Categoria: Vetture

  • Omoda 7: la sfida cinese nel segmento C diventa adulta. Peso, motore e prezzo in bilico tra comfort e ambizioni

    Omoda 7: la sfida cinese nel segmento C diventa adulta. Peso, motore e prezzo in bilico tra comfort e ambizioni

    La nuova crossover del gruppo Chery si inserisce nella fascia alta del segmento C con un ibrido plug-in SHS da 279 CV. Primo contatto con la versione che punta a rivaleggiare con Toyota RAV4 e Mazda CX-5, tra dotazioni ricche, un approccio alla guida orientato al comfort e un prezzo sottoposto all’aggressiva politica degli sconti.

    Il marchio cinese Omoda, gemello di Jaecoo sotto l’ala del colosso Chery, compie un passo decisivo verso la maturità di gamma con il lancio della Omoda 7. Questo nuovo modello, lungo 4,66 metri, non è semplicemente un’auto più grande della Omoda 5. È il tentativo di conquistare il cuore del mercato europeo, posizionandosi nella parte alta del segmento C, quel territorio affollato e competitivo abitato da nomi come Toyota RAV4, Mazda CX-5, Nissan X-Trail e Volkswagen Tiguan.

    Il nostro primo test drive della versione ibrida plug-in, organizzato nei dintorni di Milano, ci permette di tracciare un primo identikit di una vettura che punta tutto sulla tecnologia, sul comfort e su un rapporto equipaggiamento/prezzo aggressivo, pur non nascondendo qualche compromesso dinamico.

    Design e spazio: un crossover che sceglie lo stile sull’altezza

    Esteticamente, la Omoda 7 segue il linguaggio del marchio: frontale geometrico con griglia a rombi sfumata, linee di carrozzeria morbide che “affogano” le nervature e una coda caratterizzata da luci orizzontali spezzate. La scelta stilistica è chiara: è più un crossover che un SUV. Questo si traduce in un bagagliaio da 537 litri non molto alto, ma comunque rispettabile, e in una linea del tetto che scivola sul lunotto posteriore. Gli interni, puliti e tecnologici, sono dominati da un enorme schermo centrale da 15,6 pollici che, sulla versione Premium, può addirittura scorrere lateralmente davanti al passeggero (una soluzione ingegnosa ma che sacrifica spazio per gli oggetti).

    L’abitabilità posteriore, invece, è un punto di forza: pavimento piatto, buona distanza per le gambe e uno schienale ben inclinato garantiscono comfort anche per passeggeri alti.

    La guida: comfort sopra tutto, ma il peso si sente

    Il primo impatto al volante conferma una precisa scelta di campo da parte di Omoda: il comfort prima di tutto. Le sospensioni assorbono bene le asperità in estensione (buche), mentre in compressione (dossi) trasmettono qualche contraccolpo più deciso. In curva è presente un rollio abbastanza marcato, influenzato anche dal peso non indifferente dell’auto, che si avvicina ai 1.900 kg a vuoto.

    Lo sterzo risulta poco comunicativo e scarico, specialmente nella fase di riallineamento, e le diverse tarature (sia dello sterzo che della rigenerazione in frenata) offrono differenze minime. L’insonorizzazione è invece di buon livello, grazie anche ai vetri acustici, e il motore termico si fa sentire soprattutto a veicolo fermo quando la batteria è scarsa.

    In sintesi, la Omoda 7 invita a una guida tranquilla e rilassata. Non è l’auto più appagante per chi cerca precisione e feedback, ma nel panorama delle cinesi si colloca in una posizione intermedia e di buon compromesso, meno orientata al comfort estremo di altre concorrenti.

    Il cuore tecnologico: l’ibrido plug-in SHS-P da 279 CV

    La meccanica è l’elemento più interessante. La Omoda 7 debutta con il sistema ibrido plug-in SHS-P (Super Hybrid System) del gruppo Chery:

    • Motore termico: 1.5 turbo a ciclo Miller da 143 CV.
    • Motore elettrico di trazione: Da 204 CV.
    • Generatore elettrico: Una seconda unità da 60 kW.
    • Batteria: 18,4 kWh LFP (ai fosfati di ferro).
    • Potenza combinata: 279 CV e 365 Nm di coppia.
    • Prestazioni: 0-100 km/h in 8,4 secondi, velocità max 180 km/h.

    La filosofia è quella di un ibrido in serie predominante: il motore a benzina funziona principalmente come generatore per la batteria, che alimenta il motore elettrico di trazione. Il sistema accende il termico per mantenere un “buffer” di carica della batteria tra il 15% e il 25%, ottimizzando l’efficienza. Solo sotto richiesta di potenza massima, il motore termico si collega alle ruote, funzionando in parallelo.

