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  • Svolta Epocale Stellantis: Piattaforme Leapmotor per Fiat, Opel e Peugeot

    Svolta Epocale Stellantis: Piattaforme Leapmotor per Fiat, Opel e Peugeot

    Il gruppo di Antonio Filosa pronto a integrare la tecnologia cinese per ridurre i costi delle elettriche


    Una rivoluzione silenziosa si sta preparando nei quartieri generali di Stellantis. Il colosso automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA sta seriamente valutando di utilizzare le piattaforme e le tecnologie per veicoli elettrici del suo partner cinese Leapmotor per equipaggiare i futuri modelli dei marchi europei destinati al mercato di massa .

    Fiat, Opel, Peugeot, Citroën e DS potrebbero presto abbandonare le architetture sviluppate internamente per abbracciare soluzioni “made in China”, in una mossa che segnerebbe una svolta epocale per l’industria automobilistica europea.


    L’Alleanza che Cambia le Regole del Gioco

    Stellantis possiede attualmente circa il 15% di Leapmotor e, attraverso la joint venture Leapmotor International (partecipata al 51% dal gruppo guidato da Antonio Filosa), vende già in Europa alcuni modelli del brand cinese come il SUV C10 e la citycar T03, assemblandoli in parte nello stabilimento spagnolo di Saragozza .

    Ma ora l’obiettivo è ben più ambizioso: non limitarsi a distribuire auto cinesi in Europa, ma integrare profondamente la tecnologia di Leapmotor – ritenuta più avanzata e conveniente – per dare vita alle prossime generazioni di veicoli elettrici dei marchi storici del Vecchio Continente .

    Secondo quanto riportato da Bloomberg e ripreso da diverse testate specializzate, i due partner mirano a finalizzare un accordo definitivo entro la fine del 2026 . Le trattative, attualmente in fase iniziale, puntano ad ampliare una partnership che finora è rimasta prevalentemente di natura commerciale e finanziaria.


    Perché Stellantis Sceglie la Tecnologia Cinese

    La motivazione principale è chiara: ridurre drasticamente i costi di sviluppo e produzione per tenere testa alla feroce concorrenza dei giganti asiatici come BYD e MG, ma anche per rispondere alle sfide poste da costruttori europei come Volkswagen e Renault .

    Il mercato europeo ha bisogno di auto elettriche dal prezzo più accessibile e con un miglior rapporto autonomia-costo . Stellantis considera la tecnologia delle batterie e dei propulsori di Leapmotor superiore e più economica rispetto alle piattaforme sviluppate internamente .

    Questa mossa si inserisce in un contesto di profonda riorganizzazione interna. Il gruppo ha recentemente annunciato svalutazioni per 22,2 miliardi di euro e una perdita record di 20 miliardi, avviando un parziale ridimensionamento della sua precedente strategia sulle auto elettriche . Lo stesso Antonio Filosa ha riconosciuto che il settore ha “sopravvalutato il ritmo della transizione energetica” .


    La Tecnologia in Ballo: Piattaforme e Range Extender

    Cosa potrebbe finire sotto il cofano delle future Fiat, Opel e Peugeot? Due sono le direttrici principali.

    1. Piattaforme EV Complete

    Stellantis sta valutando di adottare l’architettura tecnologica di Leapmotor per intere famiglie di veicoli . Se ciò avvenisse, sarebbe la prima volta che un costruttore occidentale utilizza piattaforme e software di origine cinese per i propri modelli destinati al mercato europeo .

    Attualmente, Stellantis dispone di quattro diverse architetture per veicoli elettrici: STLA Small (Peugeot e-208, Fiat 500e), STLA Medium (Opel Grandland, Peugeot e-3008) e Smart Car (Fiat Grande Panda, Citroën e-C3) . L’accordo con Leapmotor potrebbe mettere in discussione il futuro stesso di queste piattaforme.

    2. La Tecnologia EREV (Range Extender)

    Oltre alle piattaforme complete, Stellantis guarda con grande interesse alla soluzione EREV (Extended Range Electric Vehicle) sviluppata da Leapmotor . Si tratta di una configurazione in cui un piccolo motore a benzina non muove le ruote, ma funge esclusivamente da generatore per ricaricare la batteria durante la marcia .

