Categoria: mercato

  • Incentivi e nuove tasse per le auto elettriche in UK: Cosa succederà in Europa?

    Incentivi e nuove tasse per le auto elettriche in UK: Cosa succederà in Europa?

    Incentivi e tasse nel Regno Unito: bastone e carota per l’elettrico

    Il Regno Unito ha annunciato per il 2026 un piano da quasi 2 miliardi di sterline (650 milioni già stanziati più 1,3 miliardi aggiuntivi) per prorogare al 2030 gli incentivi Electric Car Grant, con un massimo di 3.750 sterline per EV fino a 37.000 sterline di listino, in modo da rendere per gli acquirenti le elettriche un pò più competitive rispetto alle termiche, oltre ad uno stanziamento di 200 milioni di sterline per le colonnine di ricarica.

    Questo affianca il mandato ZEV, che impone quote EV crescenti (28% nel 2025, 80% nel 2030, 100% nel 2035 escludendo le termiche pure), ma nonostante tutto le vendite 2025 delle elettriche sono ferme al 22,4% nonostante gli sconti forzati dai costruttori.

    gray electric car parked on a charging bay

    Il governo introduce però l’Electric Vehicle Excise Duty (eVED): una tassa di 3 pence per miglio sulle EV (circa 276 sterline/anno extra) e 1,5 pence sulle PHEV, per compensare le mancate accise su benzina/diesel, con incassi previsti a 1,9 miliardi entro 2030/31; oltre all’aumento ,da settembre 2026, delle accise carburanti a 57,95 pence/litro.

    Quindi una tassa sulla percorrenza che penalizza chi , vuoi per gli incentivi, vuoi per sentirsi green, ha ceduto alle auto a pile ma si ritrova con costi non preventivati, anche se c’era da aspettarselo: se lo stato incassa meno dalle accise sul termico, dovrà recuperare altrove quei fondi, e quindi giocoforza saranno gli automobilisti , soprattutto quelli che guidano un’elettrica, a pagare il conto, come probabilmente succederà anche in Europa, magari sotto altre forme.

    Bassa adozione EV: preferenze per termiche e versatilità

    Nonostante incentivi e obblighi, l’elettrico fatica: nel 2024 le EV UK hanno raggiunto solo il 19,6% contro il 22% target, con PHEV all’11% per un totale 33%.

    I consumatori preferiscono le termiche rispetto alle elettriche per via dei costi iniziali alti, autonomia limitata, ricarica lenta e versatilità minore sui lunghi tragitti.

    Sono inoltre ostacolati dai prezzi dell’energia schizzati alle stelle per la guerra in Ucraina, e dalle infrastrutture di ricarica ritenute insufficienti.

    Il governo ha dovuto correggere il tiro sulle elettriche, concedendo delle deroghe per le PHEV fino al 2035, ma i target previsti per 2026 (33%), 2027 (38%) e 2028 (52%) sembrano irraggiungibili senza proroghe.

    Ovviamente sono lontani dalle quote della Norvegia, dove la quasi totalità delle auto vendute sono elettriche che alla fine ha cancellato le esenzioni per EV per riequilibrare il proprio bilancio.

    Prospettive europee: proroghe obbligate e nuove tasse

    In Europa, il Regno Unito prefigura scenari simili: l’UE punta a zero emissioni per il 2035 (ma già si parla di deroghe per le ibride), ma l’adozione delle EV è lenta, soprattutto nelle nazioni meno ricche, influenzata da incentivi nazionali variabili e regolamenti CO2.

    La preferenze degli europei per le termiche nasce da motivi economici e pratici, cosa che rende i desiderata della politica, di un abbandono a breve delle termiche, irrealizzabili.

    I costruttori europei sanno che facendo all-in sulle auto a batterie finiranno per perdere quote di mercato nei confronti dei produttori cinesi, molto più competitivi sulle elettriche.

    Stati come Germania e Francia potrebbero prorogare il ban delle termiche al 2035/2040 per evitare collassi industriali, ma comunque prevedono di compensare le perdite sulle accise dei carburanti con tasse sulle percorrenze EV o power road pricing, come già discusso in Olanda e appena stabilito in UK.

    Gli incentivi temporanei (es. quelli in Germania fino a 3000 euro per l’acquisto di una nuova vettura a pile) spingono certamente la transizione, ma gli obblighi rigidi rischiano la resistenza dei cittadini, che non gradiscono l’elettrico, ma soprattutto non si possono permettere di cambiare auto a causa della crisi, men che meno per l’acquisto di una elettrica che costa sensibilmente più di una termica nonostante gli incentivi.

    close up shot of an electirc car charging


    A questo si sommano i ritardi infrastrutturali su colonnine e reti elettriche che rendono il progetto del “tutto elettrico” entro il 2035 improbabile, soprattutto se implementato senza flessibilità.

    Verosimilmente , sul fronte europeo, ci saranno delle proroghe che consentiranno una coesistenza di termico ed elettrico, con un adozione dell’elettrico più graduale, dando tempo alle elettriche di far maturare le tecnologie e consentire un abbassamento dei prezzi e un aumento delle autonomie, senza necessariamente dover forzare la mano con incentivi o imposizioni di legge.

  • Report Auto: Il Tuo Alleato Contro le Truffe nell’Acquisto dell’Usato, ma Attenzione alle Trappole

    Report Auto: Il Tuo Alleato Contro le Truffe nell’Acquisto dell’Usato, ma Attenzione alle Trappole

    Nel complesso mondo della compravendita di auto usate, l’arma migliore a disposizione dell’acquirente è l’informazione. Sempre più persone, per rendere più sicuro un acquisto tra privati, si affidano ai report sul veicolo. Questi servizi funzionano in modo semplice: basta inserire il numero di targa o il numero di telaio per ottenere in pochi clic un documento dettagliato sulla storia dell’auto. La domanda che tutti si pongono è: l’auto che sto per comprare è davvero quella che sembra, o potrei incappare in una truffa?

