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  • Sogno infranto: Sony e Honda cancellano Afeela, il progetto elettrico che doveva sfidare la Cina

    Sogno infranto: Sony e Honda cancellano Afeela, il progetto elettrico che doveva sfidare la Cina

    Sembrava l’unione perfetta: il gigante dell’elettronica Sony, con la sua esperienza in software, gaming e intrattenimento, stretto la mano al colosso automobilistico Honda, maestro di ingegneria e produzione. Insieme, avrebbero dato vita a Afeela, un brand di auto elettriche premium destinato a rivoluzionare il concetto di mobilità connessa. Invece, a soli mesi dal lancio previsto, tutto è crollato.

    Il 25 marzo 2026, Sony Honda Mobility (SHM) ha annunciato la sospensione definitiva dello sviluppo e del lancio dei suoi modelli elettrici . La prima vittima è la berlina Afeela 1, già pronta per la produzione e attesa per fine 2026, seguita dal SUV previsto per il 2028 . Una decisione che suona come un colpo di scena epocale, ma che in realtà è il risultato di un ripensamento strategico ben più ampio da parte di Honda.

    Ma andiamo con ordine.


    Una fine annunciata: perché Afeela non si farà

    La joint venture tra Sony e Honda era nata nel 2022, nel pieno dell’entusiasmo per l’elettrico, con l’ambizione di combinare le competenze hardware di Honda con l’anima digitale di Sony . L’obiettivo? Creare veicoli “ad alto valore aggiunto”, capaci di trasformarsi in spazi di intrattenimento su ruote, con la promessa (mai mantenuta) di integrare persino la console PlayStation 5 a bordo .

    Il progetto era già in fase avanzata. L’Afeela 1 era stata presentata con grande clamore al CES di Las Vegas, era già ordinabile in California con un deposito di 200 dollari, e la produzione era stata avviata nello stabilimento Honda in Ohio . I prezzi erano da segmento premium: 89.900 dollari per la versione base, fino a superare i 102.000 dollari per il top di gamma .

    E invece, la doccia fredda.

    La scelta di cancellare tutto è arrivata dopo che Honda ha annunciato una radicale revisione della propria strategia di elettrificazione . In una nota ufficiale, le due aziende hanno spiegato che il progetto non era più sostenibile perché le “tecnologie e risorse” che Honda avrebbe dovuto mettere a disposizione non sarebbero più state disponibili come previsto .


    Il nodo finanziario: Honda in rosso per la prima volta nella storia

    Il vero detonatore della crisi si chiama bilancio. Il 12 marzo 2026, Honda ha diramato un allarme che ha fatto tremare l’intero settore: per l’anno fiscale in chiusura, la casa nipponica prevede una perdita netta compresa tra 4200 e 6900 miliardi di yen, l’equivalente di circa 27-44 miliardi di euro .

    Si tratta della prima perdita netta dalla sua fondazione nel 1957 . Il dato ha fatto crollare il titolo a Wall Street e ha costretto l’azienda a rivedere completamente le proprie priorità. Le perdite operative legate alla sola divisione elettrica sono stimate in 7000 miliardi di yen (circa 44 miliardi di euro) .

    Dietro questo tracollo ci sono diversi fattori, tutti convergenti:

    • Il mercato elettrico globale sta rallentando, soprattutto negli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump ha cancellato gli incentivi all’acquisto 
    • La concorrenza cinese ha reso obsoleti molti progetti occidentali in termini di rapporto qualità-prezzo 
    • I costi di sviluppo delle nuove piattaforme sono esplosi, senza un adeguato ritorno dalle vendite

    Di fronte a questo scenario, Honda ha deciso di frenare bruscamente. Il nuovo corso è chiaro: stop ai progetti elettrici più ambiziosi, riduzione degli obiettivi di vendita (l’azienda ha abbassato il target globale per il 2030 da 2 milioni a 700-750.000 unità) e ritorno a un focus più solido sugli ibridi, dove i margini sono più certi e la domanda resta stabile .


