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  • Il Fenomeno delle “Garage Find”: Storie di Auto Dimenticate Ritrovate in Primavera

    Il Fenomeno delle “Garage Find”: Storie di Auto Dimenticate Ritrovate in Primavera

    Tesori nascosti, aste milionarie e il sogno di ogni appassionato


    C’è un’immagine che fa sognare ogni appassionato di motori: un fascio di luce che squarcia l’oscurità di un garage dimenticato, un telo polveroso che viene sollevato, e due fari che tornano a brillare dopo decenni di oblio. È la magia dei “garage find” o “barn find” – auto leggendarie, nascoste per anni in fienili, scantinati o rimesse segrete, che riemergono come capsula del tempo pronta a raccontare una storia.

    La primavera, con i suoi lavori di pulizia e le eredità da sbrigare, è la stagione dei ritrovamenti. E dietro ogni scoperta c’è un racconto fatto di passione, mistero e, talvolta, fortune inaspettate.


    Garage Find o Barn Find? Piccola Differenza

    Prima di immergerci nelle storie, una precisazione. Gli appassionati distinguono due tipi di ritrovamenti:

    • Barn find: il tesoro viene scoperto in cascine, fienili o casolari di campagna, spesso in contesti rurali e bucolici .
    • Garage find: la scoperta avviene in box, scantinati o rimesse cittadine, nascosta agli sguardi in contesti urbani .

    Ormai i ritrovamenti nei fienili sono sempre più rari, mentre i “garage find” urbani rappresentano la fetta principale dei salvataggi di veicoli storici .


    La Storia Italiana per Eccellenza: L’Alfa Romeo Giulietta SZ Sepolta a Torino

    Forse il più clamoroso garage find italiano degli ultimi anni riguarda una Alfa Romeo Giulietta SZ del 1962, rimasta nascosta per quasi 25 anni in un caveau segreto sotto un cortile di via Candiolo, a Torino .

    Il Custode Appassionato

    Il protagonista di questa storia si chiamava Osvaldo Avalle, autoriparatore e grande appassionato di auto storiche. Nel 1984 acquistò questa splendida Giulietta SZ da una concessionaria Alfa Romeo di Torino, e l’anno successivo la fece certificare come auto storica ASI . Poi, probabilmente per proteggerla dal mondo o per un eccesso d’amore, decise di nasconderla.

    La collocò in un locale sotterraneo, accessibile tramite un montacarichi. Lì, la coupé in alluminio disegnata da Zagato – una delle sole 210 unità prodotte tra il 1959 e il 1961 – rimase a riposare per oltre due decenni, a sette metri di profondità .

    Il Ritrovamento

    Alla morte di Avalle, che non aveva eredi, il Tribunale di Torino mise all’asta tutti i suoi beni, inclusa questa misteriosa auto di cui pochi conoscevano l’esistenza. Il ritrovamento non fu semplice: per riportarla in superficie, i tecnici dovettero tagliare un albero che negli anni era cresciuto sopra il garage e un montacarichi ormai inservibile, utilizzando poi un carro-gru .

    Quando finalmente la vettura rivide la luce, apparve in condizioni sorprendenti: vernice azzurro chiaro pressoché perfetta, interni originali in Vipla, e soli 90.000 km percorsi totali dal 1962 al 1995, anno del suo “letargo” .

    L’Asta da Capogiro

    La base d’asta fissata dal Tribunale era di appena 14.000 euro. Ma quando gli appassionati e i collezionisti scoprirono di cosa si trattava, la gara al rialzo fu rapidissima. Aggiudicata dai titolari della concessionaria Silvauto di Grumello del Monte (Bergamo) per la bellezza di 567.000 euro .

    Una cifra che, come sottolinearono all’epoca, non era speculazione: essendo un’asta pubblica, i proventi andarono alla collettività, e il Tribunale aveva tutto l’interesse a che la competizione raggiungesse vette clamorose.

