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  • Range Extender: la soluzione per chi ha paura di rimanere a secco con l’elettrico?

    Range Extender: la soluzione per chi ha paura di rimanere a secco con l’elettrico?

    Range Extender: Cos’è e Come Funziona?

    Molti automobilisti sono ancora frenati dall’acquisto di un’auto elettrica a causa della “range anxiety”, la paura di rimanere senza batteria lontano da una colonnina di ricarica. Nonostante le moderne EV offrano 500 km di autonomia e oltre, la rete di ricarica non è ancora perfettamente capillare, soprattutto al di fuori delle grandi città.

    Ecco che entrano in gioco i Range Extender (REx), una tecnologia ibrida particolare che combina un motore elettrico con un piccolo motore termico, il cui compito però non è muovere le ruote, ma generare elettricità per ricaricare la batteria quando questa si sta esaurendo.

    Come funziona un Range Extender?

    • L’auto viaggia sempre in elettrico, con il motore a combustione spento.
    • Quando la batteria scende sotto una certa soglia (es. 20%), si accende il motore termico, che funziona da generatore.
    • Il motore lavora a regime costante e ottimale, riducendo consumi ed emissioni rispetto a un ibrida tradizionale.
    • Non serve collegarsi a una colonnina: basta fare rifornimento di benzina/diesel per “ricaricare” la batteria.

    I Vantaggi dei Range Extender

    two white and red tesla charging station
    Photo by Chad Russell on Pexels.com

    ✅ Meno ansia da autonomia

    • Puoi viaggiare anche senza colonnine, usando il motore termico come backup.
    • Ideale per lunghe distanze o zone con poche infrastrutture di ricarica.

    ✅ Efficienza energetica

    • Il motore termico non deve variare giri, lavorando sempre al regime più efficiente.
    • Riduce sprechi rispetto a un’ibrida tradizionale.

    ✅ Transizione più morbida all’elettrico

    • Chi non è ancora pronto per un’auto full-electric può abituarsi gradualmente.

    Esempi di Auto con Range Extender

    1. Mazda MX-30 R-EV (2023)

    • Motore elettrico + Wankel (rotativo) da 830 cc
    • Autonomia elettrica: 85 km
    • Autonomia totale600+ km grazie al range extender

    2. BMW i3 REx (2013-2018)

    • Una delle prime auto moderne con REx
    • 650 cc bicilindrico che ricarica la batteria

    3. Leapmotor C10 (Cina, 2024)

    • Autonomia combinata: 700+ km
    • Esempio del boom cinese dei REEV (Range Extended Electric Vehicles)

    Perché i Range Extender Stanno Tornando di Moda?

    Negli anni ‘10, auto come Chevrolet Volt e Opel Ampera hanno sperimentato questa tecnologia, ma poi il mercato ha preferito ibride plug-in e full-electric. Oggi, però, i Range Extender stanno vivendo una rinascita, soprattutto in Cina, dove:

    • La rete di ricarica non è ancora matura ovunque.
    • I consumatori vogliono auto elettriche senza ansia da autonomia.

    Anche in Europa e USA c’è un rinnovato interesse, con aziende come ZF che stanno sviluppando nuovi sistemi modulari per auto di diversi segmenti.


    Il Futuro dei Range Extender

    🔋 Verso motori più efficienti

    • Alcuni costruttori stanno testando range extender a idrogeno o motori ultra-compatti.

    🌍 Una tecnologia ponte?

    • Potrebbe essere utile fino a quando la ricarica non sarà ovunque istantanea.
    • Nel lungo periodo, però, batterie più capienti e ricariche ultra-rapide potrebbero renderli meno necessari.

    Conclusioni

    Range Extender sono una soluzione intelligente per chi vuole guidare elettrico senza rinunciare alla sicurezza di un motore termico di backup. Soprattutto in Paesi dove la ricarica è ancora un problema, potrebbero essere l’opzione perfetta per la transizione ecologica.

    Tu cosa ne pensi? Preferisci un’auto full-electric o una con range extender? 

