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  • Auto Cinesi 2026: Guida ai Marchi che Stanno Cambiando il Mercato Italiano

    Auto Cinesi 2026: Guida ai Marchi che Stanno Cambiando il Mercato Italiano

    Il mercato italiano sta vivendo una trasformazione silenziosa ma inarrestabile. Negli ultimi tre anni, i listini si sono arricchiti di oltre una decina di nuovi nomi, la maggior parte dei quali arriva dalla Cina.

    Non si tratta più di semplici comparse, ma di player strutturati – colossi statali, giganti tecnologici, joint-venture con l’Occidente – che offrono tecnologia, design e prezzi aggressivi.

    Nel 2026, questa presenza diventerà ancora più radicata e competitiva. Ecco una mappa per orientarsi tra i brand che contano e quelli in arrivo.


    I Leader Consolidati: Chi Comanda già le Vendite

    BYD: Il Titano in Crescita Esplosiva
    Fondata nel 2003, BYD non è solo il leader in Cina, ma un contendente globale per il primo posto. In Italia dal 2023, ha saputo colpire nel segno con un mix di elettrico puro e ibrido plug-in. Il suo successo italiano si chiama Seal U DM-i, l’ibrida plug-in più venduta del marchio, che dimostra come la transizione elettrica per molti clienti passi ancora da una presa di corrente. BYD rappresenta la punta di diamante dell’offensiva cinese: completa, tecnologica e sostenuta da investimenti enormi.

    Geely: Il Padrone Globale (con Volvo e Polestar in Tasca)
    Geely (1986) è la prova che il capitale cinese muove ormai i fili dell’auto globale. Controllando Volvo, Polestar, Lotus e parte di Mercedes per Smart, ha un know-how inestimabile. In Italia è sbarcata direttamente nel 2026 con due modelli mirati: l’elettrica EX5 e l’ibrida plug-in Starray. Non è un esordiente qualsiasi, ma un operatore sofisticato che porta in dote qualità costruttiva e tecnologie mature, frutto delle sue molteplici joint-venture.

    I Gemelli di Chery: Jaecoo & Omoda
    Il gruppo Chery, re delle esportazioni cinesi, ha scelto una strategia a doppio binario per l’Europa:

    • Jaecoo (2023) punta sul DNA SUV e 4×4, con modelli come la Jaecoo 7 (benzina e PHEV) dalla silhouette robusta.
    • Omoda (2022) cerca invece un cliente più orientato allo stile e alle prestazioni, con la Omoda 5 (termica, ibrida, elettrica) e la iper-tecnologica Omoda 9 PHEV da 537 CV.
      Insieme, coprono un ampio spettro di esigenze con una proposta molto contemporanea.

    I Nuovi Arrivati ad Alto Potenziale (e i “Marchi-Cappotto”)

    Leapmotor: L’Asso nella Manica di Stellantis
    Fondata nel 2015, Leapmotor è forse il caso più interessante. Il suo ingresso in Italia (2024) con la citycar elettrica low-cost T03 e la SUV C10 ha preceduto una mossa strategica: l’alleanza con Stellantis, che ne detiene il 20% e creerà una joint-venture per produrre le sue auto in Europa. Questo significa potenziale accesso alla rete commerciale di Stellantis e una produzione “locale” che potrebbe mitigare i dazi. Un vantaggio competitivo unico.

    Xpeng: La Pura Tech Elettrica
    Specializzata in auto elettriche ad alta tecnologia, Xpeng (2014) è arrivata in Italia nel 2025 con modelli premium come la crossover G6 e la SUV G9. Puntano su piattaforme evolute, autonomia elevata e sistemi di guida assistita all’avanguardia. Rappresentano la sfida cinese nel segmento high-tech, diretto a un pubblico smaliziato che cerca l’innovazione prima del marchio.

    Il Fenomeno dei “Marchi-Cappotto”: Cirelli, Sportequipe, Tiger
    Questa categoria spiega la rapidità di penetrazione del mercato:

    • Cirelli (2024) è un grosso concessionario che importa modelli cinesi (spesso condivisi con altri marchi come SWM e Forthing) e li rivende con il proprio badge, offrendo una gamma ampia a prezzi competitivi.
    • Sportequipe (marchio “di lusso” del gruppo DR) e Tiger (storico marchio britannico ora di DR) applicano lo stesso modello, aggiungendo un’aura di esclusività o storia a vetture prodotte da colossi come Chery o BAIC.
      Sono un canale di distribuzione agile che porta rapidamente nuovi prodotti al consumatore.
      A breve i marchi del gruppo, che conta anche DR, EVO, ICH-X e Birba si arricchirà anche del badge Stilnovo e degli storici marchi OSCA e Itala che sono stati recentemente acquisiti.

    I Prossimi Grandi Arrivi (2026 e Oltre)

    Il 2026 non segnerà una pausa, ma un’accelerazione. Ecco chi bussa alle porte:

    1. Changan (Fondata nel 1862): Uno dei più antichi colossi statali. Porterà in Italia i modelli del suo sub-brand Deepal, come le crossover S05 ed S07, probabilmente in versione elettrica e ibrida plug-in. Porta con sé una storia industriale solida e partnership internazionali.
    2. Voyah: Il marchio premium del gruppo Dongfeng, con un forte legame con l’Italia (lo stemma è di Italdesign). Punterà su modelli come la grande SUV Free e l’imponente monovolume ibrida plug-in Dream, portando un’offerta di lusso tecnologicamente avanzata.
    3. GAC: Un altro gigante statale, già presente a Milano con un centro stile. La sua arma sarà la crossover elettrica Aion V, che promette spazio, autonomia e un design accattivante per il segmento dei SUV medi.
    4. Zeekr: Il brand di lusso elettrico di Geely. Modelli come la compatta Zeekr X (basata sulla piattaforma della Smart #1) promettono di portare una ventata di design audace e qualità costruttiva elevatissima, completando l’offerta del gruppo in Italia.
    5. Firefly: Il progetto per auto piccole e premium del costruttore di alta tecnologia Nio. La Firefly EV sarà una citycar elegante e tecnologica, dimostrando che l’elettrificazione può essere anche lussuosa e compatta.

