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  • Vespa Primavera 125 80th: un tuffo nel passato per celebrare 80 anni di leggenda

    Vespa Primavera 125 80th: un tuffo nel passato per celebrare 80 anni di leggenda

    La Vespa spegne 80 candeline e lo fa con una serie speciale che è molto più di una semplice edizione limitata. La Vespa Primavera 125 80th è un viaggio nel tempo, un omaggio agli albori di uno dei simboli più amati del Made in Italy. Con una livrea Verde Pastello che rievoca le origini e dettagli curati nei minimi particolari, questa versione celebrativa è ora disponibile nei concessionari al prezzo di 5.750 euro .

    Il 23 aprile 1946 veniva depositato il brevetto della Vespa . Ottant’anni dopo, Piaggio celebra questo straordinario traguardo con una serie speciale che incarna lo spirito originale del mitico scooter . La Vespa Primavera 125 80th non è solo un mezzo di trasporto, ma un pezzo di storia, un oggetto di design che racconta un’epoca .

    Una livrea che parla di storia

    Il cuore pulsante di questa edizione limitata è la sua esclusiva colorazione Verde Pastello . Non si tratta di una tinta qualsiasi: è stata recuperata dagli archivi storici Piaggio, prendendo ispirazione dal codice colore delle primissime produzioni monocolore del dopoguerra . Un verde che evoca la primavera del 1946, quando la Vespa iniziò il suo inarrestabile cammino .

    Questo colore non è riservato solo alla carrozzeria, ma si estende in un raffinato gioco tono su tono a numerosi dettagli :

    • Profili dello scudo e maniglione passeggero: elementi che abbracciano la stessa tinta pastello .
    • Specchi retrovisori, blocchetti comandi e leveraggio sospensione anteriore: anch’essi in tinta, con finitura satinata che contrasta elegantemente con la carrozzeria lucida .
    • Cerchi ruota: verniciati in Verde Pastello e con un design che reinterpreta in chiave moderna la struttura chiusa in lamiera stampata delle ruote delle Vespa d’epoca . Su di essi spicca la scritta “Est. 1946” e il canale con finitura diamantata .

    Completano il quadro estetico la sella, le manopole e gli inserti in gomma della pedana, realizzati in una tonalità di verde più scura, e la griglia di raffreddamento sulla fiancata sinistra, un dettaglio tecnico e stilistico che richiama le soluzioni delle origini .

    Dettagli celebrativi e tecnologia contemporanea

    A rendere immediatamente riconoscibile la Vespa Primavera 80th ci pensano due elementi esclusivi :

    • La targhetta “80th” sullo scudo, affiancata al logo Vespa .
    • Il badge “80 years of Vespa Est. 1946” sul retroscudo, disegnato appositamente per l’anniversario .

    Ma questa Vespa non è solo un omaggio al passato. Sotto l’estetica vintage si nasconde la migliore tecnologia contemporanea .

    • Motore: Spinge la Primavera 80th il motore i-get da 125 cc, conforme alla normativa Euro 5+, che garantisce un’erogazione fluida, reattiva ed efficiente, perfetta per la città . La guida è descritta come agile e reattiva nel traffico urbano .
    • Tecnologia: Il quadro strumenti LCD a colori offre un’interfaccia chiara e moderna, mentre il sistema keyless e la porta USB nel vano scudo aggiungono un tocco di praticità quotidiana .
    • Connettività: La Vespa MIA, fornita di serie, permette di connettere lo smartphone allo scooter per gestire chiamate, musica e navigazione a pittogrammi direttamente dal manubrio .

    Una festa che ha unito il mondo

    La celebrazione dell’80esimo anniversario è culminata a Roma, dal 25 al 28 giugno 2026, con il “Vespa Roma 2026 – 80 Years of an Icon” . L’evento, che ha visto la partecipazione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni , ha richiamato decine di migliaia di appassionati da tutto il mondo, con oltre 10.000 Vespe che hanno invaso il centro storico, sfilando davanti al Colosseo . Un vero e proprio pellegrinaggio laico che ha confermato come la Vespa sia molto più di uno scooter: un simbolo universale di stile, libertà e dolce vita .

    Con la Vespa Primavera 125 80th, Piaggio ha saputo creare un connubio perfetto tra memoria e modernità, regalando agli appassionati un oggetto che è allo stesso tempo un pezzo da collezione e un perfetto compagno per le strade di oggi .

  • BYD Seal 6, restyling 2027: arriva il LiDAR e la potenza sale a 326 CV

    BYD Seal 6, restyling 2027: arriva il LiDAR e la potenza sale a 326 CV

    La BYD Seal 6 si prepara a un restyling profondo per il Model Year 2027. Il colosso cinese ha presentato in patria la versione aggiornata della berlina (in Italia conosciuta come Seal 6), che arriverà anche sul mercato europeo con un pacchetto di novità sostanziali: design rivisto, sensore LiDAR sul tetto per la guida assistita, dimensioni maggiori e un significativo incremento di potenza per le versioni elettriche. Con la versione ibrida plug-in, l’autonomia complessiva dichiarata tocca quota 2.370 km.

    BYD continua a spingere sull’acceleratore del rinnovamento. Dopo il successo delle Seal 6 e Seal 6 Touring arrivate in Italia nel 2025, la casa cinese ha svelato in Cina il Model Year 2027 della Seal 06, nota in Europa appunto come Seal 6 . L’aggiornamento, che anticipa le novità che arriveranno anche sul Vecchio Continente, è molto più di un semplice restyling stagionale.

    Design e dimensioni: più lunga e con il LiDAR sul tetto

    La nuova Seal 6 sfoggia un frontale ridisegnato con gruppi ottici completamente rinnovati e un posteriore con firme luminose aggiornate . L’elemento che salta subito all’occhio, però, è il sensore LiDAR integrato sul tetto . Grazie a questo sistema, l’auto può contare su una lettura più precisa dell’ambiente circostante, migliorando i sistemi di assistenza alla guida (il pacchetto “God’s Eye 5.0” o “God Eye B”) e innalzando il livello di sicurezza .

    Le dimensioni crescono sensibilmente. La lunghezza aumenta di circa 150 mm, superando i 4,85 metri . Secondo alcune fonti, la vettura raggiunge ora i 4.870 mm . Anche il passo cresce di 3 cm, arrivando a 282 cm .

    Più potenza per le elettriche, autonomia record per le ibride

    Le novità più importanti, però, si nascondono sotto il cofano. BYD ha rimesso mano all’intera gamma di propulsori.