  • Volkswagen e SAIC Maxus: nasce il nuovo pickup per il Sud America

    Volkswagen e SAIC Maxus: nasce il nuovo pickup per il Sud America

    Volkswagen Punta sul Sud America: un Nuovo Pickup in Collaborazione con SAIC Maxus

    Mentre l’Europa affronta le sfide dei dazi commerciali, Volkswagen guarda al Sud America con un ambizioso progetto: un nuovo pickup sviluppato in collaborazione con il gruppo cinese SAIC Maxus e prodotto nello storico stabilimento di Pacheco, in Argentina, a partire dal 2027.

    planta pacheco

    Un Investimento da 580 Milioni di Dollari

    Volkswagen ha annunciato un massiccio investimento di 580 milioni di dollari per modernizzare lo stabilimento argentino di Pacheco, dove già oggi viene prodotta l’attuale Amarok, costruita su una piattaforma condivisa con Ford che fa da base al Ranger, venduto anche in Europa e costruito in Sud Africa.
    L’obiettivo è rilanciare il segmento dei pickup in Sud America, un mercato in cui i veicoli robusti e versatili sono sempre molto richiesti.

    • Fine produzione del Taos: per lasciare spazio al nuovo modello, la produzione del SUV Taos sarà gradualmente interrotta.
    • Piattaforma multi-energetica: il pickup sarà sviluppato su un telaio a longheroni, condiviso al 50% con altri modelli Maxus.
    • Design ancora top secret: un’anteprima arriva dallo schizzo del designer JC Pavone, che suggerisce linee moderne e un’impronta robusta.
    maxus deliver 9

    SAIC Maxus: Chi è il Partner Cinese di Volkswagen?

    SAIC Maxus (originariamente LDV, un marchio britannico acquisito da SAIC nel 2009) è un costruttore cinese specializzato in furgoni, pickup e veicoli commerciali. Noto in Europa per modelli come il Maxus T90EV (pickup elettrico) e il eDeliver 3 (furgone elettrico), o per i furgoni diesel della serie Deliver concorrenti di Ducato e Transit, Maxus sta espandendo la sua presenza globale.

    Questa collaborazione con Volkswagen non interferirà con l’attuale partnership tra VW e Ford per l’Amarok globale (prodotto in Sudafrica), ma punta a creare un pickup specifico per il mercato sudamericano, più accessibile e adatto alle esigenze locali.

    peugeot landtrek

    Ma non è l’unico pickup di origine cinese in sudamerica, basti pensare al Peugeot Landtrek o al suo clone Fiat Titano basati sul Changan Kaicene F70.

    Bisogna anche ricordare che i pickup economici sono molto richiesti tra Brasile e Argentina, e a conferma di questo ricordiamo che lo scettro di vettura piú venduta in Brasile é della Fiat Strada.

    fiat strada

    Cosa Sappiamo del Nuovo Pickup?

    • Motorizzazioni: sarà disponibile con più opzioni, tra cui benzina, diesel e ibrido.
    • Produzione: nello stabilimento di Pacheco, dove sono state costruite oltre 770.000 Amarok.
    • Tecnologia: verranno introdotte nuove soluzioni produttive per migliorare efficienza e sostenibilità.

    Perché Questa Mossa è Importante?

    • Volkswagen vuole rafforzare la sua presenza in Sud America, dove i pickup sono veicoli di lavoro e lifestyle.
    • SAIC Maxus guadagna visibilità e know-how tecnologico.
    • L’Argentina consolida il suo ruolo di hub produttivo per il mercato latinoamericano.
    bozzetto nuovo amarok

    Conclusioni

    Il nuovo pickup Volkswagen-SAIC Maxus segna un cambio di strategia: invece di puntare solo sull’Europa e gli USA, il gruppo tedesco guarda ai mercati emergenti, dove la domanda di veicoli robusti e versatili è in crescita.

    Sarà un degno successore dell’Amarok? Lo scopriremo nel 2027!