    Conclusioni: Perché il 2026 Sarà l’Anno della Svolta

    Il 2026 si prospetta come l’anno in cui l’offerta cinese passerà dall’essere una “curiosità” a una reale alternativa strutturata. I motivi sono chiari:

    • Diversificazione Estrema: Dalla citycar low-cost (Leapmotor T03) alla super-ibrida da 500+ CV (Omoda 9), c’è un modello per ogni esigenza e portafoglio.
    • Strategie Ibride (di Business): Non solo auto ibride, ma alleanze ibride. Il caso Leapmotor-Stellantis è il primo, ma non sarà l’unico. Produrre in Europa diventerà la chiave per stabilizzarsi.
    • Maturità Tecnica e di Stile: I modelli in arrivo (Voyah, Zeekr, Xpeng) non hanno più nulla da invidiare, in termini di design e tecnologia, ai concorrenti occidentali o coreani.
    • Rete e Identità: I marchi più consolidati (BYD, Geely) stanno costruendo reti di concessionari, mentre quelli nuovi sfruttano canali alternativi (“marchi-cappotto”) per essere immediatamente presenti.

    Il consiglio per chi acquisterà nel 2026? Allargare lo sguardo oltre i marchi tradizionali. La qualità, l’equipaggiamento e la garanzia offerti da molti di questi nuovi player sono ormai ai massimi livelli. Ignorarli significherebbe perdersi alcune delle proposte più interessanti e innovative del mercato.

  • L’industria automobilistica nel 2025 appena concluso: analisi delle strategie di mercato, innovazioni tecnologiche e nuovi modelli

    L’industria automobilistica nel 2025 appena concluso: analisi delle strategie di mercato, innovazioni tecnologiche e nuovi modelli

    Il panorama automobilistico globale nel 2025 ha attraversato una fase di trasformazione senza precedenti, caratterizzata da una ricalibrazione delle strategie industriali che bilancia l’urgenza della transizione ecologica con le realtà operative del mercato. Se l’inizio del decennio è stato segnato da un entusiasmo quasi esclusivo per i veicoli elettrici a batteria (BEV), il 2025 si distingue per un approccio più pragmatico, definito “multi-energia”. Le case automobilistiche stanno rispondendo a una domanda di mercato che, pur mostrando una crescita costante dell’elettrico, vede una resilienza straordinaria dei sistemi ibridi e una rinnovata attenzione per le motorizzazioni termiche ad alta efficienza. Questa evoluzione non è solo una risposta alle preferenze dei consumatori, ma una necessità strategica per mitigare i rischi legati alle infrastrutture di ricarica ancora in via di sviluppo e alle fluttuazioni degli incentivi governativi.

    Analisi del mercato europeo e italiano: dati e tendenze

    Il 2025 si apre con segnali di stabilità per il mercato automobilistico dell’Unione Europea. Le immatricolazioni di nuove auto hanno registrato una crescita cumulativa dell’1,4% nei primi undici mesi dell’anno, raggiungendo quasi 10 milioni di unità. Tuttavia, i volumi rimangono significativamente inferiori ai livelli pre-pandemici, indicando che il settore sta operando in un contesto di “nuova normalità” caratterizzato da margini più elevati su volumi complessivi più contenuti. La transizione verso l’elettrico prosegue, ma a un ritmo che gli esperti definiscono più lento di quanto necessario per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione più ambiziosi, con una quota di mercato dei BEV che si attesta al 16,9% a livello europeo.

    In Italia, la dinamica di mercato presenta peculiarità marcate rispetto alla media europea. Il consumatore italiano continua a prediligere le soluzioni ibride (HEV), che dominano il mercato con una quota del 44,5%, mentre l’elettrico puro fatica a superare la soglia del 6% nel dato cumulato annuo, nonostante picchi temporanei dovuti a cicli di incentivi statali. Il mercato italiano si conferma inoltre come un rifugio per le motorizzazioni tradizionali a benzina e per il GPL, quest’ultimo sostenuto quasi interamente dalla strategia aggressiva del marchio Dacia.

    Quote di mercato per alimentazione in Europa e Italia (Gennaio-Novembre 2025)

    La seguente tabella illustra la distribuzione delle preferenze degli automobilisti, evidenziando il divario tecnologico e di adozione tra il contesto nazionale italiano e quello comunitario.

    AlimentazioneQuota EU (YTD 2025)Quota Italia (YTD 2025)Tendenza vs 2024
    Ibride (HEV)34,6%44,5%In forte crescita
    Benzina27,0%24,7%In calo costante
    Elettriche (BEV)16,9%5,8%Crescita moderata/stagnante
    Plug-in Hybrid (PHEV)9,3%6,2%Crescita guidata dalle flotte
    Diesel9,0%9,4%Declino strutturale
    GPL / Metano3,2%9,3%Stabile/Rilevante solo in IT

    L’analisi dei dati suggerisce che il 2025 sia l’anno del consolidamento dell’ibrido come “nuovo standard” di mercato. Le vetture Full Hybrid e Mild Hybrid offrono il compromesso ideale tra riduzione delle emissioni, costi d’acquisto gestibili e assenza di ansia da ricarica, fattori che rimangono prioritari per la maggior parte degli acquirenti privati.

    Strategie dei grandi gruppi: Stellantis e il rilancio dei volumi

    Stellantis ha affrontato il 2025 con una strategia mirata a riconquistare le fasce di mercato più popolari, utilizzando piattaforme modulari che consentono una flessibilità produttiva estrema. Il cuore di questa strategia è la piattaforma “Smart Car”, destinata a veicoli di segmento B e C che devono mantenere prezzi accessibili pur offrendo versioni elettrificate.

