Categoria: Vetture

  • Kia Seltos 2026: il SUV coreano che mancava all’Europa arriva in Italia

    Kia Seltos 2026: il SUV coreano che mancava all’Europa arriva in Italia

    Il marchio coreano amplia la sua offerta nel segmento dei SUV compatti con un modello atteso da tempo: la Kia Seltos debutta ufficialmente in Italia e in Europa, dopo anni di successi sui mercati extracontinentali. La seconda generazione del SUV, che a livello mondiale è il secondo modello più venduto del brand dopo la Sportage, sbarca finalmente nel Vecchio Continente con un pacchetto completo che punta su design, tecnologia e motorizzazioni versatili .

    Un debutto europeo atteso

    La Seltos non è una novità assoluta nel panorama automobilistico globale, ma per l’Europa rappresenta una prima assoluta . Il motivo? Probabilmente il successo planetario del modello, che ha convinto Kia a portarlo anche sul mercato europeo dopo averlo profondamente rivisto nel centro R&D di Rüsselsheim, in Germania, per adattarlo alle esigenze dei clienti del Vecchio Continente .

    Il risultato è un SUV da 4,43 metri di lunghezza, 1,83 metri di larghezza e un passo di 2,69 metri, dimensioni che lo collocano nel cuore del segmento C, pronto a confrontarsi con rivali di tutto rispetto . Il bagagliaio è tra i punti di forza: ben 536 litri di capacità, che diventano 1.511 litri abbattendo i sedili posteriori .

    Design: la filosofia “Opposites United”

    La nuova Seltos si presenta con un look deciso che segue la filosofia stilistica “Opposites United” del marchio . Il frontale è dominato dalla nuova calandra “Digital Tiger Face”, affiancata dai fari a LED Ice Cube e dalle firme luminose Star Map che si estendono verso la parte superiore della griglia .

    Particolarmente curato il profilo, dove spiccano le maniglie a filo con la carrozzeria che si estraggono automaticamente all’avvicinarsi del conducente, un dettaglio che aggiunge un tocco premium . Il tetto è visivamente sospeso (“Flying Roof”) e la gamma colori include tre tinte sviluppate specificamente per il mercato europeo .

    Interni: tecnologia e spazio

    L’abitacolo è stato completamente ridisegnato attorno al Trinity Panoramic Display, un pannello che integra un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, un display centrale per l’infotainment delle stesse dimensioni e un terzo schermo da 5,3 pollici dedicato alla climatizzazione . Kia non ha rinunciato ai comandi fisici per le funzioni essenziali, una scelta apprezzabile per l’usabilità quotidiana .

    Tra i dettagli di pregio: sedili anteriori ventilati e con funzione massaggio (relaxation mode), regolazione elettrica a 10 vie con memoria per il posto guida, e un impianto audio Bose con otto altoparlanti . Lo spazio a bordo è generoso, con i passeggeri posteriori che beneficiano del passo allungato .

    Motorizzazioni: benzina e full hybrid

    La gamma italiana si articola su due motorizzazioni al lancio :

    • 1.6 T-GDI turbo benzina da 180 CV e 265 Nm di coppia, disponibile con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione DCT7, a trazione anteriore o integrale .
    • Full Hybrid con motore 1.6 GDI abbinato a un’unità elettrica: 154 CV per la versione a trazione anteriore, 178 CV per quella a trazione integrale e-AWD . Questa variante introduce la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), solitamente riservata alle auto elettriche, che permette di alimentare dispositivi esterni .

    Le prestazioni? La versione benzina a due ruote motrici scatta da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi e raggiunge una velocità massima di 208 km/h .

    ADAS e sicurezza

    La Seltos è equipaggiata con i sistemi di assistenza alla guida di livello 2, tra cui il cruise control adattivo 2.0, l’assistenza al mantenimento di corsia e il riconoscimento dei limiti di velocità . Il pacchetto di sicurezza include la camera a 360°, il monitoraggio dell’angolo cieco e il Park Assist Pro .

    Prezzi e allestimenti

    La gamma italiana è articolata in quattro allestimenti: BusinessStyleGT-Line e X-Line . I prezzi di listino :

    Allestimento1.6 T-GDI 180 CVFull Hybrid
    Business31.500 €35.000 €
    Style34.000 €37.500 €
    GT-Line39.000 €40.500 €
    X-Line41.000 €43.000 €

    Da segnalare la promozione di lancio valida per luglio 2026: la versione Business 1.6 T-GDI 180 CV con finanziamento Scelta Kia scende a 27.950 euro .


    Scheda Tecnica Kia Seltos 2026

    CaratteristicaDettaglio
    Lunghezza4.430 mm 
    Larghezza1.830 mm 
    Passo2.690 mm 
    Bagagliaio536 – 1.511 litri 
    Motori1.6 T-GDI 180 CV / Full Hybrid 154-178 CV 
    TrazioneAnteriore o Integrale (e-AWD) 
    CambioManuale 6 marce / DCT7 / DCT6 (Hybrid) 
    0-100 km/h8,8 s (1.6 T-GDI 2WD) 
    V2LSì (versione Full Hybrid) 
    Prezzo da31.500 € (listino) / 27.950 € (promo) 
  • Volkswagen ID. Cross: il SUV elettrico compatto che rivoluziona il segmento B

    Volkswagen ID. Cross: il SUV elettrico compatto che rivoluziona il segmento B

    Il marchio di Wolfsburg ha scelto il 15 luglio 2026 per svelare al mondo la sua ultima creatura: la Volkswagen ID. Cross. Un modello che, come il suo nome lascia intuire, rappresenta un vero e proprio punto di svolta nella strategia di elettrificazione del gruppo tedesco, portando nel competitivo segmento dei B-SUV tecnologie e qualità tipiche di categorie superiori.

    E dopo anni di prototipi e concept, la versione definitiva è finalmente pronta a debuttare sul mercato europeo, con l’arrivo in concessionaria previsto per l’autunno di quest’anno. Un lancio che segna anche un importante riconoscimento per l’Italia: la ID. Cross sarà prodotta nello stabilimento di Landaben (Navarra), condividendo la linea di montaggio con la Skoda Epiq.

    Il design “Pure Positive”: un SUV amichevole e solido

    La ID. Cross inaugura il nuovo linguaggio stilistico “Pure Positive” di Volkswagen, che abbandona gli eccessi del recente passato per abbracciare linee pulite, superfici levigate ed essenziali, capaci di trasmettere solidità e qualità senza appesantire le proporzioni.