    Purtroppo, anche questi strumenti nati per garantire trasparenza sono diventati un bersaglio per i truffatori, che hanno affilato le loro tecniche per sfruttarli a proprio vantaggio. Ma cosa sono esattamente questi report, come funzionano le truffe e, soprattutto, come ci si può proteggere?

    mercedes benz parked in a row

    Cosa Sono i Report Auto e Quali Sono i Più Affidabili

    I report auto sono servizi innovativi che forniscono un’istantanea della storia del veicolo. L’obiettivo è dare all’acquirente chiarezza sul bene che sta acquistando e al venditore un’indicazione sul giusto prezzo di mercato.

    Si distinguono principalmente in due categorie:

    1. Report sullo storico del veicolo: Forniscono informazioni cruciali come:
      • Sinistri e incidenti pregressi
      • Storico del chilometraggio (per scovare lo schilometraggio)
      • Numero di precedenti proprietari
      • Eventuali vincoli o gravami (p.ign., fermi amministrativi)
      • Storia delle immatricolazioni e importazione
      • Tra i più famosi a livello internazionale ci sono Carfax e CarVertical.
    2. Report sul valore del veicolo: Servizi che, basandosi su dati di mercato, chilometraggio e ubicazione, forniscono una stima del prezzo di vendita o acquisto. Esempi sono i servizi di quotazione di Quattroruote o Eurotax.

    Attenzione: In Italia, alcune di queste informazioni sono disponibili a costo ridotto o gratuitamente:

    • Storico chilometraggio: Portale dell’Automobilista o app dedicate.
    • Vincoli o gravami: Visura sul sito ACI o tramite un’agenzia di pratiche auto.
    • Sinistri: Richiesta di controllo al proprio assicuratore di fiducia.

    Optare per un report a pagamento da un’azienda specializzata rimane però la scelta migliore per ottenere rapidamente tutte le informazioni in un unico documento chiaro e completo.

    Bisogna comunque tenere presente che questi report non sempre riescono a tracciare interventi fuori dalle reti ufficiali, ad esempio un sinistro riparato da un carrozziere in nero, quindi se sono molto validi nell’acquisto di auto ex aziendali, non sempre possono scovare le magagne di auto possedute da privati.

    a woman talking to a car dealer

    Le Truffe Più Comuni: Così i Malintenzionati Sfruttano i Report

    Il paradosso è che uno strumento nato per prevenire le truffe è ora usato per orchestrarne di nuove. Ecco gli schemi più collaudati.

    Il copione tipico prevede un finto acquirente che, trovato l’annuncio online, contatta il venditore mostrando grande interesse. Prima di concludere, però, insiste ossessivamente per ottenere un report auto, minando di fatto la trattativa se la richiesta non viene soddisfatta.

    Il truffatore, però, non suggerirà mai un portale affidabile. Indicherà invece un sito da lui controllato, fornendo un link diretto. Per convincere il venditore, userà scuse plausibili:

    • “Ho già speso troppo in report recentemente.”
    • “Mi fido solo di questo portale, l’ho usato altre volte.”
    • Mostrerà recensioni false su piattaforme terze.

    Una volta agganciata la vittima, si aprono tre pericolosi scenari:

    1. La Sottrazione del Costo del Report: Il sito incassa il pagamento per il report (che potrebbe non arrivare mai o essere fasullo) e il finto acquirente sparisce. L’obiettivo era semplicemente intascare il costo del servizio, magari costringendoti a pagare più volte per un “errore di sistema”.
    2. Il Furto dei Dati della Carta di Credito: Questo è il rischio più grave. La piattaforma di pagamento è un clone falso di un istituto bancario. Inserendo i propri dati per pagare il report, si consegnano involontariamente al truffatore tutti gli estremi della carta, che verrà poi usata per acquisti fraudolenti o per svuotare il conto corrente.
    3. La Svalutazione Artificiale del Veicolo: In questo caso, il truffatore vuole l’auto a un prezzo stracciato. Il report, falsificato, mostrerà incidenti mai avvenuti o altri problemi gravi. Il venditore, colto alla sprovvista, accetterà uno sconto consistente pur di non perdere l’affare.
    a bmw car with its hood open in a parking lot

    Come Proteggersi: 5 Regole d’Oro

    1. Diffida delle Richieste Insistenti: Di norma, è l’acquirente che dovrebbe farsi carico del costo del report per la sua protezione. Se un compratore spinge perché sia il venditore a pagare, è un campanello d’allarme.
    2. Usa Solo Piattaforme Affidabili: Insisti nell’utilizzare solo servizi noti e certificati come CarVertical, Carfax o AutoDNA. Rifiuta categoricamente link a siti sconosciuti.
    3. Controlla l’URL con Cura: I siti clone hanno indirizzi web molto simili a quelli originali, ma con piccole differenze (es. “.net” invece di “.it” o errori di battitura). Verifica sempre di essere sul sito ufficiale.
    4. Valuta la Reale Necessità: Se non servono dettagli storici ultra-dettagliati, una semplice visura ACI può essere sufficiente per verificare i dati essenziali.
    5. Mai Dati di Pagamento Sensibili: Non fornire mai a terzi i codici di sicurezza della carta o, peggio, le credenziali del tuo home banking. Un sito legittimo non le chiederà mai.
    luxury vehicle parked near car dealership

    Non Solo Report: Attenzione alla Fase di Pagamento

    Anche con un report perfetto, la fase di pagamento rimane un momento critico. Metodi tradizionali come l’assegno o il bonifico ordinario possono nascondere insidie. La soluzione più moderna e sicura è il bonifico istantaneo, che garantisce l’accredito immediato e irrevocabile del denaro. Prima della transazione, però, verifica con la tua banca l’assenza di blocchi automatici per importi elevati, nati per tutelarsi dalle estorsioni, per evitare spiacevoli intoppi durante il passaggio di proprietà.

