’autonomia dichiarata è di circa 400 km nel ciclo WLTP, sufficienti per l’uso quotidiano .

    Altre motorizzazioni

    • Benzina 1.6 turbo da 147 CV (versione di lancio per alcuni mercati) 
    • Plug-in hybrid (annunciata in futuro, con circa 90 km di autonomia elettrica) 

    5. La versione Ultra: sportività in arrivo

    Insieme alla versione standard, Omoda ha annunciato anche una variante Ultra dalla connotazione più sportiva . Al momento non sono state fornite specifiche tecniche dettagliate, ma il nome promette prestazioni e un’estetica ancora più aggressiva. Rimaniamo in attesa di novità.

    6. Prezzi: la vera arma vincente

    E arriviamo al punto che farà la differenza sul mercato. I prezzi della Omoda 4 sono infatti estremamente competitivi:

    MotorizzazionePrezzo stimato
    Full Hybrid (224 CV)da 22.900 € (offerta lancio con permuta) 
    Listino Full Hybridcirca 26.900 – 27.000 € 
    Full Electric (211 CV)stimato 30.000 – 35.000 € 

    Per darvi un termine di paragone: una Peugeot 3008 ibrida parte da oltre 35.000 euro, mentre la Hyundai Kona hybrid supera i 28.000 euro. La Omoda 4 si posiziona quindi significativamente più in basso, con un rapporto qualità-prezzo difficilmente eguagliabile .

    7. Arrivo in Europa e Italia: quando si può comprare

    I tempi di arrivo sono già definiti. Ecco il calendario previsto:

    • Seconda metà 2026: prime consegne in Italia e in alcuni mercati europei 
    • Entro fine 2026: arrivo in Italia confermato 
    • Primo trimestre 2027: debutto in Francia 
    • Entro fine 2027: copertura estesa a tutti i principali mercati europei

    La Omoda 4 sarà venduta attraverso la rete di concessionari ufficiale Omoda, già in espansione in Italia.

    8. La strategia: Omoda 5 si fa più grande per far spazio alla 4

    Un dettaglio interessante che conferma la strategia di Omoda: contemporaneamente al lancio della 4, la Omoda 5 è stata allungata di 7 cm, superando i 4,5 metri di lunghezza .

    Il motivo è chiaro: Omoda 5 sale di segmento (diventando un SUV compatto di fascia media), lasciando alla nuova Omoda 4 il ruolo di crossover d’ingresso nella gamma. Una mossa studiata per evitare cannibalizzazioni e coprire più fasce di mercato.

    La Omoda 5 2026, in arrivo entro fine anno, perderà inoltre la versione a benzina pura, mantenendo solo le alimentazioni full hybrid ed elettrica .


    Il Nostro Giudizio

    La Omoda 4 è un’auto che fa sul serio. Non è l’ennesima “cinese low-cost” dimenticabile, ma un prodotto studiato nei minimi dettagli per conquistare il pubblico europeo. Il design cyber-mecha la rende riconoscibile, l’abitacolo è tecnologico e curato, le motorizzazioni sono quelle giuste per il mercato (full hybrid in primis), e il prezzo è semplicemente imbattibile.

    Certo, resta da vedere come si comporterà la qualità percepita nel tempo e come sarà gestita l’assistenza post-vendita. Ma se Omoda saprà mantenere le promesse, la 4 ha tutti i numeri per diventare un bestseller.

    Il crossover cinese è pronto a sbarcare in Europa. E i colossi giapponesi e coreani farebbero bene a guardarsi le spalle.

  • Omoda 7: la sfida cinese nel segmento C diventa adulta. Peso, motore e prezzo in bilico tra comfort e ambizioni

    Omoda 7: la sfida cinese nel segmento C diventa adulta. Peso, motore e prezzo in bilico tra comfort e ambizioni

    La nuova crossover del gruppo Chery si inserisce nella fascia alta del segmento C con un ibrido plug-in SHS da 279 CV. Primo contatto con la versione che punta a rivaleggiare con Toyota RAV4 e Mazda CX-5, tra dotazioni ricche, un approccio alla guida orientato al comfort e un prezzo sottoposto all’aggressiva politica degli sconti.