    “Nessun Restauro, Per Carità: Non Si Può”

    I nuovi proprietari esposero la Giulietta SZ ad Automotoretrò 2019 e poi a Retromobile a Parigi, nelle stesse condizioni in cui era stata ritrovata, con la polvere e la patina del tempo – una documentazione fotografica della sua storia appoggiata sul parabrezza . E annunciarono: nessun restauro. Solo una “toelettatura” e una messa a punto meccanica. Perché un’auto così è già perfetta così com’è, e la sua storia è talmente unica che non va sporcata .


    La Collezione Baillon: Il Fienile dei Sogni Francesi

    Se in Italia abbiamo la Giulietta SZ torinese, la Francia può vantare forse il più grande barn find di tutti i tempi: la Collezione Baillon .

    Il Sogno Infranto di un Imprenditore

    Roger Baillon era un imprenditore francese nel settore dei trasporti, con un sogno ambizioso: creare il primo museo dell’automobile in Francia. Negli anni ’50 e ’60 iniziò a collezionare decine e decine di auto prestigiose, molte delle quali destinate alla demolizione, accumulandole in un vasto capannone nella tenuta di Château Gaillard, a Échiré, nella Francia occidentale .

    Ma i problemi finanziari lo costrinsero a vendere parte della collezione negli anni ’70. Quello che rimase – decine di vetture – fu semplicemente dimenticato, nascosto alla vista per quasi 50 anni.

    Il Tesoro Riemerso

    Nel 2014, gli eredi di Baillon decisero di vendere ciò che restava. Quando gli esperti entrarono nei capannoni, rimasero senza parole. Sotto cumuli di riviste e strati di polvere, trovarono autentici capolavori :

    • Una Maserati A6G 2000 Berlinetta Frua del 1956, una delle sole tre esistenti
    • Una Ferrari 250 GT SWB California Spider con fari carenati, già appartenuta all’attore Gérard Blain e successivamente ad Alain Delon, che fu fotografato alla guida nel 1964 con Jane Fonda accanto 
    • Una Bugatti Type 57 Ventoux
    • Una Facel Vega Excellence
    • Una Hispano-Suiza H6B
    • Decine di Talbot-Lago, Delahaye e Voisin

    Il fotografo Rémi Dargegen immortalò queste vetture nella loro bellezza decadente, dando vita a un libro intitolato “Baillon Collection: A Sensational Barnfind” . Nel febbraio 2015, la collezione fu battuta all’asta da Artcurial a Parigi, con risultati clamorosi e cifre da capogiro.


    Storie dal Mondo: Quando l’Auto Dimenticata Vale Milioni

    La Bugatti Tipo 57S Atalante del Dottore

    Una delle barn find più famose e preziose della storia è una Bugatti Type 57S Atalante Coupé del 1937, uno dei soli 17 esemplari prodotti. La sua particolarità? Appartenne al pilota britannico Earl Howe, e finì in un garage negli anni ’60 .

    Il proprietario, il dottor Harold Carr, la tenne nascosta per decenni, forse dimenticandosene o forse volendo preservare un segreto. Quando riemerse, il suo valore fu stimato intorno agli 8,8 milioni di dollari. Venne venduta all’asta da Bonhams per 4,53 milioni di dollari – una cifra comunque stratosferica .

    Il Trio Italiano in Texas

    Nel 2011, in Texas, vennero scoperte tre bellezze italiane in un unico garage: una Ferrari 365 GTB/4 Daytona, una Dino 246GT e una Maserati Bora 4.9 .

    Si dice appartenessero a un amico di Luigi Chinetti, il celebre pilota italiano naturalizzato americano che divenne importatore Ferrari negli Stati Uniti. Lasciate a prendere polvere per 30 anni, le tre vetture erano in condizioni sorprendenti. Dopo essere apparse su eBay, finirono all’asta da Mecum a Monterey, California .

    La “Blue Goose” di Hermann Göring

    Forse la storia più inquietante e affascinante riguarda la Mercedes 540K Special Roadster soprannominata “Blue Goose” .

    Costruita in soli 26 esemplari per i gerarchi nazisti durante la guerra, questa Mercedes blindata apparteneva a Hermann Göring, numero due del regime. La sua caratteristica era il colore azzurro (da qui il soprannome), e la carrozzeria era corazzata. Venne ritrovata in una fattoria in Russia da un commerciante britannico, Nick Szkiler, scatenando l’interesse mondiale .