    I consumi nel nostro test, con batteria al 15%, si sono attestati intorno ai 6,5 l/100 km (circa 15,4 km/l). Con la batteria carica, l’autonomia in puro elettrico si avvicina ai 90 km reali, in linea con i 92 km dichiarati dal ciclo WLTP combinato. La ricarica avviene fino a 6,6 kW in AC e fino a 40 kW in DC.

    Prezzi e allestimenti: l’arma degli sconti

    La Omoda 7 è proposta in due livelli di equipaggiamento, con prezzi di listino già competitivi e uno sconto lancio significativo:

    • Omoda 7 Pure: Da 38.900€ (34.900€ con sconto lancio). Include cerchi 19″, schermo 15.6″ fisso, tessuto/ecopelle, 7 airbag e pacchetto ADAS completo.
    • Omoda 7 Premium: Da 41.900€ (37.900€ con sconto). Aggiunge cerchi 20″, schermo scorrevole, tetto panoramico, head-up display, sedili elettrici ventilati/riscaldati, audio Sony e portellone elettrico.
    • Premium Pro Pack (1.500€): Sedili massaggianti, parcheggio automatico remoto e poggiapiedi estensibile.

    La garanzia è di 8 anni o 160.000 km, un punto di forza per costruire fiducia.

    Un’offerta convincente per chi cerca tecnologia e comfort

    La Omoda 7 si presenta come un’offerta estremamente solida su carta. Punta forte sulla tecnologia ibrida plug-in intelligente, su una dotazione ricchissima fin dalla base e su un prezzo finale molto aggressivo dopo gli sconti.

    I compromessi si fanno sul lato della dinamica di guida, non entusiasmante, e su una vocazione più da crossover elegante che da SUV pratico. Ma per una larga fetta di clienti, attratti dal comfort, dai consumi contenuti, dalle zero emissioni in città e dallo straordinario rapporto equipaggiamento/prezzo, questi saranno dettagli secondari. La Omoda 7 dimostra che i costruttori cinesi non stanno più solo giocando in difesa con modelli basici, ma stanno imparando a colpire nel segno con prodotti completi e mirati. La partita con i giganti del segmento C è ufficialmente aperta.

  • La SC01: il sogno cinese di una sportiva elettrica leggera nato in Italia

    La SC01: il sogno cinese di una sportiva elettrica leggera nato in Italia

    La startup XiaoPaoChe svela il suo audace progetto: una coupé elettrica da 429 CV ispirata alla Lancia Stratos, con un telaio in tubi d’acciaio e un peso di soli 1.400 kg. Progettata anche in Italia, verrà prodotta nella Motor Valley in una tiratura limitata per l’Europa.

    Nel panorama delle elettriche performanti, dominate da colossi in grado di schiacciare la concorrenza con il peso e la potenza bruta, arriva una proposta controcorrente. È la SC01, la sportiva elettrica della startup cinese XiaoPaoChe che ha scelto una strada diversa: l’essenzialità, la leggerezza e una profonda connessione con la tradizione sportiva italiana. Non a caso, la sua linea ricorda la mitica Lancia Stratos, la sua progettazione ha un’anima italiana e la sua produzione per il mercato europeo avverrà proprio nel cuore della Motor Valley.

    Un concept che diventa realtà: da YouTube alla pista

    Il progetto nasce nel 2018 dalla passione di Feng Xiaotong, youtuber automobilistico cinese, co-fondatore insieme a Liu Dezheng (fondatore di Xiaomi). L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: creare una vettura elettrica che restituisse centralità alle sensazioni di guida, sfidando il trend delle EV iper-tecnologiche e pesanti. Presentata in Cina nel 2023, la SC01 sta ora completando l’iter di omologazione per l’Europa, con test in corso nei Paesi nordici.

    La filosofia: leggerezza e bilanciamento da sportiva tradizionale

    La cifra distintiva della SC01 è il suo approccio ingegneristico “old school” applicato alla propulsione elettrica:

    • Peso contenutissimo: Con circa 1.365-1.400 kg, è un’eccezione nel mondo delle elettriche, dove si fatica a scendere sotto le 2 tonnellate. Questo risultato è frutto di un telaio tubolare in acciaio al cromo-molibdeno 4130 e di una ferrea disciplina progettuale.
    • Batteria centrale: La scelta più rivoluzionaria. Gli ingegneri hanno abbandonato il classico “pacco batteria a skateboard” nel pavimento, posizionando invece gli accumulatori da 60 kWh centralmente, dietro i sedili. Questo replica il bilanciamento di una sportiva a motore centrale tradizionale, abbassando il baricentro a soli 380 mm (simile a un’auto GT3) e migliorando la maneggevolezza.
    • Tecnologia selettiva: Niente eccessi. Sospensioni pushrod orizzontali regolabili, freni a disco da 350 mm, cerchi in lega di magnesio da 18 pollici (5,9 kg l’uno) e pneumatici Michelin Pilot Sport Cup2. Tutto è finalizzato alla dinamica pura.

