Il gruppo di Antonio Filosa pronto a integrare la tecnologia cinese per ridurre i costi delle elettriche
Una rivoluzione silenziosa si sta preparando nei quartieri generali di Stellantis. Il colosso automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA sta seriamente valutando di utilizzare le piattaforme e le tecnologie per veicoli elettrici del suo partner cinese Leapmotor per equipaggiare i futuri modelli dei marchi europei destinati al mercato di massa .
Fiat, Opel, Peugeot, Citroën e DS potrebbero presto abbandonare le architetture sviluppate internamente per abbracciare soluzioni “made in China”, in una mossa che segnerebbe una svolta epocale per l’industria automobilistica europea.
L’Alleanza che Cambia le Regole del Gioco
Stellantis possiede attualmente circa il 15% di Leapmotor e, attraverso la joint venture Leapmotor International (partecipata al 51% dal gruppo guidato da Antonio Filosa), vende già in Europa alcuni modelli del brand cinese come il SUV C10 e la citycar T03, assemblandoli in parte nello stabilimento spagnolo di Saragozza .
Ma ora l’obiettivo è ben più ambizioso: non limitarsi a distribuire auto cinesi in Europa, ma integrare profondamente la tecnologia di Leapmotor – ritenuta più avanzata e conveniente – per dare vita alle prossime generazioni di veicoli elettrici dei marchi storici del Vecchio Continente .
Secondo quanto riportato da Bloomberg e ripreso da diverse testate specializzate, i due partner mirano a finalizzare un accordo definitivo entro la fine del 2026 . Le trattative, attualmente in fase iniziale, puntano ad ampliare una partnership che finora è rimasta prevalentemente di natura commerciale e finanziaria.
Perché Stellantis Sceglie la Tecnologia Cinese
La motivazione principale è chiara: ridurre drasticamente i costi di sviluppo e produzione per tenere testa alla feroce concorrenza dei giganti asiatici come BYD e MG, ma anche per rispondere alle sfide poste da costruttori europei come Volkswagen e Renault .
Il mercato europeo ha bisogno di auto elettriche dal prezzo più accessibile e con un miglior rapporto autonomia-costo . Stellantis considera la tecnologia delle batterie e dei propulsori di Leapmotor superiore e più economica rispetto alle piattaforme sviluppate internamente .
Questa mossa si inserisce in un contesto di profonda riorganizzazione interna. Il gruppo ha recentemente annunciato svalutazioni per 22,2 miliardi di euro e una perdita record di 20 miliardi, avviando un parziale ridimensionamento della sua precedente strategia sulle auto elettriche . Lo stesso Antonio Filosa ha riconosciuto che il settore ha “sopravvalutato il ritmo della transizione energetica” .
La Tecnologia in Ballo: Piattaforme e Range Extender
Cosa potrebbe finire sotto il cofano delle future Fiat, Opel e Peugeot? Due sono le direttrici principali.
1. Piattaforme EV Complete
Stellantis sta valutando di adottare l’architettura tecnologica di Leapmotor per intere famiglie di veicoli . Se ciò avvenisse, sarebbe la prima volta che un costruttore occidentale utilizza piattaforme e software di origine cinese per i propri modelli destinati al mercato europeo .
Attualmente, Stellantis dispone di quattro diverse architetture per veicoli elettrici: STLA Small (Peugeot e-208, Fiat 500e), STLA Medium (Opel Grandland, Peugeot e-3008) e Smart Car (Fiat Grande Panda, Citroën e-C3) . L’accordo con Leapmotor potrebbe mettere in discussione il futuro stesso di queste piattaforme.
2. La Tecnologia EREV (Range Extender)
Oltre alle piattaforme complete, Stellantis guarda con grande interesse alla soluzione EREV (Extended Range Electric Vehicle) sviluppata da Leapmotor . Si tratta di una configurazione in cui un piccolo motore a benzina non muove le ruote, ma funge esclusivamente da generatore per ricaricare la batteria durante la marcia .
I vantaggi sono evidenti:
Autonomia complessiva fino a 950 km, combinando batteria e serbatoio
Emissioni dichiarate di appena 10 g/km di CO₂
Esperienza di guida sempre elettrica, silenziosa e fluida
Soluzione ideale per chi teme l’ansia da ricarica
Tianshu Xin, CEO internazionale di Leapmotor, ha confermato ad Autocar che sono in corso valutazioni con Stellantis per condividere tecnologie attualmente “completamente non correlate”, e la tecnologia EREV è uno dei dossier più concreti .
I Modelli Coinvolti e i Tempi
La Prima Ricaduta: Opel Versione del B10
Secondo indiscrezioni, la prima ricaduta concreta dell’allargamento della collaborazione potrebbe essere una versione Opel del SUV B10 di Leapmotor . Questo modello, insieme ad altri derivati, potrebbe uscire proprio dalla linea di produzione dello stabilimento di Figueruelas (Saragozza), dove Stellantis assembla già le compatte Opel Corsa, Peugeot 208 e Lancia Ypsilon .
