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  • Maxus Italia 2026: SAIC Motor prende in mano la distribuzione diretta. Obiettivo: 5% di quota con furgoni e pick-up competitivi

    Maxus Italia 2026: SAIC Motor prende in mano la distribuzione diretta. Obiettivo: 5% di quota con furgoni e pick-up competitivi

    Il colosso cinese SAIC Motor, dopo il successo di MG, sceglie l’Italia come primo mercato europeo per lanciare Maxus in proprio. Addio all’importatore Koelliker, si punta su rete integrata, garanzia estesa e una gamma versatile diesel ed elettrica.

    Il panorama dei veicoli commerciali leggeri (LCV) in Italia è pronto ad accogliere un nuovo, ambizioso protagonista che però ha già le idee chiare. Maxus, il marchio di furgoni e pick-up del colosso cinese SAIC Motor, inaugura una nuova era nel nostro Paese: dal gennaio 2026, la distribuzione e l’assistenza passano interamente sotto il controllo di SAIC Motor Italy, la filiale diretta che dal 2021 ha costruito il clamoroso successo del marchio automobilistico MG.

    Questa mossa segna la fine del rapporto con lo storico importatore Koelliker, che aveva introdotto e gestito il brand negli ultimi anni, e segnala la massima fiducia del gruppo SAIC nel mercato italiano, scelto come primo in Europa per l’operazione diretta nel settore commerciale.

    Perché l’Italia? Il modello MG fa scuola

    La scelta non è casuale. SAIC Motor Italy, con il marchio MG, ha compiuto un’ascesa straordinaria: dalle circa 1.000 auto vendute nel 2021 alle oltre 50.000 immatricolazioni nel 2025, conquistando una quota di mercato del 3,3%. Questo successo, unito alla stabilità del mercato LCV italiano (circa 180.000 unità annue) e al suo peso nell’economia nazionale (circa il 5% del PIL), ha convinto la casa madre a replicare il “modello Italia” anche con i veicoli da lavoro.

    “L’Italia ci interessa perché abbiamo i prodotti giusti e perché MG ha fatto meglio qui che altrove in Europa”, ha dichiarato Yang Huaijing, Presidente di SAIC International Commercial Vehicle, sottolineando il ruolo strategico del nostro mercato.

    La strategia: sinergie, rete e “peace of mind” per i professionisti

    A guidare la sfida italiana di Maxus è Edoardo Gamberini, manager già parte del team che ha lanciato MG. La strategia si basa su quattro pilastri solidi:

    1. Credibilità e Sinergie Organizzative: Maxus non è un progetto a sé stante, ma è pienamente integrato nella piattaforma operativa di SAIC Motor Italy. Questo significa condividere processi collaudati, competenze e infrastrutture critiche, come il magazzino ricambi di Tortona (con un tasso di riempimento del 93%), garantendo efficienza sin dal primo giorno.
    2. Rete in Rapida Espansione: Partendo da 17 partner con 35 punti vendita/assistenza, l’obiettivo è raggiungere 40 concessionari entro fine 2026, coprendo capillarmente il territorio. Molti di questi saranno dealer MG, creando sinergie commerciali uniche.
    3. Garanzia Best-in-Class: Per rassicurare flotte e professionisti, Maxus offre su tutta la gamma una garanzia di 5 anni o 160.000 km, un valore ai vertici del segmento.
    4. Gamma Multi-Energy Competitiva: L’offerta copre l’80% del mercato core, con un mix intelligente di diesel per chi percorre lunghe distanze ed elettrico puro per la logistica urbana e l’ultimo miglio.