    Prestazioni e prezzo: il mix esplosivo

    La leggerezza si combina con una potenza non esagerata ma più che sufficiente:

    • Powertrain: Doppio motore elettrico (uno per asse) per la trazione integrale.
    • Potenza: 429 CV e 560 Nm di coppia.
    • Prestazioni: Lo scatto 0-100 km/h viene coperto in 2,9 secondi, con una velocità massima di 200 km/h.
    • Autonomia: Dichiarata di 520 km (ciclo CLTC cinese).

    Il dato più sorprendente, però, è il prezzo. In Cina la SC01 viene venduta a circa 28.000 euro. La versione europea, soggetta a standard diversi e prodotta in Italia in tiratura limitata di 1.000 esemplari, avrà un prezzo più alto, ma la promessa è di rimanere fortemente competitivo, probabilmente sotto la soglia dei 100.000 euro, rivoluzionando il segmento.

    L’Italia come partner strategico: produzione in Motor Valley

    La scelta di produrre la versione europea in Italia non è casuale. È un riconoscimento del saper fare ingegneristico e artigianale italiano nella meccanica fine e nella dinamica veicolo. La sede esatta dello stabilimento nella Motor Valley è ancora top secret, ma questo legame rafforza l’identità della vettura, progettata anche con contributi tecnici italiani.

    La commercializzazione avverrà tramite una formula ad invito, e parte della produzione sarà dedicata alle competizioni sportive, a sottolineare le ambizioni dinamiche del progetto.

    Conclusioni: una scommessa che fa ben sperare

    La SC01 di XiaoPaoChe non è solo un’auto. È una dichiarazione di intenti. Dimostra che l’elettrificazione non deve per forza tradursi in anonime berline pesanti o in hypercar da milioni, ma può sposare la filosofia della sportiva leggera e coinvolgente. Unendo l’innovazione elettrica cinese al culto della dinamica e del design italiano, questa startup potrebbe aver trovato una formula vincente per conquistare gli appassionati più puristi nell’era della transizione. La sua sfida più grande sarà mantenere la promessa di essenzialità e feeling di guida una volta messa su strada. Se ci riuscirà, potrebbe scrivere un nuovo, entusiasmante capitolo per le sportive elettriche.

  • La Nuova Volkswagen T-Roc 2026: Perché è Pronta a Rubare il Trono

    La Nuova Volkswagen T-Roc 2026: Perché è Pronta a Rubare il Trono

    In pochi anni, la T-Roc è passata dall’essere una novità a una colonna portante della gamma Volkswagen, arrivando a superare persino l’iconica Golf nelle classifiche di vendita. Un vero e proprio fenomeno di mercato, che ora si prepara a voltare pagina con la seconda generazione. Aspettative altissime, che la nuova T-Roc 2026 sembra già pronta a onorare.

    La filosofia? Cambiare senza stravolgere. Aggiornamenti mirati, dimensioni leggermente ampliate e una gamma motori che punta tutto sull’ibrido. In questo articolo, scopriamo perché potrebbe diventare l’auto più desiderata del listino Volkswagen.


    Design e dimensioni: più spazio, stesso carattere

    La T-Roc cresce, ma con misura. Con 13 cm in più di lunghezza (ora a 4,37 metri) e un passo allungato, guadagna in proporzioni senza perdere l’impronta compatta. Lo sbalzo anteriore più pronunciato le dona un’aria più decisa, mentre l’abitabilità ne beneficia in modo tangibile.

    Il bagagliaio ora offre 475 litri (espandibili a 1.350), con un doppiofondo regolabile e – cosa non scontata – lo spazio per il ruotino di scorta. Posteriormente, l’accesso è agevole e gli occupanti trovano più spazio per le gambe. Al centro, il tunnel di trasmissione rimane presente, ma ospita con praticità le bocchette aria, i comandi clima e due porte USB-C.


    Abitacolo: razionalità e comfort in primo piano

    La plancia mantiene il tipico stile Volkswagen: pulito, razionale e ben finito. Di serie arrivano il quadro strumenti digitale e il grande schermo centrale, mentre al volante fanno il gradito ritorno i tasti fisici, più intuitivi di quelli a sfioramento. Anche la zona clima touch è ora retroilluminata.

    Tra i dettagli più apprezzati: la ricarica wireless ventilata per lo smartphone, il rotore multifunzione sul tunnel (volume o modalità di guida), il bracciolo regolabile e vani portaoggetti ben concepiti, come il cassetto capiente sotto al sedile passeggero.


    Guida e motori: ibrido, essenziale e piacevole

    La posizione di guida è più da crossover che da SUV, con un feeling al volante agile e familiare. In prova, il 1.5 benzina mild-hybrid da 115 CV (220 Nm) si conferma sufficiente per un uso quotidiano senza sforzi: lo 0-100 km/h si copre in 10,6 secondi, con una velocità massima di 196 km/h. Il cambio DSG a 7 marce è fluido e reagisce bene anche in modalità Sport o usando i paddle.