Il Calendario delle Produzioni
Le tempistiche sono già definite :
Estate 2026: inizio produzione del Leapmotor B10 a Saragozza
Terzo trimestre 2027: arrivo previsto della B05
Futuro: modelli A10 e A05 sono nel programma a lungo termine
La produzione dovrebbe attestarsi intorno alle 40.000 unità nel primo anno pieno, destinata a raddoppiare rapidamente . Per alimentare questa produzione, le società Fagor Ederlan (spagnola) e Duoli Technology (cinese) hanno creato una joint venture vicino a Saragozza, denominata Lieder Automotive, che fornirà telai e componenti .
La Gigafactory di CATL
A completare il quadro, a Figueruelas sorgerà anche la gigafactoría di Contemporary Star Energy (CSE), un’alleanza tra Stellantis e il gigante cinese CATL. Con un investimento di 4,1 miliardi di euro, la fabbrica di batterie inizierà a operare a fine 2026 e punta a produrre fino a un milione di unità annue entro il 2028 .
Le Sfide da Superare
La strada verso questa integrazione tecnologica non è priva di ostacoli significativi.
1. Protezione dei Dati e Cybersecurity
L’integrazione di software cinesi nei veicoli europei solleva importanti questioni legate alla privacy e alla sicurezza delle informazioni degli utenti . I timori riguardano soprattutto la possibilità che i dati di navigazione e comportamentali degli automobilisti europei possano finire in server situati in Cina.
2. Le Restrizioni USA
Dal 2027, gli Stati Uniti vieteranno l’importazione e la vendita di veicoli connessi che utilizzano tecnologie legate a Cina o Russia . Questo obbligherà Stellantis a una rigida separazione tra i modelli destinati al mercato europeo e quelli per il redditizio mercato nordamericano.
3. Normative Europee
L’Unione Europea sta monitorando con attenzione l’ingresso di tecnologie cinesi nel settore automotive. La produzione locale a Saragozza aiuterà a evitare i dazi sui veicoli importati direttamente dalla Cina, ma non risolve tutti i nodi normativi legati alla proprietà intellettuale e alla sicurezza dei dati .
Cosa Cambia per i Marchi Europei
Se l’accordo andrà in porto, assisteremo a un cambiamento profondo nella strategia industriale di Stellantis.
Per Fiat, che ha appena lanciato la Grande Panda su piattaforma Smart Car, l’integrazione con Leapmotor potrebbe portare a future elettriche più economiche e tecnologicamente avanzate, in grado di competere con le cinesi a prezzo contenuto.
Per Opel, storicamente il marchio tedesco del gruppo, l’adozione di tecnologie cinesi rappresenta una svolta culturale significativa. La versione Opel del B10 potrebbe essere il primo assaggio di questa nuova era .
Per Peugeot e Citroën, l’accesso alla tecnologia EREV potrebbe tradursi in modelli a lunga autonomia ideali per il mercato europeo, dove l’infrastruttura di ricarica non è ancora capillare.
Il Pragmatismo di Stellantis
In un’intervista recente, Antonio Filosa ha mostrato un approccio molto pragmatico: nonostante la forte spinta all’elettrificazione, Stellantis continuerà a offrire motori diesel su modelli chiave come Peugeot 308 e DS7, per soddisfare la domanda reale del mercato mentre l’infrastruttura di ricarica termina di maturare .
Questa strategia “dualistica” – da un lato l’innovazione elettrica made in China, dall’altro il mantenimento delle motorizzazioni tradizionali – riflette la volontà di coprire tutte le esigenze dei clienti senza pregiudizi ideologici.
I Prossimi Passi
Tutti i dettagli della nuova strategia globale, e il ruolo esatto che Leapmotor giocherà in questo scacchiere, verranno presumibilmente svelati durante il Capital Markets Day previsto per maggio 2026.
Nel frattempo, i riflettori restano puntati su Saragozza, dove già nell’estate 2026 inizierà a prendere forma questa nuova era dell’alleanza italo-franco-cinese. Una scommessa ambiziosa che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’industria automobilistica europea.
Il mercato italiano sta vivendo una trasformazione silenziosa ma inarrestabile. Negli ultimi tre anni, i listini si sono arricchiti di oltre una decina di nuovi nomi, la maggior parte dei quali arriva dalla Cina.
Non si tratta più di semplici comparse, ma di player strutturati – colossi statali, giganti tecnologici, joint-venture con l’Occidente – che offrono tecnologia, design e prezzi aggressivi.
Nel 2026, questa presenza diventerà ancora più radicata e competitiva. Ecco una mappa per orientarsi tra i brand che contano e quelli in arrivo.