    In conclusione, i report auto sono uno strumento potentissimo per un acquisto consapevole, ma la loro efficacia dipende dalla tua capacità di usarli in modo intelligente e sicuro. La diffidenza, in questo caso, non è un difetto, ma una virtù.

  • Geely sbarca in Italia: Il colosso cinese punta sul nostro mercato con elettrica e ibrida

    Geely sbarca in Italia: Il colosso cinese punta sul nostro mercato con elettrica e ibrida

    Il più grande costruttore automobilistico privato cinese ha deciso: l’Italia è il prossimo obiettivo. Geely, il colosso che nel 2024 ha venduto oltre 3,3 milioni di veicoli e che controlla marchi del calibro di Volvo, Polestar e Lotus, arriva ufficialmente sul nostro mercato. Non come fornitore di tecnologie per altri brand, ma con il suo marchio originale, pronta a sfidare le case europee nel loro stesso cortile di casa.

    A partire dall’autunno 2025, le concessionarie italiane vedranno sfilare i primi due modelli del gruppo: il SUV elettrico EX5 e l’ibrida plug-in Starray EM-i. Un doppio attacco per conquistare due diverse anime di mercato con una strategia chiara: offrire tecnologia, spazio e dotazioni a un rapporto qualità-pzzo molto aggressivo.

    La Strategia: Una Rete da 100 Concessionarie e 6 Anni di Garanzia

    Geely non arriva in Italia in sordina. L’ingresso è stato strutturato con una precisione strategica degna di un grande player globale. La distribuzione è affidata a Jameel Motors, un distributore internazionale con esperienza in oltre 10 paesi, guidato in Italia da Marco Santucci (ex AD di Jaguar Land Rover Italia).

    Il piano è ambizioso:

    • Creare una rete di circa 100 punti vendita e assistenza in tutto il territorio nazionale.
    • Dotare ogni paese di un magazzino ricchi dedicato per tempi di intervento rapidi.
    • Offrire una garanzia ufficiale di 6 anni, un messaggio forte per rassicurare i clienti sull’affidabilità del prodotto.

    I Modelli: Tecnologia e Spazio in Primo Piano

    1. Geely EX5 (Elettrica)
    Il primo apripista è il SUV EX5, un modello di taglia media (4,61 m di lunghezza) che punta tutto sull’elettrico.

    • Motore: 218 CV e 320 Nm di coppia.
    • Batteria: Pack Aegis Short Blade da 60,22 kWh.
    • Autonomia: 430 km dichiarati (ciclo WLTP).
    • Interni: L’abitacolo è un concentrato di tecnologia, dominato da un enorme touchscreen centrale da 15,4 pollici, un quadro strumenti da 10,2″ e un head-up display che proietta le informazioni sul parabrezza.
    • Comfort: Sedili anteriori con regolazione elettrica, memoria, riscaldamento, ventilazione e massaggio. I sedili posteriori hanno schienali regolabili.

    2. Geely Starray EM-i (Ibrida Plug-in)
    Esteticamente quasi identica alla EX5, la Starray EM-i è la scelta per chi non è ancora pronto al full electric.

    • Motore: Un powertrain ibrido plug-in composto da un 1.5 turbo benzina da 217 CV abbinato a un motore elettrico da 100 CV.
    • Batteria: Da 18,4 kWh.
    • Autonomia: Fino a 83 km in modalità puramente elettrica (WLTP) e una autonomia combinata (benzina+elettrico) di ben 943 km.
    • Interni: Condivide con la EX5 il layout iper-tecnologico e il focus sul comfort.

    Perché Geely è un Concorrente Serio?

    Geely non è un costruttore qualsiasi. È un gigante globale con un portfolio di marchi di lusso e un know-how tecnologico immenso. Le piattaforme su cui viaggiano la EX5 e la Starray condividono DNA con quelle di Volvo e Polestar. Questo significa che, pur sotto un marchio nuovo per l’Italia, i clienti troveranno tecnologie collaudate e sicure.

    La mossa di puntare sull’ibrida plug-in è astuta: intercetta la crescente domanda di questa tipologia di veicoli in Italia, offrendo una soluzione a zero ansia da autonomia per chi non ha ancora familiarità con l’elettrico puro.

    La Sfida: convincere il Cliente Italiano

    La vera sfida per Geely non sarà la tecnologia o il prezzo, ma la percezione del marchio. Dovrà convincere gli automobilisti italiani che un’auto cinese, sebbene prodotta da un colosso con standard qualitativi elevati, può essere un’alternativa credibile e desiderabile rispetto ai brand tradizionali europei e giapponesi.

    L’arrivo di Geely è un terremoto nel panorama automobilistico italiano. Dimestra che la globalizzazione del settore è una realtà concreta e che la concorrenza si fa sempre più agguerrita. Per i consumatori, significa avere più scelta, più tecnologia e probabilmente, prezzi più interessanti.

  • Ecoincentivi 2025: L’elettrica può costare meno del benzina. Ecco le auto da comprare con gli incentivi

    Ecoincentivi 2025: L’elettrica può costare meno del benzina. Ecco le auto da comprare con gli incentivi

    Con i nuovi ecoincentivi statali del PNRR da 600 milioni di euro, il sogno di un’auto elettrica nuova non è mai stato così vicino. Anzi, per la prima volta, un’auto a batteria può costare meno di un’analoga a benzina o diesel, trasformandosi da oggetto del desiderio in un affare intelligente per la mobilità quotidiana.

    Grazie a uno sconto che può arrivare fino a 11.000 euro per i privati, i listini di molti modelli vengono non solo azzerati, ma stravolti. L’asticella per approfittarne è chiara: essere residenti in un’area urbana (FUA), avere un ISEE sotto i 40.000 euro e avere una vecchia auto fino all’Euro 5 da rottamare. Chi rientra nello scaglione ISEE più basso (fino a 30.000€) ottiene lo sconto massimo, ottenendo veri e propri super affari su quattro ruote.