    Il sistema ibrido a 48V supporta le fasi di accelerazione e consente la velocità a vela con il motore termico spento, ma non permette la marcia in solo elettrico. Da segnalare la disattivazione di due cilindri in condizioni di carico ridotto, per risparmiare carburante. L’unico appunto riguarda la frenata rigenerativa: la transizione tra recupero energetico e freno meccanico non è sempre fluida, richiedendo a volte un tocco più deciso.

    Sul comfort, l’assetto con cerchi da 18” è bilanciato e piacevole, senza bisogno (nell’uso comune) delle sospensioni adattive. In autostrada, il comfort acustico è migliorato, con minori fruscii aerodinamici.


    Consumi: l’ibrido mostra i suoi vantaggi

    I numeri registrati in prova confermano l’efficienza della strategia ibrida:

    • Città: poco più di 11 km/l
    • Extraurbano: quasi 18 km/l
    • Autostrada: circa 14 km/l

    Media complessiva: circa 14 km/l, pari a 7,2 l/100 km. Un risultato rispettoso per un crossover di questa categoria.


    Prezzi e concorrenti: una lotta serrata

    La gamma al lancio si basa sulle versioni mild-hybrid da 115 CV e 150 CV. I listini partono da poco meno di 34.000 euro per la 115 CV Life, salendo a circa 37.500 euro per la Style. La 150 CV è disponibile da 36.650 euro (Life) fino a oltre 41.000 euro per l’allestimento R-Line.

    La concorrenza è agguerrita: dalla Renault Symbioz alla Peugeot 2008, dalla Toyota C-HR alla Hyundai Kona, senza dimenticare le premium come la Volvo XC40 e le sempre più insidiose orientali come MG ZS Hybrid.


    Perché sceglierla?

    La nuova T-Roc 2026 ha fatto come il Gattopardo: è cambiata per restare la stessa. Più spazio, tecnologia e ibrido, ma senza tradire l’equilibrio e la piacevolezza che l’hanno resa un punto di riferimento. Dinamica coinvolgente, abitacolo versatile e consumi contenuti la rendono un’opzione difficile da ignorare.

    Se cercate un crossover coerente, ben finito e senza sorprese, con la praticità dell’ibrido e il marchio Volkswagen, la nuova T-Roc è probabilmente già in cima alla vostra lista.

  • Cupra Raval: al debutto nel 2026 la city car elettrica spagnola brillante e spigolosa con 226 CV e 450 km di autonomia

    Cupra Raval: al debutto nel 2026 la city car elettrica spagnola brillante e spigolosa con 226 CV e 450 km di autonomia

    Linea spigolosa, dimensioni compatte

    La Cupra Raval, nuova city car elettrica del gruppo Volkswagen, debutterà all’inizio del 2026 con dimensioni compatte (400 cm di lunghezza, 178 di larghezza e 152 di altezza) e una linea marcata e aggressiva che prende spunto dalla concept UrbanRebel del 2022.

    Frontale appuntito con fari triangolari e gruppi ottici moderni, nervature pronunciate sulle fiancate e luci posteriori a fascia luminosa con logo illuminato ne definiscono il carattere distintivo. La vettura cinque porte si presenta ben piantata a terra, con ampi parafanghi posteriori che esaltano la sportività.

    Motorizzazioni e autonomia

    Disponibile in due versioni a trazione anteriore, la Raval base monta un motore da 211 CV con autonomia dichiarata intorno ai 450 km. La versione più performante VZ (Veloz) spinta da 226 CV, garantisce circa 400 km d’autonomia.

    La batteria, ancora non ufficialmente comunicata, si stima essere da almeno 50 kWh. La piattaforma è la nuova MEB+ del Gruppo Volkswagen, progettata per veicoli elettrici compatti e condivisa con la Volkswagen ID.Polo e la Skoda Epiq in arrivo nel 2026.

    Guida dinamica e tecnologia sportiva

    La Cupra Raval è tarata per enfatizzare la dinamica di guida, con sospensioni e sterzo sportivi (in particolare nella versione VZ Extreme con ammortizzatori a controllo elettronico e assetto ribassato di 1 cm).

    La risposta in curva è precisa e stabile, aiutata dal controllo elettronico che limita il sottosterzo.

    Lo sterzo è consistente e reattivo in tutte le modalità di guida (Comfort, Performance, Cupra).

    La frenata rigenerativa è regolabile in tre livelli tramite palette al volante, senza però la funzione one-pedal che arresta completamente l’auto sollevando il piede dall’acceleratore.

    Interni e dotazioni

    Gli interni, ancora in parte coperti nei prototipi di pre-serie, promettono finiture di pregio con dettagli color rame e sedili avvolgenti Cupra Bucket di serie.

    Il cruscotto digitale presenta una grafica futuristica e chiara, mentre al centro della plancia spicca un grande display touchscreen per infotainment, con una banda tattile per regolare volume e clima.