I Leader Consolidati: Chi Comanda già le Vendite
BYD: Il Titano in Crescita Esplosiva Fondata nel 2003, BYD non è solo il leader in Cina, ma un contendente globale per il primo posto. In Italia dal 2023, ha saputo colpire nel segno con un mix di elettrico puro e ibrido plug-in. Il suo successo italiano si chiama Seal U DM-i, l’ibrida plug-in più venduta del marchio, che dimostra come la transizione elettrica per molti clienti passi ancora da una presa di corrente. BYD rappresenta la punta di diamante dell’offensiva cinese: completa, tecnologica e sostenuta da investimenti enormi.
Geely: Il Padrone Globale (con Volvo e Polestar in Tasca) Geely (1986) è la prova che il capitale cinese muove ormai i fili dell’auto globale. Controllando Volvo, Polestar, Lotus e parte di Mercedes per Smart, ha un know-how inestimabile. In Italia è sbarcata direttamente nel 2026 con due modelli mirati: l’elettrica EX5 e l’ibrida plug-in Starray. Non è un esordiente qualsiasi, ma un operatore sofisticato che porta in dote qualità costruttiva e tecnologie mature, frutto delle sue molteplici joint-venture.
I Gemelli di Chery: Jaecoo & Omoda Il gruppo Chery, re delle esportazioni cinesi, ha scelto una strategia a doppio binario per l’Europa:
Jaecoo (2023) punta sul DNA SUV e 4×4, con modelli come la Jaecoo 7 (benzina e PHEV) dalla silhouette robusta.
Omoda (2022) cerca invece un cliente più orientato allo stile e alle prestazioni, con la Omoda 5 (termica, ibrida, elettrica) e la iper-tecnologica Omoda 9 PHEV da 537 CV. Insieme, coprono un ampio spettro di esigenze con una proposta molto contemporanea.
I Nuovi Arrivati ad Alto Potenziale (e i “Marchi-Cappotto”)
Leapmotor: L’Asso nella Manica di Stellantis Fondata nel 2015, Leapmotor è forse il caso più interessante. Il suo ingresso in Italia (2024) con la citycar elettrica low-cost T03 e la SUV C10 ha preceduto una mossa strategica: l’alleanza con Stellantis, che ne detiene il 20% e creerà una joint-venture per produrre le sue auto in Europa. Questo significa potenziale accesso alla rete commerciale di Stellantis e una produzione “locale” che potrebbe mitigare i dazi. Un vantaggio competitivo unico.
Xpeng: La Pura Tech Elettrica Specializzata in auto elettriche ad alta tecnologia, Xpeng (2014) è arrivata in Italia nel 2025 con modelli premium come la crossover G6 e la SUV G9. Puntano su piattaforme evolute, autonomia elevata e sistemi di guida assistita all’avanguardia. Rappresentano la sfida cinese nel segmento high-tech, diretto a un pubblico smaliziato che cerca l’innovazione prima del marchio.
Il Fenomeno dei “Marchi-Cappotto”: Cirelli, Sportequipe, Tiger Questa categoria spiega la rapidità di penetrazione del mercato:
Cirelli (2024) è un grosso concessionario che importa modelli cinesi (spesso condivisi con altri marchi come SWM e Forthing) e li rivende con il proprio badge, offrendo una gamma ampia a prezzi competitivi.
Sportequipe (marchio “di lusso” del gruppo DR) e Tiger (storico marchio britannico ora di DR) applicano lo stesso modello, aggiungendo un’aura di esclusività o storia a vetture prodotte da colossi come Chery o BAIC. Sono un canale di distribuzione agile che porta rapidamente nuovi prodotti al consumatore. A breve i marchi del gruppo, che conta anche DR, EVO, ICH-X e Birba si arricchirà anche del badge Stilnovo e degli storici marchi OSCA e Itala che sono stati recentemente acquisiti.
I Prossimi Grandi Arrivi (2026 e Oltre)
Il 2026 non segnerà una pausa, ma un’accelerazione. Ecco chi bussa alle porte:
Changan (Fondata nel 1862): Uno dei più antichi colossi statali. Porterà in Italia i modelli del suo sub-brand Deepal, come le crossover S05 ed S07, probabilmente in versione elettrica e ibrida plug-in. Porta con sé una storia industriale solida e partnership internazionali.
Voyah: Il marchio premium del gruppo Dongfeng, con un forte legame con l’Italia (lo stemma è di Italdesign). Punterà su modelli come la grande SUV Free e l’imponente monovolume ibrida plug-in Dream, portando un’offerta di lusso tecnologicamente avanzata.
GAC: Un altro gigante statale, già presente a Milano con un centro stile. La sua arma sarà la crossover elettrica Aion V, che promette spazio, autonomia e un design accattivante per il segmento dei SUV medi.
Zeekr: Il brand di lusso elettrico di Geely. Modelli come la compatta Zeekr X (basata sulla piattaforma della Smart #1) promettono di portare una ventata di design audace e qualità costruttiva elevatissima, completando l’offerta del gruppo in Italia.