    • Versioni elettriche (EV): La potenza delle Seal 6 a batteria subirà un balzo in avanti significativo, passando da 218 a 326 CV (240 kW) per la versione top di gamma . Un upgrade che promette di rendere la berlina decisamente più performante.
    • Batterie di seconda generazione: Le elettriche adottano le nuove Blade Battery di seconda generazione con capacità di 52,9 o 64,3 kWh e architettura a 800 volt, per autonomie dichiarate nel ciclo cinese CLTC comprese tra 530 e 630 km .
    • Versioni ibride plug-in (DM-i): Le ibride beneficiano di un motore 1.5 aspirato da 101 CV (74 kW) abbinato a un’unità elettrica da 175 kW (238 CV), una potenza in crescita rispetto al passato . Le batterie disponibili sono da 25,3 o 34,3 kWh, che consentono di percorrere fino a 320 km in modalità 100% elettrica nel ciclo CLTC .

    Il dato che colpisce di più è l’autonomia complessiva dichiarata: con un serbatoio da 65 litri e le batterie completamente cariche, la Seal 6 DM-i può percorrere fino a 2.370 km senza fermarsi . Un dato da “maratoneta” che la pone ai vertici della categoria. Le versioni plug-in beneficiano inoltre del sistema di sospensioni intelligenti DiSus C su alcuni allestimenti .

    Interni hi-tech con display rotante

    L’abitacolo non è da meno. La plancia della Seal 6 integra un display centrale rotante da 15,6 pollici e una strumentazione digitale da 8,8 pollici, con la possibilità di aggiungere un head-up display da 29 pollici . Il sistema operativo è l’ultima evoluzione del DiLink, con l’intelligenza artificiale DeepSeek per i comandi vocali . La leva del cambio è stata spostata dietro lo sterzo, liberando spazio per un vano portaoggetti e una piastra di ricarica wireless da 50 W.

    Prezzi in Cina e arrivo in Europa

    In Cina, i prezzi per il Model Year 2027 partono da 99.900 yuan (circa 12.800 euro) per la plug-in e da 109.900 yuan (14.100 euro) per l’elettrica . Il sensore LiDAR e il pacchetto di assistenza avanzata potrebbero far lievitare il prezzo di circa 11.000 yuan (1.600 dollari) .

    Per l’Italia, al momento il listino della Seal 6 parte da 37.900 euro per la berlina e 39.400 per la station wagon Touring , ma non è ancora nota la data di arrivo del restyling nel nostro paese .

  • Manutenzione autunno: prepara l’auto al freddo

    Manutenzione autunno: prepara l’auto al freddo

    Con l’arrivo dell’autunno, pioggia, foglie e temperature in calo mettono alla prova la tua auto. Una manutenzione preventiva è essenziale per viaggiare sicuri ed evitare spiacevoli sorprese. Ecco una checklist completa per preparare la tua auto al freddo.

    L’autunno è una stagione di transizione che porta con sé condizioni di guida più insidiose: giornate più corte, piogge frequenti, nebbia e strade rese scivolose dalle foglie cadute . È il momento ideale per prendersi cura della propria auto, anticipando i problemi che l’inverno potrebbe riservare . Un check-up autunnale non solo aumenta la sicurezza, ma previene guasti costosi e prolunga la vita del veicolo .

    1. Pneumatici: il primo contatto con la strada

    Gli pneumatici sono l’elemento di sicurezza più importante, specialmente su strade bagnate o ghiacciate .

    • Pressione: Il freddo riduce la pressione degli pneumatici. Un controllo periodico previene usura irregolare e riduce i consumi .
    • Battistrada: La profondità minima legale è di 1,6 mm, ma per una maggiore sicurezza su fondi bagnati è consigliato un battistrada di almeno 3-4 mm .
    • Cambio gomme: Se vivi in zone con inverni rigidi, considera il passaggio agli pneumatici invernali. Il 15 novembre è il termine ultimo per montarli senza incorrere in sanzioni . Si montano quando la temperatura scende stabilmente sotto i 7°C .

    2. Batteria: il cuore elettrico dell’auto

    Le basse temperature riducono l’efficienza della batteria, che in inverno è sottoposta a uno sforzo maggiore a causa di riscaldamento, tergicristalli e luci .

    • Controllo: Verifica lo stato di carica e la tensione della batteria. Se ha più di due o tre anni, potrebbe essere il momento di sostituirla .
    • Consiglio: Tieni sempre in auto i cavi per l’avviamento di emergenza, nel caso la batteria si scarichi .

    3. Visibilità: luci e tergicristalli

    Con le giornate che si accorciano e la pioggia frequente, vedere ed essere visti è fondamentale .

    • Luci: Controlla che tutte le luci funzionino correttamente: fari anabbaglianti, abbaglianti, indicatori di direzione, luci di posizione, fendinebbia e fanali posteriori . Pulisci i fari per garantire la massima luminosità .
    • Tergicristalli: Sostituisci le spazzole se lasciano aloni, strisce o emettono rumori . I produttori consigliano di cambiarle all’inizio della primavera e dell’autunno .
    • Liquido lavavetri: Utilizza un liquido con formula antigelo per evitare che si congeli con il primo freddo .

    4. Liquidi e lubrificanti: il sangue della tua auto

    L’abbassamento delle temperature influisce sulla viscosità dei liquidi .

    • Olio motore: Controlla il livello e verifica che il tipo di olio sia adatto alle temperature invernali (viscosità consigliata nel libretto di manutenzione). Un olio troppo viscoso a freddo può danneggiare il motore .
    • Liquido di raffreddamento (antigelo): Controlla il livello e la concentrazione anticongelante. Il liquido va sostituito ogni 4-5 anni, o secondo le indicazioni del costruttore .
    • Liquido freni: Verifica il livello. Il liquido freni, con il tempo, assorbe umidità, compromettendo l’efficacia della frenata, specialmente su strade scivolose .

    5. Freni e sistemi di sicurezza

    Su strade bagnate e viscide, una frenata efficace è cruciale .

    • Pastiglie e dischi: Controlla lo spessore delle pastiglie e lo stato dei dischi .
    • Sistemi elettronici: Verifica il corretto funzionamento di ABS, ESP e altri sistemi di assistenza alla guida .
    • Filtro abitacolo: Sostituisci il filtro dell’abitacolo per garantire una corretta ventilazione, evitare l’appannamento dei vetri e prevenire la formazione di muffe .