    Il marchio cinese Omoda, gemello di Jaecoo sotto l’ala del colosso Chery, compie un passo decisivo verso la maturità di gamma con il lancio della Omoda 7. Questo nuovo modello, lungo 4,66 metri, non è semplicemente un’auto più grande della Omoda 5. È il tentativo di conquistare il cuore del mercato europeo, posizionandosi nella parte alta del segmento C, quel territorio affollato e competitivo abitato da nomi come Toyota RAV4, Mazda CX-5, Nissan X-Trail e Volkswagen Tiguan.

    Il nostro primo test drive della versione ibrida plug-in, organizzato nei dintorni di Milano, ci permette di tracciare un primo identikit di una vettura che punta tutto sulla tecnologia, sul comfort e su un rapporto equipaggiamento/prezzo aggressivo, pur non nascondendo qualche compromesso dinamico.

    Design e spazio: un crossover che sceglie lo stile sull’altezza

    Esteticamente, la Omoda 7 segue il linguaggio del marchio: frontale geometrico con griglia a rombi sfumata, linee di carrozzeria morbide che “affogano” le nervature e una coda caratterizzata da luci orizzontali spezzate. La scelta stilistica è chiara: è più un crossover che un SUV. Questo si traduce in un bagagliaio da 537 litri non molto alto, ma comunque rispettabile, e in una linea del tetto che scivola sul lunotto posteriore. Gli interni, puliti e tecnologici, sono dominati da un enorme schermo centrale da 15,6 pollici che, sulla versione Premium, può addirittura scorrere lateralmente davanti al passeggero (una soluzione ingegnosa ma che sacrifica spazio per gli oggetti).

    L’abitabilità posteriore, invece, è un punto di forza: pavimento piatto, buona distanza per le gambe e uno schienale ben inclinato garantiscono comfort anche per passeggeri alti.

    La guida: comfort sopra tutto, ma il peso si sente

    Il primo impatto al volante conferma una precisa scelta di campo da parte di Omoda: il comfort prima di tutto. Le sospensioni assorbono bene le asperità in estensione (buche), mentre in compressione (dossi) trasmettono qualche contraccolpo più deciso. In curva è presente un rollio abbastanza marcato, influenzato anche dal peso non indifferente dell’auto, che si avvicina ai 1.900 kg a vuoto.

    Lo sterzo risulta poco comunicativo e scarico, specialmente nella fase di riallineamento, e le diverse tarature (sia dello sterzo che della rigenerazione in frenata) offrono differenze minime. L’insonorizzazione è invece di buon livello, grazie anche ai vetri acustici, e il motore termico si fa sentire soprattutto a veicolo fermo quando la batteria è scarsa.

    In sintesi, la Omoda 7 invita a una guida tranquilla e rilassata. Non è l’auto più appagante per chi cerca precisione e feedback, ma nel panorama delle cinesi si colloca in una posizione intermedia e di buon compromesso, meno orientata al comfort estremo di altre concorrenti.

    Il cuore tecnologico: l’ibrido plug-in SHS-P da 279 CV

    La meccanica è l’elemento più interessante. La Omoda 7 debutta con il sistema ibrido plug-in SHS-P (Super Hybrid System) del gruppo Chery:

    • Motore termico: 1.5 turbo a ciclo Miller da 143 CV.
    • Motore elettrico di trazione: Da 204 CV.
    • Generatore elettrico: Una seconda unità da 60 kW.
    • Batteria: 18,4 kWh LFP (ai fosfati di ferro).
    • Potenza combinata: 279 CV e 365 Nm di coppia.
    • Prestazioni: 0-100 km/h in 8,4 secondi, velocità max 180 km/h.