Firefly: Il progetto per auto piccole e premium del costruttore di alta tecnologia Nio. La Firefly EV sarà una citycar elegante e tecnologica, dimostrando che l’elettrificazione può essere anche lussuosa e compatta.
Conclusioni: Perché il 2026 Sarà l’Anno della Svolta
Il 2026 si prospetta come l’anno in cui l’offerta cinese passerà dall’essere una “curiosità” a una reale alternativa strutturata. I motivi sono chiari:
Diversificazione Estrema: Dalla citycar low-cost (Leapmotor T03) alla super-ibrida da 500+ CV (Omoda 9), c’è un modello per ogni esigenza e portafoglio.
Strategie Ibride (di Business): Non solo auto ibride, ma alleanze ibride. Il caso Leapmotor-Stellantis è il primo, ma non sarà l’unico. Produrre in Europa diventerà la chiave per stabilizzarsi.
Maturità Tecnica e di Stile: I modelli in arrivo (Voyah, Zeekr, Xpeng) non hanno più nulla da invidiare, in termini di design e tecnologia, ai concorrenti occidentali o coreani.
Rete e Identità: I marchi più consolidati (BYD, Geely) stanno costruendo reti di concessionari, mentre quelli nuovi sfruttano canali alternativi (“marchi-cappotto”) per essere immediatamente presenti.
Il consiglio per chi acquisterà nel 2026? Allargare lo sguardo oltre i marchi tradizionali. La qualità, l’equipaggiamento e la garanzia offerti da molti di questi nuovi player sono ormai ai massimi livelli. Ignorarli significherebbe perdersi alcune delle proposte più interessanti e innovative del mercato.
Il panorama automobilistico italiano ha attraversato nel 2025 una fase di profonda ricalibrazione, chiudendo l’anno con un volume complessivo di 1.525.722 immatricolazioni, dato che riflette una flessione del 2,1% rispetto all’esercizio precedente.
Tale contrazione, seppur contenuta in termini percentuali, nasconde una realtà complessa fatta di cambiamenti strutturali nelle preferenze dei consumatori, un’inflazione persistente che ha influenzato il potere d’acquisto e una transizione energetica che, pur rallentata dalle incertezze normative, ha trovato nuova linfa grazie a politiche di incentivazione mirate.
Mentre i canali dei privati hanno mostrato segni di stanchezza, scendendo a una quota di mercato del 54,3%, il comparto del noleggio a lungo termine ha manifestato una parziale resilienza, consolidando il proprio ruolo come leva fondamentale per il rinnovo del parco circolante.
La dicotomia tra la necessità di mobilità accessibile e l’imposizione di standard ecologici sempre più stringenti ha generato un mercato a due velocità, dove la leadership dei marchi storici è stata messa alla prova da un’ondata di nuovi protagonisti, in particolare provenienti dall’Asia, capaci di intercettare la domanda di tecnologia a prezzi competitivi.
L’evoluzione delle alimentazioni: Il trionfo dell’ibrido e la resilienza del GPL
Nel corso del 2025, la distribuzione delle vendite per tipologia di alimentazione ha sancito il definitivo superamento dei motori termici puri a favore delle soluzioni elettrificate. Le vetture ibride, includendo sia le versioni mild hybrid sia le full hybrid, hanno conquistato una quota di mercato dominante pari al 44,4%, con un incremento volumetrico del 7,8%.
Questa tendenza indica che l’automobilista italiano medio percepisce l’ibrido non come una transizione esotica, ma come il nuovo standard di normalità, capace di offrire vantaggi immediati in termini di consumi e accesso alle zone a traffico limitato (ZTL) senza le barriere infrastrutturali tipiche delle soluzioni ricaricabili.
Tipologia Alimentazione
Immatricolazioni 2025
Quota di Mercato (%)
Variazione vs 2024 (%)
Ibrida (MHEV + HEV)
683.226
44,4%
+7,8%
Benzina
373.711
24,3%
-18,3%
Diesel
144.757
9,4%
-33,7%
GPL
142.253
9,2%
-3,7%
Elettrica (BEV)
94.594
6,2%
+44,0%
Ibrida Plug-in (PHEV)
97.646
6,4%
+93,9%
Metano
450
<0,1%
-4,7%
Dati statistici consolidati al 31 dicembre 2025 basati su flussi UNRAE e Ministero dei Trasporti.
Il declino del motore diesel è apparso irreversibile, con una perdita di volume del 33,7% che ha portato la sua quota sotto la soglia del 10%, un tempo impensabile per il mercato italiano.
Anche il motore a benzina tradizionale ha subito una forte erosione (-18,3%), pur mantenendo una rilevanza strategica nei segmenti d’ingresso.
Al contrario, il GPL ha dimostrato una stabilità sorprendente, posizionandosi come l’alternativa più concreta per le famiglie che cercano il massimo risparmio operativo, con una quota del 9,2% sostenuta quasi interamente dai successi commerciali dei marchi Dacia e Renault.