    Consigli extra per l’autunno

    • Proteggi la carrozzeria: L’umidità e le foglie possono danneggiare la vernice. Pulisci regolarmente l’auto e proteggi le guarnizioni delle porte con prodotti specifici per evitare che si congelino .
    • Prepara un kit di emergenza: Tieni in auto un raschietto per il ghiaccio, una spazzola da neve, un deumidificatore per l’abitacolo e una torcia .

    Preparare la propria auto all’autunno e all’inverno è un investimento di tempo e denaro che paga in termini di sicurezza e serenità. Con questi semplici controlli, potrai affrontare la stagione fredda senza preoccupazioni .

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  • GWM torna in Europa: la Ora 5 apre l’offensiva del colosso cinese in Italia

    GWM torna in Europa: la Ora 5 apre l’offensiva del colosso cinese in Italia

    Great Wall Motor (GWM) non è nuova al mercato europeo. Dopo un primo tentativo non proprio riuscito qualche anno fa, il colosso cinese ci riprova con una strategia completamente rinnovata . L’Italia è uno dei mercati chiave di questa offensiva, con il lancio della GWM Ora 5, un SUV compatto che strizza l’occhio al design di una celebre sportiva tedesca, ma che punta tutto su un rapporto qualità-prezzo decisamente aggressivo.

    Il gruppo cinese, con oltre 16 milioni di clienti nel mondo e 1,3 milioni di veicoli venduti nel solo 2025, ha deciso di cambiare marcia . Abbandonata la vecchia strategia incentrata solo sull’elettrico, GWM punta ora su un approccio multi-energia che sappia intercettare le diverse esigenze del pubblico europeo: “All scenarios, all powertrains” . L’obiettivo ambizioso è conquistare una quota di mercato compresa tra il 3% e il 5% in Europa entro il 2030 .

    Ora 5: il SUV “ispirato Porsche” che parte da meno di 27.000 euro

    La Ora 5 è la carta d’ingresso di GWM in Italia e il modello che dovrebbe trainare le vendite . Con i suoi 4,47 metri di lunghezza, si inserisce nel cuore del segmento C dei SUV, il più importante del mercato italiano . Il prezzo di partenza è di 26.950 euro per la versione 1.5 turbo benzina da 160 CV .

    Il design, inutile negarlo, gioca un ruolo fondamentale. I fari anteriori ovali richiamano in modo piuttosto esplicito lo stile della Porsche 911, una scelta che aiuta a distinguersi in un mare di SUV anonimi . Le proporzioni sono equilibrate e la coda presenta una soluzione originale con i gruppi ottici integrati nel lunotto, mentre gli indicatori di direzione sono posizionati sul paraurti .

    Tre motorizzazioni per tutte le esigenze

    La vera novità, che si allontana dalla vecchia strategia GWM, è la possibilità di scegliere tra tre diverse alimentazioni sulla stessa piattaforma, senza dover rinunciare a un elevato livello di dotazione di serie :

    • Benzina: motore 1.5 turbo da 160 CV, cambio automatico 7DCT. Prezzo da 26.950 euro .
    • Full Hybrid Hi2: la versione più interessante per chi cerca equilibrio tra prestazioni e consumi. Abbina un 1.5 turbo da 150 CV a un’unità elettrica da 190 CV per una potenza complessiva di 223 CV e 476 Nm di coppia. Scatto 0-100 km/h in 7,7 secondi e consumi dichiarati di soli 5,1 l/100 km. L’autonomia supera i 1.000 km con un pieno. Prezzo da 28.600 euro .
    • Elettrica: motore da 205 CV, batteria da 58,3 kWh, autonomia WLTP di 435 km. Ricarica rapida dal 10 all’80% in circa 30 minuti. Prezzo da 36.000 euro .

    Attenzione: non si tratta di un modello “adattato” frettolosamente per l’Europa. GWM ha investito tempo e risorse per sviluppare un’assetto specifico per il Vecchio Continente, con interventi su ammortizzatori, molle, barre antirollio e servosterzo. Lo sviluppo ha previsto 15.000 km di test per ogni motorizzazione su strade europee, incluse quelle italiane .

    La gamma Haval e l’offensiva dei SUV

    Oltre alla Ora 5, GWM sta preparando l’arrivo in Europa dei modelli del marchio Haval, dedicato al segmento dei SUV di volume . Il gruppo ha scelto per l’Europa di presentarsi con un unico marchio ombrello “GWM”, all’interno del quale convivono diverse linee di prodotto .

    I modelli più attesi della gamma Haval sono:

    • Haval H6: SUV di 4,70 metri, offerto in Europa come full hybrid da 243 CV. Prezzo stimato intorno ai 29.000 euro in Germania .
    • Haval Jolion Pro: crossover compatto (4,47 metri) con motore 1.5 turbo da 177 CV. Prezzo da 25.000 euro .
    • Haval H7: il vero “pezzo grosso” per gli amanti dell’off-road. Lungo 4,80 metri, con un design che ricorda Land Rover Defender e Toyota Land Cruiser, sarà disponibile con motori benzina, full hybrid e plug-in hybrid. La vera chicca è la tecnologia Hi4, un sistema di trazione integrale intelligente per ibridi che debutta in Europa. Prezzo stimato intorno ai 35.000 euro .

    Una squadra di italiani per l’Italia

    GWM punta forte sul mercato italiano e lo dimostra con la scelta di affidare la filiale a un team tutto italiano, guidato dal Chief Operating Officer Giuseppe Lovascio, un manager con oltre 25 anni di esperienza in Honda, FCA (oggi Stellantis), Mitsubishi e SsangYong . Al suo fianco, professionisti di peso come Daniele Ministeri (Head of Product Management, ex Renault e Stellantis), Alessandro Berni (National Sales Manager, ex BMW e BYD) e Raffaele Rega (Head of Vehicle Development per GWM Europe, ex Fiat e Magneti Marelli) .

    Un futuro in Europa

    Il piano di GWM per l’Europa è ambizioso e prevede il lancio di almeno dieci nuovi modelli entro il 2030 . La roadmap include, oltre ai SUV, anche pick-up (che in Europa si chiameranno Alpha Cannon) e modelli premium dei marchi Wey e Tank .

    Il gruppo cinese ha già aperto filiali dirette in Italia e Spagna e prevede di arrivare in 13 mercati europei entro il 2026 . Ma l’ambizione va oltre: GWM sta studiando la costruzione di uno stabilimento in Europa, con la Romania come possibile location, per produrre fino a 300.000 auto all’anno entro il 2029 .

