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    Mitsubishi Pajero 2026: il fuoristrada leggendario torna a fare sul serio

    C’era una volta il re dei fuoristrada. Quello che non aveva paura di nulla, che affrontava il deserto del Dakar come le strade di città, che ha scritto pagine indelebili nella storia dell’automotive mondiale. Stiamo parlando della Mitsubishi Pajero, l’icona nipponica che dal 1982 al 2021 ha dominato il segmento dei SUV più duri e puri, vendendo oltre 3,3 milioni di esemplari in tutto il mondo .

    Poi, nel 2021, il silenzio. Lo stabilimento di Sakahogi, in Giappone, ha chiuso i battenti ed è stato persino riconvertito… in una fabbrica di fazzoletti e carta igienica . Una fine “umiliante” per un’auto che aveva fatto sognare generazioni di appassionati.

    Ma ora la storia sta per cambiare di nuovo. Mitsubishi ha deciso di riportare in vita la Pajero. E lo farà nel modo giusto: con un fuoristrada vero, duro e puro, pronto a sfidare Toyota Land Cruiser, Ford Everest e Nissan Patrol .

    Ecco tutto quello che sappiamo sulla nuova Mitsubishi Pajero 2026.


    1. La conferma: arriva entro fine 2026

    La notizia non è più un rumor. A gennaio 2026, il presidente di Mitsubishi Takao Kato ha dichiarato ufficialmente: *”Lanceremo un nuovo SUV off-road completo nel 2026″* . Poche parole, ma pesanti come un masso.

    I teaser sono già arrivati: un video pubblicato da Mitsubishi ad aprile 2026 mostra la silhouette di un SUV dalle forme boxy, squadrate, aggressive . Proprio come ci si aspetta da una vera Pajero. Il design richiama la concept Elevance presentata al Japan Mobility Show 2025 , quella con le linee dure e il muso imponente che avevano già fatto sognare gli appassionati.

    Il calendario? Secondo le ultime indiscrezioni, il debutto globale è previsto tra agosto e settembre 2026, probabilmente al Bangkok International Grand Motor Sale . Le prime consegne, invece, dovrebbero iniziare entro dicembre 2026 o nei primi mesi del 2027 .

    2. Telaio: longheroni o monoscocca? Il grande dilemma

    E qui arriviamo al cuore della questione. Quella che vi state chiedendo tutti: la nuova Pajero sarà un fuoristrada vero o una “macchina da città” travestita?

    Le indiscrezioni parlano chiaro: Mitsubishi ha due ipotesi sul tavolo .

    Ipotesi 1: telaio a longheroni (la più probabile)

    La soluzione più accreditata è quella del telaio a longheroni derivato dal pick-up Mitsubishi Triton (da noi conosciuto come L200) . Parliamo di una struttura “body-on-frame”, quella dei veri fuoristrada, capace di sopportare sollecitazioni estreme e affrontare terreni impossibili .

    Il Triton viene prodotto nello stabilimento di Laem Chabang, in Thailandia, e nello stesso stabilimento nascerà anche la nuova Pajero . Questo garantirebbe alla vettura una robustezza da autentico off-road, degna del nome che porta.

    Inoltre, Mitsubishi potrebbe condividere questa piattaforma con la futura Nissan Navara, grazie all’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi . Un vantaggio industriale non da poco.

    Ipotesi 2: piattaforma monoscocca (più europea)

    C’è però una seconda possibilità, che circola con insistenza e che potrebbe aprire le porte all’Europa. Si tratta della piattaforma CMF-C/D dell’Alleanza, quella già utilizzata da :

    • Mitsubishi Outlander
    • Nissan Qashqai e X-Trail
    • Renault Austral e Espace

    Questa soluzione avrebbe un vantaggio enorme: la piattaforma monoscocca è già pronta per ospitare motorizzazioni ibride e plug-in . E in un’Europa sempre più stretta dalle normative anti-diesel (Euro 7 all’orizzonte), potrebbe essere l’unica strada per rivedere la Pajero nei nostri concessionari.

    La scelta finale non è ancora stata comunicata. Ma una cosa è certa: la Pajero non diventerà una “crossover”. Mitsubishi ha ribadito più volte che l’auto manterrà la sua anima off-road .

    3. Motori: diesel, ibrido o plug-in?

    Anche sulla motorizzazione, per ora, regna il mistero. Ma le ipotesi sono affidabili.

    Scenario diesel (per i mercati extra-Europa)

    Se Mitsubishi sceglierà il telaio del Triton, è praticamente certo che la Pajero erediterà anche il motore del pick-up: il 2.4 litri turbodiesel 4N16 nelle sue due varianti :

    VersionePotenzaCoppia
    Single-turbo178 CV430 Nm
    Bi-turbo201 CV470 Nm

    A questi si abbina il cambio automatico a 8 rapporti e il mitico sistema di trazione integrale Super-Select II a controllo elettronico, che permette di passare da 2WD a 4WD anche in movimento . Un sistema che ha fatto la storia della Pajero.

    Scenario ibrido/plug-in (per l’Europa)

    Per il mercato europeo, invece, il destino della Pajero passa inevitabilmente attraverso l’elettrificazione. Le normative Euro 7 difficilmente lasceranno spazio ai diesel puri .

