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  • Zeekr 9X: il colosso cinese da 1.381 CV che sfida Range Rover (e arriva in Europa)

    Zeekr 9X: il colosso cinese da 1.381 CV che sfida Range Rover (e arriva in Europa)

    C’era una volta l’idea che le auto di lusso nascessero solo in Germania o Inghilterra. Poi è arrivato il Salone di Pechino 2026, e quella convinzione ha iniziato a scricchiolare seriamente.

    Protagonista indiscusso della kermesse cinese è stato lo Zeekr 9X, un SUV full-size che per dimensioni, potenza e tecnologia guarda dritto negli occhi i mostri sacri come Range Rover, Mercedes GLS e BMW X7. Tanto che persino Mansory, il celebrato preparatore bavarese famoso per i suoi lavori su Rolls-Royce e Lamborghini, ha scelto proprio il 9X per la sua prima elaborazione su un’auto cinese, trasformandolo in un concentrato di lusso estremo con tanto di porte “suicide” posteriori in stile Cullinan .

    Ecco perché lo Zeekr 9X è molto più di un semplice SUV: è una dichiarazione di guerra al Vecchio Continente.

    1. Chi è Zeekr (e perché Geely conta)

    Prima di parlare del 9X, facciamo un passo indietro. Zeekr è il marchio premium del colosso Geely, lo stesso gruppo che controlla Volvo, Polestar, Lotus e che è azionista di Mercedes-Benz . Insomma, non è la “startup cinese di turno”, ma un attore globale con solide spalle alle spalle.

    Fondata nel 2021, Zeekr si è fatta conoscere inizialmente con modelli 100% elettrici come la shooting brake 001 e la compatta X, caratterizzati da design europeo (il centro stile è a Göteborg, in Svezia) e tecnologia all’avanguardia . Oggi Zeekr ha già superato le 700.000 unità vendute a livello globale .

    E ora, con l’arrivo dei primi modelli ibridi plug-in (8X e 9X), Zeekr cambia marcia e punta dritta al cuore del mercato luxury europeo .

    2. Zeekr 9X: dimensioni da ammiraglia

    Il 9X è grande. Molto grande. Come si conviene a un’auto pensata per ospitare sei passeggeri in un lusso assoluto :

    DimensioneValoreConfronto
    Lunghezza5.239 mmPiù lungo di Mercedes GLS
    Larghezza2.029 mmOltre 2 metri
    Altezza1.819 mmRoba da fuoristrada
    Passo3.169 mmAbitabilità da limousine

    A questi si aggiunge un peso che supera le tre tonnellate, giustificato da una batteria gigante e da una struttura pensata per assorbire senza sforzi la potenza mostruosa che vedremo tra poco .

    Il design, curato in Svezia, gioca su una calandra verticale imponente, gruppi ottici a doppio piano e una coda che richiama le migliori tradizioni britanniche . Proprio per questo suo look “status symbol”, Mansory ha deciso di esaltarlo ulteriormente con un pacchetto in carbonio e le celebri portiere posteriori incernierate al montante C, trasformando l’accesso ai sedili dietro in una vera e propria cerimonia .

    3. Cuore ibrido: 1.381 CV e oltre 1.200 km di autonomia

    Se l’estetica colpisce, è sotto il cofano che lo Zeekr 9X lascia davvero senza parole. Il top di gamma adotta un sistema Hybrid Plug-in che combina un motore termico 2.0 turbo a tre motori elettrici .

    Ecco i numeri da capogiro:

    • Potenza complessiva: 1.381 CV (1.030 kW) 
    • Coppia: 1.410 Nm 
    • 0-100 km/h: 3,1 secondi 
    • Velocità massima: 240 km/h (limitata elettronicamente) 

    Ma il dato più sorprendente è l’autonomia combinata: con la batteria da 70 kWh carica e il serbatoio pieno, il 9X promette di percorrere fino a 1.250 km nel ciclo cinese CLTC . Una cifra che farebbe impallidire qualsiasi berlina diesel.

    La ricarica, grazie all’architettura a 900V, è altrettanto impressionante: dal 20% all’80% in soli 8 minuti e 21 secondi . Praticamente, il tempo di un caffè.