    La sfida per GWM, così come per gli altri marchi cinesi, non sarà solo tecnica o di prezzo. Come sottolineato da un’analisi di settore, “costruire un’auto tecnologica non è la stessa cosa che costruire un marchio premium” e la concorrenza di altri player cinesi già affermati in Europa, come BYD, si fa sentire . Ma con un prodotto come la Ora 5, un prezzo aggressivo e un team di manager che conoscono il mercato italiano, GWM sembra avere tutte le carte in regola per giocarsi le sue chance.

  • L’offensiva premium cinese: Aito, Li Auto e le nuove ambizioni sul mercato europeo

    L’offensiva premium cinese: Aito, Li Auto e le nuove ambizioni sul mercato europeo

    Per anni si è parlato dell’arrivo in Europa di auto cinesi economiche e ben equipaggiate, pronte a rivoluzionare il mercato generalista. Oggi il copione è cambiato radicalmente. Marchi come Aito, Li Auto e Denza stanno puntando direttamente al cuore del segmento premium, quello storicamente dominato da BMW, Mercedes e Audi, con modelli tecnologicamente avanzati e prezzi che sfidano le migliori tradizioni europee. E l’appuntamento per vederli dal vivo è già fissato al Salone di Parigi 2026.

    La nuova generazione di costruttori cinesi non vuole più essere percepita come l’alternativa economica. L’obiettivo è diventare riferimento tecnologico, e il lusso, oggi, si vende tanto per software quanto per cuoio . Marchi come Aito, Li Auto e Denza rappresentano la punta di diamante di questa offensiva, e si preparano a sbarcare ufficialmente in Europa nei prossimi mesi.

    Aito: la tecnologia Huawei, ma con un’importante rinuncia

    Aito, acronimo di “Adding Intelligence to Auto”, è un marchio nato dalla collaborazione tra il gruppo Seres e il colosso tecnologico Huawei . In Cina, il punto di forza dei modelli Aito è proprio l’integrazione con l’ecosistema Huawei, con il sistema operativo HarmonyOS a bordo e sofisticati sistemi di guida semi-autonoma .

    Il marchio è atteso in Europa a partire dal 2026 , con modelli come il SUV Aito M5 e il più grande e lussuoso Aito 8 (la versione occidentale dell’Aito M8) .

    Tuttavia, c’è un dettaglio fondamentale che cambia le carte in tavola per il mercato europeo. Per ragioni regolatorie e di immagine, il partenariato con Huawei verrà deliberatamente nascosto nella comunicazione europea. Niente logo Huawei, niente software proprietario. Di conseguenza, i modelli Aito perderanno il loro principale argomento differenziante, risultando “privati del loro più grande vantaggio” . Saranno comunque auto tecnologicamente avanzate, ma si troveranno ad affrontare una concorrenza già agguerrita senza il loro asso nella manica.

    Li Auto: dal successo cinese con l’i6 SUV

    Li Auto è uno dei principali costruttori cinesi di fascia alta, fondato nel 2015 e noto per i suoi grandi SUV elettrificati . Nel 2025 ha superato le 420.000 consegne globali, un dato che ne certifica la solidità . La strategia europea del marchio è chiara e ambiziosa: il debutto è previsto per la seconda metà del 2026 con il SUV elettrico Li Auto i6, che sarà presentato al Salone di Parigi .

    La scelta dell’i6 non è casuale: è il modello più venduto del marchio, con quasi 100.000 unità nei primi cinque mesi del 2026 in Cina . Sul mercato europeo andrà a sfidare direttamente Audi Q4 e-tron, BMW iX3, Polestar 4 e Mercedes GLC elettrica . La scheda tecnica è di tutto rispetto:

    • Dimensioni: circa 4,95 metri di lunghezza .
    • Batteria e autonomia: 87 kWh, fino a 720 km nel ciclo CLTC (cinese) .
    • Ricarica: fino a 500 kW, dichiarando 10 minuti per 500 km di autonomia .
    • Comfort: sospensioni attive, impianto audio con 20 altoparlanti e doppio schermo da 15,7 pollici .

    Li Auto ha già aperto un centro di ricerca e sviluppo a Monaco di Baviera e sta costruendo una rete commerciale e di assistenza in Europa, dimostrando di voler giocare la partita sul lungo periodo .

    L’ecosistema premium cinese: Denza, Voyah e Zeekr

    L’offensiva non si ferma ad Aito e Li Auto. Il gruppo BYD ha lanciato in Europa il suo brand premium Denza, con la shooting brake elettrica Z9GT da oltre 1.100 CV e la monovolume ibrida D9 DM-i . I prezzi partono da oltre 100.000 euro, un chiaro segnale delle ambizioni del gruppo cinese .

    Anche Voyah, marchio premium del gruppo Dongfeng, si prepara ad arrivare in Europa grazie a una joint venture con Stellantis. L’accordo prevede l’utilizzo della rete di concessionari Stellantis per la distribuzione, un vantaggio competitivo non indifferente . Modelli come il SUV elettrico Voyah Courage potrebbero arrivare a un prezzo molto aggressivo, inferiore ai 30.000 euro .

    Infine, il gruppo Geely ha già avviato l’espansione in Italia del suo marchio premium Zeekr, raccogliendo oltre 3.000 manifestazioni di interesse in pochi mesi . Zeekr ha recentemente aperto le prenotazioni per il suo super-SUV ibrido 9X, un gigante da 5,24 metri con quasi 900 CV che si candida a sfidare Mercedes GLS e Range Rover . La strategia di Geely punta a radicarsi industrialmente in Europa, con la produzione di modelli elettrificati a partire dal 2028 nello stabilimento Ford di Valencia, di cui Geely ha acquisito il 34% .

    Il vero problema: la fiducia

    Tutta questa tecnologia e questi numeri impressionanti si scontrano con un problema più grande: la percezione del marchio . Il segmento premium europeo non si definisce solo per le specifiche tecniche, ma anche per il servizio, la rete di assistenza, il valore residuo e, soprattutto, per decenni di immagine di marca . Come sottolineato da un’analisi di settore, “costruire un’auto tecnologica non è la stessa cosa che costruire un marchio premium” . La sfida per Aito, Li Auto e tutti gli altri non è solo tecnica, ma culturale. Riusciranno a convincere il cliente europeo a spendere 100.000 euro per un’auto cinese? La risposta, probabilmente, la sapremo nei prossimi anni.

