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  • Omoda 4: il crossover cyber che sfida l’Europa (e costa meno di 30.000 euro)

    Omoda 4: il crossover cyber che sfida l’Europa (e costa meno di 30.000 euro)

    C’è un nuovo protagonista nel segmento più caldo del mercato europeo, quello dei crossover compatti. Si chiama Omoda 4, è stato presentato in anteprima mondiale al Salone di Pechino 2026, e ha tutte le carte in regola per diventare un bestseller anche sulle nostre strade.

    Il motivo? Non solo un design che non passa inosservato (ispirato ai robot dei manga giapponesi), ma anche un rapporto qualità-prezzo che mette paura ai colossi europei: prezzi a partire da meno di 22.900 euro in promozione per un crossover lungo 4,4 metri, ricco di tecnologia e con motorizzazioni full hybrid ed elettriche .

    Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla nuova arma cinese pronta a invadere l’Europa.


    1. Chi è Omoda (e perché sta crescendo così in fretta)

    Omoda è un marchio giovane, nato solo tre anni fa, ma fa parte del colosso Chery, uno dei più grandi gruppi automobilistici cinesi. Insieme al brand gemello Jaecoo, Omoda ha già raggiunto un traguardo impressionante: un milione di auto vendute in appena tre anni di vita .

    E l’Europa è il mercato dove il marchio cresce di più. I numeri parlano chiaro:

    • 41,5% delle vendite globali totali viene dall’Europa 
    • Crescita del 246% a marzo 2026 rispetto all’anno precedente 
    • 18 paesi europei già serviti con circa 500 punti vendita 
    • L’obiettivo è arrivare a 1 milione di vendite all’anno entro il 2027 

    Numeri da capogiro, che dimostrano come Omoda abbia intuito la ricetta giusta per conquistare il pubblico europeo: design accattivante, tecnologia all’avanguardia e prezzi competitivi.


    2. Design “Cyber Mecha”: ispirato ai robot e alle supercar

    La Omoda 4 non passa inosservata. Il linguaggio stilistico si chiama “Cyber Mecha”, e come suggerisce il nome, si ispira ai robot dei cartoni animati giapponesi . Linee tese, tagli netti, superfici geometriche: tutto concorre a creare un’immagine aggressiva e futuristica.

    Dettagli che saltano all’occhio:

    • Fari sottili e affilati con firma luminosa “a fulmine” 
    • Calandra ridotta al minimo per un charactere più efficiente 
    • Maniglie delle porte a filo e montante posteriore nero flottante 
    • Cerchi da 17 a 19 pollici a seconda dell’allestimento 

    Le dimensioni sono quelle giuste per il segmento C: 4,42 metri di lunghezza, 1,87 di larghezza e 1,57 di altezza . Si posiziona esattamente nel cuore del mercato, dove si gioca la sfida più importante: quella con Peugeot 3008, Volkswagen T-Roc e Hyundai Kona .

    3. Interno da “astronave” con pulsante rosso come Lamborghini

    Salire a bordo della Omoda 4 è un’esperienza che ricorda il mondo dei videogiochi. Il posto di guida si chiama “Starship Cockpit” e il riferimento alle astronave è tutt’altro che casuale .

    Elementi distintivi dell’abitacolo:

    • Display verticale gigante per l’infotainment (simile a quello di Tesla) 
    • Quadro strumenti digitale sottile dietro al volante 
    • Pulsante di accensione rosso protetto da uno sportellino, come sulle Lamborghini Huracán 
    • Doppia base di ricarica wireless ventilata 
    • Illuminazione ambientale personalizzabile 

    L’AI Cabin è l’assistente virtuale di bordo, in grado di riconoscere le emozioni del conducente, gestire la navigazione vocale intelligente e offrire funzionalità di gaming direttamente dall’auto . Nella seconda metà del 2026 arriverà anche la tecnologia VPD (Valet Parking Driver) per il parcheggio automatico da remoto .

    4. Motori: full hybrid protagonista, elettrico in arrivo

    Sotto il cofano, la Omoda 4 offre una gamma completa di motorizzazioni pensate per le esigenze europee. La strategia è chiara: puntare tutto sull’ibrido per aggirare i dazi europei sui full electric cinesi e offrire al contempo una motorizzazione efficiente e senza ansia da ricarica .

    Full Hybrid SHS (la versione di lancio)

    Il sistema SHS (Super Hybrid System) abbina un motore 1.5 turbo a quattro cilindri a un’unità elettrica, per una potenza complessiva di 224 CV e 295 Nm di coppia . La batteria LFP è da soli 1,83 kWh, sufficiente per brevi tratti in elettrico.