    La gamma 2026: dal pick-up T60 ai furgoni elettrici per l’ultimo miglio

    Maxus debutta con una gamma di cinque modelli pensata per esigenze diverse:

    • Maxus T60 MAX: Il pick-up robusto a trazione integrale 4×4, spinto da un 2.0 biturbo diesel. Pensato per il lavoro duro e l’avventura.
    • Maxus Deliver 7: Il van medio di nuova generazione, disponibile sia con motore 2.0 diesel che in versione elettrica (eDeliver 7). Basso Cx, tecnologia e capacità di carico fino a 8,7 m³.
    • Maxus Deliver 9: Il grande furgone per carichi importanti, anch’esso disponibile in diesel ed elettrico (eDeliver 9), con volumi fino a 12,3 m³.
    • Maxus eDeliver 5: Van medio compatto 100% elettrico, ideale per le consegne urbane ed extraurbane.
    • Maxus eDeliver 3: Il più compatto della gamma elettrica, agile e perfetto per le consegne nell’”ultimo miglio” in contesti urbani stretti.

    Obiettivo 2028: il 5% del mercato

    Con una quota attuale intorno all’1%, Maxus punta in alto. L’obiettivo dichiarato è raggiungere il 5% del mercato LCV italiano entro il 2028. Un traguardo ambizioso che il brand punta a conquistare non solo con prezzi competitivi (si parla di un vantaggio intorno al 10% rispetto ai leader), ma soprattutto con un pacchetto completo: prodotto affidabile, garanzia estesa, rete assistenza solida e la possibilità di scegliere la motorizzazione più adatta, dal diesel all’elettrico puro.

    Il futuro è già in cantiere: nel 2027 è atteso un nuovo modello full hybrid a benzina, che completerà ulteriormente l’offerta multi-energia, dimostrando come SAIC Motor abbia intenzione di investire sul lungo termine nel mercato italiano dei veicoli commerciali, puntando a diventare un player di primo piano accanto ai nomi storici del settore. La sfida è lanciata.

  • Mitsubishi Motors Italia, è una nuova era: Bassadone Automotive al timone. Addio a Koelliker dopo 45 anni

    Mitsubishi Motors Italia, è una nuova era: Bassadone Automotive al timone. Addio a Koelliker dopo 45 anni

    Il marchio dei tre diamanti volta pagina con un importatore globale e una gamma rinnovata tutta a trazione SUV. Al via la sfida per riconquistare il mercato italiano.

    Una pagina storica per l’automotive italiano si chiude, e una nuova, ambiziosa, si apre. Dal 1° gennaio 2026, Mitsubishi Motors non è più distribuita in Italia dal gruppo Koelliker, l’importatore milanese che ne aveva scritto il successo sin dal lontano 1979 con modelli iconici come il Pajero. A prendere in mano le redini del rilancio nel nostro Paese è Bassadone Automotive Group (BAG), uno dei principali distributori indipendenti d’Europa, che fa il suo ingresso strategico in Italia costituendo la neonata Bassadone Auto Italia.

    Addio Koelliker, benvenuto Bassadone: un cambio epocale

    La separazione da Koelliker segna la fine di un’epoca. Per oltre quattro decenni, l’importatore milanese ha costruito l’immagine di Mitsubishi in Italia, trasformandola da marchio di nicchia a protagonista assoluto nel segmento dei fuoristrada e delle auto robuste ed affidabili. Una storia di successo che, come per molti altri brand lanciati da Koelliker, si conclude con il passaggio a una struttura distributiva più diretta e internazionale.

    Bassadone Automotive Group non è un nuovo arrivato nel settore. Fondato nel 1904 a Gibilterra da un emigrato ligure, George Bassadone, il gruppo vanta 120 anni di storia ininterrotta nel mondo dell’auto, fatturando circa 1,6 miliardi di euro e operando in oltre 80 Paesi, principalmente nel Nord Europa e nei Paesi Baltici. La scelta di Mitsubishi di affidarsi a un operatore così solido e radicato a livello continentale segna una chiara volontà di stabilità e crescita strutturata.

    La strategia: rete consolidata, prodotti all’avanguardia e servizi premium

    A guidare l’operazione italiana è Federico Goretti, nominato Amministratore Delegato di Bassadone Auto Italia. Manager con un passato in gruppi come FCA e Stellantis e un’esperienza di vita in Giappone, Goretti delinea una strategia chiara: “La nostra missione sarà quella di riportare Mitsubishi Motors al centro della scelta degli automobilisti italiani“.