    Fiat: la transizione della Panda e la nuova Grande Panda

    Per Fiat, il 2025 rappresenta un anno di dualismo strategico. Da un lato, la produzione della classica Panda (ora Pandina) prosegue a Pomigliano d’Arco con motorizzazione Mild Hybrid per soddisfare la domanda di base, confermandosi l’auto più venduta in Italia con oltre 99.000 unità. Dall’altro, il debutto della Fiat Grande Panda segna l’ingresso del marchio in una nuova era globale. La Grande Panda, lunga 3,99 metri, rompe con il passato offrendo un design ispirato agli anni ’80 ma con contenuti tecnologici contemporanei.

    La gamma della Grande Panda è strutturata per coprire ogni esigenza di mobilità urbana:

    • Versione Elettrica: Dotata di un motore da 113 CV (83 kW) e una batteria da 44 kWh, offre un’autonomia di circa 320 km nel ciclo WLTP. Una caratteristica distintiva è il cavo di ricarica a spirale integrato nel frontale, che evita l’uso di cavi esterni ingombranti.
    • Versione Ibrida: Utilizza il nuovo motore 1.2 Turbo a tre cilindri con tecnologia Mild Hybrid a 48V, capace di erogare 100 CV e accoppiato a un cambio automatico a doppia frizione. Questo propulsore è progettato per ridurre i consumi del 15% rispetto a un’unità termica equivalente.
    ModelloVersionePotenzaPrezzo ListinoPrezzo con Incentivi (est.)
    Grande PandaIbrida Pop100 CV€ 18.900€ 16.950
    Grande PandaElettrica RED113 CV€ 24.900€ 15.900 (con rottamazione)

    Il posizionamento della Grande Panda è cruciale: essa deve competere non solo con le rivali europee, ma anche con la nuova ondata di citycar elettriche cinesi che mirano alla soglia dei 20.000 euro.

    Alfa Romeo e Jeep: tra performance e off-road elettrificato

    Alfa Romeo ha completato la gamma della Junior, il suo crossover compatto, introducendo la versione Q4 a trazione integrale, essenziale per mantenere il DNA sportivo del marchio anche nel segmento B. Tuttavia, l’attenzione degli appassionati è rivolta verso il 2026, quando verrà svelata la nuova generazione della Stelvio, basata sulla piattaforma STLA Large. Sarà la prima Alfa Romeo nativa elettrica di grandi dimensioni, promettendo autonomie vicine ai 700 km e potenze che supereranno gli 800 CV nelle versioni Quadrifoglio.

    Jeep, nel frattempo, consolida il successo della Avenger, che si è posizionata stabilmente al terzo posto nelle vendite assolute in Italia. Parallelamente, è stata avviata a Melfi la produzione della nuova Jeep Compass, che sarà disponibile in versioni ibride ed elettriche, coprendo il cuore del mercato dei SUV medi, anche se contemporaneamente ha dato l’addio alla Renegade, in attesa di un futuro modello su base Peugeot.

    Il Gruppo Volkswagen: ricalibrazione e innovazione digitale

    Il Gruppo Volkswagen sta attraversando una fase di profondo rinnovamento, non solo nei prodotti ma anche nell’architettura software. Dopo le difficoltà iniziali con la famiglia ID, il 2025 vede il lancio di modelli di seconda generazione che correggono molti dei difetti segnalati dagli utenti, come la qualità degli interni e la fluidità del sistema infotainment.

    Volkswagen e il ritorno alla praticità

    Una delle tendenze più rilevanti nel design di Volkswagen per il 2025 è il ritorno ai pulsanti fisici. La casa ha ammesso che l’eccessiva digitalizzazione degli interni, con comandi a sfioramento spesso poco intuitivi, è stata un errore strategico. La nuova Volkswagen T-Roc, presentata alla fine del 2025 per un debutto commerciale nel 2026, incarna questa nuova filosofia: interni più curati, materiali di qualità superiore e un mix bilanciato di schermi e tasti fisici per le funzioni primarie.

    La nuova T-Roc è anche la prima della sua stirpe a offrire una motorizzazione Full Hybrid, mutuata dalla Golf, che promette consumi ridotti e la possibilità di circolare in modalità elettrica per gran parte dei tragitti urbani.

    Audi e la piattaforma PPE: Q6 e-tron e A6 e-tron

    Audi ha inaugurato nel 2025 una nuova era tecnologica con il debutto della piattaforma PPE (Premium Platform Electric), sviluppata in collaborazione con Porsche. Il primo modello a beneficiarne è il SUV Audi Q6 e-tron, seguito dalla berlina A6 e-tron. Questi veicoli introducono un’architettura a 800 volt che permette potenze di ricarica fino a 270 kW, consentendo di recuperare 250 km di autonomia in soli dieci minuti.

    SpecificaAudi A6 e-tron SportbackBMW iX3 (Neue Klasse Preview)
    Potenza di picco551 CV (405 kW)469 CV (345 kW) 25
    Coppia massima855 Nm645 Nm 25
    Batteria (netta)100 kWh108,7 kWh 25
    Autonomia WLTP754 km805 km 25
    Accelerazione 0-100 km/h3,9 secondi4,9 secondi 25

    L’analisi comparativa evidenzia come Audi stia puntando sull’efficienza aerodinamica e sulla rapidità di ricarica, mentre i rivali, come BMW con la futura Neue Klasse, sembrano concentrarsi su batterie di dimensioni leggermente superiori per superare la barriera psicologica degli 800 km di autonomia.

    Renault e Dacia: la forza del valore e della nostalgia

    Il Gruppo Renault sta vivendo un momento di straordinario successo commerciale, guidato dalla strategia “Renaulution” lanciata da Luca de Meo e ora nelle mani di Francois Provost, nuovo ceo della casa dopo le dimissioni del dirigente italiano. Il marchio Dacia continua a dominare la fascia economica del mercato, mentre Renault si riposiziona come leader dell’innovazione accessibile e del design emozionale.