    La filosofia è quella di un ibrido in serie predominante: il motore a benzina funziona principalmente come generatore per la batteria, che alimenta il motore elettrico di trazione. Il sistema accende il termico per mantenere un “buffer” di carica della batteria tra il 15% e il 25%, ottimizzando l’efficienza. Solo sotto richiesta di potenza massima, il motore termico si collega alle ruote, funzionando in parallelo.

    I consumi nel nostro test, con batteria al 15%, si sono attestati intorno ai 6,5 l/100 km (circa 15,4 km/l). Con la batteria carica, l’autonomia in puro elettrico si avvicina ai 90 km reali, in linea con i 92 km dichiarati dal ciclo WLTP combinato. La ricarica avviene fino a 6,6 kW in AC e fino a 40 kW in DC.

    Prezzi e allestimenti: l’arma degli sconti

    La Omoda 7 è proposta in due livelli di equipaggiamento, con prezzi di listino già competitivi e uno sconto lancio significativo:

    • Omoda 7 Pure: Da 38.900€ (34.900€ con sconto lancio). Include cerchi 19″, schermo 15.6″ fisso, tessuto/ecopelle, 7 airbag e pacchetto ADAS completo.
    • Omoda 7 Premium: Da 41.900€ (37.900€ con sconto). Aggiunge cerchi 20″, schermo scorrevole, tetto panoramico, head-up display, sedili elettrici ventilati/riscaldati, audio Sony e portellone elettrico.
    • Premium Pro Pack (1.500€): Sedili massaggianti, parcheggio automatico remoto e poggiapiedi estensibile.

    La garanzia è di 8 anni o 160.000 km, un punto di forza per costruire fiducia.

    Un’offerta convincente per chi cerca tecnologia e comfort

    La Omoda 7 si presenta come un’offerta estremamente solida su carta. Punta forte sulla tecnologia ibrida plug-in intelligente, su una dotazione ricchissima fin dalla base e su un prezzo finale molto aggressivo dopo gli sconti.

    I compromessi si fanno sul lato della dinamica di guida, non entusiasmante, e su una vocazione più da crossover elegante che da SUV pratico. Ma per una larga fetta di clienti, attratti dal comfort, dai consumi contenuti, dalle zero emissioni in città e dallo straordinario rapporto equipaggiamento/prezzo, questi saranno dettagli secondari. La Omoda 7 dimostra che i costruttori cinesi non stanno più solo giocando in difesa con modelli basici, ma stanno imparando a colpire nel segno con prodotti completi e mirati. La partita con i giganti del segmento C è ufficialmente aperta.

  • La Nuova Volkswagen T-Roc 2026: Perché è Pronta a Rubare il Trono

    La Nuova Volkswagen T-Roc 2026: Perché è Pronta a Rubare il Trono

    In pochi anni, la T-Roc è passata dall’essere una novità a una colonna portante della gamma Volkswagen, arrivando a superare persino l’iconica Golf nelle classifiche di vendita. Un vero e proprio fenomeno di mercato, che ora si prepara a voltare pagina con la seconda generazione. Aspettative altissime, che la nuova T-Roc 2026 sembra già pronta a onorare.

    La filosofia? Cambiare senza stravolgere. Aggiornamenti mirati, dimensioni leggermente ampliate e una gamma motori che punta tutto sull’ibrido. In questo articolo, scopriamo perché potrebbe diventare l’auto più desiderata del listino Volkswagen.


    Design e dimensioni: più spazio, stesso carattere

    La T-Roc cresce, ma con misura. Con 13 cm in più di lunghezza (ora a 4,37 metri) e un passo allungato, guadagna in proporzioni senza perdere l’impronta compatta. Lo sbalzo anteriore più pronunciato le dona un’aria più decisa, mentre l’abitabilità ne beneficia in modo tangibile.