Il mercato delle auto elettriche (BEV) ha vissuto una dinamica “a fisarmonica”, con mesi di stagnazione seguiti da picchi improvvisi legati alla disponibilità degli incentivi Ecobonus, chiudendo l’anno con una quota complessiva del 6,2% e un balzo significativo nel mese di novembre (12,2%).
Classifica generale: I modelli più venduti in Italia nel 2025
La gerarchia dei modelli preferiti dagli italiani riflette un mercato che premia la sostanza, la versatilità e, in misura crescente, il formato crossover. La Fiat Panda, pur in un contesto di rebranding, ha mantenuto il primato assoluto, seguita da modelli che hanno saputo interpretare meglio di altri il concetto di “value for money”.
Posizione
Modello
Unità 2025
Segmento
Alimentazione Leader
1
Fiat Panda / Pandina
102.485
A
Mild Hybrid
2
Dacia Sandero
49.445
B
GPL
3
Jeep Avenger
48.376
B-SUV
Benzina / Hybrid
4
Citroën C3
38.442
B
Benzina
5
Toyota Yaris Cross
37.386
B-SUV
Full Hybrid
6
Toyota Yaris
33.846
B
Full Hybrid
7
Dacia Duster
33.573
C-SUV
GPL
8
Peugeot 208
31.320
B
Benzina / Hybrid
9
Renault Clio
29.069
B
Full Hybrid
10
MG ZS
28.988
B-SUV
Benzina / Hybrid
Classifica basata sulle immatricolazioni totali dell’anno solare 2025.
Analisi dei segmenti e dei modelli protagonisti
Segmento A: Il regno della Pandina e l’irruzione cinese
Il segmento delle city car continua a gravitare attorno alla Fiat Panda, che nel 2025 ha subito una scissione nominale: il modello classico è diventato “Pandina”, mentre il nome “Panda” è stato progressivamente associato alla nuova famiglia di crossover globali. La Pandina rimane un fenomeno sociale prima che commerciale, vendendo 102.485 unità grazie a una ricetta che punta sulla semplicità.
Il motore 1.0 Firefly mild hybrid da 70 CV rappresenta il cuore della gamma, offrendo un supporto elettrico tramite un sistema starter-generatore (BSG) collegato a una batteria da 0,13 kWh, che non permette la marcia in puro elettrico ma agevola le ripartenze silenziose e il recupero di energia in frenata.
La dinamica di guida della Pandina è ottimizzata per l’ambiente urbano, con un raggio di sterzata di 9,5 metri e una visibilità eccellente garantita dalle forme squadrate e dal prezioso terzo finestrino posteriore.
Tra i pregi indiscutibili figurano i costi di gestione ridotti, la facilità di parcheggio e un abitacolo sorprendentemente arioso per quattro adulti, nonostante le dimensioni esterne di soli 3,70 metri.
Tuttavia, il peso degli anni inizia a farsi sentire sul piano tecnologico e della sicurezza. I sistemi ADAS sono limitati al minimo legale, la rumorosità autostradale diventa fastidiosa oltre i 110 km/h e la stabilità risente delle raffiche di vento laterali a causa della carrozzeria alta e stretta.
Un’alternativa di rilievo nel segmento A è la Toyota Aygo X (24.709 unità), che ha interpretato la city car in chiave crossover, offrendo un assetto rialzato e una dotazione tecnologica superiore, sebbene a un prezzo di listino sensibilmente più alto.
Ma la vera novità del 2025 nel segmento è stata la Leapmotor T03, distribuita da Stellantis. Questa piccola elettrica ha conquistato 6.242 clienti grazie a un’abitabilità eccellente per quattro persone e a una dotazione tecnologica che include il cruise control adattivo e il monitoraggio dell’angolo cieco, dotazioni rare per una vettura da meno di 3,7 metri.
La T03 si distingue per un’efficienza urbana notevole, con consumi vicini ai 10 kWh/100 km, permettendo autonomie cittadine reali prossime ai 390 km, a fronte di un prezzo che, con gli incentivi massimi, è sceso fino alla soglia dei 4.900 euro.
Segmento B: L’equilibrio tra economia e innovazione tecnologica
Il segmento B, le classiche “utilitarie”, ha visto nel 2025 una sfida accesa tra la filosofia low-cost evoluta di Dacia e il ritorno in grande stile di Citroën. La Dacia Sandero si è confermata la straniera più venduta con 49.445 immatricolazioni, trainata dalla versione Stepway.
La forza della Sandero risiede nella concretezza: l’uso del materiale “Starkle” (composto al 20% da plastica riciclata) per le protezioni esterne e l’introduzione del motore 1.2 Eco-G da 120 CV con cambio automatico hanno innalzato il livello percepito senza stravolgere il posizionamento di prezzo.