    Ecco alcuni dei modelli più interessanti che, con gli incentivi, diventano irriverenti competitor delle termiche.

    I Modelli Star degli Ecoincentivi: Quanto Risparmi Davvero?

    • Dacia Spring – L’icona dell’elettrica economica
      • Prezzo listino: a partire da €17.900
      • Con incentivo (ISEE <30k) + rottamazione: €6.900 euro
      • È stata la prima a giocare in questa liga. Con lo sconto, diventa l’auto nuova più economica. Perfetta come seconda macchina per la città, ha autonomia limitata ma costi di gestione irrisori, ma pecca un pò nella qualità degli interni.
    • Citroën e-C3 – L’anticonformista
      • Prezzo listino: da €23.900
      • Con incentivo (ISEE <30k) + rottamazione:  a partire da €12.900
      • Forse l’offerta più equilibrata. Non è un’auto “minima”, ma una B-SUV a tutti gli effetti, con oltre 300 km di autonomia e un design modernissimo. A poco più di 12.000 euro è un’occasione da non perdere.
    • Renault 5 E-Tech – Il ritorno di un mito
      • Prezzo listino : tra €24.900 e i €36.400 a seconda degli allestimenti
      • Con incentivo (ISEE <30k) + rottamazione: a partire da €14.000
      • L’attesissimo ritorno di un’icona. Con gli incentivi, il suo prezzo scende in un range ultra-competitivo per un’auto piena di carisma, tecnologia e con il fascino retrò. Sarà una delle più richieste.
    • Hyundai Inster – La piccola che non ti aspetti
      • Prezzo listino : da €24.900
      • Con incentivo (ISEE <30k) + rottamazione: ~€14.000
      • Porta il design audace e l’equipaggiamento ricco di Hyundai in un segmento piccolo. Con un’autonomia stimata di oltre 300 km, potrebbe offrire il miglior rapporto qualità-prezzo dopo lo sconto.
    • Fiat Grande Panda Elettrica – La più amata dagli italiani
      • Prezzo listino: da €23.900
      • Con incentivo (ISEE <30k) + rottamazione: ~€13.000
      • Il design squadrato e il richiamo al mito della Panda la rendono un’opzione affascinante. Condivide la piattaforma con la Citroën e-C3, offrendo spazio e praticità a un prezzo stracciato.
    • BYD Dolphin Surf – La piccola cinese supertecnologica
      • Prezzo listino: da €19.490
      • Con incentivo (ISEE <30k) + rottamazione: da €8.500
      •  La Dolphin Surf è la piccola della casa cinese, pensata per la città, più pratica e versatile. BYD è un colosso delle batterie e offre una tecnologia solida. Con lo sconto, è un’auto elettrica dotata di tutte le più moderne tecnologie a un prezzo impensabile fino a ieri.
    • Leapmotor T03 – La citycar di origine cinese del gruppo Stellantis
      • Prezzo listino: €18.900
      • Con incentivo (ISEE <30k) + rottamazione: €7.900
      • È la diretta concorrente della Dacia Spring. Offre di serie un equipaggiamento ricco (touchscreen, ADAS) per il suo prezzo. L’incentivo la rende un giocattolo tecnologico a costo quasi zero.
    • Citroën ë-C3 Aircross – L’elettrica per la famiglia
      • Prezzo listino: a partire da €26.790
      • Con incentivo (ISEE <30k) + rottamazione: da €15.800
      • La versione più grande e familiare della e-C3, con 7 posti. Porta l’elettrico nel cuore delle famiglie numerose con un budget contenuto, rimanendo su un brand diffuso e conosciuto.

    Perché è il Momento Giusto?

    Questi prezzi non sono un’offerta promozionale, ma il frutto di una politica strutturale finanziata dal PNRR. L’obiettivo è chiaro: rinnovare il parco auto italiano, vecchio e inquinante, spingendo sulle elettriche soprattutto nelle città.

    Attenzione però: la piattaforma per prenotare il voucher si aprirà a breve (probabilmente entro ottobre) e i fondi, sebbene consistenti, non sono infiniti. L’operazione richiede un po’ di burocrazia (autocertificazioni, ISEE, prenotazione del voucher) ma il risultato finale è un risparmio che supera spesso il 50% del valore dell’auto.

    Se siete in possesso dei requisiti, vale assolutamente la pena considerare l’opzione. Non si tratta più di guardare all’elettrico come al futuro, ma come al miglior affare del presente.

  • Badge Engineering: L’arte di Vendere la Stessa Auto con Nomi Diversi

    Badge Engineering: L’arte di Vendere la Stessa Auto con Nomi Diversi

    Quante volte, guardando un’auto nuova, avete avuto la strana sensazione di averla già vista da qualche parte? Magari con un faro diverso, una calandra alterata o un logo completamente differente sul cofano. Non è un déjà-vu, è il fenomeno del badge engineering, una pratica antica ma più viva che mai nel panorama automobilistico moderno.

    In un settore dove lo sviluppo di una nuova piattaforma costa miliardi, i costruttori hanno imparato da tempo a condividere (o a prestarsi) progetti, meccaniche e intere vetture, limitandosi a cambiarne il design di pochi dettagli critici e, ovviamente, il badge. È un gioco di specchi economico e strategico, e oggi esploriamo i casi più eclatanti a listino o usciti di recente.