    Esiste anche una versione “base” da 885 CV con batteria da 55 kWh, ovviamente più economica, ma sempre sopra i 1.200 km di autonomia complessiva .

    4. Interni da salotto volante

    Salire a bordo del 9X significa entrare in un salotto. La configurazione è a sei posti, con poltrone singole nella seconda fila che offrono ventilazione, riscaldamento e massaggi . Il frigo integrato è di serie. L’impianto audio non è ancora stato ufficializzato, ma considerando il posizionamento, aspettatevi il top di gamma.

    La plancia è dominata da due grandi schermi uniti in un’unica superficie, con un’estetica pulita e minimale tipica della scuola scandinava che ha disegnato l’auto . Insomma, tecnologia e lusso si fondono senza eccessi, ma con una cura dei dettagli che non ha nulla da invidiare alle concorrenti tedesche.

    5. Arrivo in Italia: quando e a che prezzo?

    Qui arriviamo alla parte che interessa di più a noi. Zeekr ha già ufficializzato il suo ingresso in Italia, con la distribuzione affidata a Jameel Motors Italia (lo stesso gruppo che porta altri brand Geely nel nostro Paese) . Le consegne dei primi modelli elettrici (001, X, 7X) sono già iniziate nella primavera 2026 .

    Per quanto riguarda il 9X, il calendario è chiaro:

    • Giugno 2026: prime esportazioni verso il Medio Oriente 
    • Terzo trimestre 2026: arrivo in Asia Centrale 
    • Quarto trimestre 2026: debutto in Europa (Italia, Francia, Spagna, Portogallo) 

    Il prezzo? Non è ancora stato comunicato ufficialmente per l’Europa, ma le stime parlano di circa 120.000 euro per le versioni alte . In Cina, la versione top di gamma Obsidian Black costa l’equivalente di 77.400 euro, quindi il sovrapprezzo europeo per dazi e trasporti sarà consistente .

    Concorrenza? Range Rover, BMW X7 e Mercedes Maybach GLS sono nel mirino. E con questi numeri, Zeekr ha tutte le carte in regola per giocarsela .

    Il Nostro Giudizio

    Lo Zeekr 9X è la prova che il baricentro dell’auto di lusso si sta spostando. Con 1.381 CV, oltre 1.200 km di autonomia e un design che ha già conquistato preparatori del calibro di Mansory, il gigante di Geely non è solo un’alternativa valida: è una minaccia concreta per i marchi tradizionali.

    Certo, il prezzo finale (si parla di 120.000 euro) non è popolare, ma per chi cerca il massimo della tecnologia ibrida e uno spazio da ammiraglia, il 9X rappresenta un’offerta difficilmente ignorabile.

    L’ammiraglia cinese è pronta a salpare per l’Europa. E il vento è decisamente a suo favore.

  • Omoda 4: il crossover cyber che sfida l’Europa (e costa meno di 30.000 euro)

    Omoda 4: il crossover cyber che sfida l’Europa (e costa meno di 30.000 euro)

    C’è un nuovo protagonista nel segmento più caldo del mercato europeo, quello dei crossover compatti. Si chiama Omoda 4, è stato presentato in anteprima mondiale al Salone di Pechino 2026, e ha tutte le carte in regola per diventare un bestseller anche sulle nostre strade.

    Il motivo? Non solo un design che non passa inosservato (ispirato ai robot dei manga giapponesi), ma anche un rapporto qualità-prezzo che mette paura ai colossi europei: prezzi a partire da meno di 22.900 euro in promozione per un crossover lungo 4,4 metri, ricco di tecnologia e con motorizzazioni full hybrid ed elettriche .

    Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla nuova arma cinese pronta a invadere l’Europa.


    1. Chi è Omoda (e perché sta crescendo così in fretta)

    Omoda è un marchio giovane, nato solo tre anni fa, ma fa parte del colosso Chery, uno dei più grandi gruppi automobilistici cinesi. Insieme al brand gemello Jaecoo, Omoda ha già raggiunto un traguardo impressionante: un milione di auto vendute in appena tre anni di vita .