    I vantaggi sono evidenti:

    • Autonomia complessiva fino a 950 km, combinando batteria e serbatoio 
    • Emissioni dichiarate di appena 10 g/km di CO₂ 
    • Esperienza di guida sempre elettrica, silenziosa e fluida
    • Soluzione ideale per chi teme l’ansia da ricarica

    Tianshu Xin, CEO internazionale di Leapmotor, ha confermato ad Autocar che sono in corso valutazioni con Stellantis per condividere tecnologie attualmente “completamente non correlate”, e la tecnologia EREV è uno dei dossier più concreti .


    I Modelli Coinvolti e i Tempi

    La Prima Ricaduta: Opel Versione del B10

    Secondo indiscrezioni, la prima ricaduta concreta dell’allargamento della collaborazione potrebbe essere una versione Opel del SUV B10 di Leapmotor . Questo modello, insieme ad altri derivati, potrebbe uscire proprio dalla linea di produzione dello stabilimento di Figueruelas (Saragozza), dove Stellantis assembla già le compatte Opel Corsa, Peugeot 208 e Lancia Ypsilon .

    Il Calendario delle Produzioni

    Le tempistiche sono già definite :

    • Estate 2026: inizio produzione del Leapmotor B10 a Saragozza
    • Terzo trimestre 2027: arrivo previsto della B05
    • Futuro: modelli A10 e A05 sono nel programma a lungo termine

    La produzione dovrebbe attestarsi intorno alle 40.000 unità nel primo anno pieno, destinata a raddoppiare rapidamente . Per alimentare questa produzione, le società Fagor Ederlan (spagnola) e Duoli Technology (cinese) hanno creato una joint venture vicino a Saragozza, denominata Lieder Automotive, che fornirà telai e componenti .

    La Gigafactory di CATL

    A completare il quadro, a Figueruelas sorgerà anche la gigafactoría di Contemporary Star Energy (CSE), un’alleanza tra Stellantis e il gigante cinese CATL. Con un investimento di 4,1 miliardi di euro, la fabbrica di batterie inizierà a operare a fine 2026 e punta a produrre fino a un milione di unità annue entro il 2028 .


    Le Sfide da Superare

    La strada verso questa integrazione tecnologica non è priva di ostacoli significativi.

    1. Protezione dei Dati e Cybersecurity

    L’integrazione di software cinesi nei veicoli europei solleva importanti questioni legate alla privacy e alla sicurezza delle informazioni degli utenti . I timori riguardano soprattutto la possibilità che i dati di navigazione e comportamentali degli automobilisti europei possano finire in server situati in Cina.

    2. Le Restrizioni USA

    Dal 2027, gli Stati Uniti vieteranno l’importazione e la vendita di veicoli connessi che utilizzano tecnologie legate a Cina o Russia . Questo obbligherà Stellantis a una rigida separazione tra i modelli destinati al mercato europeo e quelli per il redditizio mercato nordamericano.

    3. Normative Europee

    L’Unione Europea sta monitorando con attenzione l’ingresso di tecnologie cinesi nel settore automotive. La produzione locale a Saragozza aiuterà a evitare i dazi sui veicoli importati direttamente dalla Cina, ma non risolve tutti i nodi normativi legati alla proprietà intellettuale e alla sicurezza dei dati .


    Cosa Cambia per i Marchi Europei

    Se l’accordo andrà in porto, assisteremo a un cambiamento profondo nella strategia industriale di Stellantis.

    Per Fiat, che ha appena lanciato la Grande Panda su piattaforma Smart Car, l’integrazione con Leapmotor potrebbe portare a future elettriche più economiche e tecnologicamente avanzate, in grado di competere con le cinesi a prezzo contenuto.

    Per Opel, storicamente il marchio tedesco del gruppo, l’adozione di tecnologie cinesi rappresenta una svolta culturale significativa. La versione Opel del B10 potrebbe essere il primo assaggio di questa nuova era .

    Per Peugeot e Citroën, l’accesso alla tecnologia EREV potrebbe tradursi in modelli a lunga autonomia ideali per il mercato europeo, dove l’infrastruttura di ricarica non è ancora capillare.


    Il Pragmatismo di Stellantis

    In un’intervista recente, Antonio Filosa ha mostrato un approccio molto pragmatico: nonostante la forte spinta all’elettrificazione, Stellantis continuerà a offrire motori diesel su modelli chiave come Peugeot 308 e DS7, per soddisfare la domanda reale del mercato mentre l’infrastruttura di ricarica termina di maturare .

    Questa strategia “dualistica” – da un lato l’innovazione elettrica made in China, dall’altro il mantenimento delle motorizzazioni tradizionali – riflette la volontà di coprire tutte le esigenze dei clienti senza pregiudizi ideologici.


