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  • KGM Tivoli 2026: il piccolo SUV coreano che conquista la città con prezzo e sostanza

    KGM Tivoli 2026: il piccolo SUV coreano che conquista la città con prezzo e sostanza

    Nel panorama dei SUV compatti, spesso dominato da modelli dai prezzi in continua ascesa, c’è chi sceglie una strada diversa. La KGM Tivoli, erede del leggendario marchio SsangYong e oggi a tutti gli effetti un prodotto del rinnovato gruppo KG Mobility, continua a rappresentare una delle opzioni più intelligenti e convenienti per muoversi in città senza rinunciare a spazio, tecnologia e un look moderno .

    Non lasciatevi ingannare dal cambio di nome: la Tivoli è un “suvettino” che, pur cambiando marchio, ha mantenuto intatta la sua anima pratica e accessibile, diventando ancor più interessante con il restyling del 2024 .

    Prezzo: l’arma vincente per il segmento B

    Il punto di forza della KGM Tivoli è senza dubbio il suo posizionamento di prezzo. In un mercato dove trovare un SUV nuovo sotto i 17.000 euro è diventato quasi un miraggio, la Tivoli si distingue come una delle poche eccezioni .

    In Italia, il listino ufficiale per il Model Year 2026 parte da 20.490 euro per la versione Must 1.5 Turbo GDI da 135 CV, una motorizzazione che ha il pregio di essere guidabile anche dai neopatentati . Salendo di allestimento e potenza, si arriva fino a 27.490 euro per la top di gamma K-Line bi-color con motore da 163 CV .

    Questa competitività è ancora più evidente in altri mercati europei, dove in Grecia la versione Business è proposta a soli 16.990 euro, un prezzo che la rende di fatto l’unica B-SUV sotto quella soglia . Un affare per chi cerca un’auto nuova senza svuotare il portafogli.

    Dimensioni e spazio: il compromesso perfetto per la città

    Con i suoi 4.255 mm di lunghezza, 1.810 mm di larghezza e un passo di 2.600 mm, la Tivoli è lunga poco più di 4,25 metri, una misura ideale per districarsi nel traffico cittadino e parcheggiare senza troppi patemi . Nonostante le dimensioni compatte, l’abitacolo è progettato per ospitare comodamente cinque adulti .

    Il bagagliaio è uno dei punti di forza del modello: in configurazione standard offre 423 litri di capacità, un valore eccellente per la categoria, che cresce fino a 1.115 litri abbattendo i sedili posteriori frazionabili 60:40 . Un vano di carico che permette di affrontare senza problemi la spesa del weekend o le valigie per una piccola vacanza.

    ConfigurazioneCapacità bagagliaio
    Tutti i sedili in uso423 litri 
    Sedili posteriori abbattuti1.115 litri 

    Motori: due potenze per un cuore turbo

    La gamma motoristica della Tivoli si affida a un collaudato 1.5 Turbo GDI a 4 cilindri, disponibile in due livelli di potenza per soddisfare esigenze diverse :

    • 135 CV e 280 Nm di coppia: l’ideale per un uso prevalentemente cittadino e per i neopatentati. È disponibile con cambio manuale a 6 marce e trazione anteriore .
    • 163 CV e 260 Nm di coppia: per chi cerca un po’ più di grinta. Questa versione può essere abbinata al cambio automatico Aisin a 6 rapporti e, su richiesta, alla trazione integrale .

    I consumi dichiarati si attestano su una media di circa 7,0 litri/100 km nel ciclo misto, un dato in linea con le aspettative per un SUV a benzina turbo di questa categoria .

    Allestimenti e dotazione: il rapporto qualità/prezzo al top

    KGM ha scelto una strategia commerciale chiara, proponendo la Tivoli in allestimenti che puntano a offrire il massimo della dotazione a un prezzo contenuto.