    Dacia Bigster: il salto nel segmento C

    Dacia ha presentato nel 2025 la Bigster, un SUV lungo 4,57 metri che porta i valori del marchio nel segmento superiore. Rispetto alla Duster, la Bigster offre uno spazio interno nettamente superiore e finiture più robuste, pur mantenendo un prezzo di partenza estremamente competitivo, fissato a circa 24.800 euro per le versioni Mild Hybrid.

    La Bigster è cruciale per Dacia perché introduce motorizzazioni più evolute, come il sistema Full Hybrid da 158 CV, e conferma la scommessa sul GPL con il motore ECO-G 140, che abbina la trazione integrale alla doppia alimentazione, un’unicità nel mercato europeo.

    Renault 4 E-Tech: l’icona rinasce elettrica

    Dopo il successo della Renault 5, il 2025 è l’anno della Renault 4 E-Tech Electric. Questo SUV di segmento B richiama le forme della storica “quattrolitro” ma poggia sulla moderna piattaforma AmpR Small. La R4 si rivolge alle famiglie giovani che cercano praticità: il bagagliaio da 420 litri ha una soglia di carico bassa e forme regolari, ideale per l’uso quotidiano.

    AllestimentoBatteriaAutonomiaPotenzaPrezzo
    Evolution Urban40 kWh308 km120 CV€ 29.900
    Techno Comfort52 kWh408 km150 CV€ 34.900
    Iconic Comfort52 kWh408 km150 CV€ 36.900

    Renault ha intelligentemente utilizzato la leva della nostalgia per differenziare i suoi prodotti elettrici in un mercato affollato di modelli dal design anonimo, riuscendo a mantenere prezzi concorrenziali grazie alla condivisione di componenti tra R4 ed R5.

    L’avanzata cinese: BYD e i nuovi player del lusso e del valore

    Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui i produttori cinesi hanno smesso di essere una curiosità per diventare attori dominanti. BYD ha consolidato la sua posizione di leader globale delle vendite elettriche, superando Tesla grazie a una gamma che copre ogni segmento, dalla piccola Seagull (Dolphin Surf) all’imponente SUV Tang.

    BYD Seal U e il successo del Plug-in “Long Range”

    In Italia, il SUV BYD Seal U ha ottenuto risultati sorprendenti, diventando l’ibrida plug-in più venduta in determinati mesi del 2025. Il segreto di questo successo risiede nel sistema DM-i (Dual Mode Intelligent), che privilegia la trazione elettrica e utilizza il motore termico principalmente come generatore. Con una batteria di dimensioni generose per la categoria, la Seal U permette di percorrere oltre 80 km in modalità puramente elettrica e oltre 1.000 km in modalità combinata, offrendo una risposta concreta a chi non è ancora pronto per il passaggio al BEV puro.

    I marchi emergenti: Omoda e Jaecoo

    Il gruppo Chery ha lanciato con successo i marchi Omoda e Jaecoo in Europa nel 2025. La Omoda 5, disponibile sia in versione a benzina che elettrica, ha convinto per il rapporto dotazioni/prezzo e per un design d’impatto. Jaecoo, posizionato come marchio di SUV più orientati al lusso e al fuoristrada, ha debuttato con la Jaecoo 7, che ha scalato rapidamente le classifiche delle vendite ibride plug-in in Italia, posizionandosi tra i primi tre modelli del segmento a pochi mesi dal lancio.

    La rivoluzione dei Software-Defined Vehicles (SDV)

    La trasformazione più profonda del 2025 non riguarda la propulsione, ma l’architettura elettronica. L’auto è diventata un “computer su ruote”, dove il software definisce le funzioni, le prestazioni e persino il valore residuo del veicolo.

    Centralizzazione dell’architettura e aggiornamenti OTA

    Tradizionalmente, un’auto moderna gestiva le sue funzioni tramite 50-100 centraline elettroniche (ECU) separate. I modelli del 2025, come la Mercedes-Benz Classe S con il sistema MB.OS e l’Audi Q6 e-tron, stanno passando ad architetture a calcolo centralizzato.28 Questo cambiamento permette di:

    • Ridurre i cablaggi: Una struttura centralizzata riduce il peso dei cavi di decine di chilogrammi, migliorando l’efficienza energetica.
    • Aggiornamenti Over-The-Air (OTA): Le case automobilistiche possono ora correggere bug, migliorare l’efficienza dei motori o sbloccare nuove funzioni di assistenza alla guida da remoto, senza che il cliente debba recarsi in officina.
    • Nuovi modelli di business: I costruttori stanno introducendo servizi in abbonamento (Features-on-Demand), come il riscaldamento dei sedili o sistemi di guida autonoma avanzata attivabili solo quando necessario.

    L’Intelligenza Artificiale a bordo: ChatGPT e oltre

    L’integrazione dell’IA generativa è diventata uno standard nei lanci del 2025. Volkswagen, tramite la consociata software CARIAD, ha integrato ChatGPT nei suoi assistenti vocali. Questo permette al conducente di interagire in modo naturale, chiedendo non solo di regolare il clima, ma anche di ricevere informazioni complesse o suggerimenti proattivi basati sulle routine apprese dal veicolo.

    Funzione IAApplicazione praticaVantaggio per l’utente
    Assistente Vocale AvanzatoChatGPT integrato su modelli VW, Audi, SkodaInterazione naturale e risoluzione problemi complessi
    Manutenzione PredittivaMonitoraggio costante dei componenti criticiRiduzione guasti improvvisi e fermi macchina
    Personalizzazione RoutineApprendimento percorsi e settaggi comfortL’auto anticipa le esigenze del conducente
    Guida Autonoma Livello 3Sistemi LiDAR e AI su Mercedes e BMWPossibilità di distogliere lo sguardo in autostrada

    Sostenibilità e Scienza dei Materiali: oltre le emissioni allo scarico

    La sostenibilità nel 2025 è un concetto olistico che riguarda l’intero ciclo di vita dell’auto. I produttori stanno investendo pesantemente in materiali che riducano l’impatto ambientale della fase produttiva e facilitino il riciclo a fine vita.