    I pilastri di questo rilancio sono:

    1. Una rete potenziata e di qualità: partendo dai 42 concessionari ereditati, l’obiettivo è arrivare a circa 50 punti vendita sul territorio, affiancati da un centinaio di officine autorizzate. Verrà potenziato il servizio di consegna ricambi per garantire un’assistenza rapida ed efficiente.
    2. Un’offerta concentrata e moderna: addio alle city car, la nuova gamma italiana sarà 100% SUV, spinta da motorizzazioni ibride ed elettriche, in linea con le richieste del mercato.
    3. Garanzie e servizi competitivi: per costruire fiducia, Mitsubishi offrirà una garanzia base di 5 anni, estendibile fino a 8 anni o 160.000 km con i programmi fedeltà, inclusi tagliandi annuali negli anni extra.

    La nuova gamma Mitsubishi 2026: quattro SUV per riconquistare il mercato

    Bassadone Auto Italia punta a vendere almeno 5.000 vetture nel primo anno, puntando a una quota di mercato tra lo 0,5% e l’1%. A sostegno di questo obiettivo, arriva una gamma completamente rinnovata, frutto dell’alleanza con il gruppo Renault-Nissan:

    • Mitsubishi ASX (Subito disponibile): la compatta su base Renault Captur, con prezzi che partono da 24.900€. Offre tre motorizzazioni: 1.2 benzina (115 CV), 1.3 mild hybrid (140 CV) e 1.8 full hybrid (160 CV).
    • Mitsubishi Outlander PHEV (Da Febbraio 2026): il pilastro tecnologico. SUV di segmento D con powertrain ibrido plug-in da 306 CV e trazione integrale, capace di 86 km in solo elettrico. Prezzi da 46.900€. È l’unico modello non derivato direttamente da Renault.
    • Mitsubishi Grandis (Secondo trimestre 2026): ritorna un nome storico, ora trasformato in un SUV medio (basato su Renault Symbioz). Motori full hybrid e mild hybrid.
    • Mitsubishi Eclipse Cross (Quarto trimestre 2026): la vera novità. Diventa la prima elettrica pura della gamma, basata sulla Renault Scenic E-Tech. Offrirà un’autonomia dichiarata di oltre 600 km.

    Una sfida aperta, tra tradizione e innovazione

    Il debutto di Bassadone Auto Italia è un segnale forte per il mercato. Il gruppo punta su un rilancio “sano”, senza politiche commerciali aggressive che svalutino il brand, ma puntando sulla solidità della rete, sull’attrattiva dei prodotti e su servizi al cliente d’eccellenza.

    La sfida è ardua: riconquistare la fiducia di un pubblico che ha sempre amato Mitsubishi per la sua robustezza, riposizionandola come marca di SUV moderni, tecnologici ed elettrificati. Se Bassadone porterà con sé la stabilità e l’approccio internazionale del gruppo, e se la nuova gamma troverà il favore degli italiani, il marchio dei tre diamanti potrebbe davvero scrivere un nuovo, brillante capitolo della sua storia nel nostro Paese. La strada è tracciata, ora si comincia a percorrerla.

  • Koelliker in crisi: Fine di un’Era o Nuovo Capitolo per lo Storico Importatore?

    Koelliker in crisi: Fine di un’Era o Nuovo Capitolo per lo Storico Importatore?

    Nell’universo in costante evoluzione dell’automotive italiano, alcuni nomi diventano colonne portanti, sinonimi non solo di auto, ma di interi capitoli della nostra storia su quattro ruote. Uno di questi è, senza dubbio, Koelliker. Un nome che per decenni ha significato coraggio imprenditoriale, intuizione e la capacità di portare in Italia automobili sconosciute, trasformandole spesso in fenomeni di mercato. Oggi, però, questo colosso dell’importazione milanese si trova ad affrontare una delle sue sfide più dure, con la perdita dei marchi che ne hanno costituito l’ultima colonna portante.

