Cari lettori, segnatevi questa data: autunno 2026. Dopo cinque lunghi anni di silenzio, uno dei nomi più iconici del fuoristrada mondiale sta per tornare.
Mitsubishi ha ufficialmente confermato il ritorno della Pajero. Non è un rumor, non è un’illusione ottica: la quinta generazione del celebre fuoristrada giapponese sarà presentata globalmente nei prossimi mesi .
Ma la notizia non si ferma qui. Secondo le prime indiscrezioni, Mitsubishi non si limiterà a lanciare un semplice modello: la Pajero potrebbe diventare un vero e proprio sub-brand, sulla falsariga di quanto Toyota fa con Land Cruiser, con più varianti e allestimenti dedicati a diversi tipi di clientela .
Vediamo tutti i dettagli.

Un mito lungo 40 anni (e 3,25 milioni di esemplari)
Prima di parlare del futuro, vale la pena ricordare cosa rappresenti la Pajero per la storia dell’automotive.
Nata nel 1982, la Pajero (chiamata Montero in Nord America e Spagna, Shogun nel Regno Unito) ha dominato per quattro decenni il segmento dei fuoristrada puri . Con oltre 3,25 milioni di unità vendute in più di 170 paesi, è stata l’ammiraglia del marchio giapponese .

Ma il suo vero biglietto da visita sono i 12 titoli alla Dakar, un record assoluto che parla da solo. Nessun altro costruttore ha vinto così tante volte il rally più duro del mondo. La Pajero Evolution, omologata per la competizione, è ancora oggi un mito tra gli appassionati .
L’ultima generazione è uscita di scena nel 2021, dopo 40 anni di onorata carriera, lasciando un vuoto che Mitsubishi ha cercato di colmare con il Pajero Sport (basato sul pick-up L200). Ma non era la stessa cosa. I puristi attendevano il vero ritorno. Ed eccolo.

La nuova Pajero: torna il telaio a longheroni
La grande notizia tecnica è che la nuova Pajero tornerà alle origini. Dopo due generazioni con soluzioni ibride (telaio integrato ma con longheroni), Mitsubishi ha deciso di recuperare il telaio a longheroni del pick-up Triton (da noi conosciuto come L200) .
Cosa significa? Significa che la nuova Pajero sarà un fuoristrada puro, con una struttura robustissima pensata per sopportare le sollecitazioni più estreme. Non un SUV da città con la pretesa di fare off-road, ma un vero 4×4 con:
- Telaio separato: resistente e riparabile
- Trazione integrale Super Select II: il sistema di Mitsubishi che permette di inserire la 4WD anche su asfalto
- Riduttori e differenziali: per affrontare pendenze e terreni impossibili
Non sarà però un semplice “L200 con la carrozzeria chiusa”. Mitsubishi ha dichiarato che la nuova Pajero avrà uno sviluppo dedicato per cabina e sospensioni, sia anteriori che posteriori, per garantire un comfort su strada degno di un’ammiraglia .
Il motore: il 2.4 turbodiesel 4N16

Sotto il cofano, la nuova Pajero dovrebbe ereditare il collaudato 2.4 litri turbodiesel 4 cilindri 4N16 del Triton, proposto in due varianti di potenza :
| Versione | Potenza | Coppia |
|---|---|---|
| Single Turbo | 184 CV | 430 Nm |
| Twin Turbo | 204 CV | 470 Nm |
Il cambio dovrebbe essere un automatico a 6 rapporti (o forse 8, secondo alcune fonti), abbinato alla trazione integrale Super Select II .
E non finisce qui. Secondo alcune indiscrezioni, Mitsubishi starebbe sviluppando anche una versione Plugin Hybrid (PHEV) , forte dell’esperienza maturata con la Outlander. Si parla di una potenza complessiva intorno ai 306-400 CV e di un’autonomia in elettrico fino a 85 km . Una mossa che consentirebbe alla Pajero di competere anche in Europa, dove i motori puramente diesel sono sempre più osteggiati dai limiti ambientali.