    Proprio per questo, l’ipotesi della piattaforma CMF-C/D (quella della Outlander) è così affascinante. La Outlander è già disponibile in versione plug-in hybrid (PHEV) con un sistema che combina un motore a benzina con due elettrici, per una potenza complessiva di oltre 300 CV e un’autonomia in elettrico di circa 80 km .

    La concept Elevance, che anticipa il design della nuova Pajero, era proprio una PHEV con quattro motori elettrici e una batteria di grande capacità . Un segnale che Mitsubishi sta prendendo molto sul serio la strada dell’ibrido.

    La versione full electric, invece, sembra al momento esclusa .

    Scenario benzina (mercati asiatici)

    Per i mercati del Sud-Est asiatico, non si escludono motorizzazioni a benzina, ma è probabile che l’Europa non le veda mai .

    4. Design: boxy, squadrato, aggressivo

    Le immagini spia e i teaser ufficiali ci danno già un’idea chiara dello stile della nuova Pajero .

    Il design è volutamente nostalgico, con un richiamo esplicito al modello originale del 1982 . Parliamo di:

    • Forme boxy e squadrate, lontane dalle linee morbide dei crossover moderni
    • Muso imponente e verticale, con la calandra che riprende il family feeling Dynamic Shield di Mitsubishi
    • Fari sottili a LED, probabilmente con una firma luminosa a forma di “T” come sugli ultimi modelli del marchio
    • Parafanghi pronunciati e un’altezza da terra generosa

    Il risultato? Un’auto che non cerca di piacere a tutti, ma che parla direttamente al cuore degli appassionati. Quelli che vogliono un fuoristrada vero, senza compromessi.

    5. L’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi: un vantaggio (o un vincolo?)

    Mitsubishi fa parte della grande alleanza con Renault e Nissan, e questa appartenenza giocherà un ruolo fondamentale nel destino della Pajero .

    Da un lato, significa che Mitsubishi può accedere a tecnologie e piattaforme che da sola non potrebbe permettersi. La CMF-C/D è una piattaforma modernissima, efficiente e già collaudata su milioni di veicoli.

    Dall’altro, significa che la Pajero potrebbe condividere molto più del previsto con altri modelli del gruppo. Se dovesse nascere sulla piattaforma della Outlander, le similitudini con Nissan X-Trail e Renault Espace sarebbero inevitabili. Non a livello di immagine, ovviamente, ma sotto la pelle.

    In ogni caso, il presidente Kato ha voluto precisare che la Pajero è stata sviluppata in modo indipendente da Nissan e Renault, almeno per quanto riguarda l’architettura di base . Un modo per rassicurare i fan: la Pajero resterà una vera Mitsubishi.

    6. Tornerà in Italia? Il nodo commerciale

    Questa è probabilmente la domanda che vi fate tutti. E la risposta, purtroppo, non è scontata.

    Mitsubishi ha recentemente siglato un accordo con Bassadone Auto per il ritorno del marchio in Italia, con una gamma che al momento comprende Colt, ASX e Outlander (tutte derivate da modelli Renault) . L’operazione commerciale è partita, e Mitsubishi è ufficialmente tornata nel nostro Paese dopo anni di assenza.

    Questo è un segnale positivo. Avere una rete di concessionari attiva significa che c’è un canale attraverso cui vendere la Pajero in Italia.

    Ma la vera incognita è la motorizzazione. Se la Pajero arriverà solo con il 2.4 turbodiesel, sarà difficile vederla in Europa. Le normative Euro 7, ormai alle porte, stanno spingendo tutti i costruttori fuori dal diesel. Se invece Mitsubishi saprà offrire una versione full hybrid o plug-in (sfruttando la piattaforma della Outlander), allora le porte del Vecchio Continente si apriranno.

    Al momento, la sensazione è che l’Europa non sia il mercato prioritario per la nuova Pajero. I target principali sono Australia, Medio Oriente, Sud-Est Asiatico e America Latina, dove il diesel è ancora re . Ma l’accordo con Bassadone Auto lascia aperta una speranza.

    7. Concorrenza: chi dovrà guardarsi le spalle

    La nuova Pajero nasce per affrontare avversari di tutto rispetto :

    • Toyota Land Cruiser Prado – il fuoristrada giapponese per eccellenza, appena rinnovato
    • Ford Everest – il SUV derivato dal pick-up Ranger, molto apprezzato in Australia
    • Nissan Patrol – il fratello d’alleanza, anch’esso in arrivo con una nuova generazione

    Tutti modelli che non hanno mai abbandonato il concetto di “fuoristrada puro”. E proprio lì, in quel segmento di nicchia ma appassionato, Mitsubishi vuole posizionarsi.


    Il Nostro Giudizio

    La nuova Mitsubishi Pajero è una scommessa affascinante. In un’epoca in cui i SUV stanno diventando sempre più “asettici”, sempre più simili a elettrodomestici su ruote, Mitsubishi ha il coraggio di riportare in vita un’icona che non scende a compromessi.

    Il telaio a longheroni, il design boxy, la trazione Super-Select II: tutti elementi che parlano il linguaggio dei veri off-road. E se Mitsubishi riuscisse a offrire anche una versione ibrida (per conquistare l’Europa), allora il ritorno della Pajero sarebbe completo.

    Certo, siamo ancora in attesa di conferme ufficiali. Ma i segnali sono tutti positivi. Il presidente Kato ha parlato, i teaser sono arrivati, i prototipi sono stati avvistati.

    La Pajero sta tornando. E chi ama i fuoristrada non può che gioire.