  • Peugeot 205: Storia di un utilitaria divenuta leggenda delle competizioni

    Peugeot 205: Storia di un utilitaria divenuta leggenda delle competizioni

    La Peugeot 205 è una delle automobili più iconiche degli anni ’80 e ’90, simbolo di innovazione, successo commerciale e prestazioni sportive. Prodotta dal 1983 al 1999, ha venduto oltre 5 milioni di esemplari, diventando un punto di riferimento nel segmento B e lasciando un’impronta indelebile nel mondo delle competizioni, soprattutto nei rally.

    Storia e Genesi della Peugeot 205

    Il Progetto M24: Una Scommessa Necessaria

    Negli anni ’70, la Peugeot si trovava in una situazione finanziaria complicata: l’acquisizione della Citroën e del gruppo Chrysler Europe aveva pesato sulle casse dell’azienda. Serviva un’auto di successo per risollevare le sorti del marchio.

    Nel 1977 partì il Progetto M24, con l’obiettivo di sostituire la Peugeot 104 e competere con modelli come la Renault 5. Il design fu affidato a Gérard Welter, mentre la meccanica fu sviluppata con l’ausilio del CAD (Computer-Aided Design), una novità per l’epoca.

    La 205 debuttò nel gennaio 1983 con una linea moderna, abitacolo spazioso e un’ottima maneggevolezza, grazie a sospensioni anteriori MacPherson e posteriori a bracci longitudinali.

    Design e Interni

    La carrozzeria presentava:

    • Fari anteriori trapezoidali
    • Linee pulite e dinamiche
    • Calandra a listelli orizzontali
    • Posteriore con fascia in plastica grigia

    Gli interni erano semplici ma funzionali, con una plancia minimalista e un cruscotto completo (tachimetro, indicatore carburante, spie di avaria).


    Le Versioni più Iconiche

    1. Peugeot 205 GTI: La “Bara con le Ruote”

    La 205 GTI è diventata una leggenda per gli appassionati di auto sportive. Dotata di un motore a benzina ad iniezione, era disponibile in due cilindrate:

    • 1.6 litri (105 CV, poi 115 CV)
    • 1.9 litri (130 CV)

    Era soprannominata “bara con le ruote” per la sua tendenza al sovrasterzo, che la rendeva impegnativa ma divertentissima da guidare.

    2. Peugeot 205 Turbo 16 (T16): Il Mostro dei Rally

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    Creata per dominare il Gruppo B, la 205 T16 era un’auto da corsa con:

    • Trazione integrale
    • Motore centrale posteriore turbo
    • 1775 cm³, 200 CV (400+ CV in versione rally)

    Vinse due titoli mondiali rally (1985 e 1986) con piloti come Ari Vatanen, Timo Salonen e Juha Kankkunen.

    3. Peugeot 205 Rallye: La Sportiva Accessibile

    Basata sulla versione 1.3 litri (103 CV), era alleggerita e spartana, pensata per le competizioni Gruppo N e A.

    4. Peugeot 205 Diesel e DTurbo

    • 1.8 D (60 CV) – Affidabile ed economica
    • 1.8 DTurbo (78 CV) – Prima Peugeot diesel sovralimentata

    5. Peugeot 205 Cabriolet

    Progettata da Pininfarina, era disponibile con motori 1.4, 1.6 e 1.9.


    Successo nei Rally e Nelle Competizioni

    1. Il Dominio nel Gruppo B (1984-1986)

    La 205 T16 rivoluzionò il mondo dei rally:

    • 1985: Vittoria nel Campionato Costruttori e titolo piloti con Timo Salonen
    • 1986: Secondo titolo con Juha Kankkunen

    2. La 205 T16 Grand Raid e la Parigi-Dakar

    Dopo la fine del Gruppo B, Peugeot convertì la T16 per i rally raid, vincendo la Parigi-Dakar nel 1987 e 1988.

    3. La 205 in Pikes Peak

    Nel 1987, con 600 CV e enormi alettoni, si piazzò 2ª, 3ª e 4ª nella leggendaria cronoscalata.

    4. La 205 GTI e Rallye nelle Corse Nazionali

    Molti piloti esordienti usarono la 205 GTI e Rallye in gare Gruppo N e A, grazie alla sua agilità e facilità di guida.


