Dopo mesi di rinvii e incertezze, dal 16 luglio 2026 l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici è finalmente realtà . La misura, prevista dalla riforma del Codice della Strada approvata a fine 2024, interessa circa un milione di proprietari privati in tutta Italia . Ma il dato che sta facendo discutere è un altro: il costo delle polizze, che secondo le previsioni iniziali doveva aggirarsi intorno ai 30 euro annui, si è rivelato ben più alto.
Costi: da 35 a 150 euro, il “caro assicurazioni” colpisce i monopattini
Secondo le stime dell’associazione dei consumatori Assoutenti, il costo medio di una polizza base per la responsabilità civile si attesta tra i 35 e i 55 euro all’anno. Una cifra già superiore alle previsioni iniziali, ma che può lievitare ulteriormente.
Il vero scoglio per i proprietari è rappresentato dalle garanzie accessorie. Scegliendo coperture aggiuntive, il premio annuale può arrivare fino a 150 euro. Una stangata che molti non si aspettavano, considerando che il valore medio di un monopattino è inferiore ai 500 euro .
L’impatto complessivo sull’economia delle famiglie italiane è significativo: l’obbligo assicurativo comporterà una spesa annua totale di circa 50 milioni di euro per i proprietari di monopattini .
Perché non basta la RC del capofamiglia
Un aspetto fondamentale che molti stanno scoprendo in questi giorni è che non sarà sufficiente una generica polizza di responsabilità civile del capofamiglia . La normativa prevede infatti che l’assicurazione sia legata al veicolo e non al conducente, e debba riportare obbligatoriamente il codice identificativo del contrassegno (il cosiddetto “targhino”) assegnato al monopattino . Questo requisito di fatto esclude le tradizionali polizze familiari .
Nessun indennizzo diretto per i primi due anni
Un’altra novità riguarda le procedure di risarcimento in caso di incidente. Per i primi due anni, non sarà applicato il sistema dell’indennizzo diretto . In caso di sinistro, il danneggiato dovrà rivolgersi direttamente alla compagnia assicurativa del responsabile, seguendo la procedura ordinaria prevista dal Codice delle assicurazioni .
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha previsto questo periodo di transizione per monitorare l’andamento dei costi effettivi dei risarcimenti, attraverso i dati semestrali che l’IVASS dovrà trasmettere . Solo successivamente verrà definito un sistema tariffario più uniforme su base nazionale .
Cosa rischia chi circola senza assicurazione
Le sanzioni per chi non si adegua sono pesanti. Chi viene sorpreso a circolare senza la regolare copertura assicurativa rischia una multa da 100 a 400 euro. A questa si aggiunge la sanzione accessoria del sequestro amministrativo del mezzo, che può portare alla confisca se la sanzione non viene pagata o se non viene stipulata una polizza entro i termini di legge .
Le forze dell’ordine potranno effettuare controlli in tempo reale, grazie all’incrocio telematico delle banche dati della Motorizzazione con quelle della piattaforma Sita dell’ANIA .
Un “far west” di controlli e costi disomogenei
Le associazioni dei consumatori hanno accolto con favore la misura, che aumenta la sicurezza per tutti gli utenti della strada, ma lanciano un allarme: il rischio di speculazioni e di una forte disparità territoriale nei costi delle polizze è concreto .
Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha dichiarato: “Il vero problema è che nel settore dei monopattini regna ancora il far west. Vengono imposti nuovi obblighi di legge ma nelle nostre città ancora non si riesce a far rispettare le regole più basilari del Codice della strada, come l’uso del casco o il divieto di circolare in due sui monopattini. Questo perché i controlli da parte delle forze dell’ordine sono del tutto insufficienti”.
L’invito dell’associazione al Governo è di vigilare attentamente per evitare che il nuovo obbligo si presti a speculazioni e a discriminazioni territoriali .
Segnate questa data sul calendario: sabato 16 maggio 2026. Da quel giorno, per chi possiede e utilizza un monopattino elettrico in Italia, cambia tutto. Targa e assicurazione diventano obbligatorie, esattamente come per auto e moto. E chi non si adegua rischia multe fino a 400 euro .