    Il frontale è alto e orizzontale, con una firma luminosa sottile e un’espressione volutamente amichevole. La fiancata gioca sulla linea di cintura netta, sui passaruota marcati e sul tetto visivamente sospeso, il cosiddetto “Flying Roof”, un dettaglio che richiama le linee storiche della prima Golf e del mitico VW Bus. Al posteriore, la barra luminosa a LED e le spalle robuste completano l’immagine di un SUV tagliato a misura di città.

    Dimensioni e spazio: compattezza e abitabilità

    Con una lunghezza di 4,15 metri, una larghezza di 1,79 metri e un passo di 2,60 metri, la ID. Cross è leggermente più grande della T-Cross a benzina, pur essendo progettata su una piattaforma completamente diversa. I 38 mm di passo in più rispetto alla cugina termica sono un dono della piattaforma elettrica MEB+, che consente di massimizzare lo spazio per i passeggeri e per i bagagli. Il risultato è un abitacolo per cinque adulti, con un bagagliaio da 475 litri (20 litri in più della T-Cross), a cui si aggiunge un piccolo vano anteriore (frunk) da 22-25 litri, ideale per riporre il cavo di ricarica.

    Interni: tecnologia e comfort da ammiraglia

    L’abitacolo adotta la stessa filosofia “Pure Positive” dell’esterno. La plancia è orizzontale e dominata da un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e da un display centrale touch da 12,9 pollici per l’infotainment. Ma la vera sorpresa è il ritorno ai comandi fisici per funzioni essenziali come la climatizzazione e il volume: una scelta non solo ergonomica, ma anche simbolica, che sottolinea la volontà di Volkswagen di offrire un’auto tecnologica senza risultare complicata.

    La cura dei dettagli è evidente: la plancia è rivestita in tessuto, le maniglie delle porte riprendono quelle della T-Roc e i materiali al tatto trasmettono una sensazione di qualità superiore alla media del segmento. Tra gli optional più esclusivi spiccano l’impianto audio Harman Kardon da 425 watt con 10 altoparlanti, i sedili anteriori con funzione massaggio (tre programmi) e regolazione elettrica a 12 vie, e il tetto panoramico che si estende fino al divano posteriore.

    Tre motori, due batterie e ricarica ultraveloce

    La ID. Cross è basata sull’ultima evoluzione della piattaforma MEB, denominata MEB+, e adotta la trazione anteriore con il nuovo motore APP290, disponibile in tre livelli di potenza: 85 kW (116 CV), 99 kW (135 CV) e 155 kW (211 CV).

    Sul fronte batterie, la gamma offre due taglie:

    • 37 kWh (chimica LFP): autonomia WLTP fino a 316 km, ricarica DC fino a 90 kW, 10-80% in circa 27 minuti.
    • 52 kWh (chimica NMC): autonomia WLTP fino a 436 km, ricarica DC fino a 105 kW, 10-80% in circa 24 minuti.

    La ricarica in corrente alternata (wallbox) è fissata a 11 kW per entrambe le versioni. La funzione Vehicle-to-Load (V2L), che consente di alimentare dispositivi esterni fino a 3,6 kW, è di serie su tutta la gamma.

    Tecnologie da segmento superiore

    Forse l’aspetto più sorprendente della ID. Cross è la dotazione tecnologica, che include sistemi solitamente riservati a vetture di classe superiore. Il Connected Travel Assist, disponibile come optional, utilizza i dati a sciame per il riconoscimento dei semafori, rallentando il veicolo fino all’arresto in prossimità di un rosso entro i limiti del sistema. È una novità assoluta in questa fascia di prezzo. A completare il quadro, la funzione di guida a pedale singolo (One-Pedal Driving), il Park Assist Pro con parcheggio remoto tramite smartphone e le sospensioni adattive DCC per la versione più potente.

    Prezzi e allestimenti

    La gamma si articola su tre livelli: Trend (base), Life e Style (top di gamma). Il prezzo di partenza è di circa 28.000 euro per il mercato tedesco, cifra che dovrebbe corrispondere a circa 25.600 euro in Spagna con le campagne promozionali, e che posiziona la ID. Cross come un’alternativa estremamente competitiva nel segmento dei SUV elettrici compatti.


    Scheda Tecnica Volkswagen ID. Cross

    CaratteristicaDettaglio
    PiattaformaMEB+
    TrazioneAnteriore
    Lunghezza4.153 mm 
    Larghezza1.794 mm 
    Passo2.601 mm 
    Bagagliaio475 l + 22-25 l (frunk) 
    Motorizzazioni85 kW (116 CV), 99 kW (135 CV), 155 kW (211 CV) 
    Batterie37 kWh (LFP) / 52 kWh (NMC) 
    Autonomia (WLTP)~316 km (37 kWh) / ~436 km (52 kWh) 
    Ricarica DC (max)90 kW (37 kWh) / 105 kW (52 kWh) 
    Tempo ricarica 10-80%~27 min (37 kWh) / ~24 min (52 kWh) 
    Prezzo di partenzacirca 28.000 € 
    LancioAutunno 2026 
  • Linktour Alumi: il quadriciclo elettrico che si presenta come una vera auto

    Linktour Alumi: il quadriciclo elettrico che si presenta come una vera auto

    Nel panorama dei quadricicli elettrici, spesso caratterizzati da soluzioni tecniche essenziali e un’estetica minimale, arriva un nuovo protagonista che promette di stravolgere le regole del gioco. La Linktour Alumi è una microcar che si presenta con un approccio inedito, coniugando tecnologia all’avanguardia, design ricercato e un’attenzione ai dettagli tipica delle automobili di categoria superiore .

    Distribuita in Italia da ATFlow, società del Gruppo Autotorino, la Linktour Alumi arriva sul mercato con l’ambizione di diventare il nuovo punto di riferimento per la mobilità urbana sostenibile e accessibile .

    La rivoluzione è nell’alluminio (e nelle lattine)

    Il nome “Alumi” è già un programma. La vera anima di questo quadriciclo è la sua monoscocca in lega di alluminio . Una scelta tecnica raffinata che lo distingue nettamente dalla concorrenza, dove dominano ancora i telai tubolari in acciaio . Linktour spinge il concetto di sostenibilità fino in fondo, abbracciando la filosofia “From Can to Car”: parte dell’alluminio utilizzato per la scocca proviene da materiale riciclato post-consumo, con un processo produttivo che richiede fino al 95% di energia in meno rispetto alla produzione di alluminio primario . Il risultato è una struttura più leggera e rigida, che riduce il peso fino al 45% rispetto a una equivalente in acciaio . Un’architettura che richiama quella delle auto “vere”, conferendo alla Alumi una solidità e un comportamento dinamico fuori dal comune per la categoria .