    Fine Produzione ed Eredità

    La 205 rimase in listino fino al 1998, sostituita dalla Peugeot 206. Oggi è un’auto cult, ricercata dai collezionisti, soprattutto nelle versioni GTI, Rallye e T16.

    Meta Description

    Scopri la storia della Peugeot 205, dalle versioni di serie come la GTI e Rallye alla leggendaria Turbo 16 che dominò i rally negli anni ’80.

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    La Peugeot 205 non è stata solo un’auto: è stata un’icona, un simbolo di un’epoca e una leggenda che ancora oggi appassiona.

  • Alpine A390: la nuova era elettrica del marchio francese si prepara al debutto

    Alpine A390: la nuova era elettrica del marchio francese si prepara al debutto

    Alpine A390: la Rivoluzione Elettrica che Omaggia la Leggendaria A110

    a390 retro

    Dopo il lancio della A290, Alpine si prepara a compiere un nuovo passo verso l’elettrificazione con la A390, un modello inedito che non deriva da nessuna Renault e che verrà svelato ufficialmente il 27 maggio 2025 nella storica sede di Dieppe.

    Un po’ di Storia: Alpine, dal Rally all’Elettrico

    Nata nel 1955 per volontà di Jean Rédélé, Alpine ha costruito la sua fama su auto leggere e sportive, come la mitica A110, icona degli anni ’70 e dominatrice nei rally. Dopo un periodo di pausa, il marchio è rinato sotto l’ala di Renault, puntando ora su prestazioni e sostenibilità.

    a290

    Con la A290, Alpine ha dimostrato che l’elettrico può essere divertente, ma con la A390 vuole andare oltre: una fastback sportiva a 5 posti, che unisce l’agilità della A110 alla praticità di un’auto di tutti i giorni.

    Alpine A390: Design e Tecnologia

    La A390 è una fastback lunga 4,61 metri, larga 1,88 m e alta 1,53 m, con linee aggressive e un’impronta chiaramente sportiva. Per garantire un’esperienza di guida all’altezza del DNA Alpine, la casa francese ha sviluppato:

    • Alpine Active Torque Vectoring: un sistema che migliora la dinamica di guida (dettagli ancora top secret).
    • Tre motori elettrici e cinque modalità di guida, tra cui una Track Mode per la massima personalizzazione dell’ESC.
    • Pneumatici Michelin Pilot Sport EV su cerchi da 20 o 21 pollici, studiati per l’elettrico.
    • Alpine Drive Sound: due suoni artificiali, uno sportivo ispirato alla A110 e uno più rilassato per la city.

    A390 vs A110: Due Anime a Confronto

    CaratteristicaAlpine A110Alpine A390
    TipoCoupé 2 porteFastback 5 porte
    MotorizzazioneTermica (1.8 turbo)Elettrica (3 motori)
    Lunghezza4,18 m4,61 m
    FilosofiaPura sportivitàSportività e comfort
    a110

    Cosa Aspettarsi dalla Presentazione della Alpine A390?

    Il 27 maggio Alpine mostrerà al mondo la A390, ma già si sa che:

    • Non sarà un’auto estrema come la A110, ma punterà su eleganza e dinamismo.
    • L’autonomia e la potenza non sono ancora ufficiali, ma si parla di oltre 400 CV.
    • Prezzo: probabilmente sopra i 60.000€, posizionandosi come rivale della Porsche Taycan (in versione più accessibile).
    a390 fianco

    Conclusioni

    Alpine sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia, e la A390 potrebbe essere l’auto giusta per conquistare chi non vuole rinunciare alle emozioni sportive nell’era elettrica.

    Sei curioso di scoprirla? Segui la presentazione il 27 maggio!

  • Chery in Europa: i Nuovi Fuoristrada e Pickup in Arrivo, tra iCar, Jetour e Himla

    Chery in Europa: i Nuovi Fuoristrada e Pickup in Arrivo, tra iCar, Jetour e Himla

    Chery Punta sull’Europa: Fuoristrada, Pickup e Nuovi Brand

    Il gruppo cinese Chery si prepara a invadere il mercato europeo con una gamma di veicoli sempre più ampia, puntando su fuoristrada, pickup e SUV per conquistare gli appassionati di avventure off-road. Tra i nuovi arrivi spiccano il pickup Himla, il brand avventuriero iCar e il già noto Jetour, che in Europa è già presente “in incognito” attraverso alcuni modelli rivenduti da DR Automobiles.