    Il “Quanto sei Bello!” Franco-Italiano: Citroën Berlingo vs. Peugeot Rifter vs. Opel Combo Life

    Partiamo da un esempio chiarissimo nel mondo dei van trasformati. La Citroën Berlingo, amatissima per la sua praticità, è in realtà una tripla gemella. Condivide ogni bullone, motore e optional con la Peugeot Rifter e con la Opel/Vauxhall Combo Life. Il Gruppo Stellantis, nato dalla fusione di PSA e FCA, ha ereditato e ottimizzato questa strategia. Cambiano i paraurti, i fari, la calandra e i dettagli interni, ma l’ossatura, l’abitacolo modulare e la guidabilità sono identici. Il cliente finale sceglie in base al feeling con il marchio o all’estetica preferita, ma sotto il cofano è sempre la stessa auto.

    L’Alleanza Giapponese-Europa: Nissan vs. Mitsubishi vs. Renault

    L’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi è un maestro in questa arte. Con la rinascita del marchio Mitsubishi in Europa, molti hanno storto il naso scoprendo che la nuova Mitsubishi ASX non è altro che una Renault Captur riproposta con un design più spigoloso e il logo dei tre diamanti. Stesso discorso per la Mitsubishi Colt, che è una Renault Clio sotto la pelle.

    E il gioco funziona anche all’inverso: la Nissan Townstar, furgone compatto, è la sorella gemella della Renault Kangoo e della Mercedes-Benz Citan, frutto di un’alleanza precedente.

    O ancora la nuova Nissan Micra elettrica che non è altro che una Renault 5 E-tech con piccoli cambiamenti di dettaglio.

    Lo Scambio di Figli tra Toyota e le sue controllate: Un Patto di Sangue

    Uno dei casi più interessanti degli ultimi anni è la simbiosi tra Toyota e Suzuki, grazie all’ingresso di Toyota nell’azionariato di Suzuki una volta uscita dall’orbita della General Motors. Per accedere alla tecnologia ibrida e all’elettrico, Suzuki ha preso in prestito da Toyota alcune sue auto, oltre a lavorare su nuovi modelli in comune.

     La Suzuki Across è, a tutti gli effetti, una Toyota RAV4 con un restyling più aggressivo e il potentissimo sistema ibrido plug-in di Toyota. Stessa cosa per la station wagon Suzuki Swace, clone della Toyota Corolla Touring Sports.

    Ci sono poi modelli sviluppati in comune come la Suzuki e-Vitara , nuovo urban crossover elettrico non è che una Toyota Urban Cruiser con un nuovo frontale.

    Un tempo anche Subaru era in questo gioco, con la BRZ identica alla Toyota GT86, o come la Subaru Trezia che non era altro che una Toyota Verso-S.

    E Toyota offre suoi prodotti ad altre case giapponesi di cui ha partecipazioni azionarie, come alla Daihatsu, non più importata in Europa, ma anche alla Mazda dove la Mazda2 Hybrid non è altro che una Toyota Yaris sotto mentite spoglie

    Il Re Mida dei Marchi: DR Automobiles

    Se c’è un player che ha fatto del badge engineering il suo core business, è DR Automobiles. L’azienda italiana importa auto cinesi (principalmente da Chery, JAC e BAIC) e le commercializza con i suoi marchi (DR, EVO, ICH-X, Tiger, Sportequipe) e un design leggermente ritoccato. Modelli come la DR 5.0 o la DR 1.0 sono vetture cinesi che, senza questa operazione, faticherebbero a entrare nel mercato europeo. DR sfrutta la percezione del marchio italiano per proporre un’alternativa economica.

    Il Far West Cinese: Un Modello, Cento Nomi

    Il mercato cinese è il regno del badge engineering. Un singolo modello, sviluppato da un costruttore come Geely, Changan o SAIC, può essere venduto con decine di marchi e nomi diversi attraverso joint-venture e network di vendita differenti. Questo spiega perché a volte si vedono auto identiche con nomi sconosciuti e incomprensibili: sono spesso lo stesso veicolo, ma distribuito da conglomerati diversi.

    Perché Esiste il Badge Engineering?

    I motivi sono semplici e spietatamente economici:

    1. Riduzione dei costi: Sviluppare una nuova auto è costosissimo. Condividere la piattaforma con altri modella i costi di ricerca, sviluppo e produzione.
    2. Coprire più segmenti: Un singolo gruppo può saturare un segmento di mercato offrendo diverse “faccce” della stessa auto, catturando clienti fedeli a marchi differenti.
    3. Velocità di mercato: Rebadgare un’auto esistente è molto più rapido che progettarne una da zero, permettendo di colmare vuoti di gamma in tempi record.

    È un Male? Non Necessariamente.

    Il badge engineering è spesso visto come una fregatura per il consumatore. In realtà, se fatto bene, è un vantaggio per tutti. I costruttori risparmiano e possono investire in altri progetti più innovativi, mentre i clienti hanno più scelta, spesso a prezzi più competitivi e con una rete di assistenza più capillare (grazie alla condivisione dei ricambi meccanici).

    L’importante è che il consumatore sia consapevole di ciò che sta acquistando. La prossima volta che vedete due auto sospettamente simili, fermatevi a guardare bene: potreste scoprire che sotto la pelle, sono la stessa anima gemella.

    E voi, avete mai posseduto o considerato l’acquisto di una “gemella badge-engineered”?

  • Auto più vendute nel primo semestre 2025: Dacia Sandero regina, ma il mercato frena

    Auto più vendute nel primo semestre 2025: Dacia Sandero regina, ma il mercato frena

    Il primo semestre del 2025 si chiude con un mercato automobilistico europeo in contrazione: le immatricolazioni sono calate dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, con 5,57 milioni di vetture vendute. A trainare le classifiche ci sono ancora le ibride, mentre le elettriche crescono ma senza il boom atteso. Intanto, i brand cinesi raddoppiano le quote di mercato, superando Ford e sfiorando Mercedes.