    Tecnologia Cell-to-Body e connettività senza compromessi

    Non è solo la scocca ad essere innovativa. Linktour introduce per la prima volta nella categoria L-Series (che comprende quadricicli e veicoli leggeri) la tecnologia Cell-to-Body (CTB) . In pratica, la batteria non è più un semplice componente aggiunto, ma viene integrata direttamente nella struttura portante del veicolo . Questo permette di migliorare la rigidità complessiva del telaio, aumentare lo spazio nell’abitacolo e ottimizzare l’efficienza di circa il 10% rispetto alle configurazioni tradizionali .

    L’abitacolo, nonostante le dimensioni compatte, è un concentrato di tecnologia. Il posto guida è dominato da un quadro strumenti digitale da 5 pollici e, negli allestimenti più ricchi, da un display touch centrale da 10,25 pollici . A bordo non manca nulla di ciò che ci si aspetta da un’auto moderna: Apple CarPlay e Android Auto wireless, connettività Bluetooth, retrocamera, climatizzatore e persino il tetto panoramico in vetro . L’azienda ha inoltre curato le finiture, con materiali morbidi al tatto che contribuiscono a creare un ambiente piacevole e, osiamo dire, premium . Per gli amanti della personalizzazione, la versione Elite offre anche la “Gallery on Wheels”, una superficie laterale intercambiabile per rendere ogni Alumi unica .

    Due versioni per tutte le esigenze

    La gamma Alumi si articola in due famiglie per soddisfare diverse esigenze di mobilità :

    • Linktour Alumi (L6e): La versione di accesso, pensata per la città. Guidabile a partire dai 14 anni, ha una velocità massima di 45 km/h e una batteria da 7,2 kWh che garantisce un’autonomia di 120 km . Il prezzo parte da 9.450 euro, posizionandola come alternativa diretta a modelli come Citroën Ami e Fiat Topolino .
    • Linktour Alumi Elite (L7e): La versione “premium” per chi cerca prestazioni superiori. Guidabile dai 16 anni, raggiunge i 90 km/h, rendendola adatta anche a tragitti extraurbani . Il motore da 10 kW (con picchi di 23 kW) permette di scattare da 0 a 50 km/h in soli 5,5 secondi in modalità Sport . La batteria da 13 kWh offre un’autonomia fino a 180 km . Il prezzo parte da 12.990 euro .

    Su strada, la Alumi convince per la sua maneggevolezza e il comfort superiore alla media. Lo sterzo è preciso, le sospensioni filtrano bene le asperità del manto stradale e il motore elettrico offre una risposta pronta e fluida . Il bagagliaio da 320 litri è un valore aggiunto, capace di ospitare due trolley di medie dimensioni e renderla una compagna versatile per la quotidianità .


    Scheda Tecnica Linktour Alumi

    CaratteristicaLinktour Alumi (L6e)Linktour Alumi Elite (L7e)
    OmologazioneL6e (quadriciclo leggero)L7e (quadriciclo pesante)
    PatenteAM (da 14 anni)B1 (da 16 anni) 
    Velocità max45 km/h 90 km/h 
    Autonomia (WLTP)120 km 180 km 
    Batteria7,2 kWh (LFP) 13 kWh 
    Potenza motore6 kW (picco 12 kW) 10 kW (picco 23 kW) 
    0-50 km/h5,5 s 
    Prezzo (da)9.450 € 12.990 € 
    Bagagliaio320 litri 320 litri 
    Lunghezza2,68 m 2,68 m 
  • Lancia Ypsilon Turbo 100: la scelta furba che (forse) salva l’utilitaria italiana

    Lancia Ypsilon Turbo 100: la scelta furba che (forse) salva l’utilitaria italiana

    Arriva la Ypsilon più economica di sempre: motore 1.2 turbo benzina da 100 CV, cambio manuale a sei marce e un prezzo che parte da 22.200 euro. Una versione che risolve alcune criticità della compatta italiana, a partire dalla meccanica.

    L’elettrificazione va bene, ma la strada verso il futuro è ancora lunga. Lancia lo ha capito e, dopo aver lanciato le versioni ibride ed elettriche della nuova Ypsilon, presenta ora la Ypsilon Turbo 100. Un nome che non lascia spazio a interpretazioni: sotto il cofano c’è un motore turbo a benzina puro, senza alcuna elettrificazione, abbinato a un cambio manuale a sei marce . Una scelta che sembra un passo indietro in un’epoca di automazione, ma che per la casa italiana è una precisa strategia di mercato .

    Un motore che risolve i problemi del PureTech

    Il cuore pulsante della Ypsilon Turbo 100 è il nuovo motore tre cilindri 1.2 litri turbo benzina da 101 CV e 205 Nm di coppia . Le prestazioni dichiarate sono da utilitaria moderna: 0-100 km/h in 10,2 secondi e velocità massima di 194 km/h . Ma la vera notizia è un’altra: a differenza del tormentato PureTech di Stellantis, questo motore adotta la distribuzione a catena . Niente più cinghia a bagno d’olio da cambiare costosamente ogni pochi chilometri, ma una soluzione più robusta e duratura, progettata per oltre 30.000 ore di test e 3 milioni di chilometri percorsi su prototipi . Un segnale chiaro: Lancia ha puntato sull’affidabilità, non sui cavalli da esposizione .

    A completare il quadro, il turbo a geometria variabile e l’iniezione diretta ad alta pressione a 350 bar, che insieme al ciclo Miller ottimizzano consumi ed emissioni . I dati parlano di un consumo medio tra 5,2 e 5,4 l/100 km, con emissioni di CO₂ di 119-121 g/km . Un’utilitaria pulita, ma senza le complicazioni dell’elettrificazione.

    Il piacere (dimenticato) del cambio manuale

    L’elettrificazione e i cambi automatici hanno reso la guida sempre più “semplice”, ma spesso a scapito del coinvolgimento. La Lancia Ypsilon Turbo 100 riporta al centro il guidatore, con una trasmissione manuale a sei marce che permette di gestire la potenza in modo diretto, senza mediazioni . La marca italiana spiega che questa scelta nasce dall’ascolto diretto dei clienti, soprattutto in Italia, dove una parte significativa degli automobilisti preferisce ancora il controllo e la semplicità della guida manuale .

    Come chi sceglie di ascoltare un vinile invece di uno streaming, o di preparare il caffè con la moka invece che con una macchina automatica, guidare la Ypsilon Turbo 100 è un’esperienza che restituisce un contatto più autentico con l’auto . Per questo motivo, all’interno il tunnel centrale è stato riprogettato: il “tavolino” multifunzione con ricarica wireless, simbolo delle versioni ibride ed elettriche, cede il posto alla leva del cambio manuale e a un più pratico vano portaoggetti .