    Lo spazio posteriore è buono, sufficiente per tre passeggeri, anche se non larghissimo.

    Prezzi e disponibilità

    La Cupra Raval sarà proposta con un prezzo di partenza intorno ai 26.000 euro per la versione base da 211 CV.

    Le versioni più sportive, come la VZ Extreme con 226 CV e dotazioni sportive, supereranno probabilmente i 30.000 euro. Il debutto è previsto per febbraio 2026, con le prime consegne in estate.

    Questa nuova elettrica punta a rappresentare per Cupra una city car moderna e vivace, con un forte carattere sportivo e tecnologie all’avanguardia.

  • Geely debutta in Italia con la SUV elettrica EX5 e l’ibrida Starray EM-i

    Geely debutta in Italia con la SUV elettrica EX5 e l’ibrida Starray EM-i

    Geely debutta ufficialmente in Italia con due SUV

    Geely, uno dei maggiori costruttori automobilistici cinesi, ha ufficialmente debuttato nel mercato italiano con un evento al teatro Alcione di Milano, presentando due SUV destinati a rappresentare la prima offerta del brand nel nostro paese: la SUV 100% elettrica EX5 e la plug-in ibrida Starray EM-i.

    La distribuzione in Italia avviene grazie a un accordo con il gruppo saudita Jameel Motors, che gestisce una rete commerciale in via di espansione con tre concessionari iniziali a Milano, Varese e Roma.

    Caratteristiche della Geely EX5 elettrica

    La Geely EX5 è una SUV elettrica di 461 cm di lunghezza, disponibile negli allestimenti Pro e Launch Edition.

    Monta un motore da 218 CV alimentato da batterie da 60,22 kWh che garantiscono un’autonomia dichiarata di 425 km.

    L’abitacolo è tecnologico e confortevole, con un display centrale da 15,4 pollici, cruscotto digitale da 10,2 pollici e head-up display.

    Il comfort è al centro con sedili anteriori elettrici dotati di memoria, riscaldamento, ventilazione e massaggio, oltre a schienali posteriori regolabili.

    Il bagagliaio ha una capienza fino a 1877 litri e comprende un pacchetto di assistenza alla guida di livello 2 con 16 funzioni integrate.

    I prezzi partono da 38.900 euro per la Pro e salgono a 41.900 euro per la Launch Edition.

    Il plug-in ibrido Starray EM-i

    La Starray EM-i riprende in larga parte il design della EX5, ma è leggermente più lunga (474 cm) e presenta un frontale differente. Il propulsore è un ibrido plug-in formato da un motore 1.5 turbo benzina da 217 CV combinato con un unità elettrica da 100 CV che muove la trazione anteriore.

    La batteria da 18,4 kWh permette circa 90 km di autonomia in modalità elettrica e un’autonomia complessiva di quasi 1.000 km.

    Le due versioni Pro e Launch Edition costano rispettivamente 34.900 e 37.900 euro, con la Launch Edition che offre dotazioni più complete.

    Storia e dimensioni del gruppo Geely

    Il gruppo Geely Holding è diventato una forza globale nel settore dell’auto, controllando marchi noti come Volvo Cars, casa delle elettriche Polestar, e Smart, oltre a detenere una quota significativa nel gruppo Mercedes-Benz.

    Fondato nel 1986 e attivo nell’automotive dal 1997, Geely ha ampliato il proprio portafoglio con investimenti strategici e acquisizioni internazionali, posizionandosi come uno dei principali protagonisti nell’innovazione di veicoli elettrici e ibridi.

    Il debutto in Italia con l’EX5 e la Starray EM-i segna un importante passo per la penetrazione del marchio nel mercato europeo e conferma l’ambizione di portare tecnologie avanzate accessibili e orientate al comfort e alla sicurezza.

    Questa nuova offerta fa di Geely un concorrente credibile e interessante nell’affollato segmento SUV, con veicoli che uniscono tecnologia, autonomia e comfort, proponendosi come alternative moderne e competitive alle tradizionali case europee e asiatiche.

  • Fiat Tris: L’Erede Elettrico della Topolino, Nuovo Triciclo per la Città

    Fiat Tris: L’Erede Elettrico della Topolino, Nuovo Triciclo per la Città

    Fiat Professional lancia il Tris, triciclo elettrico modulare che richiama l’iconica Ape Piaggio appena uscita di produzione, ma evolve la micromobilità urbana con zero emissioni e design moderno derivato dalla Topolino. Presentato al lancio della 500 Hybrid, arriva in Europa nel 2026 dopo il debutto in Medio Oriente e Africa, ideale per consegne last-mile e servizi locali.

    Design Compatto e Versatile

    Con lunghezza di 3,17 metri e raggio di sterzata di 3,05 metri, il Tris si infila nei vicoli stretti come una microcar, ma trasporta 540 kg su piano di carico da 2,25 m², sufficiente per un europallet. Disponibile in cabinato, pianale o cassone, il telaio tubolare zincato resiste a corrosione e usi intensi, con carreggiata larga e ruote da 12″ per stabilità su strade sconnesse. Firma luminosa a tre LED e accessori Mopar heavy-duty completano l’offerta per autonomi e microimprese.