    Oggi il suo valore supera i 18 milioni di dollari, e la storia della sua scoperta è diventata leggenda.

    La Duesenberg di Jay Leno

    Il noto conduttore televisivo e collezionista Jay Leno è famoso per la sua passione per le auto. Quando seppe di una Duesenberg Model J Town Car abbandonata in un garage di Manhattan dagli anni ’50, non esitò un attimo .

    La acquistò e la affidò a Randy Ema, uno dei massimi esperti Duesenberg, per un restauro filologico. Oggi è uno dei gioielli della sua celebre collezione. La particolarità? È l’unica Model J con carrozzeria town car realizzata da F.R. Wood & Sons di New York .


    Perché Le Auto Vengono Abbandonate?

    Le storie di garage find nascono sempre da un mix di motivi personali:

    • Eccesso d’amore: come Osvaldo Avalle, che forse voleva proteggere la sua Alfa dal mondo e dalle intemperie 
    • Problemi economici: come Roger Baillon, costretto a vendere parte della collezione e a dimenticare il resto 
    • Dimenticanza: sì, a volte ci si dimentica davvero di avere un’auto di valore in garage
    • Mancanza di eredi: quando il proprietario muore senza lasciare indicazioni, i tesori restano nascosti fino a che qualcuno non li scopre

    Il Fascino dell’Incontaminato

    Perché queste auto fanno così sognare? Perché non sono semplicemente “vecchie macchine”. Sono capsule del tempo. Hanno la polvere originale, i sedili con la patina del tempo, il profumo di nafta e ruggine che solo decenni di oblio sanno regalare.

    Come hanno detto i proprietari della Giulietta SZ torinese: “Non si può restaurarle. Sono già perfette così com’è” . Perché la loro storia è scritta in ogni graffio, in ogni strato di polvere, in ogni dettaglio rimasto intatto dal giorno in cui sono state parcheggiate per l’ultima volta.


    Tabella dei Ritrovamenti Più Celebri

    AutoAnnoLuogo RitrovamentoValoreAneddoto
    Alfa Romeo Giulietta SZ1962Torino, Italia567.000 €Sepolta in un caveau per 25 anni 
    Ferrari 250 GT California SWB1961Échiré, FranciaMilioni €Appartenuta ad Alain Delon 
    Bugatti Type 57S Atalante1937Inghilterra4,53 milioni $Nascosta dal 1960 
    Mercedes 540K “Blue Goose”1940 ca.Russia18 milioni $Appartenuta a Hermann Göring 
    Ferrari 365 GTB/4 Daytona1970 ca.Texas, USACentinaia di migliaia $Con Dino e Maserati Bora 

    Come Cercare un Garage Find (Senza Illudersi)

    Se anche voi sognate di fare la scoperta della vita, ecco qualche consiglio realistico:

    1. Pazienza e curiosità: le scoperte più belle nascono da segnalazioni, passaparola, aste giudiziarie
    2. Guardate le aste del Tribunale: come nel caso della Giulietta SZ, i beni di eredità senza eredi finiscono qui 
    3. Esplorate (con permesso): vecchie cascine, fienili abbandonati, garage ereditati
    4. Fate amicizia con i meccanici locali: spesso sanno di auto dimenticate nei garage dei clienti
    5. Sognate, ma con i piedi per terra: i veri tesori sono ormai rarissimi, ma la storia insegna che ogni tanto la fortuna bussa

    Conclusione

    La primavera è la stagione dei risvegli. E per il mondo delle auto d’epoca, è anche la stagione dei ritrovamenti. Che si tratti di una rara Alfa Romeo sepolta in uno scantinato torinese o di una Ferrari appartenuta a un divo del cinema, ogni garage find è un pezzo di storia che torna a vivere.

    E chissà che nel garage del nonno, in un vecchio fienile di campagna o in un box apparentemente dimenticato, non ci sia anche la vostra auto dei sogni ad aspettare solo un raggio di luce.