    Una sforbiciata ai listini: prezzi più umani

    La Ypsilon Turbo 100 non è solo una scelta per gli appassionati del manuale, ma anche (e soprattutto) una mossa commerciale per ampliare il pubblico di riferimento. Il prezzo di listino parte da 22.200 euro per la versione base, con gli allestimenti LX e HF Line che salgono a 25.200 euro . Rispetto alle corrispondenti versioni ibride, il risparmio è di circa 3.000 euro .

    Ma c’è di più. Lancia ha studiato un’offerta di lancio che, in caso di finanziamento con Stellantis Financial Services, porta il prezzo d’ingresso a soli 15.950 euro (oltre oneri finanziari), con 36 rate mensili da 99 euro . Un posizionamento aggressivo che rende la Ypsilon accessibile a un pubblico molto più ampio, quasi ai livelli della precedente generazione, ma con un’auto decisamente più moderna e tecnologica .

    Un’utilitaria versatile per tutti i gusti

    La Lancia Ypsilon Turbo 100 è disponibile in tre allestimenti: la versione base Ypsilon, la più elegante LX e la sportiveggiante HF Line . Tutte condividono lo stesso motore e lo stesso cambio, ma si differenziano per equipaggiamenti e dettagli estetici. La dotazione di serie include già il climatizzatore automatico, i fari full LED, il cruscotto digitale da 10,25 pollici e il sistema multimediale con schermo touch da 10,25 pollici, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless .

    Un’utilitaria che, con questa nuova motorizzazione, diventa una proposta completa, in grado di soddisfare le esigenze di chi cerca un’auto semplice, affidabile e dal prezzo competitivo. Con la Ypsilon Turbo 100, Lancia completa la sua strategia multi-energia, offrendo ai clienti la libertà di scegliere tra ibrido, elettrico e benzina manuale . Un segnale di pragmatismo che, in un mercato in continua evoluzione, potrebbe essere la chiave per mantenere vivo il fascino di un’auto che, nonostante tutto, continua ad essere profondamente italiana.

  • Zeekr 7GT: quando l’eleganza europea incontra la potenza cinese

    Zeekr 7GT: quando l’eleganza europea incontra la potenza cinese

    È ufficialmente arrivata in Europa la nuova shooting brake di Zeekr. Con prestazioni da supercar, ricarica ultrarapida e un design che unisce stile e praticità, la 7GT si presenta come una delle alternative più interessanti nel segmento delle grandi elettriche premium. E il prezzo, a partire da 47.500 euro, per il segmento, è sorprendentemente competitivo.

    Svelata al Brussels Motor Show 2026, la Zeekr 7GT è la nuova ammiraglia del marchio premium del gruppo Geely, conosciuto in Cina come Zeekr 007 GT . Dopo il successo dei SUV 001, X e 7X, il brand cinese punta deciso sul cuore del Vecchio Continente con una vettura che unisce uno stile inconfondibile, prestazioni da brivido e una tecnologia all’avanguardia .

    Design: la sportività che guarda al Grand Touring

    Il termine GT nel nome non è un vezzo. La Zeekr 7GT è stata disegnata dal team di design svedese del marchio per incarnare l’essenza di una granturismo moderna: elegante, potente e capace di coprire lunghe distanze con stile 

    Con i suoi 4,82 metri di lunghezza, 2,07 metri di larghezza (specchietti inclusi) e un’altezza di soli 1,45 metri, la silhouette è bassa, filante e muscolosa . Le proporzioni sono quelle di una shooting brake: il tetto digradante suggerisce velocità anche da fermo, ma la coda generosa e il passo di 2,90 metri assicurano spazio e praticità per cinque passeggeri e un bagagliaio da 456 litri . La vettura è anche dotata di barre al tetto di serie, che permettono di caricare fino a 75 kg sul tetto, e di un vano portasci, dettagli che ne confermano la vocazione per le gite fuori porta .

    “Ogni elemento della Zeekr 7GT è deliberatamente progettato per esaltare l’esperienza di guida”, ha dichiarato Gustaf Gunér, Head of Brand Design di Zeekr .

    Prestazioni: tre varianti per ogni esigenza

    La gamma europea della 7GT si articola in tre allestimenti, tutti basati sull’architettura a 800V che garantisce ricariche ultraveloci .

    Zeekr 7GT Core RWD

    • Prezzo: da 47.500€ 
    • Motore: posteriore singolo da 421 CV (310 kW) 
    • Batteria: 75 kWh (LFP) 
    • Autonomia: 519 km (WLTP) 
    • 0-100 km/h: 5,3 secondi 
    • Ricarica (10-80%): circa 13 minuti 

    Zeekr 7GT Long Range RWD

    • Prezzo: da 54.400€ 
    • Motore: posteriore singolo da 421 CV 
    • Batteria: 100 kWh (NMC) 
    • Autonomia: fino a 655 km (WLTP) 
    • 0-100 km/h: 5,3 secondi 
    • Ricarica (10-80%): 16 minuti 

    Zeekr 7GT Privilege AWD

    • Prezzo: da 61.100 € 
    • Motori: doppio motore, trazione integrale, 637 CV (475 kW) e 646 Nm di coppia 
    • Batteria: 100 kWh (NMC) 
    • Autonomia: 558 km (WLTP) 
    • 0-100 km/h3,3 secondi 
    • Ricarica (10-80%): 16 minuti 
    • Plus: sospensioni pneumatiche adattive, cerchi da 20″ e impianto frenante potenziato 

    La versione top di gamma non è solo estremamente potente, ma vanta anche una ricarica ultrarapida da 480 kW, che permette di recuperare 340 km di autonomia in soli 10 minuti . Il sistema di ricarica permette di passare dal 10% all’80% in appena 13-16 minuti a seconda della batteria .

    Interni e tecnologia: un abitacolo da flagship

    L’abitacolo della 7GT è un concentrato di tecnologia e lusso. Il cockpit è dominato da un display centrale OLED da 15 pollici e un quadro strumenti digitale da 13 pollici, affiancati da un Head-Up Display a realtà aumentata da 35,5 pollici .

    L’impianto audio Zeekr con 23 altoparlanti e 2.160 W di potenza promette un’esperienza sonora immersiva . I sedili anteriori sono riscaldati e, a richiesta, possono essere equipaggiati con funzione massaggio e ventilazione, mentre i vetri sono in cristallo acustico laminato per garantire il massimo comfort acustico anche ad alta velocità . La vettura è inoltre dotata di un sistema di parcheggio autonomo che si controlla con un dito sullo schermo .