    • Massa totale: 1.025 kg.
    • Capacità volumetrica: fino a 3 m³.
    • Sicurezza: cinture a tre punti, fari LED automatici, cicalino retromarcia.

    Motore Elettrico e Autonomia Pratica

    Il motore 48V da 9 kW di picco e 45 Nm di coppia raggiunge 45 km/h, perfetto per logistica urbana, con batteria al litio da 6,9 kWh condivisa con la Topolino per autonomia di 90 km (ciclo WMTC). Ricarica da presa domestica 220V: 80% in 3,5 ore, piena in 4 ore e 40 minuti, senza bisogno di wallbox. Cruscotto digitale da 5,7″, prese USB-C e 12V supportano operazioni quotidiane con connettività moderna.

    Produzione e Mercati: Verso l’Europa

    Prodotto in Marocco con formule leasing per B2B, il Tris entra nei piani europei grazie all’annuncio del CEO Fiat Olivier François, omologato UE per standard elevati. Stellantis punta su elettrificazione accessibile, rendendolo l’Ape 2.0 per città congestionate e sostenibilità.

  • Kia Stonic 2026: Nuovo Look Aggressivo, Mild Hybrid 115 CV e Prezzi da 22.800 Euro

    Kia Stonic 2026: Nuovo Look Aggressivo, Mild Hybrid 115 CV e Prezzi da 22.800 Euro

    Kia Stonic 2026: look aggressivo e dimensioni maggiorate

    Lanciata nel 2017 come una delle prime crossover compatte, la Kia Stonic si rinnova profondamente per il 2026 con un design più moderno e personale, allineato al family feeling Kia delle recenti EV e ibride, pur mantenendo proporzioni ibride tra utilitaria e SUV vero (altezza 152 cm).

    Ora lunga 417 cm (+2,5 cm rispetto al modello precedente), adotta frontale e posteriore ridisegnati con linee più spigolose e grintose, fari full LED di serie e un’abitabilità posteriore generosa per la categoria, con divano piatto anche al centro.

    Le consegne inizieranno entro fine 2025, dopo il debutto in concessionaria avvenuto il 29 e 30 novembre.

    Motori mild hybrid e prestazioni vivaci

    Il motore di riferimento è il tre cilindri 1.0 T-GDi turbo benzina mild hybrid da 115 CV (disponibile anche da 100 CV non ibrido), abbinabile a cambio manuale 6 marce o robotizzato doppia frizione 7 rapporti (+1.500 euro), con trazione anteriore, 0-100 km/h in 10,7 secondi, velocità max 182 km/h e consumi WLTP dichiarati a 18,7 km/l.

    In prova il sistema ibrido garantisce riprese pronte e silenziosità, con valori reali intorno ai 16,7 km/l in mix città-extraurbano-autostrada, mentre sospensioni e sterzo contengono bene il coricamento laterale offrendo agilità superiore alla media.

    È prevista anche una variante GPL con sovrapprezzo stimato sui 2.000 euro.

    Interni tecnologici e pratici

    La plancia orizzontale con plastiche rigide ma curate integra due display da 12,3″ nelle GT-Line (cruscotto digitale + infotainment), mentre Urban e Style hanno un quadro da 4,2″ con upgrade Launch Pack (gratuito novembre-dicembre, 1.250 euro altrimenti).

    Comandi intuitivi con manopole touch dual-function per clima/audio, USB-A/C/12V anteriori, luci ambiente personalizzabili, cassetto illuminato e funzione remote per finestrino guida dalla chiave elevano la praticità.

    Il bagagliaio da 352 litri (1.155 abbattendo 40:60) è regolare ma non tra i più capienti, con fessure per cinture posteriori anti-ingorgo.

    Prezzi, dotazioni e sicurezza

    I prezzi partono da 22.800 euro per l’Urban 1.0 100 CV manuale, salendo alla Style mild hybrid con clima auto, sensori perimetrali, cerchi 17″, vernice metallizzata e Launch Pack di serie. La GT-Line (+3.000 euro) aggiunge guida semiautonoma (cruise adattivo, centraggio corsia, angolo cieco), mentre tutta la gamma gode di garanzia 7 anni/150.000 km.

    Punti di forza: comfort su buche, dotazione generosa e sistema ibrido efficiente;

    Limiti: bagagliaio medio, plastiche dure e ADAS più importanti solo sulle versioni top.

    Questa Stonic 2026 si posiziona come una delle crossover B-SUV più complete e competitive, con un equilibrio tra stile aggressivo, tecnologia e consumi bassi.