    E l’Europa è il mercato dove il marchio cresce di più. I numeri parlano chiaro:

    • 41,5% delle vendite globali totali viene dall’Europa 
    • Crescita del 246% a marzo 2026 rispetto all’anno precedente 
    • 18 paesi europei già serviti con circa 500 punti vendita 
    • L’obiettivo è arrivare a 1 milione di vendite all’anno entro il 2027 

    Numeri da capogiro, che dimostrano come Omoda abbia intuito la ricetta giusta per conquistare il pubblico europeo: design accattivante, tecnologia all’avanguardia e prezzi competitivi.


    2. Design “Cyber Mecha”: ispirato ai robot e alle supercar

    La Omoda 4 non passa inosservata. Il linguaggio stilistico si chiama “Cyber Mecha”, e come suggerisce il nome, si ispira ai robot dei cartoni animati giapponesi . Linee tese, tagli netti, superfici geometriche: tutto concorre a creare un’immagine aggressiva e futuristica.

    Dettagli che saltano all’occhio:

    • Fari sottili e affilati con firma luminosa “a fulmine” 
    • Calandra ridotta al minimo per un charactere più efficiente 
    • Maniglie delle porte a filo e montante posteriore nero flottante 
    • Cerchi da 17 a 19 pollici a seconda dell’allestimento 

    Le dimensioni sono quelle giuste per il segmento C: 4,42 metri di lunghezza, 1,87 di larghezza e 1,57 di altezza . Si posiziona esattamente nel cuore del mercato, dove si gioca la sfida più importante: quella con Peugeot 3008, Volkswagen T-Roc e Hyundai Kona .

    3. Interno da “astronave” con pulsante rosso come Lamborghini

    Salire a bordo della Omoda 4 è un’esperienza che ricorda il mondo dei videogiochi. Il posto di guida si chiama “Starship Cockpit” e il riferimento alle astronave è tutt’altro che casuale .

    Elementi distintivi dell’abitacolo:

    • Display verticale gigante per l’infotainment (simile a quello di Tesla) 
    • Quadro strumenti digitale sottile dietro al volante 
    • Pulsante di accensione rosso protetto da uno sportellino, come sulle Lamborghini Huracán 
    • Doppia base di ricarica wireless ventilata 
    • Illuminazione ambientale personalizzabile 

    L’AI Cabin è l’assistente virtuale di bordo, in grado di riconoscere le emozioni del conducente, gestire la navigazione vocale intelligente e offrire funzionalità di gaming direttamente dall’auto . Nella seconda metà del 2026 arriverà anche la tecnologia VPD (Valet Parking Driver) per il parcheggio automatico da remoto .

    4. Motori: full hybrid protagonista, elettrico in arrivo

    Sotto il cofano, la Omoda 4 offre una gamma completa di motorizzazioni pensate per le esigenze europee. La strategia è chiara: puntare tutto sull’ibrido per aggirare i dazi europei sui full electric cinesi e offrire al contempo una motorizzazione efficiente e senza ansia da ricarica .

    Full Hybrid SHS (la versione di lancio)

    Il sistema SHS (Super Hybrid System) abbina un motore 1.5 turbo a quattro cilindri a un’unità elettrica, per una potenza complessiva di 224 CV e 295 Nm di coppia . La batteria LFP è da soli 1,83 kWh, sufficiente per brevi tratti in elettrico.

    Il funzionamento è intelligente: alle basse velocità l’auto si muove prevalentemente in elettrico, mentre il termico entra in azione come generatore o per la trazione diretta oltre i 75 km/h .

    Full Electric (in arrivo successivamente)

    Per chi preferisce la mobilità a zero emissioni, arriverà anche una versione 100% elettrica con 211 CV e batteria LFP da 61,1 kWh . L’autonomia dichiarata è di circa 400 km nel ciclo WLTP, sufficienti per l’uso quotidiano .

    Altre motorizzazioni

    • Benzina 1.6 turbo da 147 CV (versione di lancio per alcuni mercati) 
    • Plug-in hybrid (annunciata in futuro, con circa 90 km di autonomia elettrica) 

    5. La versione Ultra: sportività in arrivo

    Insieme alla versione standard, Omoda ha annunciato anche una variante Ultra dalla connotazione più sportiva . Al momento non sono state fornite specifiche tecniche dettagliate, ma il nome promette prestazioni e un’estetica ancora più aggressiva. Rimaniamo in attesa di novità.