    Rivestimenti bio-based e tessuti riciclati

    L’uso della pelle animale è in rapido declino nei nuovi lanci del 2025, sostituito da alternative vegetali e materiali rigenerati di alta qualità.

    • Volvo ha introdotto il materiale Nordico, realizzato con polimeri derivati da scarti dell’industria cartaria e poliestere riciclato.
    • Skoda utilizza tessuti realizzati con fibre ottenute dal riciclo delle bottiglie in PET e, nella nuova Octavia, componenti prodotti a partire dalle fibre corte dei jeans triturati.
    • Continental ha avviato la produzione di serie di pneumatici che incorporano gomma naturale estratta dalle radici del dente di leone, una risorsa che richiede meno terreno e acqua rispetto alle piantagioni tradizionali.

    La ricerca si sta spostando anche verso la riduzione del peso tramite l’uso di fibre composite naturali, come il lino intrecciato, che richiede molta meno energia per essere prodotto rispetto alla plastica o all’alluminio, offrendo al contempo eccellenti proprietà di smorzamento acustico.

    Il segmento del lusso e delle supercar: l’elettrificazione emozionale

    Il lusso automobilistico sta affrontando la sfida di mantenere l’esclusività e l’emozione in un mondo elettrificato. Il 2025 è l’anno in cui i marchi più prestigiosi definiscono la loro identità elettrica.

    Ferrari: l’attesissima “Ferrari Elettrica”

    Il 9 ottobre 2025 è stata la data fissata da Ferrari per svelare la piattaforma della sua prima vettura 100% elettrica, con un lancio commerciale previsto per il 2026. Ferrari ha scelto un approccio di “integrazione verticale”, sviluppando e producendo internamente batterie e motori a Maranello per garantire il controllo totale sulle prestazioni e sulla “voce” dell’auto.

    Le specifiche indicano una vettura a quattro motori, con trazione integrale e una potenza di picco che supererà i 1.000 CV in modalità Boost. Nonostante l’assenza di un motore a combustione, Ferrari promette un’esperienza sonora autentica, non artificiale, derivata dall’amplificazione delle frequenze naturali del powertrain elettrico.

    Lamborghini e Maserati

    Lamborghini prosegue il suo percorso di ibridazione totale con la Urus SE e la Temerario, l’erede della Huracán, che adotta un sistema ibrido plug-in con motore V8 biturbo capace di regimi di rotazione elevatissimi. Maserati, d’altra parte, consolida la gamma “Folgore”, con versioni completamente elettriche della GranTurismo e della Grecale, puntando su un lusso tipicamente italiano unito a prestazioni di vertice.

    Sicurezza e Affidabilità: i risultati dei test 2025

    La sicurezza stradale ha fatto un balzo in avanti nel 2025, grazie alla diffusione di sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) più precisi ed economici.

    Affidabilità dei sistemi di propulsione

    I dati di J.D. Power del 2025 mostrano un quadro interessante sull’affidabilità delle diverse motorizzazioni. Mentre le auto ibride (HEV) si confermano le più affidabili, con il minor numero di problemi per 100 veicoli (199 PP100), le ibride plug-in (PHEV) hanno registrato un calo della qualità, risultando la categoria più problematica (242 PP100) a causa della complessità dei sistemi di gestione integrata. Le auto elettriche pure (BEV) hanno mostrato il miglioramento più rapido, riducendo i difetti legati ai software di gestione termica delle batterie.

    Euro NCAP e IIHS: i leader della sicurezza

    Nel 2025, ben 18 nuovi modelli hanno ottenuto le ambite 5 stelle Euro NCAP, con risultati particolarmente brillanti per la Volkswagen T-Roc e la nuova Audi Q5. Negli Stati Uniti, l’istituto IIHS ha premiato come “Top Safety Pick+” modelli come la Tesla Model Y, la Honda Civic e la Mazda CX-90, evidenziando l’efficacia dei nuovi airbag centrali per prevenire l’urto tra i passeggeri in caso di impatto laterale.

    ModelloValutazione SicurezzaCaratteristica Distintiva
    Audi Q6 e-tronTop Safety Pick+Protezione pedoni avanzata con sensori acustici
    Tesla Model YTop Safety Pick+Sistemi di prevenzione urti frontali al vertice
    Volvo XC90 (2025)Top Safety Pick+Struttura rinforzata per urti a velocità elevata
    Honda HR-VTop Safety Pick+Sicurezza per i passeggeri posteriori migliorata

    Analisi del design 2025: tra aerodinamica e ritorno al passato

    Il design automobilistico nel 2025 sta vivendo un interessante paradosso. Per le auto elettriche ad alta autonomia, la forma è dettata esclusivamente dal vento, portando a silhouette “a goccia” molto simili tra loro. Allo stesso tempo, si assiste a una rinascita del design “neo-retrò”, dove i marchi riscoprono i propri canoni stilistici del passato per differenziarsi dalla concorrenza asiatica.

    L’importanza del coefficiente aerodinamico (Cx)

    Per un’auto elettrica, ridurre il Cx è il modo più economico per aumentare l’autonomia. L’Audi A6 e-tron ha raggiunto un valore di 0,21, uno dei più bassi al mondo, grazie a un frontale carenato, specchietti virtuali (telecamere) e una coda estremamente rastremata. Questo sforzo ingegneristico permette di guadagnare fino a 30 km di autonomia reale in autostrada rispetto a un SUV equivalente.

    Il vetro intelligente ed elettrocromico

    Una tendenza tecnologica emergente nel 2025 riguarda l’uso di tetti in vetro intelligenti. Sistemi come quelli visti sulla Renault 4 e sulla Tesla Model 3 permettono di oscurare il vetro tramite un comando elettrico, eliminando la necessità di tendine parasole fisiche ingombranti e pesanti, contribuendo così alla riduzione del peso complessivo e migliorando l’abitabilità.