    Sicurezza e assistenza alla guida

    La sicurezza è stata una priorità. La cellula passeggeri è realizzata in acciaio ad altissima resistenza e la parte posteriore del sottoscocca è un unico grande stampo in fusione per garantire la massima protezione . Il pacco batteria è protetto da una struttura a dieci scomparti con montanti laterali rinforzati . La dotazione di sicurezza si completa con sette airbag e un avanzato sistema ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) che include il cruise control adattivo con assistenza al traino e la frenata automatica di emergenza .

    Gamma e copertura in Europa

    La Zeekr 7GT è attualmente in vendita in sei mercati europei: Germania, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Norvegia e Svezia . Il marchio ha dichiarato di puntare a coprire il 90% del mercato europeo entro la fine del 2026, ed è già ordinabile in Italia.

    I primi giudizi della stampa

    Le prime recensioni della stampa specializzata, che ha potuto provare la 7GT sulle strade di montagna di Malaga, descrivono un’auto estremamente veloce e raffinata. Il modello da 637 CV, con le sospensioni pneumatiche, nasconde bene il suo peso di 2,4 tonnellate e accelera in modo lineare e potente .

    Tuttavia, i giornalisti sottolineano che, nonostante la potenza, lo sterzo in modalità Sport risulta ancora poco comunicativo e “elastico”, non regalando la stessa emozione di guida di una diretta concorrente europea come la BMW i4 o l’Audi A6 e-tron Avant . Il pedale del freno ha mostrato qualche incertezza nella gestione della frenata rigenerativa e il sistema di mantenimento della corsia è risultato a tratti invasivo .

    “Non è entusiasmante come una BMW, ma ha un fascino tutto suo, che potrebbe essere più che sufficiente per il suo pubblico di riferimento”, è il riassunto di Autocar.

  • Skoda Peaq: L’ammiraglia elettrica a 7 posti che punta in alto

    Skoda Peaq: L’ammiraglia elettrica a 7 posti che punta in alto

    La casa boema ha svelato il suo SUV elettrico più grande e ambizioso di sempre. Con quasi 4,9 metri di lunghezza, fino a 7 posti e un’autonomia che supera i 640 km, lo Skoda Peaq si prepara a conquistare le famiglie più esigenti.

    Il nome, che richiama l’inglese “peak” (vetta), non è stato scelto a caso. Il Peaq rappresenta infatti il nuovo vertice della gamma Skoda, un’ammiraglia a zero emissioni destinata a competere nel segmento dei grandi SUV familiari . L’arrivo nei concessionari è previsto per l’inizio del 2027, con un prezzo di partenza che in alcuni mercati europei si aggira intorno ai 50.000 euro .

    Un gigante dal coefficiente aerodinamico da record

    Con i suoi 4,87 metri di lunghezza e un passo di quasi 3 metri, il Peaq supera in dimensioni persino il Kodiaq, diventando di fatto il modello più grande mai prodotto da Skoda . Nonostante le dimensioni imponenti, la casa boema ha ottenuto un risultato notevole in termini di efficienza: il coefficiente aerodinamico è di appena 0,249, un valore eccezionale per un veicolo di questa stazza .

    Il design riprende il linguaggio stilistico Modern Solid già anticipato dal concept Vision 7S, con il frontale caratterizzato dal pannello Tech-Deck Face nero e lucido e dai fari a LED a forma di “T” . Tra le novità assolute per il marchio, spiccano i maniglioni porta a filo che si estraggono elettronicamente e un tetto panoramico elettrocromico di oltre 2,1 m², la cui trasparenza può essere regolata in nove zone indipendenti .

    Spazio e comfort da salotto premium

    Il Peaq nasce per accogliere fino a sette passeggeri (la terza fila è opzionale) e lo spazio è il suo principale cavallo di battaglia . Con tutte e sette le poltrone in uso, il bagagliaio offre 299 litri di capacità. Piegando la terza fila si sale a 935 litri, mentre abbattendo completamente la seconda e la terza fila si raggiungono i 2.075 litri, il valore più alto mai registrato su una Skoda . Non manca un vano anteriore (frunk) da 37 litri, ideale per riporre i cavi di ricarica .

    L’abitacolo è dominato da un nuovo sistema infotainment basato su Android Automotive, con un display touch verticale da 13,6 pollici (il primo del genere su una Skoda) e un quadro strumenti digitale da 10 pollici . Per chi desidera il massimo del comfort, è disponibile il pacchetto Relax, che aggiunge sedili anteriori con massaggio, ventilazione e poggiapiedi estraibili, oltre a un impianto audio premium firmato Sonos con 16 altoparlanti .

    Tre motorizzazioni per ogni esigenza

    La gamma si articola in tre varianti, che condividono la piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen :

    • Peaq 60: versione d’accesso con batteria da 63 kWh, motore posteriore da 204 CV e un’autonomia di oltre 460 km. (Non disponibile in tutti i mercati) .
    • Peaq 90: cuore della gamma, monta la batteria da 91 kWh, la più grande mai installata su una Skoda, eroga 286 CV e garantisce un’autonomia fino a 640 km .
    • Peaq 90x: versione top di gamma a trazione integrale con un secondo motore sull’asse anteriore, per una potenza complessiva di 299 CV. Lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in soli 6,7 secondi, con un’autonomia che supera comunque i 600 km .

    Tutte le versioni supportano la ricarica rapida DC fino a 195 kW, permettendo di passare dal 10 all’80% di carica in circa 28 minuti . Inoltre, il Peaq è il primo modello Skoda a offrire la ricarica bidirezionale (V2L, V2H e V2G), trasformando l’auto in una fonte di energia per dispositivi esterni o per l’abitazione .

    Una concorrenza agguerrita e un futuro incerto per l’Italia

    Il Peaq si inserisce in un segmento sempre più affollato, andando a sfidare rivali del calibro di Kia EV9, Hyundai Ioniq 9, Peugeot E-5008 e Volvo EX90 . In alcuni mercati, come quello italiano, Skoda ha scelto di commercializzare inizialmente solo le versioni più potenti (Peaq 90 e 90x), con un posizionamento di prezzo che parte da circa 50.000 euro .

    La sua versatilità e lo spazio interno lo rendono una delle opzioni più interessanti per le famiglie che cercano un’auto elettrica di grandi dimensioni senza rinunciare al comfort e alla tecnologia. Il Peaq arriva a colmare un vuoto importante, dimostrando che la mobilità elettrica può essere anche sinonimo di spazio e funzionalità.