    La versione di accesso, pur essendo la più economica, non è affatto spoglia. Già nella configurazione base si trovano elementi come:

    • Display touch da 9 pollici con navigatore integrato 
    • Connettività Apple CarPlay e Android Auto 
    • Telecamera posteriore ad alta risoluzione e sensori di parcheggio 
    • Quadro strumenti digitale full LCD da 10,25 pollici 
    • Fari diurni a LED 
    • Cruise control e climatizzatore 

    Salendo di livello (Smart, Premium, Platinum) si aggiungono comfort come cerchi in lega più grandi, climatizzatore bizona, sedili riscaldati e finiture più pregiate .

    Sicurezza e garanzia: un pacchetto completo

    Sul fronte della sicurezza, la KGM Tivoli non si fa trovare impreparata. Il pacchetto di serie include una suite completa di sistemi ADAS di livello 2, tra cui :

    • Frenata automatica d’emergenza (AEBS)
    • Assistenza al mantenimento di corsia (LKAS)
    • Riconoscimento dei segnali stradali (TSR)
    • Avviso di distanza di sicurezza (SDA)
    • Hill Holder e controllo discesa (HDC)

    A completare il quadro, la Tivoli offre 6 airbag e una garanzia di 5 anni o 100.000 km (che in alcuni mercati arriva fino a 7 anni), a testimonianza della fiducia del costruttore nell’affidabilità del prodotto .

    Un’alternativa concreta per la mobilità urbana

    Con il passaggio da SsangYong a KG Mobility, la Tivoli ha perso il suo storico nome ma ha guadagnato in modernità e competitività. Oggi si presenta come una delle proposte più interessanti per chi cerca un SUV piccolo, tecnologico e dal prezzo accessibile .

    Certo, i consumi non sono da primato e l’efficienza non raggiunge i livelli dei rivali ibridi , ma il rapporto qualità-prezzo, lo spazio generoso e la dotazione completa la rendono una scelta estremamente sensata per la vita di tutti i giorni. E se riuscite a guardare oltre il marchio, scoprirete un’auto che, come dicevano i colleghi australiani, “regge il confronto con qualsiasi altra cosa sul mercato” . Un’occasione da non perdere.


    Scheda Tecnica KGM Tivoli 2026

    CaratteristicaDettaglio
    Lunghezza4.255 mm 
    Larghezza1.810 mm 
    Passo2.600 mm 
    Bagagliaio423 – 1.115 litri 
    Motorizzazioni1.5 Turbo GDI 135 CV / 163 CV 
    TrazioneAnteriore / Integrale (solo 163 CV) 
    CambioManuale 6 marce / Automatico Aisin 6 marce 
    Consumi7,0 l/100 km (ciclo misto) 
    Prezzo da (Italia)20.490 € 
    Garanzia5 anni o 100.000 km 
  • Kia Seltos 2026: il SUV coreano che mancava all’Europa arriva in Italia

    Kia Seltos 2026: il SUV coreano che mancava all’Europa arriva in Italia

    Il marchio coreano amplia la sua offerta nel segmento dei SUV compatti con un modello atteso da tempo: la Kia Seltos debutta ufficialmente in Italia e in Europa, dopo anni di successi sui mercati extracontinentali. La seconda generazione del SUV, che a livello mondiale è il secondo modello più venduto del brand dopo la Sportage, sbarca finalmente nel Vecchio Continente con un pacchetto completo che punta su design, tecnologia e motorizzazioni versatili .

    Un debutto europeo atteso

    La Seltos non è una novità assoluta nel panorama automobilistico globale, ma per l’Europa rappresenta una prima assoluta . Il motivo? Probabilmente il successo planetario del modello, che ha convinto Kia a portarlo anche sul mercato europeo dopo averlo profondamente rivisto nel centro R&D di Rüsselsheim, in Germania, per adattarlo alle esigenze dei clienti del Vecchio Continente .

    Il risultato è un SUV da 4,43 metri di lunghezza, 1,83 metri di larghezza e un passo di 2,69 metri, dimensioni che lo collocano nel cuore del segmento C, pronto a confrontarsi con rivali di tutto rispetto . Il bagagliaio è tra i punti di forza: ben 536 litri di capacità, che diventano 1.511 litri abbattendo i sedili posteriori .