    Previsioni per il 2026: i finalisti del Car of the Year

    Il 2025 si chiude con l’annuncio dei sette finalisti per il prestigioso premio “Auto dell’Anno 2026”, la cui proclamazione avverrà il 9 gennaio 2026 al Salone di Bruxelles. Questa lista riflette perfettamente le tendenze analizzate in questo rapporto: prevalenza di SUV e crossover, mix di alimentazioni e forte attenzione al valore economico.

    I sette finalisti analizzati

    1. Citroën C5 Aircross: Un SUV che punta tutto sul comfort e sulla spaziosità, offrendo un bagagliaio da 479 litri e motorizzazioni che spaziano dal Mild Hybrid all’elettrico puro.
    2. Dacia Bigster: Rappresenta il culmine della strategia di valore di Dacia, offrendo un veicolo di grandi dimensioni a un prezzo accessibile, senza rinunciare a tecnologie ibride moderne.
    3. Fiat Grande Panda: La scommessa di Fiat sul mercato globale, capace di unire design iconico e flessibilità energetica.
    4. Kia EV4: Una berlina elettrica dal design audace che sfida le convenzioni del segmento, promettendo autonomie fino a 625 km.
    5. Mercedes-Benz CLA: Il manifesto tecnologico di Mercedes per la mobilità elettrica compatta, con un sistema a 800V capace di un’autonomia dichiarata di quasi 800 km.
    6. Renault 4: La sintesi perfetta tra nostalgia e praticità elettrica urbana.
    7. Skoda Elroq: Un SUV compatto elettrico che punta sulla solidità costruttiva e sulle soluzioni “Simply Clever” tipiche del marchio boemo.

    La vittoria di uno di questi modelli segnerà la direzione del mercato per il prossimo anno, ma la sola presenza di modelli come la Bigster e la Grande Panda tra i finalisti suggerisce che l’industria stia tornando a dare priorità alla concretezza e all’accessibilità economica.

    Sfide e Opportunità: il futuro della catena del valore

    Il settore automobilistico nel 2025 non è privo di sfide sistemiche. Le tensioni commerciali tra Europa e Cina hanno portato all’introduzione di dazi che stanno rimescolando le carte del mercato, spingendo produttori come BYD e Leapmotor a investire in fabbriche sul suolo europeo per mantenere la competitività.

    La corsa alle batterie allo stato solido

    Mentre le batterie agli ioni di litio attuali hanno raggiunto una maturità elevata, il 2025 ha visto l’intensificarsi della ricerca sulle batterie allo stato solido (Solid-State Batteries). Marchi come Toyota e Nissan hanno confermato che i primi prototipi di serie inizieranno i test nel 2026, promettendo di risolvere definitivamente l’ansia da autonomia con tempi di ricarica paragonabili a un pieno di benzina.

    La resilienza del mercato dell’usato e del noleggio

    In un contesto di prezzi delle auto nuove ancora elevati, il 2025 ha visto una crescita esponenziale del mercato del noleggio a lungo termine (NLT) e dell’usato certificato. Per molti automobilisti, il noleggio rappresenta il modo più sicuro per testare la mobilità elettrica senza assumersi il rischio legato alla svalutazione tecnologica e al calo del valore residuo delle batterie.

    Sintesi Finale

    Il mercato automobilistico del 2025 è un ecosistema in equilibrio dinamico. Da un lato, la spinta verso l’innovazione digitale e l’elettrificazione sta trasformando radicalmente il prodotto “automobile”, rendendolo sempre più simile a un device tecnologico complesso. Dall’altro, la necessità di mantenere volumi di vendita sostenibili sta portando a un ritorno alla concretezza, con un’attenzione rinnovata verso i costi d’acquisto e la praticità d’uso quotidiana.

    Le case automobilistiche che usciranno vincitrici da questa fase sono quelle capaci di gestire la complessità di una gamma multi-energia, offrendo al cliente la libertà di scegliere la motorizzazione più adatta alle proprie esigenze senza compromettere la sicurezza, il design o il comfort digitale. In questo scenario, l’Italia si conferma un mercato chiave per testare la resilienza delle tecnologie ibride e la capacità dei marchi di democratizzare l’innovazione, in attesa che l’infrastruttura di ricarica e i costi delle batterie permettano una transizione elettrica di massa realmente inclusiva.

  • Omoda 9: la SUV ibrida cinese che sorprende (ma non convince del tutto)

    Omoda 9: la SUV ibrida cinese che sorprende (ma non convince del tutto)

    La Omoda 9 è l’ultima proposta del marchio cinese Chery, una SUV ibrida plug-in che punta a competere con i modelli europei e giapponesi grazie a un mix di prestazioni, spazio e tecnologia. Con un prezzo di 51.900 €, offre un’ottima dotazione e un’autonomia elettrica generosa, ma come si comporta su strada? Scopriamolo in questa analisi.


    Design: elegante e sportiva, con qualche compromesso

    La Omoda 9 si presenta con un design moderno e filante:

    • Frontale aggressivo con griglia a rombi e fari a matrice LED.
    • Linee aerodinamiche grazie al tetto spiovente e alle maniglie a scomparsa.
    • Posteriore muscoloso con quattro terminali di scarico (puramente estetici).

    Nell’abitacolo, la qualità degli interni è alta:
    ✔ Materiali premium (pelle Nappa, tessuti morbidi).
    ✔ Sedili riscaldabili e ventilati (con massaggio per il guidatore).
    ✔ Doppio schermo da 12,3 pollici (cruscotto digitale e touchscreen centrale).

    Pecca? L’interfaccia multimediale è poco intuitiva, e gli schermi, pur essendo ben definiti, sembrano piccoli rispetto alla concorrenza.