    Da Bepi a un Impero: L’Arte di Scoprire i Marchi

    Tutto inizia con la visione del mitico Bepi Koelliker. Un pioniere che, anziché seguire la massa, ha saputo guardare lontano. Dagli eleganti profili di Jaguar e Aston Martin negli anni ’50, gettando le basi del mito british in Italia, alle utilitarie spagnole SEAT che hanno motorizzato la crescita degli anni ’80, fino alla grande svolta: l’approdo nel Sol Levante. Koelliker ha presentato agli italiani i giapponesi Mazda e Mitsubishi, e subito dopo ha anticipato tutti puntando sulla nascente industria coreana, lanciando Hyundai, Kia e SsangYong.

    Questo è stato il modello Koelliker per decenni: identificare un produttore promettente ma ancora poco conosciuto nel nostro Paese, costruirne l’immagine, la rete vendita e il successo, spesso fino al momento in cui la casa madre, consolidata, decideva di riprendersi in mano la distribuzione diretta. Un ciclo virtuoso (per il marchio) che ha visto molti “allievi” diventare “concorrenti”.

    La Resilienza e la Reinvenzione: Cinesi, Quad e Micro-Mobilità

    L’azienda ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di rigenerarsi. Dopo aver perso i grandi marchi coreani e giapponesi (tranne Mitsubishi e SsangYong, a lungo i pilastri della stabilità), Koelliker ha navigato anche acque finanziarie agitate puntando su nuovi orizzonti: moto, quadricicli e, soprattutto, l’ondata cinese. Negli ultimi anni il portafoglio era un mosaico di mobilità contemporanea e di nicchia: dall’iconico quadriciclo elettrico Microlino, alle elettriche cinesi Aiways e Seres, fino ai veicoli commerciali Maxus e a soluzioni specializzate come Evum o B-On.

    Il 2025-2026: La Tempesta Perfetta

    La vera tempesta, però, si è scatenata in un biennio. Nel 2025, la perdita di KG Mobility (ex SsangYong), passato al neonato importatore ATFlow (gruppo AutoTorino), ha segnato un primo, pesante colpo. Ma è il 2026 ad essere l’annus horribilis.

    A gennaio, due defezioni simultanee minano alle fondamenta l’edificio:

    1. Maxus: il marchio di veicoli commerciali cinesi del colosso SAIC passa a distribuzione diretta, sfruttando la rete già presente per MG. Una mossa commerciale prevedibile, ma comunque una perdita significativa.
    2. Mitsubishi: Questa è la ferita più profonda. Un marchio importato interrottamente dal 1979, reso iconico da modelli come il Pajero, che ha scritto la storia del SUV in Italia. Il passaggio a Bassadone Automotive, importatore con sede a Gibilterra, segna la fine di un sodalizio storico e priva Koelliker del suo ultimo grande marchio mainstream.

    Il Futuro: Un Bivio nella Tradizione

    Oggi, il grande interrogativo pesa sul settore. Koelliker può ancora reinventarsi?

    La storia dell’azienda dimostra una resilienza fuori dal comune. Bepi Koelliker ha sempre saputo fiutare il prossimo trend, passando dall’Inghilterra al Giappone, dalla Corea alla Cina, dalle auto alle nuove forme di mobilità. Il suo lascito è proprio questo: l’agilità, la capacità di essere pionieri in mercati di frontiera.

    Tuttavia, il panorama è cambiato. I marchi cinesi emergenti oggi hanno strategie globali aggressive e spesso cercano partnership o distribuzione diretta fin dall’inizio. La competizione è feroce e la rete di concessionari, cuore del valore di un importatore, potrebbe essere messa a dura prova.