  • Smart #2: l’erede della fortwo si svela sempre di più in vista del Salone di Parigi

    Smart #2: l’erede della fortwo si svela sempre di più in vista del Salone di Parigi

    L’attesa per la nuova Smart #2, l’erede spirituale della fortwo, cresce di giorno in giorno. A pochi mesi dalla presentazione ufficiale al Salone di Parigi 2026 (12-18 ottobre), emergono sempre più dettagli sulla citycar elettrica che promette di rivoluzionare il concetto di mobilità urbana. Dimensioni ultracompatte, un abitacolo hi-tech e un prezzo aggressivo la rendono una delle novità più attese dell’anno.

    L’iconica due posti di Smart si appresta a vivere una nuova vita, completamente elettrica. La Smart #2 sarà ufficialmente svelata al Salone di Parigi nell’ottobre 2026 , ma già oggi possiamo tracciare un quadro piuttosto completo di quella che sarà una delle citycar più interessanti del prossimo futuro.

    Dimensioni e piattaforma: un ritorno alle origini

    La nuova Smart #2 torna alle dimensioni che hanno reso celebre la fortwo. Sarà lunga circa 2,75 metri, larga 1,66 metri e alta 1,55 metri, con un passo di 1,87 metri . Un ingombro minimo, pensato per districarsi con agilità nel traffico cittadino e nei parcheggi più stretti.

    Alla base della vettura c’è la nuova piattaforma ECA (Electric Compact Architecture), sviluppata appositamente per veicoli elettrici ultracompatti . Non si tratta di un adattamento, ma di un progetto nato per ottimizzare gli spazi di una due posti. Il diametro di sterzata è di soli 6,95 metri, un valore che garantisce una manovrabilità eccezionale, paragonabile a quella della storica fortwo .

    Motore e batteria: l’autonomia giusta per la città

    La Smart #2 sarà spinta da un motore elettrico da 60 kW (80 CV) fornito da InfiMotion, con una velocità massima di 140 km/h . La batteria, con celle LFP di CATL assemblate da Geely, avrà una capacità di 35,7 kWh .

    L’autonomia stimata è di circa 300 km nel ciclo WLTP , più che sufficiente per l’uso quotidiano in città. La ricarica rapida in corrente continua sarà in grado di portare la batteria dal 10 all’80% in circa 20 minuti . Presente anche la funzione V2L (Vehicle-to-Load) per alimentare dispositivi esterni .

    Interni hi-tech con un tocco di design Mercedes

    L’abitacolo è uno dei punti di forza della nuova #2. Al centro della plancia spicca un ampio schermo touchscreen, affiancato da un quadro strumenti LCD compatto . A differenza di molte auto moderne, Smart ha mantenuto un blocco di pulsanti fisici sotto il display, una scelta apprezzabile per chi preferisce un controllo tattile e immediato .

    Le bocchette di aerazione, dal classico formato circolare, richiamano lo stile Mercedes . L’abitacolo offre inoltre due postazioni per la ricarica wireless degli smartphone, una presa da 12V e un pratico gancio sul portaoggetti .

    Un’anteprima tra murales e concept

    Per creare attesa, Smart ha lanciato una campagna di murales in sei città del mondo (Berlino, Parigi, Shanghai, Hong Kong, Buenos Aires e Melbourne), rivelando il design della vettura in anteprima . A giugno, la Smart Concept #2 aveva già fatto tappa a Roma, anticipando le linee e la filosofia interna del modello definitivo .

    Prezzo e posizionamento

    Le indiscrezioni parlano di un prezzo di partenza inferiore ai 20.000 euro per le versioni di accesso . La Smart #2 si posizionerà così in un segmento competitivo, puntando non solo sulle dimensioni compatte ma anche su design e qualità percepita, grazie al contributo del Mercedes-Benz Global Design Team . Le consegne ai primi clienti sono attese per il corso del 2027 .

    Per tutti gli appassionati, l’appuntamento è al Salone di Parigi di ottobre, dove finalmente la Smart #2 si mostrerà in tutto il suo splendore.

  • Madring: il nuovo circuito di Madrid che rivoluziona il GP di Spagna

    Madring: il nuovo circuito di Madrid che rivoluziona il GP di Spagna

    Dal 2026, la Formula 1 dice addio a Barcellona e si trasferisce nella capitale spagnola. Il Madring, un circuito semi-urbano da 5,4 chilometri, promette spettacolo con curve sopraelevate, dislivelli mozzafiato e un’atmosfera unica. Scopriamo tutti i segreti del tracciato che ospiterà il Gran Premio di Spagna a settembre.

    La Formula 1 si appresta a vivere una svolta epocale. Dopo oltre trent’anni di permanenza a Montmelò, il Gran Premio di Spagna si trasferisce a Madrid . Il nuovo circuito, ribattezzato Madring, sarà pronto per accogliere le monoposto dal weekend dell’11 al 13 settembre 2026, segnando il ritorno della massima serie automobilistica nella capitale spagnola dopo oltre quarant’anni . Un progetto ambizioso, con un contratto che garantirà la gara a Madrid fino al 2035 .

    Un tracciato da 5,4 chilometri tra città e pista permanente

    Il Madring è un circuito dalla doppia anima: un ibrido tra un tracciato cittadino e una pista permanente, che si sviluppa attorno all’area fieristica IFEMA Madrid, nel nord-est della capitale . La posizione è strategicamente pensata per i tifosi: il circuito si trova a soli cinque minuti dall’aeroporto internazionale di Madrid-Barajas ed è facilmente raggiungibile in metropolitana e treno .

    Con una lunghezza di 5.416 metri e 22 curve, il circuito promette sfide tecniche di alto livello . Il giro di gara prevede 57 passaggi . La configurazione alterna tratti ad alta velocità a sezioni più lente e tecniche, con dislivelli che lo rendono unico nel panorama attuale . Il rettilineo principale misura 589 metri e si prevede che le vetture tocchino i 320 km/h prima della prima frenata .

    Il gioiello del circuito: “La Monumental”

    Il punto più iconico e atteso del Madring è senza dubbio la Curva 12, soprannominata “La Monumental” . Con una forma semicircolare che richiama un’arena, questa curva sarà una delle più estreme del calendario .

    • Lunghezza: circa 550 metri .
    • Pendenza (banking): 24 gradi .

    Una pendenza che la renderebbe la più inclinata di tutta la Formula 1, superando le sopraelevate di Zandvoort . Il direttore del circuito ha descritto l’esperienza come un vero e proprio “tunnel”, tanto che all’uscita della curva, completamente cieca, i piloti si ritrovano a vedere il cielo di Madrid . I progettisti hanno previsto una tribuna da 45.000 posti proprio in questo punto, per garantire uno spettacolo mozzafiato .