    6. Prezzi: la vera arma vincente

    E arriviamo al punto che farà la differenza sul mercato. I prezzi della Omoda 4 sono infatti estremamente competitivi:

    MotorizzazionePrezzo stimato
    Full Hybrid (224 CV)da 22.900 € (offerta lancio con permuta) 
    Listino Full Hybridcirca 26.900 – 27.000 € 
    Full Electric (211 CV)stimato 30.000 – 35.000 € 

    Per darvi un termine di paragone: una Peugeot 3008 ibrida parte da oltre 35.000 euro, mentre la Hyundai Kona hybrid supera i 28.000 euro. La Omoda 4 si posiziona quindi significativamente più in basso, con un rapporto qualità-prezzo difficilmente eguagliabile .

    7. Arrivo in Europa e Italia: quando si può comprare

    I tempi di arrivo sono già definiti. Ecco il calendario previsto:

    • Seconda metà 2026: prime consegne in Italia e in alcuni mercati europei 
    • Entro fine 2026: arrivo in Italia confermato 
    • Primo trimestre 2027: debutto in Francia 
    • Entro fine 2027: copertura estesa a tutti i principali mercati europei

    La Omoda 4 sarà venduta attraverso la rete di concessionari ufficiale Omoda, già in espansione in Italia.

    8. La strategia: Omoda 5 si fa più grande per far spazio alla 4

    Un dettaglio interessante che conferma la strategia di Omoda: contemporaneamente al lancio della 4, la Omoda 5 è stata allungata di 7 cm, superando i 4,5 metri di lunghezza .

    Il motivo è chiaro: Omoda 5 sale di segmento (diventando un SUV compatto di fascia media), lasciando alla nuova Omoda 4 il ruolo di crossover d’ingresso nella gamma. Una mossa studiata per evitare cannibalizzazioni e coprire più fasce di mercato.

    La Omoda 5 2026, in arrivo entro fine anno, perderà inoltre la versione a benzina pura, mantenendo solo le alimentazioni full hybrid ed elettrica .


    Il Nostro Giudizio

    La Omoda 4 è un’auto che fa sul serio. Non è l’ennesima “cinese low-cost” dimenticabile, ma un prodotto studiato nei minimi dettagli per conquistare il pubblico europeo. Il design cyber-mecha la rende riconoscibile, l’abitacolo è tecnologico e curato, le motorizzazioni sono quelle giuste per il mercato (full hybrid in primis), e il prezzo è semplicemente imbattibile.

    Certo, resta da vedere come si comporterà la qualità percepita nel tempo e come sarà gestita l’assistenza post-vendita. Ma se Omoda saprà mantenere le promesse, la 4 ha tutti i numeri per diventare un bestseller.

    Il crossover cinese è pronto a sbarcare in Europa. E i colossi giapponesi e coreani farebbero bene a guardarsi le spalle.

  • Denza Z9GT: la super Shooting brake da oltre 1.100 CV che sfida Porsche (e si ricarica in 9 minuti)

    Denza Z9GT: la super Shooting brake da oltre 1.100 CV che sfida Porsche (e si ricarica in 9 minuti)

    Il Salone di Pechino 2026 ha confermato una cosa che ormai sappiamo: la Cina non è più solo la fabbrica del mondo, ma il nuovo centro di gravità dell’auto globale . E al vertice di questa rivoluzione c’è BYD, il colosso che ha letteralmente “rubato la scena” con il debutto della sua ammiraglia firmata Denza .

    Denza chi? È il brand premium del gruppo BYD, paragonabile per posizionamento a quella che Lexus è per Toyota. E dopo aver conquistato la Cina, Denza è pronta a sbarcare in Europa e in Italia con un’ammiraglia che ha lasciato tutti a bocca aperta: la Z9 GT .

    Ecco perché questa shooting brake elettrica (e ibrida) potrebbe cambiare le regole del gioco.

    1. Numeri da vera supercar

    Dimenticate i “suvetti” compatti. La Denza Z9 GT è un’auto vera, imponente e potentissima.