    Il funzionamento è intelligente: alle basse velocità l’auto si muove prevalentemente in elettrico, mentre il termico entra in azione come generatore o per la trazione diretta oltre i 75 km/h .

    Full Electric (in arrivo successivamente)

    Per chi preferisce la mobilità a zero emissioni, arriverà anche una versione 100% elettrica con 211 CV e batteria LFP da 61,1 kWh . L’autonomia dichiarata è di circa 400 km nel ciclo WLTP, sufficienti per l’uso quotidiano .

    Altre motorizzazioni

    • Benzina 1.6 turbo da 147 CV (versione di lancio per alcuni mercati) 
    • Plug-in hybrid (annunciata in futuro, con circa 90 km di autonomia elettrica) 

    5. La versione Ultra: sportività in arrivo

    Insieme alla versione standard, Omoda ha annunciato anche una variante Ultra dalla connotazione più sportiva . Al momento non sono state fornite specifiche tecniche dettagliate, ma il nome promette prestazioni e un’estetica ancora più aggressiva. Rimaniamo in attesa di novità.

    6. Prezzi: la vera arma vincente

    E arriviamo al punto che farà la differenza sul mercato. I prezzi della Omoda 4 sono infatti estremamente competitivi:

    MotorizzazionePrezzo stimato
    Full Hybrid (224 CV)da 22.900 € (offerta lancio con permuta) 
    Listino Full Hybridcirca 26.900 – 27.000 € 
    Full Electric (211 CV)stimato 30.000 – 35.000 € 

    Per darvi un termine di paragone: una Peugeot 3008 ibrida parte da oltre 35.000 euro, mentre la Hyundai Kona hybrid supera i 28.000 euro. La Omoda 4 si posiziona quindi significativamente più in basso, con un rapporto qualità-prezzo difficilmente eguagliabile .

    7. Arrivo in Europa e Italia: quando si può comprare

    I tempi di arrivo sono già definiti. Ecco il calendario previsto:

    • Seconda metà 2026: prime consegne in Italia e in alcuni mercati europei 
    • Entro fine 2026: arrivo in Italia confermato 
    • Primo trimestre 2027: debutto in Francia 
    • Entro fine 2027: copertura estesa a tutti i principali mercati europei

    La Omoda 4 sarà venduta attraverso la rete di concessionari ufficiale Omoda, già in espansione in Italia.

    8. La strategia: Omoda 5 si fa più grande per far spazio alla 4

    Un dettaglio interessante che conferma la strategia di Omoda: contemporaneamente al lancio della 4, la Omoda 5 è stata allungata di 7 cm, superando i 4,5 metri di lunghezza .

    Il motivo è chiaro: Omoda 5 sale di segmento (diventando un SUV compatto di fascia media), lasciando alla nuova Omoda 4 il ruolo di crossover d’ingresso nella gamma. Una mossa studiata per evitare cannibalizzazioni e coprire più fasce di mercato.

    La Omoda 5 2026, in arrivo entro fine anno, perderà inoltre la versione a benzina pura, mantenendo solo le alimentazioni full hybrid ed elettrica .


    Il Nostro Giudizio

    La Omoda 4 è un’auto che fa sul serio. Non è l’ennesima “cinese low-cost” dimenticabile, ma un prodotto studiato nei minimi dettagli per conquistare il pubblico europeo. Il design cyber-mecha la rende riconoscibile, l’abitacolo è tecnologico e curato, le motorizzazioni sono quelle giuste per il mercato (full hybrid in primis), e il prezzo è semplicemente imbattibile.

    Certo, resta da vedere come si comporterà la qualità percepita nel tempo e come sarà gestita l’assistenza post-vendita. Ma se Omoda saprà mantenere le promesse, la 4 ha tutti i numeri per diventare un bestseller.

    Il crossover cinese è pronto a sbarcare in Europa. E i colossi giapponesi e coreani farebbero bene a guardarsi le spalle.

  • Denza Z9GT: la super Shooting brake da oltre 1.100 CV che sfida Porsche (e si ricarica in 9 minuti)

    Denza Z9GT: la super Shooting brake da oltre 1.100 CV che sfida Porsche (e si ricarica in 9 minuti)

    Il Salone di Pechino 2026 ha confermato una cosa che ormai sappiamo: la Cina non è più solo la fabbrica del mondo, ma il nuovo centro di gravità dell’auto globale . E al vertice di questa rivoluzione c’è BYD, il colosso che ha letteralmente “rubato la scena” con il debutto della sua ammiraglia firmata Denza .

    Denza chi? È il brand premium del gruppo BYD, paragonabile per posizionamento a quella che Lexus è per Toyota. E dopo aver conquistato la Cina, Denza è pronta a sbarcare in Europa e in Italia con un’ammiraglia che ha lasciato tutti a bocca aperta: la Z9 GT .