    La domanda finale è dunque aperta. Koelliker, privato dei suoi pilastri, riuscirà a trovare nuovi diamanti grezzi da lucidare nel vasto e caotico mercato globale, forse spingendosi oltre l’auto tradizionale verso nuove forme di mobilità integrata? O l’uscita di scena di Mitsubishi segna il punto finale di un glorioso ciclo, quello dello storico importatore come “scopritore di marchi”, in un’era dove le case madri vogliono un controllo totale?

    Una cosa è certa: che sia per una rinascita o per un commiato, il mondo dell’auto italiano non dimenticherà facilmente il nome Koelliker e l’uomo che ha portato le prime Jaguar, i primi Pajero e le prime auto coreane sulle nostre strade, cambiando per sempre il nostro modo di guidare e di sognare. Il prossimo capitolo, qualunque esso sia, sarà scritto nella stessa Milano che ha visto nascere questa leggenda dell’importazione.

  • KGM Torres EVX: il SUV elettrico coreano che punta a conquistare l’Italia

    KGM Torres EVX: il SUV elettrico coreano che punta a conquistare l’Italia

    Dopo il rebranding da SsangYong a KGMobility e il cambio di importatore in Italia (da Koelliker ad ATflow, gruppo Autotorino), arriva sul mercato il Torres EVX, un SUV elettrico che unisce design robusto, tecnologia avanzata e autonomia da 443 km.

    Un marchio in trasformazione: da SsangYong a KGMobility

    KGM (ex SsangYong) vanta 70 anni di storia come specialista di SUV e 4×4. Dopo l’acquisizione da parte di KG Global nel 2021, il brand ha avviato una transizione verso l’elettrico, mantenendo però la sua anima da fuoristrada.

    In Italia, la distribuzione è ora affidata ad ATflow (controllata da Autotorino, che importa anche Ineos e Xpeng), con l’obiettivo di rilanciare l’immagine del marchio nel nostro Paese.


    Design: futuristico ma con un’anima off-road

    Il Torres EVX si distingue per un look audace, ispirato alla filosofia “Powered by Toughness”:

    • Linee squadrate e proporzioni imponenti (4,7 metri di lunghezza).
    • Fari a LED orizzontali e dettagli cromati.
    • Maniglione posteriore finto (tocco retrò).
    • Cerchi in lega da 18″ con pneumatici 225/60 R18.

    Disponibile nell’allestimento K-LINE Bi-color, che esalta il contrasto cromatico tra carrozzeria e tetto.


    Tecnologia e prestazioni: elettrico senza compromessi

    Motore e batteria

    • Motore elettrico207 CV (152 kW) e 339 Nm di coppia.
    • Batteria LFP (litio-ferro-fosfato)73,4 kWh (autonomia 443 km WLTP).
    • Ricerca rapida DC10-80% in 37 minuti (fino a 300 kW).
    • Vehicle-to-Load (V2L): alimenta dispositivi esterni fino a 3,3 kW.

    Ciclistica e capacità off-road

    • Altezza da terra169 mm.
    • Angoli caratteristici18,3° (attacco)20,8° (uscita)15,3° (dosso).
    • Trazione posteriore (opzionale integrale).
    • SospensioniMacPherson (anteriore) e Multi-link (posteriore).

    Interni: spazio e tecnologia premium

    L’abitacolo è spazioso e curato, con:
    ✅ Doppio display da 12,3″ (strumentazione + infotainment con Apple CarPlay/Android Auto).
    ✅ Sedili in pelle premium (riscaldati/ventilati anteriori, riscaldati posteriori).
    ✅ 20 vani portaoggetti e bagagliaio da 839 litri (fino a 1.662 litri con sedili abbattuti).
    ✅ ADAS completi:

    • Frenata automatica d’emergenza.
    • Mantenimento di corsia.
    • Cruise control adattivo.

    Prezzi e garanzia

    • Prezzo baseda 42.600 €.
    • Garanzia:
      • 7 anni / 150.000 km (veicolo).
      • 10 anni / 1 milione di km (batteria).