  • BMW Z4: Addio alla Roadster tedesca con la Serie Limitata Final Edition

    BMW Z4: Addio alla Roadster tedesca con la Serie Limitata Final Edition

    Addio alla BMW Z4 con la Final Edition

    La BMW Z4, una delle ultime roadster pure sul mercato europeo, cesserà la produzione a marzo 2026 nello stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, dove dal 2018 è assemblata insieme alla gemella Toyota Supra.

    Per celebrare la fine di questa terza generazione (G29), BMW lancia la Final Edition, serie speciale a tiratura limitata con dettagli esclusivi, ordinabile da fine gennaio 2026 in una breve finestra temporale.

    In Italia sarà proposta solo sulla potente M40i con motore 3.0 sei cilindri turbo da 340 CV (250 kW), cambio automatico a 8 rapporti o manuale a 6 marce (Pure Impulse Edition), al prezzo di circa 80.000 euro.

    Design e dotazioni esclusive

    La Z4 Final Edition si distingue per la verniciatura Frozen Matt Black opaca esclusiva, abbinata al pacchetto M High-gloss Shadowline con dettagli neri lucidi su griglia, specchietti e scarichi, capote in tela Moonlight Black e pinze freno M Sport rosse lucide.

    All’interno, cuciture rosse a contrasto su plancia, console, pannelli porta e sedili M Sport in pelle Vernasca/Alcantara, volante M in Alcantara e soglie battitacco incise “Final Edition” creano un’atmosfera sportiva e collezionistica.

    La gamma base include sDrive20i (197 CV) e sDrive30i (258 CV), ma l’M40i accelera da 0-100 km/h in meno di 5 secondi con consumi WLTP tra 7,3-8,7 l/100 km.

    Evoluzione storica della Z4

    La saga delle roadster BMW Z inizia nel 1995 con la Z3 (E36/7), icona anni ’90 prodotta a Spartanburg (USA) e protagonista di film come “GoldenEye” con Pierce Brosnan, nota per il design rétro e il motore sei cilindri fino a 321 CV sulla M Roadster.

    La prima Z4 (E85, 2002) ereditò lo spirito con cofano lungo, coda corta e bilanciamento 50:50, prodotta sempre in USA.

    La seconda generazione (E89, 2008) introdusse il tetto rigido retrattile in alluminio e iDrive, mentre la G29 del 2018 tornò alla capote in tela per un approccio più purista e leggero.

    Questa linea celebra oltre 30 anni di spider accessibili e performanti per gli standard BMW.

  • La Peugeot 308 si fa il trucco per il 2026: nuovi motori ibridi e design frontale a partire da 33.000 Euro

    La Peugeot 308 si fa il trucco per il 2026: nuovi motori ibridi e design frontale a partire da 33.000 Euro

    La Peugeot 308 restyling aggiorna il design, affina la gamma ibrida e migliora leggermente la tecnologia di bordo, lasciando però intatta la base tecnica della terza generazione lanciata nel 2021. Resta disponibile anche come station wagon SW, con un sovrapprezzo di circa 1.000 euro rispetto alla berlina cinque porte.

    Design esterno più grintoso

    Nel frontale spariscono quasi del tutto le cromature, sostituite da una grande mascherina in tinta carrozzeria con trama più aperta al centro e più fitta ai lati, in linea con il nuovo family feeling Peugeot. I fari sono stati ribassati e sopra compaiono tre listelli a LED per lato che fungono da luci diurne e indicatori di direzione, mentre sulle versioni GT debutta il logo del Leone illuminato incorniciato da sottili elementi luminosi. Profilo laterale e coda restano sostanzialmente invariati, con retronebbia e luce di retromarcia collocati in basso nel paraurti, soluzione scenografica ma esposta a piccoli urti nelle manovre.

    Interni, multimedialità e abitabilità

    All’interno le novità si concentrano sulla grafica del cruscotto digitale rialzato da 10”, sempre ben leggibile ma visibile al meglio solo abbassando parecchio il piccolo volante tipico dell’i-Cockpit. La plancia resta uno dei punti forti della 308, con plastiche morbide e assemblaggi curati, mentre il sistema multimediale da 10” con connettività wireless Android Auto/Apple CarPlay continua a essere completo ma non tra i più intuitivi nei menu. La piastra di ricarica wireless è offerta su allestimenti alti tramite un pacchetto che include tetto panoramico apribile e impianto audio Focal, dal costo intorno ai 1.700 euro, il che può pesare sul preventivo finale. In compenso, l’abitabilità è buona: in quattro si viaggia comodi, il quinto ha sufficiente spazio per i piedi e il bagagliaio offre 412 litri che diventano oltre 1.300 abbattendo il divano, con soglia di carico a circa 72 cm da terra.