    Un “roller coaster” per i piloti

    Il tracciato, progettato da Jarno Zaffelli (già artefice del rinnovamento di Zandvoort), non è solo una questione di curve sopraelevate . Il layout presenta un susseguirsi di salite e discese che lo rendono una vera e propria montagna russa .

    • La salita: Un tratto in salita dell’8,5% porta i piloti verso le curve 7 e 8, che sono completamente cieche, una sfida non indifferente per i piloti .
    • La discesa: Dopo la Monumental, il tracciato scende del 5% per entrare in una sequenza di curve tecniche .
    • Zona urbana: Un settore del tracciato, tra le curve 3 e 5, si snoda lungo via Ribera de Sena, con i muri molto vicini alle monoposto, come nei tradizionali circuiti cittadini . Qui le vetture percorrono un rettilineo di 839 metri, il più lungo dell’intero tracciato .

    Un evento da record: capienza e sostenibilità

    Il Madring è pensato per accogliere un numero enorme di spettatori. La capienza complessiva del circuito è stimata in oltre 110.000 posti . Una delle aree più grandi, la “Zona Pelouse”, potrà ospitare fino a 50.000 persone, con un’ampia area dedicata ai tifosi con attività ed eventi collaterali .

    Il progetto punta inoltre su un forte concetto di sostenibilità, non solo per l’accessibilità tramite mezzi pubblici, ma anche per la costruzione di un impianto pensato per ridurre l’impatto ambientale .

    I test e la sfida ai piloti

    A luglio 2026, i piloti della Ferrari, Charles Leclerc e Lewis Hamilton, hanno avuto l’onore di inaugurare il circuito, girando con temperature dell’asfalto superiori ai 37 gradi . Il direttore del circuito, García Abad, ha rivelato che, nonostante le lamentele di Hamilton per le forti compressioni, i piloti sono rimasti soddisfatti del tracciato, che ha già ricevuto il via libera dalla FIA .

    Le qualifiche e la gara si preannunciano come un evento senza precedenti, e su www.pianetamotori.com saremo pronti a raccontarvi ogni dettaglio di questo storico fine settimana.

  • Il futuro dei motori F1: si torna al V8?

    Il futuro dei motori F1: si torna al V8?

    La stagione 2026 di Formula 1 è appena iniziata, ma nel paddock si parla già del futuro. Il Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem ha lanciato una proposta che sta facendo molto discutere: un clamoroso ritorno ai motori V8 per il prossimo ciclo regolamentare, a partire dal 2030. Un’idea che divide i costruttori ma che affascina tifosi e addetti ai lavori, stufi delle attuali power unit ibride.

    L’era dei motori V6 turbo-ibridi con ripartizione 50/50 tra termico ed elettrico sta affrontando non poche critiche . Le monoposto 2026, se da un lato hanno portato innovazione, dall’altro hanno generato problemi come il “superclipping”, ovvero decelerazioni involontarie in fase di recupero energetico che hanno distorto la competizione . A ciò si aggiunge una complessità ingegneristica e gestionale che ha reso le power unit estremamente costose e poco “raccontabili” al pubblico generalista .

    La FIA, attraverso la voce del suo presidente, ha quindi rotto gli indugi: si torna ai V8, e presto.

    La proposta della FIA: un V8 da 2.6 litri con ibridazione minima

    Il Presidente Ben Sulayem è stato chiaro: “Il ritorno dei motori V8 sta arrivando, è solo questione di tempo” . L’idea è quella di introdurre un motore V8 aspirato da 2.600 cc di cilindrata (un’architettura inedita, che si colloca a metà tra i vecchi 2.4 e 3.0 litri) , alimentato da carburanti sostenibili e affiancato da un piccolo sistema di recupero dell’energia cinetica (KERS) da circa 100 kW .

    L’obiettivo dichiarato è duplice: recuperare il sound che ha reso celebre la Formula 1  e ridurre drasticamente complessità e costi . Il nuovo motore sarebbe più leggero, meno complicato e permetterebbe di ridurre le dimensioni delle monoposto, rendendo la guida più pura e meno dipendente dalla gestione dell’energia . Un ritorno alle origini, ma con un’attenzione alla sostenibilità grazie ai biocarburanti .

    Ben Sulayem ha inoltre chiarito il rapporto di forza che intende imporre: “Nel 2031, la FIA avrà il potere di farlo, senza bisogno di alcun voto da parte dei produttori di propulsori. Ma io punto ad anticiparlo al 2030” .

    La posizione dei costruttori: tra entusiasmo e resistenze

    La proposta ha subito spaccato il paddock.

    Favorevoli. Alcuni costruttori hanno accolto l’idea con entusiasmo. Mercedes, attraverso Toto Wolff, si è detta aperta a un ritorno ai V8, a patto che venga mantenuta una componente elettrica per non “perdere la connessione con il mondo reale” . Anche Ford, partner di Red Bull Powertrains, ha dichiarato di “amare l’idea dei V8” , sottolineando come questa architettura sia ancora centrale nella loro produzione di auto stradali e quindi perfettamente allineata con le loro strategie commerciali .

    Contrari o cauti. Dall’altra parte, chi ha appena investito miliardi sul regolamento 2026 frena. Audi e Honda sarebbero i principali oppositori . Mattia Binotto, team principal del progetto Audi, ha dichiarato di non essere “così negativo sull’attuale regolamento”, definendolo “un buon format” e invitando a valutare con calma il futuro .

    La posizione della Ferrari, guidata da Frédéric Vasseur, è più pragmatica. Il team principal del Cavallino ha avvertito che il vero scoglio non è la complessità meccanica di un V8, quanto il Budget Cap: “Per costruire il motore, non è complesso. Ciò che è complesso è il livello di performance con il Cost Cap. Questo esercizio è molto difficile: essere prestazionali con il Cost Cap” . Insomma, per Vasseur, chiunque vorrà sfidare i grandi costruttori dovrà fare i conti non solo con l’ingegneria, ma con i rigidi confini del tetto di spesa .

    Cosa significa per il futuro della F1

    Il dibattito è aperto e destinato a infiammare le prossime stagioni. Da un lato, la FIA spinge per un ritorno a una Formula 1 più viscerale, semplice e meno costosa, cavalcando l’insoddisfazione di tifosi e piloti . Dall’altro, i costruttori che hanno puntato tutto sull’elettrificazione chiedono stabilità e si oppongono a un cambio di rotta che rischierebbe di rendere obsoleti i loro investimenti .