Dopo anni di utilizzo spesso “anarchico” delle città, con incidenti in aumento e difficoltà a identificare i responsabili, il governo ha chiuso il cerchio sulla regolamentazione della micromobilità elettrica. Il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo, concedendo 60 giorni di tempo per mettersi in regola .
Perché questa stretta? I numeri parlano chiaro
La decisione non è stata presa a caso. Tra il 2022 e il 2025, Istat e polizia stradale hanno registrato oltre 2.500 sinistri urbani che hanno coinvolto monopattini elettrici, con 15 vittime e centinaia di feriti tra pedoni e ciclisti . Troppo spesso, dopo un incidente, il conducente del monopattino fuggiva senza lasciare traccia, rendendo impossibile non solo la contestazione della violazione ma anche il risarcimento dei danni ai soggetti coinvolti .
«Troppo spesso i conducenti fuggono alla vista degli agenti, sia per la contestazione di violazioni, ma purtroppo anche dopo un incidente stradale, magari dopo aver investito sul marciapiede un pedone, con una nuova forma di “pirateria stradale”», spiega Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e componente ANCI in Viabilità Italia. «Anche il tema dei risarcimenti viene finalmente risolto» .
La nuova targa: come è fatta e dove si applica
Il famoso “targhino” non sarà una targa metallica come quelle delle auto, ma un adesivo plastificato rettangolare (5×6 cm) prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato . Avrà sei caratteri alfanumerici neri su fondo bianco (sono escluse le lettere A, E, I, O, Q, U e i numeri 0 e 1 per evitare confusione) .
Caratteristiche principali:
Non rimovibile: una volta applicato, non può essere staccato facilmente
Retroriflettente: visibile anche al buio
Legato al proprietario, non al mezzo: il contrassegno è associato al codice fiscale del richiedente, non al telaio del monopattino (che non ha una vera immatricolazione)
Dove va applicato:
Sul parafango posteriore del mezzo
In mancanza di questo, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo
Come richiedere la targa: la procedura online
La richiesta si presenta esclusivamente online attraverso il Portale dell’Automobilista del Ministero . Per accedere servono credenziali SPID di secondo livello oppure la Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Cosa si può fare sulla piattaforma:
Presentare l’istanza per il rilascio della targa
Prenotare il ritiro del contrassegno presso gli uffici della Motorizzazione o gli studi di consulenza automobilistica
Comunicare furto, smarrimento o deterioramento della targa
Richiedere la cancellazione in caso di vendita o dismissione del mezzo
Attenzione: in caso di furto o vendita, la denuncia va presentata entro 48 ore tramite la stessa piattaforma .
Per i minori dai 14 anni in su (il limite di età per guidare un monopattino), la domanda deve essere presentata da un genitore .
Quanto costa mettersi in regola
Il costo complessivo per ottenere la targa si aggira intorno ai 36-38 euro, così suddivisi :
Voce di spesa
Importo
Costo di produzione targa
5,03 €
IVA
1,11 €
Maggiorazione per sicurezza stradale
2,52 €
Imposta di bollo
16,00 €
Diritti Motorizzazione
10,20 €
Commissioni PagoPA
1-2 €
TOTALE
circa 36-38 €
Il pagamento avviene tramite il sistema PagoPA all’interno della piattaforma .
L’assicurazione RC: obbligatoria come per auto e moto
Con l’entrata in vigore della targa, scatta automaticamente l’obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile verso terzi (RC). Il nuovo Codice della Strada è chiaro: «I monopattini a propulsione prevalentemente elettrica non possono essere posti in circolazione se non sono coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi» .
Cosa copre l’assicurazione:
Danni a pedoni investiti durante la guida
Lesioni a ciclisti o altri utenti della strada
Danni ad altri veicoli o beni
Costo delle polizze: i premi annuali variano dai 25 ai 150 euro, a seconda del tipo di polizza, delle garanzie aggiuntive scelte e, probabilmente, del profilo di rischio del conducente .
Attenzione: l’obbligo vale anche per i monopattini in sharing, con costi che per gli operatori si aggirano intorno alle centinaia di migliaia di euro per la registrazione delle flotte .