    Design: la filosofia “Opposites United”

    La nuova Seltos si presenta con un look deciso che segue la filosofia stilistica “Opposites United” del marchio . Il frontale è dominato dalla nuova calandra “Digital Tiger Face”, affiancata dai fari a LED Ice Cube e dalle firme luminose Star Map che si estendono verso la parte superiore della griglia .

    Particolarmente curato il profilo, dove spiccano le maniglie a filo con la carrozzeria che si estraggono automaticamente all’avvicinarsi del conducente, un dettaglio che aggiunge un tocco premium . Il tetto è visivamente sospeso (“Flying Roof”) e la gamma colori include tre tinte sviluppate specificamente per il mercato europeo .

    Interni: tecnologia e spazio

    L’abitacolo è stato completamente ridisegnato attorno al Trinity Panoramic Display, un pannello che integra un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, un display centrale per l’infotainment delle stesse dimensioni e un terzo schermo da 5,3 pollici dedicato alla climatizzazione . Kia non ha rinunciato ai comandi fisici per le funzioni essenziali, una scelta apprezzabile per l’usabilità quotidiana .

    Tra i dettagli di pregio: sedili anteriori ventilati e con funzione massaggio (relaxation mode), regolazione elettrica a 10 vie con memoria per il posto guida, e un impianto audio Bose con otto altoparlanti . Lo spazio a bordo è generoso, con i passeggeri posteriori che beneficiano del passo allungato .

    Motorizzazioni: benzina e full hybrid

    La gamma italiana si articola su due motorizzazioni al lancio :

    • 1.6 T-GDI turbo benzina da 180 CV e 265 Nm di coppia, disponibile con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione DCT7, a trazione anteriore o integrale .
    • Full Hybrid con motore 1.6 GDI abbinato a un’unità elettrica: 154 CV per la versione a trazione anteriore, 178 CV per quella a trazione integrale e-AWD . Questa variante introduce la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), solitamente riservata alle auto elettriche, che permette di alimentare dispositivi esterni .

    Le prestazioni? La versione benzina a due ruote motrici scatta da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi e raggiunge una velocità massima di 208 km/h .

    ADAS e sicurezza

    La Seltos è equipaggiata con i sistemi di assistenza alla guida di livello 2, tra cui il cruise control adattivo 2.0, l’assistenza al mantenimento di corsia e il riconoscimento dei limiti di velocità . Il pacchetto di sicurezza include la camera a 360°, il monitoraggio dell’angolo cieco e il Park Assist Pro .

    Prezzi e allestimenti

    La gamma italiana è articolata in quattro allestimenti: Business, Style, GT-Line e X-Line . I prezzi di listino :

    Allestimento1.6 T-GDI 180 CVFull Hybrid
    Business31.500 €35.000 €
    Style34.000 €37.500 €
    GT-Line39.000 €40.500 €
    X-Line41.000 €43.000 €

    Da segnalare la promozione di lancio valida per luglio 2026: la versione Business 1.6 T-GDI 180 CV con finanziamento Scelta Kia scende a 27.950 euro .


    Scheda Tecnica Kia Seltos 2026

    CaratteristicaDettaglio
    Lunghezza4.430 mm 
    Larghezza1.830 mm 
    Passo2.690 mm 
    Bagagliaio536 – 1.511 litri 
    Motori1.6 T-GDI 180 CV / Full Hybrid 154-178 CV 
    TrazioneAnteriore o Integrale (e-AWD) 
    CambioManuale 6 marce / DCT7 / DCT6 (Hybrid) 
    0-100 km/h8,8 s (1.6 T-GDI 2WD) 
    V2LSì (versione Full Hybrid) 
    Prezzo da31.500 € (listino) / 27.950 € (promo) 
  • Addio alla Jeep Renegade: l’ultimo esemplare esce dalla fabbrica di Melfi