    Il bagagliaio ora offre 475 litri (espandibili a 1.350), con un doppiofondo regolabile e – cosa non scontata – lo spazio per il ruotino di scorta. Posteriormente, l’accesso è agevole e gli occupanti trovano più spazio per le gambe. Al centro, il tunnel di trasmissione rimane presente, ma ospita con praticità le bocchette aria, i comandi clima e due porte USB-C.


    Abitacolo: razionalità e comfort in primo piano

    La plancia mantiene il tipico stile Volkswagen: pulito, razionale e ben finito. Di serie arrivano il quadro strumenti digitale e il grande schermo centrale, mentre al volante fanno il gradito ritorno i tasti fisici, più intuitivi di quelli a sfioramento. Anche la zona clima touch è ora retroilluminata.

    Tra i dettagli più apprezzati: la ricarica wireless ventilata per lo smartphone, il rotore multifunzione sul tunnel (volume o modalità di guida), il bracciolo regolabile e vani portaoggetti ben concepiti, come il cassetto capiente sotto al sedile passeggero.


    Guida e motori: ibrido, essenziale e piacevole

    La posizione di guida è più da crossover che da SUV, con un feeling al volante agile e familiare. In prova, il 1.5 benzina mild-hybrid da 115 CV (220 Nm) si conferma sufficiente per un uso quotidiano senza sforzi: lo 0-100 km/h si copre in 10,6 secondi, con una velocità massima di 196 km/h. Il cambio DSG a 7 marce è fluido e reagisce bene anche in modalità Sport o usando i paddle.

    Il sistema ibrido a 48V supporta le fasi di accelerazione e consente la velocità a vela con il motore termico spento, ma non permette la marcia in solo elettrico. Da segnalare la disattivazione di due cilindri in condizioni di carico ridotto, per risparmiare carburante. L’unico appunto riguarda la frenata rigenerativa: la transizione tra recupero energetico e freno meccanico non è sempre fluida, richiedendo a volte un tocco più deciso.

    Sul comfort, l’assetto con cerchi da 18” è bilanciato e piacevole, senza bisogno (nell’uso comune) delle sospensioni adattive. In autostrada, il comfort acustico è migliorato, con minori fruscii aerodinamici.


    Consumi: l’ibrido mostra i suoi vantaggi

    I numeri registrati in prova confermano l’efficienza della strategia ibrida:

    • Città: poco più di 11 km/l
    • Extraurbano: quasi 18 km/l
    • Autostrada: circa 14 km/l

    Media complessiva: circa 14 km/l, pari a 7,2 l/100 km. Un risultato rispettoso per un crossover di questa categoria.


    Prezzi e concorrenti: una lotta serrata

    La gamma al lancio si basa sulle versioni mild-hybrid da 115 CV e 150 CV. I listini partono da poco meno di 34.000 euro per la 115 CV Life, salendo a circa 37.500 euro per la Style. La 150 CV è disponibile da 36.650 euro (Life) fino a oltre 41.000 euro per l’allestimento R-Line.

    La concorrenza è agguerrita: dalla Renault Symbioz alla Peugeot 2008, dalla Toyota C-HR alla Hyundai Kona, senza dimenticare le premium come la Volvo XC40 e le sempre più insidiose orientali come MG ZS Hybrid.


    Perché sceglierla?

    La nuova T-Roc 2026 ha fatto come il Gattopardo: è cambiata per restare la stessa. Più spazio, tecnologia e ibrido, ma senza tradire l’equilibrio e la piacevolezza che l’hanno resa un punto di riferimento. Dinamica coinvolgente, abitacolo versatile e consumi contenuti la rendono un’opzione difficile da ignorare.

    Se cercate un crossover coerente, ben finito e senza sorprese, con la praticità dell’ibrido e il marchio Volkswagen, la nuova T-Roc è probabilmente già in cima alla vostra lista.