Le altre regole da non dimenticare
Oltre a targa e assicurazione, il nuovo Codice della Strada ha introdotto altre norme che restano in vigore :
Regola
Dettaglio
Casco obbligatorio
Per tutti i conducenti, non più solo per i minorenni
Limite di velocità
20 km/h (max 6 km/h nelle aree pedonali)
Divieto di contromano
Non si può circolare contromano
Divieto sui marciapiedi
Vietato circolare sui marciapiedi
Circolazione consentita
Solo su strade urbane con limite fino a 50 km/h
Età minima
14 anni (per i minori, la domanda di targa va presentata da un genitore)
Multe e sanzioni: cosa rischia chi non si adegua
Dal 16 maggio, i controlli scatteranno in modo capillare. La polizia municipale di molte città sta già organizzando servizi ad hoc per far rispettare le nuove norme .
Sanzioni previste:
Mancanza di targa o assicurazione: multa da 100 a 400 euro
Falsificazione della targa: punita secondo le stesse procedure relative alla falsificazione delle targhe auto o moto (reato penale)
A Verona, solo nel 2025, la polizia locale ha sanzionato ben 2.200 monopattinisti, molti per mancanza di casco o per aver trasportato passeggeri . Con la targa, i controlli diventeranno più efficaci e i trasgressori non potranno più “fuggire” alla vista degli agenti.
Le proteste: “Una tassa mascherata con la scusa della sicurezza”
Non sono mancate le voci critiche. Assosharing, l’associazione che rappresenta gli operatori di monopattini in sharing, ha definito il provvedimento «una tassa mascherata con la scusa della sicurezza» .
«Un contrassegno che vale 8,66 euro arriva a costare 33 euro all’utente finale, perché le tasse accessorie superano del 300% il valore del bene. Non esiste un precedente simile in Europa», ha dichiarato Luigi Licchelli, presidente di Assosharing. «Chiamarla misura di sicurezza è un eufemismo: è una tassa mascherata, e i cittadini lo capiscono benissimo» .
Critiche anche sull’assicurazione: «La proposta di imporre una RC Auto, pensata per i veicoli a motore e non per le persone, è concettualmente errata. Nella micromobilità il responsabile del danno è l’utilizzatore, non il mezzo. Il modello corretto è la RCT individuale» .
Assoutenti, invece, pur sostenendo l’obbligo assicurativo, ha chiesto che i premi siano uguali in tutta Italia, evitando speculazioni e discriminazioni territoriali .
Cosa succede ai monopattini in sharing?
La nuova normativa si applica anche ai monopattini a noleggio. Gli operatori dovranno registrare tutti i mezzi delle loro flotte, con costi complessivi stimati nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro per ciascuna azienda, pari a circa il 5% dei fatturati .
In alcune città, come Firenze, il servizio di monopattini in sharing uscirà definitivamente di scena proprio a ridosso dell’entrata in vigore delle nuove regole, sostituito da biciclette elettriche e muscolari .
Cosa fare entro il 16 maggio
Se possiedi un monopattino elettrico, ecco i passi da compiere entro il 16 maggio 2026:
Richiedi la targa sul Portale dell’Automobilista con SPID o CIE
Paga i 36-38 euro tramite PagoPA
Ritira il contrassegno presso la Motorizzazione o uno studio di consulenza
Applica l’adesivo sul parafango posteriore o sul piantone
Stipula un’assicurazione RC (da 25 a 150 euro all’anno)
Assicurati di avere il casco e di rispettare tutte le altre regole
Conclusioni: una rivoluzione necessaria
La nuova normativa rappresenta un cambio di paradigma per la micromobilità in Italia. Dopo anni di utilizzo spesso problematico, i monopattini elettrici vengono finalmente equiparati agli altri veicoli a motore in termini di responsabilità e tracciabilità.
Come ha sottolineato il comandante Altamura, «si arriverà a migliorare una circolazione troppo “anarchica” sulle strade» . Resta da vedere se l’aumento dei costi (targa + assicurazione, che può arrivare a circa 200 euro all’anno tra costi iniziali e premio) non spingerà molti utenti a tornare alla bicicletta tradizionale, come qualcuno già ipotizza .
Per ora, l’unica certezza è la data: 16 maggio 2026. Da quel giorno, niente più scuse: targa e assicurazione obbligatorie, multe per chi sgarra, e finalmente la possibilità di identificare chi causa danni e fugge. Una rivoluzione che, per molti, era attesa da tempo.