    Le Tendenze del Mercato

    1. Il Tramonto di Benzina e Diesel

    • Ibride (HEV)34,8% del mercato (+ crescita costante).
    • Elettriche (BEV)15,6% (+22% vs 2024), ma lontane dagli obiettivi Ue.
    • Plug-in (PHEV)8,4%, in forte aumento (+19,5%).
    • Benzina e DieselSolo il 37,8% (contro il 48,2% del 2024).

    2. La Crisi di Tesla e l’Ascesa dei Cinesi

    • Tesla crolla del 33%, superata da MG.
    • BYD esplode (+311%) e entra tra i top 25 brand in Europa.
    • Marchi cinesi raddoppiano la quota di mercato (5,1%), tallonando Mercedes.

    Le Auto Più Vendute in Europa (H1 2025)

    1. Dacia Sandero – 128.842 unità
    2. Renault Clio – 122.489 (+7%)
    3. Peugeot 208 – 109.146 (+2%)
    4. Volkswagen Golf – 98.210
    5. Tesla Model Y – 68.801 (prima elettrica)

    Elettriche più richieste:

    1. Tesla Model Y
    2. Volkswagen ID.4
    3. Tesla Model 3

    Perché il Mercato Frena?

    • Alti prezzi delle auto nuove.
    • Tensioni economiche e incertezze geopolitiche.
    • Transizione lenta all’elettrico (troppo costoso per molti).

    Chi Vince e Chi Perde?

    ✅ Renault Group domina con Sandero e Clio.
    ✅ BYD e MG trainano l’offensiva cinese.
    ❌ Stellantis perde quote (-1,4%), solo Alfa Romeo (+33%) e Peugeot (+6%) tengono.
    ❌ Tesla in caduta libera (-33%), soffocata dalla concorrenza.

    Cosa Aspettarsi nel Secondo Semestre?

    • Nuovi modelli cinesi a prezzi aggressivi.
    • Sconti su elettriche per stimolare le vendite.
    • Possibile ripresa se l’economia migliora.
  • Volvo XC60 supera la 240: il nuovo best seller del marchio svedese

    Volvo XC60 supera la 240: il nuovo best seller del marchio svedese

    Due icone a confronto: sicurezza e innovazione attraverso i decenni

    La Volvo XC60 ha appena superato un traguardo storico: con oltre 2,7 milioni di unità vendute dal 2008, ha superato la Volvo 240 (2.685.171 esemplari tra il 1974 e il 1993) come auto più venduta della casa svedese. Un passaggio di testimone tra due modelli che hanno segnato epoche diverse, ma con un comune denominatore: sicurezza, robustezza e innovazione.


    Volvo 240 (1974-1993): L’Auto che Cambiò la Sicurezza Stradale

    Un’eredità rivoluzionaria

    La 240 non fu solo un’evoluzione della 140, ma una vera rivoluzione nella sicurezza automobilistica:

    • Carrozzeria a deformazione programmata (prima auto a introdurla in serie)
    • Gabbia di sicurezza rinforzata (anticipò le moderne cellule di sopravvivenza)
    • Primo seggiolino integrato per bambini (1978, una novità mondiale)
    • Motori indistruttibili: il B230 a benzina e il D24 diesel (ancora oggi ricercati)

    Un’icona di stile e cultura pop

    • Design squadrato ma elegante, diventato simbolo degli anni ’80
    • Auto preferita di famiglie, taxisti e forze dell’ordine per affidabilità
    • Apparizioni cinematografiche (The Girl with the Dragon TattooFargo)
    • Culto tra i tuner grazie alla versione 240 Turbo (gruppo A rally)

    Volvo XC60 (2008-oggi): Il SUV che Domina l’Era Moderna

    Tecnologia e sostenibilità

    L’XC60 ha ereditato lo spirito della 240, ma con soluzioni all’avanguardia:

    • Prima auto al mondo con frenata automatica d’emergenza (City Safety, 2008)
    • Piattaforma SPA (stessa della XC90) con struttura ultra-resistente
    • Motori ibridi plug-in (T8 Twin Engine) e mild hybrid
    • Record in EuropaSUV ibrido plug-in più venduto nel 2024 (13.052 unità in Germania)

    Un successo globale

    • Mercati chiave: Europa (40%), Cina (30%), USA (20%)
    • Prezzo attuale: da €55.000 (versione base) a €80.000 (T8 Polestar Engineered)
    • Prossimo passoVersione 100% elettrica (prevista per il 2025)

    Confronto Tecnico: 240 vs XC60

    CaratteristicaVolvo 240 (1974)Volvo XC60 (2024)
    Produzione19 anni (1974-1993)16 anni (2008-oggi)
    MotoriB230 2.3L (114 CV)B5 Mild Hybrid (250 CV)
    SicurezzaZone a deformazioneCity Safety + Pilot Assist
    Velocità max165 km/h230 km/h (T8)
    Consumi10L/100km1.9L/100km (ibrida)
    Prezzo originale€15.000 (equivalenti)€55.000+

    Perché Hanno Dominato?

    ✅ Sicurezza sopra ogni cosa (dalle cinture a 3 punti alla guida autonoma)
    ✅ Affidabilità leggendaria (molte 240 superano i 500.000 km)
    ✅ Design riconoscibile (dalle linee squadrate al frontale Thor’s Hammer)

    Curiosità:

    • La 240 è ancora utilizzata nei crash test come riferimento per la sicurezza passiva.
    • L’XC60 è stata la prima Volvo a offrire Android Automotive integrato.

    Conclusioni: Due Epoche, Un Solo DNA

    Se la 240 ha scritto la storia della sicurezza passiva, l’XC60 ha portato Volvo nell’era della guida assistita e dell’elettrificazione. Entrambe dimostrano che robustezza e innovazione sono i pilastri del marchio svedese.