  • DS N°7: lusso francese, produzione italiana e meccanica condivisa con la futura Lancia Gamma

    DS N°7: lusso francese, produzione italiana e meccanica condivisa con la futura Lancia Gamma

    Il nuovo SUV di DS Automobiles è un concentrato di tecnologia e raffinatezza. Prodotto nello stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata, il DS N°7 condivide la piattaforma STLA Medium con la futura ammiraglia Lancia Gamma, segnando una nuova era di collaborazione all’interno del gruppo.

    Un SUV “di prima classe” nato in Italia

    Per la prima volta dalla sua fondazione nel 2014, DS Automobiles rinnova uno dei suoi modelli di punta . La DS N°7 raccoglie l’eredità della DS 7, evolvendola con un design inedito e una piattaforma completamente nuova, la STLA Medium del gruppo Stellantis . La particolarità? Il suo cuore produttivo batte in Italia: il SUV francese viene assemblato nello stabilimento di Melfi, in Basilicata, lo stesso polo industriale che ospita anche la produzione della DS N°8 e delle future Jeep Compass .

    Questa scelta strategica apre a interessanti sinergie. La piattaforma STLA Medium, su cui è costruito, supporta anche la futura ammiraglia Lancia Gamma e una nuova generazione di Jeep Compass, tutte destinate a essere prodotte a Melfi . Un’operazione che vede quindi diversi marchi del gruppo condividere l’eccellenza tecnica e produttiva italiana.

    Design ed efficienza: il vento soffia a favore

    La DS N°7 è una reinterpretazione moderna e filante del SUV compatto premium. Le dimensioni crescono leggermente: la lunghezza raggiunge i 4,66 metri (+7 cm rispetto al passato), con un passo allungato a 2,79 metri per garantire maggiore spazio ai passeggeri . Larghezza (1,90 m) e altezza (1,63 m) rimangono invariate, mantenendo le proporzioni perfette per l’uso quotidiano .

    Il design è caratterizzato da una silhouette elegante e da un’attenzione maniacale all’aerodinamica, che raggiunge un coefficiente di resistenza Cx di soli 0,26 . Questo risultato, che contribuisce in modo determinante all’efficienza, è stato ottenuto grazie a linee tese, superfici levigate e a soluzioni come le palette della griglia anteriore ad apertura controllata . La firma luminosa è affidata alla nuova DS LIGHT BLADE a forma di ‘V’, abbinata alla griglia illuminata DS LUMINASCREEN, elementi che conferiscono al frontale un’identità forte e immediatamente riconoscibile .

    Nonostante il profilo slanciato, il bagagliaio è generoso: offre fino a 560 litri di capacità, a seconda del powertrain e dell’impianto audio scelto .

    Autonomia da record e gamma multi-energia

    Il cuore pulsante della DS N°7 risiede nella piattaforma STLA Medium, che permette un’offerta multi-energia senza compromessi .

    Motorizzazioni elettriche (E-TENSE)

    Il modello 100% elettrico è il fulcro della gamma e vanta un’autonomia da record per il segmento. La versione top di gamma, la E-TENSE FWD LONG RANGE, dichiara fino a 740 km nel ciclo WLTP, grazie a una batteria da 97,2 kWh prodotta in Francia . Le altre versioni elettriche offrono alternative altrettanto valide: la E-TENSE AWD LONG RANGE (trazione integrale, 350 CV, autonomia di 679 km) e la E-TENSE FWD (batteria da 73,7 kWh, 230 CV, autonomia di 543 km) .

    La ricarica rapida in corrente continua arriva a 160 kW, consentendo di passare dal 20% all’80% in soli 27 minuti (31 minuti per la batteria da 73,7 kWh) . La funzione Plug & Charge rende il processo automatico, mentre il pre-condizionamento della batteria ottimizza le prestazioni durante i viaggi più lunghi .

    Versione ibrida (HYBRID)

    Per chi non è ancora pronto al 100% elettrico, è disponibile fin dal lancio la versione HYBRID 145. Il sistema combina un motore a benzina 1.2 turbo a tre cilindri con un’unità elettrica da 21 kW (28 CV) integrata nel cambio automatico a doppia frizione, per una potenza complessiva di 145 CV . I consumi dichiarati sono di 5,3 l/100 km, con emissioni di CO₂ a partire da 119 g/km . Questa soluzione ibrida a ricarica automatica consente di viaggiare in modalità puramente elettrica fino al 50% del tempo in città, senza alcuna necessità di collegamento alla rete elettrica .

    Un salotto tecnologico francese

    L’abitacolo della DS N°7 è un vero e proprio rifugio di lusso e tecnologia. Il sistema DS IRIS SYSTEM 2.0, gestibile tramite un grande touchscreen da 16 pollici, integra ora l’Intelligenza Artificiale di ChatGPT per un’interazione vocale più naturale e proattiva . Il comfort è garantito da sedili con funzioni di riscaldamento, ventilazione e massaggio, oltre al caratteristico DS NECK WARMER che diffonde calore intorno al collo .

    La sicurezza e l’assistenza alla guida sono al top grazie al DS DRIVE ASSIST 2.0 (guida semi-autonoma di Livello 2), ai fari adattivi DS PIXELVISION con portata fino a 520 metri e alla DS NIGHT VISION, una telecamera a infrarossi che rileva pedoni e animali fino a 300 metri di distanza al buio .

    Un’eredità condivisa: DS N°7 e Lancia Gamma

    Come anticipato, il legame tra DS N°7 e Lancia Gamma è profondo e strategico. Entrambi i modelli nascono sulla piattaforma STLA Medium . La Lancia Gamma, prevista per il 2026 come ammiraglia del brand, sarà prodotta anch’essa a Melfi e condividerà quindi l’ossatura tecnica del SUV francese .

    Questa strategia di condivisione delle piattaforme, tipica del gruppo Stellantis, permette di ottimizzare i costi di sviluppo e produzione, offrendo ai clienti tecnologie all’avanguardia a prezzi più competitivi. Pur con identità stilistiche e marchi diversi, DS e Lancia uniscono le forze per competere nel segmento premium, sfruttando l’eccellenza produttiva italiana .

    Debutto e disponibilità

    La DS N°7 è già ordinabile, con le prime consegne previste per l’autunno e il debutto ufficiale nei DS Store nell’ultimo trimestre dell’anno . I prezzi partono da 42.400 euro per la versione Hybrid 145 CV in allestimento base, fino ad arrivare a 76.340 euro per la versione top, la elettrica long range a quattro ruote motrici Première E-Tense AWD Long Range 350 CV. Per il 2027 è attesa anche una versione Plug-in Hybrid (PHEV) da 194 CV .