L’esperienza di guida della Sandero è focalizzata sulla facilità d’uso, con uno sterzo molto leggero e sospensioni che filtrano bene lo sconnesso, sebbene il pedale del freno possa apparire leggermente spugnoso nella corsa iniziale.
Il sistema di accessori “YouClip” permette di personalizzare l’abitacolo con supporti per smartphone e tablet, risolvendo con ingegno l’assenza di finiture premium.
Tra i contro, si segnalano sedili non sempre traspiranti e un’insonorizzazione migliorabile in autostrada, dove i fruscii delle barre al tetto si fanno sentire.
In diretta competizione, la nuova Citroën C3 ha totalizzato 38.442 unità, puntando tutto sul comfort del programma “Advanced Comfort”. La C3 2025 adotta sospensioni con smorzatori idraulici progressivi e sedili con un’imbottitura supplementare di schiuma ad alta densità, garantendo un assorbimento delle buche urbane superiore alla media del segmento.
La motorizzazione 1.2 PureTech da 100 CV è stata aggiornata con la distribuzione a catena, risolvendo le criticità storiche della cinghia a bagno d’olio. Se da un lato la C3 vince per comfort e stile “SUV-like” con una posizione di guida dominante, dall’altro perde punti per un bagagliaio con una soglia di carico molto alta (82 cm) e un’accessibilità posteriore sacrificata dalla forma delle portiere.
B-SUV: Il cuore pulsante della domanda italiana
I crossover compatti rappresentano oggi la scelta prioritaria per la famiglia media italiana, superando il 53% della quota di mercato cumulando i segmenti B e C. La Jeep Avenger ha dominato questa categoria con 48.376 unità, confermando l’Italia come il suo mercato principale a livello globale.
L’Avenger convince per un design audace che condensa lo spirito Jeep in dimensioni cittadine, offrendo una gamma motori versatile che spazia dal benzina al mild hybrid, fino alla versione 4xe a trazione integrale elettrica.
L’assetto della Avenger è rigido ma ben frenato, offrendo una guida agile tra le curve, supportata da un impianto frenante di eccellenza con spazi di arresto vicini ai 36 metri.
Tuttavia, gli interni soffrono di un uso eccessivo di plastiche rigide, seppur ben assemblate, e lo spazio per i passeggeri posteriori è limitato rispetto ad alcuni concorrenti.
Un’altra critica ricorrente riguarda i consumi della versione 1.2 a benzina, che tendono ad alzarsi significativamente quando si adotta uno stile di guida più sportivo.
A insidiare la Avenger troviamo la Toyota Yaris Cross (37.386 unità), regina indiscussa dell’efficienza.
Il suo sistema full hybrid da 130 CV permette percorrenze reali di 25 km/l in città, rendendola imbattibile per chi affronta percorsi urbani e suburbani trafficati. La Yaris Cross vince per affidabilità meccanica e dotazione ADAS di serie, ma perde nel comfort acustico: il cambio e-CVT genera un marcato effetto trascinamento in accelerazione e l’insonorizzazione del passaruota è insufficiente, lasciando filtrare il rotolamento degli pneumatici in abitacolo.
L’ascesa dei brand emergenti: Il caso MG e BYD
Il 2025 sarà ricordato come l’anno del consolidamento dei marchi cinesi in Italia. La MG ZS ha raggiunto la decima posizione assoluta con 28.988 immatricolazioni, un risultato trainato dalla nuova variante Hybrid+. Questa SUV compatta offre un sistema ibrido da 194 CV con una batteria da 1,83 kWh (quasi il doppio rispetto alla Yaris Cross), permettendo di viaggiare in elettrico fino a 80 km/h e offrendo accelerazioni da 0 a 100 km/h in soli 8,7 secondi.
La MG ZS vince per l’abitacolo spazioso, la garanzia di 7 anni e una dotazione di serie che include sedili e volante riscaldati anche sugli allestimenti intermedi.
Tuttavia, la dinamica di guida non è all’altezza delle migliori europee: lo sterzo manca di regolazione in profondità e l’assetto risulta talvolta troppo rigido sulle asperità secche. Inoltre, il cambio a sole tre marce può manifestare indecisioni nelle riprese autostradali, portando il motore termico a regimi elevati e rumorosi.
Parallelamente, BYD ha scosso il segmento delle ibride plug-in con la Seal U, diventata rapidamente la ricaricabile più venduta in Italia.
La Seal U offre un’abitabilità da ammiraglia, finiture curate che ricordano i marchi premium svedesi o tedeschi e un’autonomia elettrica reale vicina ai 70-80 km. Il sistema DM-i di BYD si distingue per un’efficienza termica del 43%, garantendo consumi ragionevoli anche a batteria scarica (circa 17 km/l in città).
Le criticità principali riguardano l’agilità, penalizzata da un peso di 2.100 kg e sospensioni molto morbide che causano rollio, e un pedale del freno difficile da modulare a causa della transizione tra frenata rigenerativa e meccanica.