    Cosa ne pensi? Preferisci il mito anni ’80 o il SUV high-tech? 🚗💨

  • Antonio Filosa nuovo CEO di Stellantis: chi è l’erede di Carlos Tavares

    Antonio Filosa nuovo CEO di Stellantis: chi è l’erede di Carlos Tavares

    Dal 23 giugno 2025Antonio Filosa sarà il nuovo Amministratore Delegato di Stellantis, prendendo il posto di Carlos Tavares, una delle figure più influenti dell’automotive mondiale. Filosa, ingegnere napoletano con 25 anni di esperienza nel gruppo, è stato scelto all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione guidato da John Elkann.

    Ma chi è il nuovo numero uno di Stellantis? E quali sfide lo attendono?


    Chi è Antonio Filosa? Un manager cresciuto dentro Stellantis

    Filosa non è un volto nuovo per il gruppo: la sua carriera è un percorso interno, iniziato in Fiat e proseguito attraverso FCA fino a Stellantis, dove ha ricoperto ruoli chiave in tutto il mondo.

    Le tappe principali della sua carriera:

    • Sud America: Come COO, ha portato Fiat al top del mercato brasiliano e costruito lo stabilimento di Pernambuco, simbolo del rilancio industriale in Brasile.
    • Jeep e Peugeot: Ha guidato la crescita di questi marchi in Europa e nel mondo.
    • Americhe: Da COO per Nord e Sud America, ha riorganizzato operazioni industriali, ridotto le scorte e rafforzato i rapporti con concessionari e sindacati.

    Tra i successi più eclatanti, il lancio di modelli come:

    • Fiat Pulse e Fastback (best-seller in Brasile).
    • RAM Rampage (primo pick-up RAM prodotto fuori dagli USA).
    • Jeep Avenger (prima Jeep elettrica europea).

    L’eredità di Carlos Tavares: efficienza e sfide aperte

    Filosa eredita un gruppo solido finanziariamente, ma con diverse questioni irrisolte:
    ✅ Punti di forza:

    • 14 marchi (da Peugeot a Jeep, da Alfa Romeo a RAM).
    • Risultati economici solidi (grazie alla gestione efficiente di Tavares).

    ⚠️ Sfide urgenti:

    • Transizione elettrica più lenta del previsto (domanda debole in Europa e USA).
    • Concorrenza cinese sempre più aggressiva.
    • Tensioni sociali (chiusure di stabilimenti in Europa).

    Cosa cambierà con Filosa? Le prime indicazioni

    Filosa è un manager pragmatico, con una visione globale e una profonda conoscenza del gruppo. Ecco cosa ci si può aspettare:

    1. Maggiore attenzione ai mercati emergenti

    • Esperienza in Sud America → possibile espansione in Asia e Africa.
    • Rafforzamento di marchi come Fiat e Jeep in queste aree.

    2. Bilanciamento tra elettrico e termico

    • Tavares aveva spinto sull’elettrificazione, ma Filosa potrebbe essere più cauto, data la domanda incerta.
    • Investimenti in ibrido e GPL, soprattutto per i mercati fuori Europa.

    3. Nuovo leadership team (annuncio il 23 giugno)

    • Filosa dovrà ricostruire il team dirigenziale, con possibili nuovi volti per gestire la transizione tecnologica.

    Le dichiarazioni di Elkann e Filosa

    John Elkann (Presidente Stellantis):
    “La profonda conoscenza che Antonio ha della nostra azienda e del settore lo rende perfetto per guidare Stellantis in questa fase cruciale. Ho lavorato con lui negli ultimi mesi e la sua leadership è eccezionale.”

    Antonio Filosa:
    “È un onore guidare questa azienda. Abbiamo i brand più iconici della storia e team straordinari. La nostra tradizione di innovazione e l’impegno verso i clienti sono la chiave del futuro.”

  • Mercato Automobilistico Europeo a Marzo 2025: Ripresa e Nuove Tendenze

    Mercato Automobilistico Europeo a Marzo 2025: Ripresa e Nuove Tendenze

    Europa: A Marzo 2025 il Mercato Auto Torna a Crescere

    Dopo un inizio anno in flessione, il mercato automobilistico europeo ha registrato a marzo 2025 una timida ripresa, con 1.423.340 immatricolazioni, segnando un +3,2% rispetto allo stesso mese del 2024. Il primo trimestre si è chiuso con numeri stabili: 3.383.986 vetture vendute, quasi identiche alle 3.384.614 del 2024.

    I Paesi Trainanti e le Flessioni

    • Regno Unito in testa con un +13%, confermandosi il mercato più dinamico.
    • Italia (+6,3%) e Spagna (+23,2%) in crescita.
    • Germania (-3,9%) e Francia (-15%) ancora in difficoltà.
    Tiguan

    Le Auto Più Vendute in Europa a Marzo 2025

    La Peugeot 208 (a benzina) strappa il primato alla Dacia Sandero, ma quest’ultima rimane la regina del trimestre. Tra le novità:

    • Volkswagen Tiguan in forte ascesa (+42%).
    • Peugeot 2008 e Opel Corsa tornano in classifica.
    • Ford Puma rientra in Top 10.

    Top 10 Auto Marzo 2025

    PosizioneModelloVenditeVariazione
    1Peugeot 20825.241+7%
    2Dacia Sandero24.577-6%
    3Renault Clio23.062-3%
    4Nissan Qashqai22.826-9%
    5Volkswagen Golf21.553-17%

    Il Boom delle Auto Cinesi e le Ibride

    Symbioz

    Le case automobilistiche cinesi continuano a guadagnare terreno, grazie soprattutto alle motorizzazioni ibride e plug-in, meno penalizzate dai dazi europei.

    • MG ZS (full hybrid) e MG3 in crescita.
    • BYD con 7.144 immatricolazioni, di cui oltre 6.500 plug-in.
    • Renault Symbioz e Fiat 600 tra le novità più richieste.