  • Hyundai i30 2027: L’ultimo canto della berlinetta coreana

    Hyundai i30 2027: L’ultimo canto della berlinetta coreana

    In un mercato sempre più assetato di SUV e vetture elettriche, la Hyundai i30 resiste ancora. Ma il canto del cigno è iniziato.

    Il Model Year 2027 della compatta coreana è appena stato presentato: un aggiornamento tecnologico che non stravolge le forme ma introduce una novità significativa per la sicurezza, il sistema Next Generation eCall con connettività 5G . Un’evoluzione che migliora l’affidabilità e la precisione della chiamata automatica di emergenza, un dettaglio non da poco in un’epoca in cui la sicurezza connessa è sempre più al centro delle priorità .

    Una gamma che resiste (ma per poco)

    L’offerta resta invariata: disponibile in due varianti di carrozzeria, la 5 porte e la Station Wagon, la i30 continua a presidiare quel segmento C che molti costruttori hanno già abbandonato . La Wagon, in particolare, con i suoi 602 litri di bagagliaio (che diventano 1.650 abbattendo i sedili posteriori), si conferma una scelta funzionale per famiglie e professionisti che cercano spazio senza cedere al fascino dei SUV . Un’auto per chi ha ancora bisogno di un’ammiraglia pratica e capiente.

    Motori e prezzi: una scelta pragmatica

    Sotto il cofano, nessuna sorpresa: i due motori benzina sono il 1.0 T-GDI da 115 CV con cambio manuale a 6 rapporti e il più vivace 1.6 T-GDI da 150 CV abbinato al cambio automatico a doppia frizione DCT a 7 rapporti . Hyundai ha scelto di mantenere invariati i prezzi rispetto al model year precedente, con la 5 porte che parte da 28.350 euro e la Station Wagon da 29.850 euro . Un posizionamento competitivo che punta a intercettare quella domanda ancora sensibile al prezzo e legata ai propulsori tradizionali .

    Il destino segnato: un vuoto che si farà sentire

    E qui arriva il punto dolente. Nonostante l’aggiornamento, il futuro della i30 è segnato. Secondo informazioni non ufficiali raccolte dalla stampa specializzata, la produzione della compatta coreana dovrebbe terminare nella prima metà del 2027, senza un successore diretto . Un’ammissione che trova conferma nelle parole di Xavier Martinet, presidente di Hyundai Motor Europe, che ha dichiarato che la domanda di station wagon non è in crescita e che i SUV garantiscono margini di profitto maggiori .

    La i30, insomma, è la vittima sacrificale di un mercato che cambia. Lascia un vuoto importante nel segmento delle berline medie, un’alternativa concreta ai SUV e alle auto elettriche, spesso più costose e meno accessibili per molte famiglie. Il vuoto che lascerà, tra qualche anno, sarà forse più difficile da colmare di quanto si pensi .

    Per ora, però, la i30 2027 è ancora qui. Un’ultima occasione per chi cerca un’auto pratica, ben equipaggiata e dal prezzo ancora abbordabile, in un’epoca in cui le berline stanno diventando un ricordo.

  • Nissan Wave: L’onda giapponese che sta per travolgere il mercato delle citycar elettriche

    Nissan Wave: L’onda giapponese che sta per travolgere il mercato delle citycar elettriche

    Il segmento delle piccole elettriche si prepara ad accogliere un nuovo, affascinante protagonista. Stiamo parlando della Nissan Wave, la nuova citycar a batteria che il marchio giapponese lancerà sul mercato europeo ispirandosi al suo glorioso passato, ma con uno sguardo decisamente proiettato al futuro. E lo farà nel migliore dei modi, cioè condividendo le eccellenze tecniche della nuova Renault Twingo E-Tech Electric e reinterpretandole con un’estetica tutta sua.

    Come già accaduto con la Nissan Micra, gemella della Renault 5, anche per la nuova ammiraglia delle citycar il marchio nipponico ha scelto di rivestire con la propria effige un progetto francese di successo. Il risultato?

    Un’auto che promette di unire il meglio dell’ingegneria europea al fascino senza tempo del design giapponese.

    Design retrò: l’ispirazione delle mitiche Pike Cars

    A differenza della sorella francese, che strizza l’occhio alla Twingo originale degli anni ’90, la Nissan Wave si ispira a un capitolo più di nicchia e cult della storia della casa madre: le leggendarie Nissan Pike cars . Stiamo parlando di piccole auto prodotte tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, come la Be-1, la Pao, la Figaro e la S-Cargo, caratterizzate da un design stravagante, nostalgico e anticonformista, che le ha rese delle vere e proprie icone per gli appassionati .

    A confermarlo è lo stesso Giovanny Arroba, responsabile del design di Nissan Europe, che ha dichiarato come la Wave sarà una moderna reinterpretazione di quelle vetture, con un chiaro richiamo, in particolare, alla Nissan Pao . L’obiettivo è quello di recuperare lo spirito giocoso e la personalità unica di quei modelli, riproponendoli in chiave contemporanea per distinguersi in un mercato sempre più affollato . La sfida è quella di evocare la nostalgia senza cadere nel semplice esercizio di stile, creando un’auto che sia immediatamente riconoscibile come una “piccola grande” Nissan.

    Piattaforma e motore: la tecnologia francese al servizio dell’onda giapponese

    Sotto il vestito vintage, la Nissan Wave nasconde la tecnologia più moderna del gruppo Renault. L’auto sarà costruita sulla piattaforma modulare AmpR Small, la stessa della nuova Renault Twingo, e verrà prodotta nello stabilimento sloveno di Novo Mesto . Questa condivisione di base è una scelta strategica che permette a Nissan di beneficiare delle economie di scala e dell’esperienza di Renault nello sviluppo di citycar elettriche accessibili, riducendo i costi e accelerando i tempi di produzione .

    Dal punto di vista tecnico, ci si aspetta quindi che condivida gran parte del DNA con la Twingo . Questo significa che sotto il cofano troveremo un motore elettrico da circa 82-85 CV, abbinato a una batteria al litio-ferro-fosfato (LFP) da circa 27,5 kWh . La scelta della chimica LFP, fornita dal colosso cinese CATL, è finalizzata a contenere i costi e garantire un’elevata durabilità. L’autonomia stimata si aggirerà tra i 260 e i 300 km nel ciclo WLTP, un valore più che sufficiente per l’utilizzo quotidiano in città e nei dintorni .