    Addio alla Jeep Renegade: l’ultimo esemplare esce dalla fabbrica di Melfi

    ADDIO DOPO UN DECENNIO DI SUCCESSI
    Un capitolo importante della storia automobilistica italiana ed europea si è appena chiuso. Dopo undici anni e milioni di esemplari prodotti, l’ultima Jeep Renegade ha lasciato la linea di produzione dello stabilimento Stellantis di Melfi. A comunicarlo è stata la UGL Basilicata, che ha voluto sottolineare il peso simbolico di questo momento, non solo per il sito produttivo lucano ma per l’intero settore automotive nazionale. Con la Renegade se ne va un’icona, un modello che ha portato il DNA Jeep nel segmento dei SUV compatti. La sua vettura gemella, la Fiat 500X, l’aveva già preceduta, uscendo di scena nel 2023.

    LA STORIA DI UN MODELLO ICONICO
    Il suo lancio nel 2014 segnò una vera e propria rivoluzione per il marchio a sette feritoie. La Renegade fu, infatti, la prima Jeep nella storia a essere prodotta al di fuori degli Stati Uniti, diventando rapidamente uno dei simboli dell’allora Fiat Chrysler Automobiles. Il suo successo in Europa fu immediato e travolgente, grazie a una formula vincente: un design inconfondibile che riprendeva i tratti dei fuoristrada più grandi in un formato compatto (è lunga 4,24 metri), unito a un’ampia gamma di motorizzazioni. Tuttavia, la piattaforma su cui è nata – progettata originariamente da Fiat – è oggi considerata obsoleta e non rientra più nei piani di sviluppo futuri del gruppo Stellantis. A pesare sulla decisione, anche il nuovo corso strategico di Jeep, sempre più focalizzato sull’elettrificazione e su modelli di segmento superiore.

    UN’EREDA ATTESA PER IL 2027
    Cosa succede ora? Al momento, non esiste una sostituta diretta della Renegade. Il suo spazio nell’offerta Jeep verrà temporaneamente coperto dagli altri modelli in gamma: la piccola Jeep Avenger (lunga 4,08 metri), disponibile in versione elettrica o mild hybrid, e la nuova Compass, che nella generazione attuale è cresciuta (4,55 metri) e poggia sulla moderna piattaforma STLA Medium. Tuttavia, secondo alcune voci di corridoio, Jeep non avrebbe abbandonato del tutto il segmento. Si sta lavorando a una nuova generazione della Renegade, che potrebbe vedere la luce intorno al 2027. Questa futura erede, si dice, sarebbe basata sulla piattaforma “Smart Car” e verrebbe costruita in Polonia.

    MELFI SI TRASFORMA: DA RENEGADE A POLO ELETTRIFICO
    Lo stabilimento di Melfi, dove oggi si volta pagina, non si ferma. Anzi, è già nel pieno di una profonda trasformazione. All’interno degli stessi capannoni che hanno dato vita alla Renegade, è già partita la produzione in serie della nuova Jeep Compass. A questa si affiancheranno presto la DS N° 8 e, a partire dal 2026, la Lancia Gamma. Con l’addio alla Renegade e alla 500X, lo stabilimento lucano si sta riconvertendo a polo di eccellenza per l’elettrificazione del gruppo Stellantis. Tutti i nuovi modelli, infatti, utilizzeranno la piattaforma STLA Medium, progettata per veicoli elettrici nativi e dotata di sistemi di guida assistita all’avanguardia.

    MA LA RENEGADE VIVE ANCORA… IN BRASILE
    Per gli appassionati europei è un addio, ma la carriera globale della Jeep Renegade non è finita del tutto. Il modello continuerà a essere prodotto e commercializzato per un altro periodo nello stabilimento di Goiânia, in Brasile, dove gode ancora di ottima popolarità. Con oltre due milioni di unità prodotte in tutto il mondo, la Jeep Renegade ha rappresentato una pietra miliare per il marchio, dimostrando come un’idea coraggiosa – una Jeep piccola e “europea” – potesse conquistare il mercato, scrivendo una pagina indelebile di storia industriale.