    Non solo Afeela: Honda cancella anche la Serie 0

    Afeela non è l’unica vittima di questa tempesta. Lo stesso giorno in cui Sony e Honda annunciavano la fine della loro joint venture, Honda ha confermato la cancellazione della piattaforma 0 Series, che doveva essere il cuore della sua futura gamma elettrica globale .

    Erano previsti tre modelli: la 0 Saloon (una berlina dal design futuristico), la 0 SUV (un crossover compatto) e la Acura RSX elettrica per il mercato americano . Tutti dovevano essere prodotti in Ohio, a partire proprio dal 2026. Invece, il progetto è stato interrotto prima ancora di entrare in produzione.

    Le motivazioni sono le stesse che hanno ucciso Afeela: un mercato elettrico che cresce meno del previsto e, soprattutto, l’incapacità di competere con i costi e la qualità dei produttori cinesi . Honda ha ammesso candidamente di non essere in grado di offrire “un rapporto qualità-prezzo migliore rispetto ai nuovi produttori di veicoli elettrici” .

    Un’ammissione pesantissima, che fotografa il momento storico: le aziende giapponesi, un tempo leader indiscussi dell’industria automobilistica, oggi arrancano di fronte all’avanzata cinese.


    La contro-mossa: la Cina diventa il fornitore di Honda

    E qui arriva il colpo di scena finale. Mentre cancellava i suoi progetti più ambiziosi, Honda ha annunciato una mossa che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile: importerà in Giappone auto elettriche prodotte in Cina .

    Si tratta della Honda Insight, una berlina elettrica prodotta nello stabilimento cinese di Dongfeng (la joint venture tra Honda e il partner locale) e basata sulla piattaforma e:N sviluppata proprio in Cina . Le prime consegne in Giappone sono attese per la primavera 2026 .

    Un’inversione di rotta storica. Per decenni, il Giappone ha esportato tecnologia e auto in Cina. Oggi, con il mercato cinese che è diventato il più avanzato al mondo per l’elettrico, il flusso si inverte: le auto elettriche “made in China” tornano in patria .

    La mossa è anche simbolica. Il nome “Insight” non è stato scelto a caso: era il nome della prima ibrida Honda lanciata nel 1999, oggi riutilizzato per un’elettrica cinese . Un modo per “mascherare” l’origine del veicolo e renderlo più accettabile al pubblico giapponese, storicamente fedele al “made in Japan”.


    Cosa resta del sogno Afeela?

    Per Sony, la fine di Afeela è un duro colpo. L’azienda aveva investito molto in questo progetto, vedendolo come il trampolino di lancio per il suo ingresso nel settore automotive come protagonista, non solo come fornitore di componenti . Con il ritiro di Honda, Sony si ritrova con un progetto nato ma senza le gambe per camminare.

    Per i clienti che avevano già prenotato l’Afeela 1, è previsto il rimborso integrale del deposito .

    Per il mercato, invece, resta l’amaro in bocca. L’Afeela 1 era uno dei progetti più attesi nel segmento premium, con un’attenzione maniacale all’esperienza digitale e all’intrattenimento di bordo. La sua cancellazione, insieme alla fine della Serie 0, rappresenta un segnale preoccupante per l’intera industria occidentale: produrre auto elettriche competitive senza l’appoggio di una filiera e di un ecosistema tecnologico all’altezza della Cina è sempre più difficile.


    Cosa ci aspetta?

    Honda ha annunciato che presenterà il suo nuovo piano strategico a medio-lungo termine nel mese di maggio 2026 . Ci si aspetta un ridimensionamento ulteriore degli obiettivi elettrici e un ritorno di fiamma sugli ibridi, dove l’azienda ha ancora una solida reputazione.

    Per quanto riguarda Sony, resta da vedere se cercherà un nuovo partner per portare avanti il progetto Afeela in solitaria o se abbandonerà del tutto l’idea di costruire auto. Per ora, l’unica certezza è che il matrimonio tra il gigante dell’elettronica e il colosso dell’auto è già finito.

    E con esso, forse, l’illusione che l’Occidente possa tenere il passo della Cina nell’era dell’elettrico.