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    Moto Morini X-Cape 700: l’evoluzione italo-cinese che corregge il tiro

    C’era una volta la X-Cape 650: crossover dal look accattivante, prezzo aggressivo, ma con un piccolo neo – quel motore un po’ troppo “pigro” ai bassi regimi, che in città o nei sorpassi chiedeva sempre un attimo di pazienza in più. Moto Morini ha ascoltato i feedback e ha fatto di più: ha aumentato la cilindrata, ha affinato l’erogazione e ha arricchito la dotazione, senza però intaccare il suo punto di forza, ovvero l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

    Benvenuti sulla Moto Morini X-Cape 700, l’evoluzione della crossover che ha conquistato il pubblico con il suo mix di stile italiano, componentistica di qualità e prezzo accessibile. Oggi arriva in concessionaria con un motore più grintoso, una dotazione ancora più ricca e la stessa anima eclettica che l’ha resa amata da chi cerca una moto per tutto, senza dover svuotare il conto in banca.


    Chi è Moto Morini oggi: storia italiana, anima cinese

    Prima di parlare della moto, vale la pena capire chi la produce. Moto Morini è un marchio con radici profonde: fondata a Bologna nel 1937, ha attraversato decenni di gloria e un declino negli anni ’80 che l’aveva quasi fatta sparire dal panorama motociclistico .

    Nel 2018, la svolta: il gruppo cinese Zhongneng Vehicle Group (ZNEN) acquisisce il marchio con una promessa chiara: mantenere l’anima italiana viva . Oggi il quartier generale del design resta a Trivolzio, in provincia di Pavia, mentre la produzione sfrutta l’efficienza industriale della Cina . Il risultato? Moto dal design italiano, con componentistica di primo livello, a prezzi che le concorrenti europee e giapponesi faticano a eguagliare.


    Motore: da 650 a 693 cc, la “cura” che serviva

    Il cuore della X-Cape 700 è il suo bicilindrico parallelo frontemarcia da 693 cc, raffreddato a liquido, con distribuzione a doppio albero a camme in testa (DOHC) e 4 valvole per cilindro .

    Rispetto alla precedente 650, la cilindrata è cresciuta grazie a un aumento della corsa di 3 mm (da 61 a 64 mm), mentre l’alesaggio è rimasto invariato a 83 mm . Il risultato? 70 CV di potenza massima a 8.500 giri/min e soprattutto 68 Nm di coppia a 6.500 giri/min .

    DatoX-Cape 650X-Cape 700Variazione
    Cilindrata649 cc693 cc+44 cc
    Potenza60 CV70 CV+10 CV
    Coppia56 Nm68 Nm+12 Nm (+18%)
    Peso a secco210 kg213 kg+3 kg

    I numeri sulla carta sono migliorati, ma è nella guida reale che si sente la differenza. L’obiettivo era chiaro: eliminare quella “pigrizia” ai bassi regimi che era l’unica vera pecca della 650 . Missione compiuta. Il motore ora ha una spinta più fluida e reattiva già dai bassi, diventando particolarmente corposo tra i 5.000 e i 6.000 giri, dove offre quella sensazione di prontezza che prima mancava .

    Un piccolo neo permane: una lieve incertezza nell’erogazione quando si tenta un sorpasso in quinta o sesta marcia senza scalare, appena sotto la soglia dei 5.000 giri . Ma nel complesso, il progresso è netto e tangibile.

    Curiosità tecnica: il motore “Kawasaki” sotto mentite spoglie

    Il bicilindrico della X-Cape 700 è, nelle sue origini, il celebre motore Kawasaki 650 (quello della Ninja 650 e della Versys), prodotto su licenza da CFMoto e poi utilizzato da Moto Morini . Questo significa che ci troviamo di fronte a un propulsore rodata e affidabile, con una meccanica collaudata e una manutenzione che promette di essere tutt’altro che esosa: gli intervalli per il controllo delle valvole arrivano a  40.000 km .


    Ciclistica: componenti premium che fanno la differenza

    Se il motore è la novità principale, la ciclistica conferma quanto di buono già visto sulla 650, con una dotazione che in questa fascia di prezzo è semplicemente fuori categoria.

    Sospensioni: Marzocchi e KYB, il meglio dei due mondi

    All’anteriore troviamo una forcella Marzocchi a steli rovesciati da 50 mm di diametro, completamente regolabile in compressione ed estensione, con 175 mm di escursione . Un componente di tutto rispetto, che da solo vale gran parte del prezzo della moto. Al posteriore, un monoammortizzatore KYB con 165 mm di escursione, regolabile nel precarico (sulla versione Raggi anche tramite manopola remota) .