    Gamma motori: mild hybrid, plug-in ed elettrica

    La gamma resta articolata su più tecnologie: il cuore dell’offerta è il nuovo 1.2 Hybrid 145 CV mild hybrid a 48V con tre cilindri turbo e motore elettrico integrato nel cambio e-DCS6 a doppia frizione, pensato per abbattere consumi ed emissioni senza rinunciare alla fluidità di marcia. Al vertice c’è il 1.6 plug-in hybrid da 195 CV complessivi, capace di viaggiare per diverse decine di chilometri in elettrico, mentre la e‑308 a batteria da 156 CV ora dichiara fino a 450 km di autonomia WLTP grazie a un pacchetto batteria da circa 58 kWh. Nei primi mesi del 2026 tornerà inoltre in listino il turbodiesel 1.5 BlueHDi da 130–131 CV, pensato per chi macina tanti chilometri in autostrada.

    Su strada: piacere di guida e comfort

    La 308 1.2 Hybrid GT si conferma agile e precisa tra le curve grazie allo sterzo diretto e alla taratura dell’assetto, che privilegia la tenuta di strada e la sensazione di sicurezza. Le sospensioni però risultano un po’ rigide sulle buche, soprattutto con i cerchi da 18”, riducendo leggermente il comfort sulle strade rovinate. Il tre cilindri turbo da 145 CV è apprezzabile per silenziosità e gestione del cambio e-DCS6, ma ai bassi regimi non brilla per prontezza e gli 8,8 s dichiarati nello 0‑100 km/h potrebbero essere ottimistici; in compenso, i consumi reali restano facilmente sopra i 15 km/l a fronte di un dato WLTP intorno ai 20 km/l. L’impianto frenante con dischi autoventilati all’anteriore è potente e ben modulabile, supportato da un pacchetto ADAS che include cruise control adattativo, frenata automatica e vari assistenti di corsia, con la guida semiautonoma e le telecamere a 360° offerte in un pacchetto opzionale.

    Prezzi, allestimenti e inquadramento nel segmento

    Il prezzo di listino della Peugeot 308 1.2 Hybrid GT è di circa 38.000 euro, in linea con le rivali di segmento C a pari dotazione. La gamma parte dall’allestimento Style, già completo di climatizzatore bizona e retrovisori ripiegabili elettricamente, sale alla Business con retrocamera e qualche contenuto in più, e arriva alle GT che aggiungono cerchi da 18”, keyless, sensori perimetrali e dettagli estetici dedicati. La versione SW costa circa 1.000 euro in più a parità di motore e allestimento, offrendo maggiore capacità di carico per chi cerca una wagon familiare senza rinunciare al design affilato della berlina. A quattro anni dal debutto della terza generazione, questo restyling conferma la 308 come una delle compatte più curate per stile e finiture, pur lasciando qualche compromesso su comfort sullo sconnesso e logica del sistema infotainment.

  • Suzuki 2026: Aggiornamenti Vitara, S-Cross e Swift Hybrid con Automatico e Tetto Panoramico

    Suzuki 2026: Aggiornamenti Vitara, S-Cross e Swift Hybrid con Automatico e Tetto Panoramico

    Suzuki introduce per il 2026 versioni ibride leggere 1.4 da 110 CV con cambio automatico negli allestimenti top Starview su Vitara e S-Cross, disponibili con trazione anteriore o integrale AllGrip Select.

    Queste crossover, costruite sulla stessa piattaforma, aggiungono tetto apribile panoramico in vetro, palette al volante e cruise control adattivo Stop&Go rispetto alle dotazioni Top e Top+.

    Restano disponibili anche i motori full hybrid 1.5 da 114 CV, con pacchetti ADAS di serie come frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, monitoraggio angolo cieco e riconoscimento segnaletica.

    Prezzi di listino per Starview AT: Vitara a 31.600 euro (34.600 4WD), S-Cross a 30.090 euro (36.090 4WD).

    Aggiornamenti sulla Swift Hybrid

    La Swift Hybrid 1.2 mild hybrid da 83 CV si allinea all’omologazione Euro 6 E-bis e introduce avvisi più discreti per l’Intelligent Speed Assist (ISA), con volume ridotto di 10 dB e pulsante di disattivazione rapido sulla plancia.

    Unica citycar con opzione trazione integrale AllGrip, offre una gamma che spazia dalla base Waku alla Top 4WD con prezzi a partire da 20.900 euro.

    Breve storia dei modelli iconici

    La Suzuki Vitara nasce negli anni ’80 come pioniere dei SUV compatti, evolvendosi in ibrida dal 2015 per efficienza urbana e off-road.

    La S-Cross, introdotta nel 2013 come SX4 seconda generazione, combina stile crossover con tecnologia 4×4 AllGrip, ereditando la tradizione fuoristradistica Suzuki dal Jimny del 1970.

    La Swift, lanciata nel 1983 come Cultus e in Italia dal 1990 con la GTi sportiva, celebra 40 anni di utilitarie agili, con versioni Sport turbo e mild hybrid dal 2017.

    Queste evoluzioni confermano l’impegno Suzuki per ibridazione accessibile e sicurezza avanzata, rendendo i modelli competitivi nel 2026.