Classifiche per alimentazione e segmenti premium
La specializzazione del mercato italiano nel 2025 ha creato nicchie di leadership molto chiare. Mentre il mass market è dominato da Fiat e Dacia, i segmenti superiori vedono la supremazia dei gruppi tedeschi e di Tesla.
Top 10 Auto Elettriche (BEV) – Anno 2025
Tesla Model 3: 7.114 unità. Leadership tecnica indiscussa per autonomia e software.
Leapmotor T03: 6.242 unità. La city car elettrica democratica prodotta in Polonia.
Tesla Model Y: 5.676 unità. Pur subendo la concorrenza interna, resta il benchmark dei SUV elettrici.
Dacia Spring: 4.813 unità. Il restyling ha migliorato gli interni, mantenendo il prezzo basso.
BYD Dolphin Surf: 4.566 unità. Compatta elettrica dal design ispirato al mare, molto efficiente.
Citroën e-C3: 4.129 unità. Prima elettrica europea sotto i 25.000 euro di grande serie.
BMW iX1: 3.041 unità. Leader del segmento premium elettrico grazie a qualità e dinamica.
Ford Puma Gen-E: 2.577 unità. La versione elettrica del fortunato crossover Ford.
Jeep Avenger EV: 2.485 unità. Apprezzata per lo stile Jeep applicato alla spina.
Renault 5 E-Tech: 2.200 unità. Il ritorno dell’icona in chiave elettrica ha generato grande attesa.
I leader nei segmenti superiori e nelle flotte
Nel segmento delle auto diesel, la Volkswagen Tiguan ha mantenuto il primato con 12.428 immatricolazioni, seguita dalla Mercedes GLA e dalla Volkswagen T-Roc. Questo dato conferma che per i lunghi viaggi autostradali e l’uso aziendale, il motore a gasolio rimane una scelta razionale difficilmente sostituibile nel breve periodo. Nel segmento C-Premium, la BMW X1 si è distinta come il modello di riferimento, capace di declinarsi con successo in versioni diesel, plug-in ed elettriche, registrando una crescita del gruppo BMW del 14%.
Analisi economica: Il ruolo degli incentivi Ecobonus
Il 2025 è stato un anno di transizione anche per le politiche di supporto all’acquisto. Il fondo Ecobonus ha messo a disposizione circa 150-600 milioni di euro complessivi fino al 2026, con un focus particolare sulle auto 100% elettriche (fascia 0-20 g/km di CO2).
La struttura degli incentivi ha premiato le famiglie con ISEE inferiore a 30.000 euro, offrendo contributi fino a 11.000 euro a fronte della rottamazione di un veicolo Euro 0-4.
Tuttavia, gli esperti del settore hanno avvertito che questo modello di incentivazione “a sportello” genera forti distorsioni nel mercato, con una paralisi della domanda nei mesi di attesa e un boom artificiale al momento dell’apertura dei fondi.
L’UNRAE ha sottolineato come la domanda di auto BEV subisca rallentamenti strutturali non appena terminano gli effetti degli incentivi, indicando una maturità del mercato elettrico italiano ancora lontana dall’autosufficienza senza sussidi.
Prospettive 2026: I modelli più attesi
Il mercato automobilistico italiano si prepara a un 2026 denso di novità che promettono di rimescolare le classifiche attuali. I costruttori punteranno su piattaforme multi-energia capaci di ospitare sia motori ibridi che elettrici, massimizzando le economie di scala, questi i modelli che potranno farsi valere nel 2026.
Alfa Romeo Stelvio (Nuova Generazione): Basata sulla piattaforma STLA Large, sarà il primo SUV del Biscione a offrire varianti elettriche ad alte prestazioni (fino a 1.000 CV) e versioni ibride plug-in con 100 km di autonomia.
Fiat Grande Panda: Presentata a fine 2025, entrerà nel pieno della commercializzazione nel 2026. E’ una crossover di segmento B lunga 3,99 metri, basata sulla piattaforma Smart Car di Stellantis, con motori elettrici e ibridi a prezzi competitivi.
Dacia Bigster: Il SUV di segmento C che punta a sfidare i giganti del settore con la consueta ricetta Dacia: spazio generoso, trazione 4×4 e motorizzazioni ibride ereditate dalla Duster.
Volkswagen T-Roc (Nuovo Modello): L’erede di una delle auto più vendute in Europa presentata a fine 2025, con motorizzazioni esclusivamente elettrificate (mild, full e plug-in hybrid).
Tesla Model Y “Juniper”: Il tanto atteso restyling del SUV elettrico più venduto al mondo, che adotta lo stile e le migliorie tecnologiche già viste sulla Model 3 Highland.