    Lunghezza di 5,18 metri, larga quasi 2 metri, con un passo di 3,125 metri che promette abitabilità da ammiraglia . Ma sono le cifre sotto il cofano a far girare la testa:

    • Potenza complessiva: 1.156 CV (850 kW) 
    • Coppia: 1.210 Nm 
    • 0-100 km/h: 2,7 secondi 
    • Velocità massima: 270 km/h 

    Il segreto? Tre motori elettrici: uno anteriore da 313 CV e due posteriori indipendenti da 422 CV ciascuno . Questa architettura, che BYD chiama “piattaforma e3”, permette di controllare ogni ruota in modo indipendente.

    Non male per un’auto che non ha nulla da invidiare a Porsche Taycan Turbo o Tesla Model S Plaid.

    2. La ricarica più veloce del pianeta: Flash Charging

    Se i cavalli vi sembrano tanti, preparatevi ai tempi di ricarica.

    La Denza Z9 GT monta la Blade Battery 2.0 da 122,49 kWh, la rivoluzionaria batteria al litio-ferro-fosfato (LFP) di BYD che integra le celle direttamente nella scocca (Cell-to-Body), aumentando la rigidità torsionale del 32% .

    Ma la vera magia si chiama Flash Charging. Grazie a questa tecnologia, la Z9 GT può raggiungere una potenza di ricarica fino a 1.500 kW . Tradotto in numeri reali:

    • Dal 10% al 97% di batteria in 9 minuti 
    • Dal 10% al 70% in soli 5 minuti 

    Praticamente, il tempo di un caffè. Certo, servono colonnine dedicate: BYD promette 3.000 stazioni Flash Charging in Europa (di cui 300 in Italia) entro il 2027 . Se manterranno la parola, l’ansia da ricarica sarà solo un ricordo.

    3. Autonomia e versioni: elettrica o Super ibrida

    La Z9 GT sarà disponibile in due varianti :

    • EV 100% elettrica: autonomia WLTP di 600 km. Perfetta per chi vuole il massimo delle prestazioni e ha già sposato l’elettrico .
    • DM-i (Super ibrida plug-in): motore 2.0 turbo da 173 CV + tre motori elettrici (potenza totale 776 CV). Qui l’autonomia complessa sale a 805 km, con 203 km di solo elettrico . Per chi non è ancora pronto a rinunciare al termico, ma vuole il meglio dei due mondi.

    4. Un design firmato da un grande del settore

    A disegnare la Denza Z9 GT è Wolfgang Egger. Se il nome non vi dice nulla, sappiate che è stato capo del design di Alfa Romeo, Audi e Lamborghini . Il risultato è una shooting brake dal carattere sportivo ed elegante: linee tese, gruppi ottici sottili, spoiler posteriore attivo e quelle “spalle” pronunciate che la fanno sembrare in movimento anche da ferma .

    L’abitacolo è un salotto tecnologico: tre schermi (centrale da 17,3 pollici, due laterali da 13,2), head-up display a realtà aumentata, sedili massaggianti con supporti laterali attivi (primato mondiale), frigorifero integrato e tetto panoramico .

    E per gli audiofili: impianto Devialet da 20 altoparlanti e 1.150 watt con certificazione Dolby Atmos. Una vera sala da concerto su quattro ruote .

    5. Prezzi e arrivo in Italia

    La Denza Z9 GT è già ordinabile in Italia. I prezzi ufficiali:

    • Versione ibrida DM-i: 102.450 euro 
    • Versione elettrica EV: 116.450 euro 

    Chi ordina entro settembre 2026 riceve 18 mesi di ricarica Flash gratuita (12 mesi per gli ordini successivi) .

    La rete di concessionari Denza si espanderà rapidamente: l’obiettivo è superare i 150 punti vendita in Europa entro fine 2026, con l’Italia tra i mercati prioritari insieme a Germania, Francia e Spagna .

    Il Nostro Giudizio

    La Denza Z9 GT non è solo un’auto. È una dichiarazione di intenti: BYD non vuole più vendere solo auto “economiche”, ma punta dritta al cuore del mercato premium europeo. Con numeri da supercar, tempi di ricarica da fantascienza e un lusso da ammiraglia, la sfida a Porsche, Mercedes e BMW è apertissima.

    Costa cara? Sì. Ma offre cose che le tedesche, oggi, non sanno fare a questo prezzo.

    Il futuro dell’auto di lusso sarà cinese? La Denza Z9 GT dice di sì.