    Prezzo e posizionamento: sotto i 20.000 euro per conquistare le città

    L’ultimo, ma non meno importante, tassello di questa operazione è il prezzo. Nissan punta a posizionare la Wave come un’alternativa concreta e accessibile nel mondo delle auto elettriche, con un prezzo di partenza previsto intorno ai 20.000 euro . Un obiettivo reso possibile dalla condivisione della piattaforma e delle componenti con la Twingo, che parte da 19.450 euro .

    Il lancio commerciale della Nissan Wave è previsto per l’inizio del 2027, dopo la presentazione ufficiale che dovrebbe avvenire entro la fine del 2026 . Con questa mossa, Nissan torna a giocare un ruolo da protagonista nel segmento delle citycar, un mercato in cui mancava dal 2013, anno dell’addio alla Pixo .

    Conclusioni

    La Nissan Wave si presenta come un’operazione affascinante e ben studiata. Unisce l’anima efficiente e razionale della migliore ingegneria francese al fascino senza tempo del design retrò giapponese. Il risultato è una citycar elettrica che promette di non passare inosservata, capace di attirare sia gli appassionati della storia Nissan sia chi è alla ricerca di un’auto pratica, economica e dal carattere spiccato per muoversi in città. L’onda giapponese è pronta a infrangersi sulle coste europee.

  • Cupra Tavascan 190 CV: il SUV Coupé Elettrico Spagnolo Diventa Accessibile

    Cupra Tavascan 190 CV: il SUV Coupé Elettrico Spagnolo Diventa Accessibile

    La Casa spagnola lancia la versione base della sua sportiva elettrica: 190 CV, batteria da 58 kWh e un prezzo che sfida le rivali del segmento. Gli ordini sono già aperti.

    Cupra ha deciso di abbassare la soglia d’ingresso al mondo delle elettriche performanti. Il marchio che ha fatto della sportività il suo manifesto ha appena svelato la nuova Cupra Tavascan 190 CV, la versione base del suo SUV coupé a batteria.

    Arrivata in Italia nel 2026 come Model Year, questa variante punta tutto sull’equilibrio perfetto tra dinamica di guida, autonomia quotidiana e, soprattutto, un listino più accessibile che la rende una seria antagonista per Tesla Model Y, Ford Explorer e Skoda Enyaq Coupé .


    Perché la Tavascan 190 CV è una grande novità?

    Fino ad oggi, la gamma Tavascan era composta da due sole versioni: la Endurance da 286 CV e la VZ da 340 CV (top di gamma). Entrambe montavano una costosa batteria da 77 kWh che le posizionava in una fascia di prezzo medio-alta.

    La novità assoluta è l’arrivo di una terza motorizzazione che diventa il nuovo punto di accesso alla famiglia. La Tavascan “entry level” abbandona l’accumulatore grande per una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 58 kWh di capacità netta, abbinata a un motore elettrico posteriore da 140 kW (190 CV) .

    L’obiettivo di Cupra è chiaro: offrire il design audace e la qualità del SUV spagnolo a un pubblico più ampio, senza però snaturare il carattere sportivo del marchio.

    Autonomia, Prestazioni e Ricarica

    Trattandosi di una versione d’ingresso, i numeri cambiano rispetto alle sorelle maggiori, ma restano più che dignitosi per l’uso quotidiano.

    • Autonomia WLTP: La Casa dichiara fino a 435 chilometri con una singola ricarica. È una cifra onesta per muoversi in città e affrontare viaggi medi senza ansia .
    • Consumi e Velocità: Con 190 CV, la spinta non è estrema come sulla VZ, ma la trazione posteriore garantisce comunque un comportamento stradale divertente e reattivo. La velocità massima è autolimitata (solitamente intorno ai 160 km/h per queste versioni), mentre lo 0-100 km/h viene coperto in circa 8-9 secondi.
    • Ricarica Rapida: Nonostante la batteria più piccola, la tecnologia di bordo è all’altezza. Supporta la ricarica in corrente continua fino a 135 kW. In pratica, bastano 26 minuti per passare dal 10% all’80% della batteria .

    Due Allestimenti per la Versione Base

    Chi sceglie la Tavascan da 190 CV può optare per due livelli di allestimento, denominati Tavascan e Tavascan Drive .

    Allestimento Tavascan (Base):
    Parte da 47.300 euro (prezzo chiavi in mano). Include già cerchi in lega da 19 pollici, vernice metallizzata, fari a LED, logo Cupra illuminato, sensori di parcheggio anteriori/posteriori, telecamera posteriore e cruise control adattivo.

    Allestimento Tavascan Drive:
    Il prezzo sale a 50.300 euro. Per la differenza di 3.000 euro si ottengono vetri oscurati, portellone elettrico “hands-free”, chiave digitale (Digital Key), climatizzatore tri-zona, funzione Vehicle-to-Load (V2L) per alimentare device esterni, antifurto e il Travel Assist 3.0 .

    Gli Aggiornamenti Tecnologici del 2026

    Anche le versioni più potenti beneficiano degli aggiornamenti del Model Year 2026, ma è interessante notare come queste novità siano presenti anche sulla nuova entry-level da 190 CV .

    Cupra ha ascoltato le critiche dei clienti: dentro l’abitacolo scompare la vecchia interfaccia tattile capricciosa. Al suo posto troviamo un nuovo volante con pulsanti fisici, molto più pratico da usare in movimento.

    Inoltre, debutta il nuovo sistema di infotainment basato su sistema operativo Android, che rendere il sistema più fluido e permette l’accesso a migliaia di app tramite app store integrato. Completano il quadro il Digital Cockpit da 10,25 pollici e la funzione “One Pedal” (guida a un pedale) per massimizzare il recupero di energia in città .

    Come si Posiziona contro le Rivali?

    A 47.300 euro, la Tavascan 190 CV entra nel cuore della battaglia tra i SUV elettrici. La piattaforma MEB del gruppo Volkswagen è la stessa di Ford Explorer e Capri (che montano lo stesso identico motore da 190 CV), ma la Cupra si differenzia per il look più aggressivo .

    Rispetto alla Tesla Model Y (che parte da circa 40.000 euro), la Cupra è più costosa, ma offre un’estetica più ricercata e interni di qualità superiore. Rispetto alla Skoda Enyaq Coupé, la Tavascan è la “sorella cattiva”, più ribelle e sportiva.

    Disponibilità in Italia

    Il momento giusto per acquistarla è arrivato. Gli ordini per la nuova Cupra Tavascan 190 CV sono ufficialmente aperti in Italia .

    Se state cercando un SUV coupé che non sia banale, con un marchio dal sapore racing ma con un prezzo finalmente più umano, la Tavascan a due ruote motrici è la scelta più intelligente del momento.