In Sintesi
Il mercato automobilistico italiano nel 2025 ha dimostrato una resilienza pragmatica. Nonostante la contrazione delle immatricolazioni totali, il settore ha accelerato il rinnovo tecnologico attraverso l’ibridazione di massa. Il successo di modelli come la Jeep Avenger e la Dacia Sandero sottolinea che l’utente italiano cerca un equilibrio tra design, costi operativi contenuti e versatilità.
L’irruzione dei marchi cinesi, guidati da MG e BYD, ha imposto una nuova velocità competitiva, obbligando i gruppi europei come Stellantis e Volkswagen a rivedere le proprie strategie di prezzo e di approvvigionamento tecnologico.
Il futuro immediato vedrà una polarizzazione ancora più netta: da una parte le auto “democratiche” ed essenziali, dove la battaglia si giocherà sui centesimi di euro e sull’efficienza del GPL e dell’ibrido leggero; dall’altra la mobilità premium e ricaricabile, sempre più digitale e automatizzata, dove Tesla e i giganti cinesi sfideranno la tradizione tedesca.
In questo scenario, il consumatore finale beneficia di un’offerta mai così ricca, ma deve affrontare la complessità di una scelta che non riguarda più solo il modello, ma un intero ecosistema di alimentazione e servizi connessi.
La strategia di Stellantis per competere nel mercato elettrico globale si sta delineando in modo sempre più audace e, per molti, sorprendente. Dopo aver acquisito una quota del 21% nella cinese Leapmotor, il gruppo non si limiterà a distribuire i modelli del brand asiatico in Europa. Il piano vero, secondo le ultime indiscrezioni, è molto più integrato: rilanciare i propri marchi storici con vetture a marchio Leapmotor.
Il primo candidato a questo “rebadging” sarebbe Opel, con il SUV elettrico compatto Leapmotor B10 che , con qualche piccolo adattamento si trasformerà in un nuovo modello del marchio tedesco . Ma la vera notizia è che, se l’operazione avrà successo, il prossimo marchio in linea potrebbe essere Fiat.
Opel B10: un SUV cinese (ma made in Spain) per salvare il marchio tedesco
Secondo le rivelazioni di Automobilwoche e Automotive News Europe, Stellantis sta seriamente valutando di introdurre nel listino Opel la Leapmotor B10 con il marchio del blitz. Non si tratterebbe di un semplice import, ma di un’operazione strategica per eludere i dazi europei sui veicoli cinesi (che possono arrivare al 30%).
La produzione del futuro SUV, ribattezzato per il mercato europeo, è infatti ipotizzata nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna, a partire dal 2026. Qui già nascono modelli come la Opel Corsa e la nuova Lancia Ypsilon. Produrre localmente permetterebbe a Stellantis di puntare su un prezzo aggressivo, sotto i 30.000 euro, rendendolo un competitor diretto per Volkswagen ID.4 e Kia EV3.
La B10, che misura 4,52 metri, è tecnicamente promettente: motore posteriore da 218 CV, batterie da 56 o 67 kWh per un’autonomia fino a 430 km e un’architettura elettronica centralizzata che ricorda da vicino quella di Tesla.
Perché Fiat potrebbe essere la prossima nella lista
L’ipotesi Opel non è un caso isolato, ma il primo tassello di una strategia ben più ampia. Stellantis ha bisogno di veicoli elettrici economici e competitivi in tempi brevi per i suoi marchi di volume, e la piattaforma Leapmotor (chiamata “Four Leaf Clover”) rappresenta una soluzione immediata.
Fiat, con la sua mission di democratizzare la mobilità sostenibile, è il candidato perfetto. Immaginare una futura “Fiat SUV Elettrico” basata sulla B10 o su un modello simile Leapmotor non è fantascienza, ma un’evoluzione logica del piano, ma anche una copia della city car T03 avrebbe parecchio senso con il logo del marchio torinese. Dopo il lancio della nuova Panda a combustione, Fiat avrà un disperato bisogno di un’offerta elettrica accessibile e familiare per le masse, un segmento in cui oggi fatica a competere sui costi. Un’auto del genere, prodotta in Europa per contenere il prezzo, potrebbe essere la carta vincente per riconquistare il mercato.
Una mossa necessaria in un mercato in crisi
I dati di vendita di Leapmotor in Europa (16.485 unità nei primi nove mesi del 2024) dimostrano che c’è interesse per i veicoli elettrici cinesi di qualità a un prezzo contenuto. Stellantis sta semplicemente capitalizzando il proprio investimento in modo intelligente: invece di lasciare che Leapmotor cresca come un competitor, la trasforma in un fornitore interno per ringiovanire i propri marchi.
Da Russelsheim, quartier generale di Opel, un laconico “no comment” accompagna queste voci. Ma il silenzio è spesso più eloquente di mille parole. La partita per l’elettrico economico in Europa si giocherà sempre di più sull’integrazione con la tecnologia cinese. E Stellantis, con Opel in prima linea e Fiat probabilmente in seconda, non intende restare a guardare.