    Quel che è certo è che il futuro dei motori in Formula 1 è più che mai al centro del dibattito. Il prossimo passo sarà un tavolo di discussione tra FIA, FOM e costruttori per definire il nuovo corso. Su www.pianetamotori.com continueremo a seguirvi per raccontarvi tutti gli sviluppi di questa affascinante partita.

  • Nuovo Codice della Strada 2026: patente a 17 anni, multe progressive e sorpasso a destra in autostrada. Ecco tutte le novità in arrivo

    Nuovo Codice della Strada 2026: patente a 17 anni, multe progressive e sorpasso a destra in autostrada. Ecco tutte le novità in arrivo

    A due anni dalla riforma che ha introdotto la tolleranza zero su alcol, droga e telefonino al volante, il Ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini ha messo sul tavolo 15 nuove proposte di modifica del Codice della Strada. L’obiettivo dichiarato è rendere le norme “il più vicine possibile alle esigenze degli automobilisti”, senza mai perdere di vista la sicurezza della circolazione. La consultazione con gli operatori del settore si concluderà il 13 settembre 2026, e il testo definitivo dovrebbe essere approvato entro il 14 ottobre .

    Dalle multe progressive all’abbassamento dell’età per la patente B, passando per le nuove regole per motociclisti e rider, ecco tutto quello che c’è da sapere sul futuro del Codice della Strada.

    🏁 Multe progressive: chi più corre, più paga

    Una delle novità più discusse riguarda il sistema sanzionatorio per l’eccesso di velocità. Il Ministero propone di superare il meccanismo attuale per introdurre un criterio di progressività, che punisce più severamente le violazioni più pericolose .

    In autostrada (limite 130 km/h), si ipotizza una multa di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite . Esempi concreti:

    • 140 km/h (10 km/h oltre) → multa di 100 euro
    • 150 km/h (20 km/h oltre) → multa di 200 euro
    • 170 km/h (40 km/h oltre) → multa di 400 euro 

    Sulle strade urbane (limite 50 o 30 km/h), la sanzione sarebbe invece di 5 euro per ogni chilometro orario in eccesso .

    Altre importanti novità sulle sanzioni:

    • Stop all’adeguamento automatico biennale delle multe all’inflazione: gli aumenti scatteranno solo se l’inflazione supera il 5% 
    • I proventi delle multe saranno destinati per il 70% alla sicurezza stradale (manutenzione, segnaletica, barriere) 
    • Riduzione da 90 a 30 giorni del termine per la notifica dei verbali rilevati da dispositivi remoti 
    • Nuove tutele per chi paga in modo errato: se l’errore è contenuto, non scatta il raddoppio ma una semplice maggiorazione 

    🚗 Patente B a 17 anni: una rivoluzione per i giovani

    In linea con le direttive europee (che l’Italia deve recepire entro fine 2027), il nuovo Codice della Strada dovrebbe consentire il conseguimento della patente B a 17 anni .

    Ma attenzione: i neopatentati 17enni non potranno guidare da soli, ma saranno accompagnati da un conducente esperto . La misura rientra in un progetto più ampio che prevede:

    • Guida accompagnata già a 16 anni per i titolari di patentino moto (A1) o microcar (B1) 
    • Possibilità per i 17enni di guidare anche furgoni (mezzi pesanti senza rimorchio che richiedono patente C1 e C), per far fronte alla cronica carenza di autisti nel settore dell’autotrasporto 
    • Per lavorare come camionista non sarà più necessaria la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), ma basterà l’iscrizione a un corso di qualificazione iniziale 

    🛵 Moto e scooter: novità in autostrada e sosta agevolata

    Le due ruote sono al centro di diverse modifiche in fase di studio:

    • Corsia di emergenza in autostrada: in caso di traffico intenso o rallentamenti, i motociclisti potranno utilizzare la corsia di emergenza per evitare di rimanere bloccati, senza intralciare i mezzi di soccorso 
    • Divieto di sosta dimezzato: le sanzioni per le moto parcheggiate in divieto di sosta potrebbero essere dimezzate 
    • Protezioni obbligatorie: in autostrada, i centauri potrebbero dover indossare protezioni adeguate per mani e schiena 

    🚲 Super-bici e rider: casco e targa obbligatori

    Per le cosiddette “super-bici” (cicli a propulsione elettrica superiore ai 1.000 W, spesso utilizzati dai rider per le consegne), si valuta l’obbligo di:

    • Casco 
    • Targa o contrassegno identificativo 

    🚦 Sorpasso a destra in autostrada: si può?

    Una delle proposte più controverse è la possibilità di sorpassare a destra in autostrada sulle strade a tre corsie, introducendo il principio della “circolazione per file parallele” .

    Attualmente in fase di studio, questa modifica suscita già molti dibattiti. Il Ministero valuterà attentamente la fattibilità prima di inserirla nel testo definitivo .

    📧 Addio alle raccomandate: arriva la PEC obbligatoria

    Un’altra novità epocale riguarda la digitalizzazione della burocrazia automobilistica. La riforma prevede l’introduzione dell’obbligo di domicilio digitale (PEC) per tutti i proprietari di veicoli a motore .

    Cosa cambia?

    • Senza PEC non si potranno più effettuare revisioni, passaggi di proprietà, aggiornamenti della carta di circolazione o nazionalizzazioni 
    • Le multe verranno notificate direttamente via PEC, eliminando le costose e lente raccomandate cartacee 
    • Il domicilio digitale dovrà rimanere attivo per tutta la durata della proprietà del veicolo 

    🛡️ Stretta sui veicoli senza assicurazione

    Pugno duro contro chi circola senza copertura assicurativa:

    • Controlli incrociati attraverso le banche dati della Motorizzazione 
    • Divieto di marcia digitale (blocco telematico) 
    • Al primo controllo su strada, se il veicolo non viene regolarizzato, può scattare il sequestro immediato 
    • Sanzioni raddoppiate, decurtazione di punti più pesante (da 5 a 7) e sospensione della patente fino a 15 giorni 

    ♿ Maggiori tutele per i disabili

    I Comuni saranno obbligati ad aderire alla piattaforma CUDE (Contrassegno Europeo di Parcheggio per persone con disabilità). In caso di mancata adesione, non potranno utilizzare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni sulla sosta riservata e sulle ZTL .