    Il comportamento su strada? La forcella Marzocchi lavora bene, assorbendo le irregolarità senza eccessi, e offre un ottimo feeling con l’anteriore . Il posteriore KYB è un po’ più secco sullo sconnesso, ma contribuisce a quella sensazione di solidità e stabilità che rende la X-Cape così rassicurante in curva .

    Freni: Brembo con ABS Bosch disinseribile

    L’impianto frenante è firmato Brembo: doppio disco anteriore da 298 mm con pinze a due pistoncini, e disco posteriore da 255 mm . Il sistema ABS è di serie, firmato Bosch, e può essere disinserito sulla ruota posteriore per l’uso fuoristrada .

    L’unico appunto? Alcuni tester hanno segnalato un comando anteriore un po’ “spugnoso” nelle staccate più decise . La potenza c’è, ma manca quel mordente immediato che ci si aspetterebbe da un impianto Brembo.

    Ruote e pneumatici: due anime, due allestimenti

    La X-Cape 700 è proposta in due versioni, che si differenziano principalmente per le ruote:

    VersioneCerchiPneumaticiPrezzoDotazione extra
    LegaIn lega (alluminio)Pirelli Scorpion Trail II (asfalto)7.190 €Solo in nero
    RaggiA raggi tubelessPirelli Scorpion Rally STR (misti)7.590 €Cavalletto centrale, dashcam, regolazione precarico remota

    Entrambe le versioni montano ruote con configurazione classica da crossover: 19″ all’anteriore e 17″ al posteriore .


    Dotazione: tecnologia e comfort senza sorprese

    Qui Moto Morini ha giocato la carta dell’abbondanza. La dotazione di serie è talmente ricca da far sembrare povere molte concorrenti che costano il 30-40% in più.

    La dashcam integrata: unico nel segmento

    Il fiore all’occhiello della tecnologia di bordo è la dashcam frontale integrata . Una piccola telecamera posizionata sotto il faro che inizia a registrare non appena si accende il quadro. I video vengono salvati su una scheda CF interna e possono essere visualizzati e scaricati tramite app dedicata . Perfetta per eventuali sinistri o semplicemente per rivedere i propri giri.

    Display TFT da 7 pollici con navigazione

    Il cruscotto è un display TFT a colori da 7 pollici, con connettività Bluetooth per la sincronizzazione con lo smartphone . Tramite app (Carbit Ride) è possibile avere la navigazione turn-by-turn, gestire chiamate e musica . La leggibilità è buona anche alla luce diretta del sole, un dettaglio che molte concorrenti faticano ancora a risolvere .

    Tutto il resto

    L’elenco della dotazione di serie è lunghissimo:

    • Illuminazione: full LED con fari a matrice 
    • Protezioni: paramani, paracalore motore, paracartere 
    • Comfort: parabrezza regolabile con una mano (senza attrezzi), manopole e sella riscaldate (sulla Gold Edition) 
    • Connettività: prese USB e USB-C per la ricarica 
    • Sicurezza: sensori di pressione pneumatici (TPMS), ABS Bosch disinseribile, frizione antisaltellamento 
    • Elettronica: due modalità di guida (Street e Off-Road) 

    Piccola nota: a differenza di molte concorrenti, la X-Cape 700 non ha il controllo di trazione (TCS) nelle versioni base, ma lo monta sulla Gold Edition . Non è un dramma, considerando che i 70 CV sono gestibili e che l’ABS posteriore si può disinserire per lo sterrato.


    Come va: le impressioni della stampa

    In città e nel traffico

    La posizione di guida è rilassata e il busto resta eretto. L’altezza sella di 820 mm (regolabile fino a 845 mm) permette a molti di mettere i piedi a terra senza problemi . Il peso di 213 kg a secco si fa sentire nelle manovre da fermo, ma appena in movimento la X-Cape diventa agile e maneggevole .

    Su strada e in autostrada

    Il nuovo motore fa la differenza. L’erogazione è fluida e il tiro ai medi è vivace, permettendo di viaggiare senza dover continuamente cambiare marcia. La protezione aerodinamica è buona, grazie al nuovo parabrezza regolabile, e la moto si dimostra stabile anche alle velocità autostradali .

