Dopo tre generazioni e quasi vent’anni di successi, termina la produzione della Hyundai i10 per l’Europa. Con le ultime unità in stock fino a febbraio 2026, si chiude un’era per il segmento delle utilitarie economiche, sempre più sostituite dalle elettriche premium.

Il mercato automobilistico italiano perde un pezzo di storia e, soprattutto, una delle ultime ancore di accessibilità per chi cerca una vettura nuova, compatta ed economica. La Hyundai i10, per anni sinonimo di city car affidabile e ben equipaggiata, ha ufficialmente cessato la produzione per il mercato europeo alla fine del 2025. Le auto che stanno arrivando nelle concessionarie italiane in queste settimane rappresentano l’ultimo stock disponibile: una volta esaurito, probabilmente entro febbraio 2026, non sarà più possibile acquistare una i10 nuova.

La sua uscita di scena segna un punto di non ritorno. Con la Fiat Panda ormai datata e in attesa di una svolta elettrica, e con le rivali asiatiche che si spostano verso segmenti più alti, la i10 era rimasta una delle pochissime vere city car termiche ancora in listino. Il suo posto nell’offerta Hyundai sarà preso dalla Inster, una piccola crossover elettrica che, nonostante le dimensioni simili, propone un posizionamento di prezzo decisamente superiore, riflettendo una tendenza di mercato inesorabile.
Una storia di successo: tre generazioni, un’eredità solida

La storia europea della i10 inizia nel 2007. Da subito, la prima generazione si impose per il suo rapporto qualità-prezzo senza eguali, offrendo spazio, equipaggiamento e affidabilità inaspettati per una vettura di quella categoria. Il restyling del 2010 con la caratteristica calandra esagonale la rese ancora più riconoscibile.
Nel 2014 arrivò la seconda generazione, più matura nel design e nelle finiture, confermando la formula vincente: un’auto piccola ma non minuscola, pratica ed economica, prodotta nello stabilimento turco di Izmit. Fu in questa generazione che la i10 divenne un pilastro per la casa coreana in Europa.

L’ultimo capitolo, la terza generazione lanciata nel 2020, ha cercato di rinvigorire il segmento con un design giovanile e spigoloso. Nonostante l’arrivo della versione sportiveggiante N-Line con il turbo 1.0 da 100 CV e gli ultimi aggiornamenti del 2023 (con nuovi sistemi di assistenza alla guida e connettività avanzata), il destino era ormai segnato dai piani industriali globali e dalla transizione elettrica.

Perché scompare? Il tramonto dell’era delle city car economiche
La fine della i10 non è una decisione isolata, ma il sintomo di una trasformazione profonda dell’industria automobilistica:
- I costi della transizione elettrica: Rendere conforme alle normative Euro 7 una vettura termica così piccola e a basso prezzo sarebbe stato proibitivo. Gli investimenti si sono dirottati verso le piattaforme elettriche.
- La morsa dei margini: Il segmento delle city car offre margini di guadagno minimi. Per i costruttori, è molto più redditizio spingere verso crossover e SUV, anche di piccole dimensioni, che possono essere venduti a prezzi più alti.
- La strategia elettrica di Hyundai: Il gruppo punta con decisione sull’elettrificazione. L’erede designata è la Hyundai Inster, presentata nel 2024: una city car elettrica basata sulla Kia Ray, che promette oltre 300 km di autonomia. Tuttavia, il suo prezzo di listino si avvicina o supera i 25.000 euro, una cifra che appartiene a un altro universo rispetto alla i10, partita nella sua ultima generazione da poco più di 15.000 euro.

Cosa rimane per chi cerca una piccola auto nuova?
Con la scomparsa della i10, il panorama per chi cerca una city car nuova a motore termico diventa desolante. Le opzioni si riducono drasticamente:
- Fiat Panda: L’iconica italiana, longeva ma tecnologicamente superata, resiste ancora. Il suo futuro è però legato a un rinnovamento anche in chiave elettrica, con la Grande Panda che però cresce nelle dimensioni.
- Fiat 500 Hybrid: La versione ibrida appena lanciata unisce allo stile della versione elettrica la meccanica della Panda, purtoppo con qualche compromesso nelle prestazioni, veramente sotto tono in relazione al prezzo di listino.
- Toyota Aygo X: La piccola crossover cittadina risulta scattante e parca nei consumi, specie nella nuova versione full hybrid che eredita il motore della Yaris, anche se con un prezzo di listino non particolarmente basso.
- Kia Picanto: La sorella della i10, che condivide pianale e motorizzazioni rimane per il momento ancora a listino ereditandone lo spirito, anche se per lei la pensione potrebbe essere vicina.

L’alternativa è guardare all’usato di pochi anni o al mercato delle elettriche, accettando però un significativo sbalzo di prezzo d’ingresso. La Hyundai Inster, così come la Citroën ë-C3 , rappresentano la nuova frontiera, ma confermano la fine di un’epoca: quella in cui si poteva acquistare un’auto nuova, efficiente e ben fatta, con poco più di 15.000 euro.

L’addio alla Hyundai i10 non è solo la fine di un modello, ma la chiusura simbolica di un capitolo dell’automobilismo europeo: quello delle piccole auto accessibili a tutti, che per quasi vent’anni hanno mobilitato famiglie, neopatentati e città, scrivendo pagine di mobilità democratica.

































