    I Prossimi Passi

    Tutti i dettagli della nuova strategia globale, e il ruolo esatto che Leapmotor giocherà in questo scacchiere, verranno presumibilmente svelati durante il Capital Markets Day previsto per maggio 2026 .

    Nel frattempo, i riflettori restano puntati su Saragozza, dove già nell’estate 2026 inizierà a prendere forma questa nuova era dell’alleanza italo-franco-cinese. Una scommessa ambiziosa che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’industria automobilistica europea.

  • Range Extender: la soluzione per chi ha paura di rimanere a secco con l’elettrico?

    Range Extender: la soluzione per chi ha paura di rimanere a secco con l’elettrico?

    Range Extender: Cos’è e Come Funziona?

    Molti automobilisti sono ancora frenati dall’acquisto di un’auto elettrica a causa della “range anxiety”, la paura di rimanere senza batteria lontano da una colonnina di ricarica. Nonostante le moderne EV offrano 500 km di autonomia e oltre, la rete di ricarica non è ancora perfettamente capillare, soprattutto al di fuori delle grandi città.

    Ecco che entrano in gioco i Range Extender (REx), una tecnologia ibrida particolare che combina un motore elettrico con un piccolo motore termico, il cui compito però non è muovere le ruote, ma generare elettricità per ricaricare la batteria quando questa si sta esaurendo.

    Come funziona un Range Extender?

    • L’auto viaggia sempre in elettrico, con il motore a combustione spento.
    • Quando la batteria scende sotto una certa soglia (es. 20%), si accende il motore termico, che funziona da generatore.
    • Il motore lavora a regime costante e ottimale, riducendo consumi ed emissioni rispetto a un ibrida tradizionale.
    • Non serve collegarsi a una colonnina: basta fare rifornimento di benzina/diesel per “ricaricare” la batteria.

    I Vantaggi dei Range Extender

    two white and red tesla charging station
    Photo by Chad Russell on Pexels.com

    ✅ Meno ansia da autonomia

    • Puoi viaggiare anche senza colonnine, usando il motore termico come backup.
    • Ideale per lunghe distanze o zone con poche infrastrutture di ricarica.

    ✅ Efficienza energetica

    • Il motore termico non deve variare giri, lavorando sempre al regime più efficiente.
    • Riduce sprechi rispetto a un’ibrida tradizionale.

    ✅ Transizione più morbida all’elettrico

    • Chi non è ancora pronto per un’auto full-electric può abituarsi gradualmente.

    Esempi di Auto con Range Extender

    1. Mazda MX-30 R-EV (2023)

    • Motore elettrico + Wankel (rotativo) da 830 cc
    • Autonomia elettrica: 85 km
    • Autonomia totale600+ km grazie al range extender

    2. BMW i3 REx (2013-2018)

    • Una delle prime auto moderne con REx
    • 650 cc bicilindrico che ricarica la batteria

    3. Leapmotor C10 (Cina, 2024)

    • Autonomia combinata: 700+ km
    • Esempio del boom cinese dei REEV (Range Extended Electric Vehicles)

    Perché i Range Extender Stanno Tornando di Moda?

    Negli anni ‘10, auto come Chevrolet Volt e Opel Ampera hanno sperimentato questa tecnologia, ma poi il mercato ha preferito ibride plug-in e full-electric. Oggi, però, i Range Extender stanno vivendo una rinascita, soprattutto in Cina, dove:

    • La rete di ricarica non è ancora matura ovunque.
    • I consumatori vogliono auto elettriche senza ansia da autonomia.

    Anche in Europa e USA c’è un rinnovato interesse, con aziende come ZF che stanno sviluppando nuovi sistemi modulari per auto di diversi segmenti.


    Il Futuro dei Range Extender

    🔋 Verso motori più efficienti

    • Alcuni costruttori stanno testando range extender a idrogeno o motori ultra-compatti.

    🌍 Una tecnologia ponte?

    • Potrebbe essere utile fino a quando la ricarica non sarà ovunque istantanea.
    • Nel lungo periodo, però, batterie più capienti e ricariche ultra-rapide potrebbero renderli meno necessari.

    Conclusioni

    Range Extender sono una soluzione intelligente per chi vuole guidare elettrico senza rinunciare alla sicurezza di un motore termico di backup. Soprattutto in Paesi dove la ricarica è ancora un problema, potrebbero essere l’opzione perfetta per la transizione ecologica.

    Tu cosa ne pensi? Preferisci un’auto full-electric o una con range extender?