    Spazio e comfort: tanti centimetri, ma il bagagliaio delude

    Con i suoi 4,78 metri di lunghezza, la Omoda 9 offre ampio spazio per passeggeri:
    ✅ Posti posteriori comodi (pavimento piatto, testa libera nonostante il tetto panoramico).
    ✅ Abitacolo silenzioso, grazie a pneumatici studiati per ridurre il rumore.

    Il bagagliaio, però, è un punto debole:
    ❌ 660 litri dichiarati (misurati in modo poco convenzionale).
    ❌ Poco alto a causa delle batterie, e privo di attacchi per il carico.


    Tecnologia e sicurezza: una dotazione da premium

    La Omoda 9 brilla per equipaggiamento completo:

    • 14 altoparlanti Sony (due integrati nei poggiatesta).
    • Cruise control adattivo con adattamento in curva.
    • Frenata automatica (anche in retromarcia) con rilevamento pedoni.
    • 8 airbag, incluso quello centrale anti-collisione tra passeggeri.

    Prestazioni: 537 CV e trazione integrale, ma la guida è rilassata

    La Omoda 9 monta un sistema ibrido plug-in da 537 CV totali:

    • 1.5 Turbo benzina (143 CV) + 3 motori elettrici (due anteriori, uno posteriore).
    • Batteria da 34,5 kWh → 145 km di autonomia elettrica (oltre 100 km reali).
    • 0-100 km/h in 4,9 secondi, ma non è un’auto sportiva.

    Come si guida?
    ✔ Prestazioni brillanti in modalità Sport, ma meglio non esagerare.
    ✔ Sterzo leggero e poco preciso, sospensioni rigide sulle buche.
    ✔ Freni potenti, ma il peso (2,3 tonnellate) si fa sentire in curva.


    Vantaggi e svantaggi

    ✅ PERCHÉ SÌ

    • Autonomia elettrica elevata (oltre 100 km reali).
    • Dotazione ricchissima (fari Matrix LED, sedili massaggianti, ADAS avanzati).
    • Finiture di alto livello (materiali premium, assemblaggio curato).

    ❌ PERCHÉ NO

    • Bagagliaio poco pratico (basso e poco attrezzato).
    • Comportamento dinamico migliorabile (sterzo impreciso, sospensioni rigide).
    • Sistema multimediale poco intuitivo.

  • Jaecoo 7 Super Hybrid: il SUV cinese che sfida l’Europa con tecnologia e prezzo

    Jaecoo 7 Super Hybrid: il SUV cinese che sfida l’Europa con tecnologia e prezzo

    Il gruppo cinese Chery lancia sul mercato italiano la Jaecoo 7 Super Hybrid, un SUV compatto che promette di rivoluzionare il segmento con una tecnologia ibrida avanzata e un listino aggressivo a partire da 38.900 euro. Questo modello condivide la piattaforma con l’Omoda 5 ma introduce un innovativo sistema di propulsione che lo differenzia dalle tradizionali ibride plug-in.

    Design: eleganza ispirata ai premium europei

    Esternamente la Jaecoo 7 colpisce per uno stile sofisticato che ricorda modelli premium:

    • Calandra a listelli verticali cromati
    • Fari LED sottili con grafica a pixel
    • Profilo dinamico con tetto a contrasto
    • Dimensioni generose: 4,5 m di lunghezza x 1,87 m di larghezza

    Gli unici elementi che tradiscono la natura ibrida sono:

    • Badge “PHEV” sul portellone
    • Secondo sportello per la ricarica
    • Decorazioni specifiche sulle portiere

    Interni: tecnologia e qualità a sorpresa

    L’abitacolo rappresenta uno dei punti di forza:

    • Display centrale da 14,8″ verticale con processore Qualcomm 8155
    • Quadro strumenti digitale ad alta risoluzione
    • Materiali premium con accostamenti originali
    • Sistema telecamere 540° con vista sottoscocca
    • Bagagliaio da 500 a 1.300 litri

    La rivoluzione Super Hybrid: come funziona?

    Il cuore tecnologico è un sistema ibrido complesso che combina:

    • Motore termico 1.5 Miller da 143 CV
    • Motore elettrico principale da 204 CV
    • Secondo motore elettrico per la gestione energetica
    • Batteria da 18,3 kWh

    Prestazioni e consumi:

    • Potenza combinata: 347 CV / 525 Nm
    • 0-100 km/h: 8,5 secondi
    • Autonomia elettrica: fino a 130 km (ciclo urbano)
    • Autonomia totale: ~1.200 km
    • Consumi medi: 4,4 l/100 km (test su strada)

    La particolarità sta nella capacità di viaggiare principalmente in elettrico, con il termico che interviene solo oltre i 110 km/h o in accelerazioni intense. La ricarica veloce a 40 kW consente di passare dal 30 all’80% in circa 20 minuti.

    Dotazioni e prezzi: l’asso nella manica

    La Jaecoo 7 Super Hybrid è disponibile in due versioni:

    Premium (da 38.900€) include:

    • Fari full LED
    • Sedili in ecopelle elettrici
    • Android Auto/Apple CarPlay wireless
    • Telecamera 540°

    Exclusive (da 40.900€) aggiunge:

    • Volante e sedili riscaldati
    • Tetto panoramico
    • Head-up display
    • Audio Sony 8 altoparlanti

    Garanzia e servizi

    Chery offre una copertura estesa:

    • 7 anni/150.000 km per la vettura
    • 8 anni/160.000 km per i componenti elettrici

    Verdetto: una seria concorrente?

    La Jaecoo 7 Super Hybrid rappresenta una interessante alternativa nel segmento dei SUV ibridi, con:
    ✅ Tecnologia ibrida innovativa
    ✅ Qualità costruttiva sorprendente
    ✅ Prezzo aggressivo

    Rimangono da verificare:
    ⚠ Affidabilità a lungo termine
    ✔ Network assistenza in espansione

    Per chi cerca una soluzione ibrida avanzata senza spendere come per un modello premium europeo, la Jaecoo 7 merita senz’altro un’occhiata. La sfida ora sarà convincere gli scettici sul valore dei brand cinesi nel mercato europeo.