    La velocità massima dichiarata è di circa 170 km/h . La velocità di crociera ideale si aggira intorno ai 120-130 km/h, dove il motore è rilassato e i consumi restano contenuti.

    Tra le curve

    La X-Cape non è una sportiva, ma sa divertire. La forcella Marzocchi offre un ottimo feeling con l’anteriore e la moto cambia direzione con precisione. Il peso si fa sentire se si cerca l’andatura allegra, ma per un uso turistico e per chi non ha esperienza, la X-Cape è rassicurante e prevedibile .

    In off-road

    Con le ruote a raggi e gli pneumatici Pirelli Scorpion Rally STR, la X-Cape si comporta bene sullo sterrato leggero e sulle strade bianche . L’ABS disinseribile al posteriore permette di sfruttare al meglio il freno in fuoristrada.

    Non aspettatevi però una enduro pura: il peso (213 kg) e la configurazione ruote 19/17 pollici la rendono più adatta a percorsi sterrati non troppo impegnativi che a sentieri da vera adventure . Inoltre, il collettore di scarico rimane piuttosto esposto, quindi attenzione ai sassi .

    Consumi e autonomia

    Il serbatoio ha una capacità di 18 litri. I consumi dichiarati si aggirano intorno ai 5,2 litri/100 km in ciclo misto, con un’autonomia reale di circa 300-350 km . Un dato più che onesto per i lunghi viaggi.


    Versioni e prezzi

    La gamma X-Cape 700 si articola in tre versioni principali:

    VersionePrezzoCerchiDotazione principale
    Lega7.190 €In legaPneumatici stradali, solo colore nero
    Raggi7.590 €A raggi tubelessPneumatici misti, cavalletto centrale, dashcam, regolazione precarico remota
    Gold Edition7.940 €A raggi doratiCome Raggi + manopole e sella riscaldate, TCS

    La Gold Edition, arrivata a giugno 2025, si distingue per i cerchi a raggi anodizzati oro, il traction control disattivabile e i comfort invernali (manopole e sella riscaldate) .


    Pregi e difetti: il verdetto

    Perché sì

    1. Rapporto qualità-prezzo imbattibile: con meno di 8.000 euro si porta a casa una moto con componentistica da segmento superiore (Marzocchi, KYB, Brembo) e una dotazione da ammiraglia (dashcam, TFT 7″, navigatore, paramani, cavalletto centrale).
    2. Motore finalmente reattivo: l’aumento di cilindrata ha corretto l’unico vero limite della 650. Oggi la X-Cape ha il tiro che serve, soprattutto ai medi regimi.
    3. Dotazione completa di serie: dalla dashcam alla navigazione, dal cavalletto centrale alle protezioni, la X-Cape arriva in concessionaria già pronta per viaggiare.

    Perché no

    1. Peso non indifferente: 213 kg a secco si fanno sentire, soprattutto nelle manovre da fermo e nei percorsi off-road più impegnativi.
    2. Piccoli difetti di messa a punto: il comando freno anteriore un po’ spugnoso, qualche vibrazione intorno ai 5.000 giri, la sella un po’ dura (almeno sul modello di preserie) .
    3. Scarico esposto: i collettori sono vulnerabili in fuoristrada .

    Conclusione: conviene?

    La Moto Morini X-Cape 700 è una moto che fa riflettere. Con meno di 7.600 euro (versione Raggi) si porta a casa:

    • Un motore fluido e reattivo, con 70 CV ben distribuiti
    • Sospensioni Marzocchi da 50 mm e KYB
    • Freni Brembo con ABS Bosch disinseribile
    • Dashcam integrata e display TFT da 7″ con navigatore
    • Paramani, cavalletto centrale, paracalore, prese USB
    • Pneumatici Pirelli Scorpion Rally STR (versione Raggi)

    Certo, ha qualche difetto: il peso si fa sentire, il freno anteriore non è il più potente del segmento e qualche piccolo dettaglio di finitura potrebbe essere migliorato. Ma in questa fascia di prezzo, è difficile chiedere di più.

    Se cercate una crossover versatile per muovervi in città, affrontare il traffico con agilità, ma anche per fare qualche gita fuori porta nel weekend (magari in coppia), e non volete spendere una fortuna, la X-Cape 700 è una candidata serissima.

    E con i 3 anni di garanzia ufficiali e gli intervalli di manutenzione lunghi (40.000 km per le valvole), il rischio è davvero limitato .