    Auto Elettriche: Tesla in Calo, ma il Segmento Resiste

    A marzo 2025 sono state immatricolate 240.891 auto elettriche (BEV), il secondo miglior risultato di sempre dopo dicembre 2022. Nonostante ciò:

    • Tesla crolla del 30%, con Model Y (-49%) e Model 3 (-14%) ancora in Top 3.
    • Volkswagen ID.4 balza al terzo posto (+115%).
    • Kia EV3 e Renault 5 tra le nuove protagoniste.
    Renault 5 E-Tech

    Classifica dei Costruttori: Volkswagen Domina

    1. Gruppo Volkswagen – 360.070 vendite (+12%).
    2. Stellantis – 214.834 (-6%).
    3. Gruppo Renault – 137.437 (+12%).
    4. Hyundai-Kia – 107.648 (-3%).
    5. Toyota – 96.692 (-5%).

    Ford (+12%) e Nissan (-4%) completano la classifica, mentre Mercedes (-8%) e BMW (-1%) segnano flessioni.

    Conclusioni

    Kia EV3

    Marzo 2025 ha portato una leggera ripresa per il mercato auto europeo, con Regno Unito e Spagna in forte crescita. Le auto cinesi avanzano grazie alle ibride, mentre le elettriche resistono nonostante il calo Tesla. Resta da vedere se il trend positivo continuerà nei prossimi mesi.

  • Tesla in crisi: utili crollati del 71% tra calo di appeal, innovazione stagnante e le scelte politiche di Musk

    Tesla in crisi: utili crollati del 71% tra calo di appeal, innovazione stagnante e le scelte politiche di Musk

    Quello che un tempo era il faro indiscusso della mobilità elettrica oggi mostra crepe preoccupanti. I dati del primo trimestre 2025 parlano chiaro: utili netti a 409 milioni di dollari (-71% su base annua), ricavi automobilistici in calo del 20% (12,9 miliardi) e un bilancio che sarebbe andato in rosso senza i 595 milioni ricavati dalla vendita di crediti emissivi. Numeri che raccontano la crisi più profonda della casa di Austin dai tempi bui del 2018, quando il Model 3 rischiò di affondare l’azienda.

    Da pionieri a follower: Tesla perde terreno contro i cinesi

    Mentre BYD, Nio , Xiaomi e i vari produttori cinesi sfornano 4-5 nuovi modelli l’anno con tecnologie sempre più avanzate, Tesla non lancia un veicolo completamente nuovo dal 2020 , Cybertruck a parte, che però soffre di problemi di produzione e a causa del suo peso non può essere omologato come autovettura rendendolo invendibile in Europa. La gamma invecchia:

    • Model Y (2019) – solo restyling minori
    • Model 3 (2017) – aggiornato superficialmente nel 2023
    • Model S/X – vendite marginali ormai da anni

    “È la sindrome BlackBerry” commentano gli analisti. “Hanno dominato quando il mercato era giovane, ma ora che è maturo servono più prodotti e più innovazione”.


    I tre talloni d’Achille di Tesla

    1. L’effetto Musk: quando il CEO diventa un problema

    Da quando è sceso in politica a sostegno di Donald Trump, organizzando comizi nei suoi stabilimenti, finanziandone la campagna elettrorale per poi dirigire il DOGE, ente governativo per la riduzione dei costi che ha pestato i piedi a molta gente, Musk ha alienato parte della sua base di clienti tradizionalmente progressisti e ambientalisti. Un recente sondaggio mostra che:

    • Il 44% dei potenziali acquirenti EV under-35 considera Musk “un deterrente” all’acquisto
    • Solo il 27% lo associa ancora a “innovazione verde”, contro il 63% del 2020

    Addirittura diversi possessori hanno dovuto rimuovere i loghi dalle auto per evitare atti vandalici, come accaduto nel concessionario di Roma dove sono state mandate a fuoco ben 17 vetture, e questo sicuramente non aiuta le vendite.

    2. Prezzi tagliati, margini evaporati

    La strategia dei ripetuti tagli di prezzo (Model 3 oggi parte da 38.990€ vs 44.990€ del 2022) ha:
    ✅ Aumentato le consegne (+13% volumi YoY)
    ❌ Azzerato i margini (scesi al 5,5% vs 17% del 2022)

    3. L’incubo produzione: la fabbrica di Grünheide ferma a singhiozzo

    Lo stabilimento tedesco, fiore all’occhiello europeo, ha subito:

    • 3 stop produttivi nel Q1 per atti vandalici
    • Rallentamenti dovuti all’upgrade per la Model Y “Juniper”

    La scommessa Robotaxi: ultima carta per risollevarsi?

    Musk punta tutto sul Cybercab, il robotaxi senza volante che dovrebbe debuttare:

    • Estate 2025: servizio pilota ad Austin
    • 2026: produzione in serie

    Ma gli analisti sono scettici:

    • “Nessuna città ha ancora approvato leggi per veicoli completamente autonomi” (Reuters)
    • Waymo e Cruise hanno già fallito progetti simili
    • La FSD (Full Self-Driving) versione 12 rimane Livello 2+, lontana dalla vera autonomia

    Conclusioni: fine di un’era?

    Tesla sembra aver perso quel fattore cool che l’ha resa dominante. Tra:

    • Design immutati da anni
    • Qualità costruttive ancora inferiori alle europee
    • Concorrenti cinesi più tecnologici e meno cari

    La domanda ora è: riesce Musk a ripetere il miracolo del 2018 o Tesla diventerà un altro caso di “innovatore superato”? Il 2025 potrebbe essere l’anno della verità.

    Sicuramente il ritorno sulla scrivania di CEO, limitando l’impegno al DOGE aiuterà l’azienda a riprendersi, ma forse dovrà reinventarsi o puntare su prodotti o servizi che offre solo come contorno come i sistemi di accumulo di energia o le stazioni di ricarica.

    two white and red tesla charging station

    Cosa ne pensate? Tesla tornerà grande o è destinata al declino? Diccelo nei commenti!