    Ecco perché questa shooting brake elettrica (e ibrida) potrebbe cambiare le regole del gioco.

    1. Numeri da vera supercar

    Dimenticate i “suvetti” compatti. La Denza Z9 GT è un’auto vera, imponente e potentissima.

    Lunghezza di 5,18 metri, larga quasi 2 metri, con un passo di 3,125 metri che promette abitabilità da ammiraglia . Ma sono le cifre sotto il cofano a far girare la testa:

    • Potenza complessiva: 1.156 CV (850 kW) 
    • Coppia: 1.210 Nm 
    • 0-100 km/h: 2,7 secondi 
    • Velocità massima: 270 km/h 

    Il segreto? Tre motori elettrici: uno anteriore da 313 CV e due posteriori indipendenti da 422 CV ciascuno . Questa architettura, che BYD chiama “piattaforma e3”, permette di controllare ogni ruota in modo indipendente.

    Non male per un’auto che non ha nulla da invidiare a Porsche Taycan Turbo o Tesla Model S Plaid.

    2. La ricarica più veloce del pianeta: Flash Charging

    Se i cavalli vi sembrano tanti, preparatevi ai tempi di ricarica.

    La Denza Z9 GT monta la Blade Battery 2.0 da 122,49 kWh, la rivoluzionaria batteria al litio-ferro-fosfato (LFP) di BYD che integra le celle direttamente nella scocca (Cell-to-Body), aumentando la rigidità torsionale del 32% .

    Ma la vera magia si chiama Flash Charging. Grazie a questa tecnologia, la Z9 GT può raggiungere una potenza di ricarica fino a 1.500 kW . Tradotto in numeri reali:

    • Dal 10% al 97% di batteria in 9 minuti 
    • Dal 10% al 70% in soli 5 minuti 

    Praticamente, il tempo di un caffè. Certo, servono colonnine dedicate: BYD promette 3.000 stazioni Flash Charging in Europa (di cui 300 in Italia) entro il 2027 . Se manterranno la parola, l’ansia da ricarica sarà solo un ricordo.

    3. Autonomia e versioni: elettrica o Super ibrida

    La Z9 GT sarà disponibile in due varianti :

    • EV 100% elettrica: autonomia WLTP di 600 km. Perfetta per chi vuole il massimo delle prestazioni e ha già sposato l’elettrico .
    • DM-i (Super ibrida plug-in): motore 2.0 turbo da 173 CV + tre motori elettrici (potenza totale 776 CV). Qui l’autonomia complessa sale a 805 km, con 203 km di solo elettrico . Per chi non è ancora pronto a rinunciare al termico, ma vuole il meglio dei due mondi.

    4. Un design firmato da un grande del settore

    A disegnare la Denza Z9 GT è Wolfgang Egger. Se il nome non vi dice nulla, sappiate che è stato capo del design di Alfa Romeo, Audi e Lamborghini . Il risultato è una shooting brake dal carattere sportivo ed elegante: linee tese, gruppi ottici sottili, spoiler posteriore attivo e quelle “spalle” pronunciate che la fanno sembrare in movimento anche da ferma .

    L’abitacolo è un salotto tecnologico: tre schermi (centrale da 17,3 pollici, due laterali da 13,2), head-up display a realtà aumentata, sedili massaggianti con supporti laterali attivi (primato mondiale), frigorifero integrato e tetto panoramico .

    E per gli audiofili: impianto Devialet da 20 altoparlanti e 1.150 watt con certificazione Dolby Atmos. Una vera sala da concerto su quattro ruote .

    5. Prezzi e arrivo in Italia

    La Denza Z9 GT è già ordinabile in Italia. I prezzi ufficiali:

    • Versione ibrida DM-i: 102.450 euro 
    • Versione elettrica EV: 116.450 euro 

    Chi ordina entro settembre 2026 riceve 18 mesi di ricarica Flash gratuita (12 mesi per gli ordini successivi) .

    La rete di concessionari Denza si espanderà rapidamente: l’obiettivo è superare i 150 punti vendita in Europa entro fine 2026, con l’Italia tra i mercati prioritari insieme a Germania, Francia e Spagna .

    Il Nostro Giudizio

    La Denza Z9 GT non è solo un’auto. È una dichiarazione di intenti: BYD non vuole più vendere solo auto “economiche”, ma punta dritta al cuore del mercato premium europeo. Con numeri da supercar, tempi di ricarica da fantascienza e un lusso da ammiraglia, la sfida a Porsche, Mercedes e BMW è apertissima.

    Costa cara? Sì. Ma offre cose che le tedesche, oggi, non sanno fare a questo prezzo.

    Il futuro dell’auto di lusso sarà cinese? La Denza Z9 GT dice di sì.