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    Decreto Autovelox 2026: cosa cambia per gli automobilisti, multe e ricorsi

    Dopo 34 anni di attesa, è finalmente entrato in vigore il decreto che disciplina in modo organico l’omologazione, la taratura e la verifica di funzionalità degli autovelox in Italia. Il provvedimento, firmato dal ministro Matteo Salvini il 9 giugno 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 luglio, è operativo dal 12 luglio 2026 .

    La nuova normativa nasce per colmare un vuoto normativo storico e per mettere fine al caos generato dalle sentenze della Cassazione, che a partire dal 2024 hanno stabilito una netta differenza giuridica tra “approvazione” e “omologazione” degli apparecchi .

    Approvazione vs Omologazione: il nodo che ha bloccato migliaia di multe

    Il Codice della Strada, all’articolo 142 comma 6, stabilisce che le risultanze delle apparecchiature “debitamente omologate” costituiscono fonte di prova per l’accertamento della velocità . Per oltre trent’anni, tuttavia, i Comuni hanno utilizzato dispositivi basandosi su una semplice approvazione ministeriale, ritenendola equivalente all’omologazione.

    La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10505 del 18 aprile 2024, ha invece escluso questa equipollenza, affermando che approvazione e omologazione sono procedimenti giuridicamente distinti . Questo ha aperto la strada a un’ondata di ricorsi vincenti, con migliaia di verbali annullati per mancanza di omologazione formale.

    Cosa prevede il nuovo decreto

    Il decreto dell’8 giugno 2026 introduce una disciplina completa e strutturata che riguarda tre aspetti fondamentali :

    1. Omologazione dei prototipi

    Per il futuro, ogni nuovo dispositivo destinato alla rilevazione della velocità dovrà sottoporsi a una specifica procedura di omologazione del prototipo. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo aver verificato la conformità ai requisiti tecnici indicati nell’Allegato A, rilascerà un decreto di omologazione pubblicato sul sito istituzionale . Non sarà più possibile presentare nuove domande di semplice approvazione .

    2. Taratura e verifiche periodiche

    Ogni singolo esemplare deve superare una taratura iniziale e periodica, oltre a verifiche di funzionalità. In caso di esito negativo, il dispositivo non può essere utilizzato fino a una nuova verifica positiva . La taratura deve essere ripetuta almeno una volta all’anno .

    3. Regime transitorio per i dispositivi già installati

    L’Allegato B del decreto individua i modelli già approvati in passato che vengono ora considerati omologati a tutti gli effetti . Tra questi figurano :

    • Tutor 3.0
    • Autovelox 106SE Radar
    • T-Expeed v. 2.0
    • Telelaser Truspeed
    • Autosc@N Speed
    • E molti altri modelli

    Secondo le prime ricognizioni, su 4.060 dispositivi censiti in Italia, 2.856 risultano regolari, mentre 1.204 sono stati spenti in attesa di omologazione .

    Cosa succede alle multe già elevate

    Il decreto non ha efficacia retroattiva. Le multe elevate prima del 12 luglio 2026 non vengono cancellate in blocco, ma restano soggette alle norme applicabili al momento dell’accertamento .

    Per i ricorsi già pendenti, secondo i principi generali del diritto, continueranno a valere i criteri fissati dalla giurisprudenza precedente. I dispositivi che al momento dell’infrazione erano solo approvati e non omologati restano vulnerabili .

    Tuttavia, la questione è giuridicamente delicata: il decreto non contiene una disposizione che affermi espressamente che l’omologazione attribuita ai prototipi dell’Allegato B produce effetti anche per gli accertamenti effettuati anteriormente alla sua entrata in vigore . Saranno i giudici a dover dirimere la questione.

    Multe future: cosa cambia

    Per le violazioni accertate dopo l’entrata in vigore del decreto, la situazione cambia radicalmente. Il verbale dovrà contenere informazioni precise come :

    • Numero di matricola del dispositivo
    • Sito esatto della rilevazione
    • Orario di inizio e fine per i sistemi di velocità media
    • Certificato di taratura in corso di validità

    Inoltre, il decreto impone l’oscuramento automatico dei volti nelle immagini scattate frontalmente e l’uso di crittografia e firma digitale per proteggere i dati raccolti .

    Il caso dei photored

    Un’ulteriore novità riguarda i semafori con photored: la Cassazione, con una pronuncia del 26 giugno 2026, ha esteso anche a questi dispositivi il principio della stretta omologazione. I verbali elevati con photored solo approvati potrebbero quindi essere a rischio annullamento .

    Cosa fare se si riceve una multa

    La scelta tra pagare e fare ricorso dipende da diversi fattori:

    • Se la multa è successiva al 12 luglio 2026: occorre verificare che il dispositivo sia nell’elenco dell’Allegato B e che la taratura sia in regola. In caso di dubbi, si può chiedere all’ente accertatore la documentazione relativa .
    • Se la multa è precedente: il ricorso può basarsi sulla mancata omologazione formale del dispositivo al momento dell’infrazione, secondo i principi della Cassazione .
    • Termini: 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace, 60 giorni per il ricorso al Prefetto, dalla data di notifica del verbale .

    Le conseguenze per gli enti locali

    A Milano, ad esempio, sono stati spenti 10 autovelox su 17 . L’assessore Marco Granelli ha annunciato che i dispositivi più datati verranno sostituiti: “Non lo facciamo per fare cassa, ma per salvare vite umane e migliorare la sicurezza di tutti” .

    Il decreto rappresenta un passo avanti verso la certezza normativa, ma la partita non è chiusa. Le associazioni dei consumatori sono già pronte a impugnare l’equiparazione automatica tra approvazione e omologazione avvenuta prima del nuovo corso . Una nuova stagione di contenziosi, più tecnica e basata sulla stretta compliance alle procedure introdotte, è già iniziata.