Se cercavi di prenotare gli ecoincentivi 2025 per l’auto elettrica, probabilmente lo sai già: il “tesoretto” è finito. In un tempo record. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha ufficializzato che il plafond da circa 595 milioni di euro è esaurito a poco più di 24 ore dall’apertura del portale.
Ma la vera notizia è la velocità fulminea con cui gli automobilisti si sono riversati sulla piattaforma. L’apertura del “click day” è scattata alle 12:00 di mercoledì 22 ottobre, e in sole 3 ore e 15 minuti il sistema era già preso d’assalto, con code virtuali che ricordavano la ricerca di un biglietto per un concerto dei Coldplay. Alle 18:00 dello stesso giorno, già 45.000 dei 55.680 voucher totali erano stati prenotati. Un’autentica corsa all’oro.

La nuova procedura: una corsa ad ostacoli per gli automobilisti
Quest’anno la procedura è cambiata radicalmente. Non sono più le concessionarie a prenotare i bonus, ma direttamente i clienti finali. Questo ha creato una competizione senza filtri, trasformando la prenotazione in un’odissea digitale per migliaia di persone. Chi è riuscito ad accedere si è trovato di fronte un conto alla rovescia: 10 minuti per entrare e 30 minuti per completare la prenotazione, tutto sotto l’occhio vigile di una barra di progresso che sembrava avanzare troppo lentamente.
C’è ancora speranza? Sì, ma bisogna attendere.
Ora il portale non accetta più nuove prenotazioni. Tuttavia, non tutto è perduto. Il MASE specifica che “eventuali fondi che torneranno nuovamente disponibili saranno nell’immediato riattivati sulla piattaforma”. In pratica, chi ha prenotato un voucher (da 9.000 euro per ISEE sopra i 30.000 euro, o da 11.000 euro per ISEE sotto i 30.000) ha 30 giorni di tempo per concludere l’acquisto.
Considerando che le prime prenotazioni sono state emesse tra il 22 e il 23 ottobre, il 21 novembre è la data da cerchiare in rosso sul calendario: è il giorno in cui i primi voucher non confermati scadranno, liberando fondi che torneranno disponibili. Resta da vedere se il Ministero li renderà accessibili con un nuovo “click day” o in modo più graduale.

Una fame di mobilità elettrica che deve fare i conti con la politica
Questo esaurimento lampo è la prova provata della forte domanda di mobilità sostenibile in Italia. Eppure, il sistema degli incentivi continua a vivere di “fiammate” occasionali, creando ansia e corsa affannosa tra gli automobilisti.
Come sottolineato da associazioni di settore come Unrae, gli incentivi sono realmente efficaci solo se inseriti in una strategia chiara e di medio-lungo periodo, non come iniziative spot. Serve continuità per permettere al mercato e ai consumatori di programmare i propri investimenti, seguendo l’esempio di Paesi come la Germania.

La domanda che tutti si pongono ora è: gli appelli dell’industria e degli automobilisti per un piano strutturato verranno finalmente ascoltati? Per il momento, non resta che tenere d’occhio il portale e incrociare le dita per il 21 novembre.


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