    Per chi invece non ha necessità di una motorizzazione ibrida, Jaecoo 7 è disponibile con un motore 1.6 turbo benzina da 147 cavalli , disponibile con trazione anteriore a 33.900 euro e a trazione integrale a 37.900 che ne fanno uno dei suv 4×4 più convenienti del mercato.

  • Omoda 5: il SUV che segna l’ingresso di Chery in Italia con stile e tecnologia

    Omoda 5: il SUV che segna l’ingresso di Chery in Italia con stile e tecnologia

    Il Gruppo Chery, uno dei principali costruttori automobilistici cinesi fondato nel 1997, ha deciso di fare il suo ingresso ufficiale in Europa con un’offerta ambiziosa: il marchio Omoda, affiancato dal più premium Jaecoo. Il primo modello a debuttare in Italia è l’Omoda 5, un SUV compatto che si propone di competere con modelli affermati come Kia SportageNissan Qashqai e Volkswagen Tiguan. Con un design accattivante, una tecnologia avanzata e un prezzo competitivo, l’Omoda 5 punta a conquistare il mercato italiano, supportato da una rete di vendita e assistenza in rapida espansione.

    Un po’ di storia: Chery e la sua ascesa globale

    Chery è un nome che in Italia potrebbe non suonare familiare a tutti, ma a livello globale è un gigante dell’automotive. Fondata nel 1997 in Cina, Chery ha rapidamente scalato le classifiche dei produttori automobilistici, raggiungendo quasi 1,9 milioni di veicoli venduti nel 2023. Sebbene sia ancora lontana dai numeri di colossi come Toyota o Volkswagen, Chery ha dimostrato di saper innovare e crescere, puntando su tecnologie avanzate e design moderno.

    In Italia, Chery è già presente indirettamente attraverso il marchio DR, che commercializza modelli basati su piattaforme del gruppo cinese. Con Omoda e Jaecoo, però, il costruttore ha deciso di entrare direttamente nel mercato europeo, puntando su una gamma di SUV e crossover che uniscano qualità, tecnologia e prezzi accessibili.

    Design: moderno e originale

    L’Omoda 5 si distingue per un design audace e contemporaneo, che cattura l’attenzione fin dal primo sguardo. Il frontale è dominato da una griglia a nido d’ape che occupa gran parte della calandra, affiancata da luci diurne a LED sottili e affusolate. I fari principali, posizionati più in basso, completano un look aggressivo ma elegante.

    Le fiancate presentano linee dinamiche, con una nervatura marcata che attraversa i fanali posteriori, mentre il tetto discendente e il lunotto molto inclinato conferiscono alla vettura un aspetto sportivo. I dettagli cromati e le ruote in lega da 18 pollici aggiungono un tocco di raffinatezza, rendendo l’Omoda 5 un’auto che non passa inosservata.

    Interni: tecnologia e comfort

    Gli interni dell’Omoda 5 colpiscono per l’attenzione ai dettagli e l’abbondanza di tecnologia. La plancia è dominata da due schermi da 12,3 pollici integrati in un unico pannello, che ospitano la strumentazione digitale e il sistema infotainment con Apple CarPlay e Android Auto wireless. I materiali, pur non essendo di fascia premium, sono ben assemblati e offrono un’impressione di solidità.

    Il comfort è garantito dai sedili riscaldabili (e ventilati nella versione Premium), dal volante riscaldabile e dal climatizzatore automatico bizona. L’illuminazione ambientale, con 64 colori personalizzabili, aggiunge un tocco di modernità, mentre il sistema di purificazione dell’aria contribuisce a creare un ambiente piacevole.

    Lo spazio a bordo è adeguato per cinque persone, anche se il bagagliaio da 292 litri (espandibili a 360) potrebbe risultare un po’ stretto per chi ha esigenze di carico più elevate.

    Motorizzazioni e prestazioni

    L’Omoda 5 debutta in Italia con un motore 1.6 turbo benzina da 197 CV, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti. La trazione è anteriore, ma la versione 4×4 è già in programma per chi cerca maggiore versatilità. Le prestazioni sono più che sufficienti per un uso quotidiano, con uno 0-100 km/h coperto in 7 secondi e una velocità massima di 191 km/h.

    Disponibile anche la versione elettrica, con batteria da  61,1 kWh che promette un’autonomia compresa tra i 400 e i 430 km.

    Sicurezza e dotazioni

    L’Omoda 5 non delude neanche sul fronte della sicurezza, avendo ottenuto 5 stelle Euro NCAP. Di serie sono presenti il cruise control adattivo, il monitoraggio dell’angolo cieco, la frenata automatica d’emergenza e il mantenimento della corsia. La telecamera a 360 gradi e i sensori di parcheggio completano un pacchetto di assistenza alla guida molto completo.

    Prezzi e rete di vendita

    Il listino dell’Omoda 5 parte da 27.900 euro per la versione Comfort, mentre la Premium è disponibile a 29.900 euro. Un prezzo competitivo, soprattutto considerando le dotazioni di serie e la tecnologia offerta.

    Chery sta lavorando per espandere la sua rete di vendita e assistenza in Italia, con l’obiettivo di aprire 80 concessionarie entro breve. Una mossa necessaria per garantire supporto ai clienti e consolidare la presenza del marchio nel mercato europeo.

    Conclusioni

    L’Omoda 5 rappresenta un’ottima opportunità per chi cerca un SUV compatto con un buon rapporto qualità-prezzo. Con un design accattivante, interni tecnologici e prestazioni solide, questo modello ha tutte le carte in regola per competere con i rivali europei.

    Per Chery, l’Omoda 5 è solo l’inizio di un’avventura che punta a conquistare il mercato italiano e non solo. Con una gamma in espansione e una rete di vendita in crescita, il gruppo cinese dimostra di voler giocare un ruolo da protagonista nel panorama automobilistico globale.