    ⏳ Tempi e iter della riforma

    La consultazione con gli operatori del settore si concluderà il 13 settembre 2026 . Successivamente, il Ministero stilerà il testo definitivo che dovrebbe essere approvato dal Governo entro il 14 ottobre 2026 .

    Trattandosi di un pacchetto di proposte ancora in fase di discussione, alcune delle novità qui descritte potrebbero subire modifiche prima dell’approvazione definitiva. Su www.pianetamotori.com vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi.

  • GP di Monza 2026: la sfida dei motori tra Ferrari e Mercedes che può decidere il Mondiale

    GP di Monza 2026: la sfida dei motori tra Ferrari e Mercedes che può decidere il Mondiale

    Il Gran Premio d’Italia a Monza, in programma dal 4 al 6 settembre, non è solo la gara di casa per la Ferrari. Potrebbe essere il vero spartiacque della stagione 2026 di Formula 1, con la Scuderia che porta un nuovo motore per ridurre il gap dalla Mercedes e i rivali che valutano una penalità in griglia per il leader del campionato. Lo scontro tecnico è servito.

    Il Gran Premio d’Italia 2026 si preannuncia come uno degli appuntamenti più caldi dell’intera stagione . Il circuito di Monza, il “Tempio della Velocità”, farà da palcoscenico a una sfida che va ben oltre la semplice corsa casalinga per la Ferrari . È qui, sulla pista più veloce del calendario, che la lotta per il titolo mondiale tra Mercedes e Ferrari potrebbe vivere il suo momento decisivo . La posta in gioco è altissima: da un lato, la Ferrari pronta a svelare le carte del suo ambizioso programma di sviluppo motore; dall’altro, una Mercedes che potrebbe essere costretta a giocarsi la carta della penalità in griglia.

    L’asso nella manica della Ferrari: il motore 067/6

    Il Cavallino Rampante arriva a Monza con un’arma segreta: la nuova power unit 067/6. Questo motore rappresenta il frutto di un intenso lavoro di sviluppo e potrebbe essere la chiave per ridurre il divario di prestazioni che finora ha favorito le frecce d’argento .

    Le modifiche tecniche

    Il nuovo propulsore della SF-26 non è un semplice aggiornamento, ma un’evoluzione sostanziale. Le modifiche più significative riguardano due aree cruciali :

    • Camera di combustione: La Ferrari ha introdotto nuove testate in lega di acciaio che permettono al motore di operare a temperature di esercizio più elevate, circa 110 gradi contro i 100 precedenti . Questo, in combinazione con una nuova benzina Shell con un potere calorifico maggiore, consente una combustione più efficiente e una maggiore potenza .
    • Turbocompressore: In un secondo momento, previsto proprio per Monza o per il precedente GP d’Olanda, arriverà un turbocompressore rivisto . Il diametro della girante del compressore resta invariato, ma verranno modificati il numero e l’angolo di inclinazione delle pale per ottimizzare il riempimento del motore ai regimi più alti . Questa modifica è una diretta conseguenza del nuovo regolamento che ha di fatto annullato il vantaggio che il turbo più piccolo della Ferrari aveva nelle partenze .

    L’obiettivo dichiarato di questo programma di sviluppo, denominato ADUO, è quello di recuperare fino a 30 cavalli rispetto alla power unit Mercedes . Sulla pista di Monza, dove la potenza del motore è il fattore predominante, anche un guadagno inferiore potrebbe fare la differenza in termini di prestazioni in rettilineo e, di conseguenza, di possibilità di sorpasso e difesa della posizione .

    Il dilemma Mercedes: penalità in griglia per Antonelli?

    Se la Ferrari arriva a Monza con l’intenzione di attaccare, la Mercedes si trova ad affrontare un dilemma strategico di non poco conto. Il leader del campionato, Kimi Antonelli, potrebbe essere costretto a partire dal fondo della griglia a causa di una penalità per la sostituzione di componenti della power unit .

    Un rischio calcolato?

    Il problema della Mercedes è duplice:

    • Affidabilità: Antonelli e il compagno di squadra George Russell hanno già esaurito il numero massimo di unità consentite per l’intera stagione . Le difficoltà di affidabilità (con batterie bruciate e guasti al motore) sono state un tallone d’Achille per la power unit tedesca, un problema paradossale per un elemento che avrebbe dovuto essere un punto di forza .
    • Scelta tattica: Sostituire il motore a Monza sarebbe una scelta tattica . Pur significando una penalità, Monza è un circuito che offre buone possibilità di sorpasso grazie all’effetto scia e alle lunghe frenate . La Mercedes potrebbe quindi decidere di “sacrificare” una gara per montare un motore fresco, magari con delle novità, per il resto della stagione.

    Se la Ferrari dovesse portare il suo atteso aggiornamento e la Mercedes dovesse partire svantaggiata, le carte in tavola per il mondiale potrebbero davvero essere rimescolate . Una penalità per Antonelli sarebbe l’occasione perfetta per Lewis Hamilton e Charles Leclerc per rosicchiare punti preziosi nella corsa al titolo .

    Monza: il banco di prova definitivo

    Monza è il circuito ideale per testare la bontà di questi sviluppi. Il tracciato brianzolo, con i suoi lunghi rettilinei, premia senza pietà la potenza del motore e l’efficienza aerodinamica . Un motore più potente non serve solo a raggiungere velocità di punta più elevate, ma anche a:

    • Difendersi in rettilineo: una power unit superiore permette di difendere la posizione in entrata della prima variante.
    • Attaccare in scia: la potenza extra consente di avere un’ottima ripresa per tentare il sorpasso in staccata .

    Per la Ferrari, che ha già dimostrato di avere un’ottima affidabilità e un telaio competitivo, il nuovo motore potrebbe essere il tassello mancante per lottare ad armi pari con la Mercedes, che invece sta pagando a caro prezzo la sua mancanza di affidabilità .

    Un fine settimana da non perdere

    Il programma del fine settimana del GP d’Italia è già definito :

    • Venerdì 4 settembre: Prove Libere 1 (10:30) e Prove Libere 2 (14:00).
    • Sabato 5 settembre: Prove Libere 3 (10:30) e Qualifiche (14:00).
    • Domenica 6 settembre: Gara (13:00) .

    Insomma, il conto alla rovescia per uno dei Gran Premi più attesi dell’anno è già iniziato. Tra sviluppi tecnici, strategie azzardate e la pressione di migliaia di tifosi, il Tempio della Velocità promette scintille.