Il design: teaser e prime immagini
Mitsubishi ha pubblicato un’unica immagine teaser, che basta però a far impazzire i fan.
La nuova Pajero avrà un frontale imponente, dominato da una firma luminosa a LED che richiama il linguaggio stilistico degli ultimi modelli del marchio (Eclipse Cross, Xforce). Un ampio listello luminoso attraversa tutta la calandra, spezzato al centro dal logo dei tre diamanti. Ai lati, due fari verticali a forma di “T” rovesciata .
Il look è massiccio, squadrato, muscoloso. Niente linee morbide o ibride: questa è una vera off-road, e si vede.

La strategia: un sub-brand alla Toyota Land Cruiser
E qui arriviamo alla parte più interessante, quella che potrebbe cambiare le regole del gioco.
Secondo le prime indiscrezioni provenienti dal Giappone, Mitsubishi vorrebbe trasformare Pajero in un sub-brand, esattamente come Toyota fa con Land Cruiser .
Cosa significa? Che non ci sarà una sola Pajero, ma una famiglia di modelli che porteranno il nome dell’iconico fuoristrada. Le prime voci parlano di tre diverse varianti :
- Versione “dura e pura”: paraurti e passaruota in plastica grezza, interni spartani e lavabili, pensata per l’off-road estremo
- Versione “confortevole”: più curata negli interni, con materiali pregiati e finiture eleganti, per chi vuole una Pajero da tutti i giorni
- Versione “lusso”: interni in pelle, tecnologie avanzate, sospensioni adattive. Una sorta di “Range Rover giapponese”
In questo senso, la nuova Pajero andrà a posizionarsi sopra la Outlander nella gamma Mitsubishi, diventando il vero fiore all’occhiello del marchio .

Un ritorno anche in Europa? Forse sì (ma non è certo)
La domanda che tutti gli appassionati del Vecchio Continente si fanno è: arriverà in Europa?
La risposta al momento è: forse sì, ma con condizioni .
Il problema si chiama normativa antinquinamento. In Francia, ad esempio, il malus ecologico (la tassa sui veicoli più emissioni) potrebbe rendere proibitivo il prezzo di un diesel puro. Mitsubishi sta valutando la questione, e la versione PHEV potrebbe essere la soluzione per aggirare l’ostacolo.
Se arriverà, la Pajero sarà un concorrente diretto della Toyota Land Cruiser (con cui condividerà il segmento dei fuoristrada puri) e della nuova Nissan Patrol . Un trio nipponico che promette scintille.

Un destino già scritto: la produzione in Thailandia
La nuova Pajero sarà prodotta nello stabilimento Mitsubishi in Thailandia, sulla stessa linea del pick-up Triton . Una scelta logica, visto che il telaio a longheroni è condiviso.
Per i mercati nordamericani, si parla anche di una possibile produzione in joint-venture con Nissan negli Stati Uniti, per aggirare i dazi all’importazione . Ma sono ancora solo voci.

Cosa significa per il mercato? Il nostro giudizio
Il ritorno della Pajero è una notizia che scalda i cuori. In un’epoca in cui i SUV si somigliano tutti, con carrozzerie portanti e trazioni integrali “tappeto”, vedere un costruttore che scommette su un fuoristrada vero è quasi commovente.
La strategia del sub-brand, sul modello Land Cruiser, è intelligente. Permette di coprire più segmenti di mercato (dal purista al ricco cliente che vuole il lusso) con un unico nome forte, amato, riconoscibile.
Il problema, per noi europei, resta il motore. Un diesel puro nel 2026 è un’anomalia. Mitsubishi lo sa, e la versione PHEV potrebbe essere la chiave per aprire le porte del Vecchio Continente. Se arriverà con un’ottima autonomia elettrica e prestazioni convincenti, potrebbe diventare il fuoristrada dei sogni anche per chi vive in città.
Per ora, una cosa è certa: l’autunno 2026 sarà caldo. E noi non vediamo l’ora di metterci al volante.



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