    Jetour: Il Brand che Già Gira in Europa (Senza Farlo Sapere)

    Jetour, parte del gruppo Chery insieme a Jaecoo e Omoda, ha già venduto 560.000 auto nel 2024 e punta a lanciarsi ufficialmente in Europa entro il 2027. La sua gamma include:

    • SUV e fuoristrada (prezzi da 9.300€ a 46.500€).
    • Un pickup (ancora senza nome ufficiale).
    • Il T0, il primo modello 100% elettrico, previsto per fine 2026.

    Curiosità: Alcuni modelli Jetour sono già in Europa sotto altri marchi, come quelli di DR Automobiles, che li commercializza con design rivisti e nomi diversi sotto il brand ICH-X.

    iCar: Il Fuoristrada Elettrico Modulare

    Chery ha presentato al Salone di Shanghai 2025 il nuovo brand iCar, pensato per un pubblico giovane e avventuroso. Il primo modello, iCar V23, è un fuoristrada elettrico con:

    • Design retrò e squadrato, ispirato alle vecchie Land Rover.
    • Trazione integrale (208 CV) e altezza da terra di 210 mm.
    • Modularità estrema: 24 componenti rimovibili (paraurti, passaruota, ecc.) per personalizzazioni stile “Lego”.
    • Batteria e autonomia non ancora rivelate, ma con tecnologia range extender (Reev) in arrivo.

    L’obiettivo è il debutto in Europa nel 2026, puntando su sostenibilità e versatilità.

    Chery Himla: Il Pickup che Sfida Toyota Hilux

    Uno dei modelli più attesi è il Chery Himla, un pickup da 1 tonnellata che mira a competere con Toyota Hilux, Ford Ranger e Volkswagen Amarok. Caratteristiche:

    • Design robusto con fari LED, cerchi off-road e pedane laterali.
    • Interni premium: schermo centrale stile Tesla, sedili in pelle e strumentazione digitale.
    • Motorizzazioni: benzina, diesel e ibride plug-in (NEV).

    L’arrivo in Europa è previsto dal 2026, con possibili vendite anche in Italia sotto il marchio Chery o attraverso DR Automobiles (come già avviene con altri modelli).

    Chery in Europa: Numeri e Strategia

    • 15.000 auto vendute in Europa nei primi tre mesi del 2025 (contro le 413 del 2024).
    • Omoda 5 e Jaecoo 7 sono i modelli di punta.
    • Piano di espansione: entro il 2027 Chery vuole coprire tutti i principali mercati UE.

    Conclusioni

    Chery sta investendo pesantemente in Europa, con una strategia che punta su:

    1. Veicoli avventura (iCar, Himla).
    2. Marchi già “testati” (Jetour tramite DR Automobiles o Ebro in Spagna).
    3. Elettrificazione e ibridi per evitare i dazi UE.

    Cosa ne pensi di questi nuovi modelli? Credi che Chery possa competere con i grandi del fuoristrada? 

  • Ford Puma Gen-E: il SUV elettrico che unisce storia e innovazione

    Ford Puma Gen-E: il SUV elettrico che unisce storia e innovazione

    Ford Puma Gen-E: l’elettrificazione di un’icona urbana

    La Ford Puma è da anni un punto di riferimento nel segmento dei crossover compatti, apprezzata per il suo design dinamico, l’abitacolo versatile e le prestazioni brillanti. Nata negli anni ’90 come coupé compatta, la Puma è stata riportata in vita nel 2019 come SUV urbano, ereditando lo spirito sportivo del modello originale ma adattandosi alle esigenze moderne. Oggi, con l’arrivo della Puma Gen-E, Ford compie un ulteriore passo avanti, portando l’elettrificazione in un modello già amatissimo.

    Ford Puma Gen-E

    Design riconoscibile e dettagli elettrici

    La Puma Gen-E si distingue subito per alcuni tratti caratteristici che ne rivelano la natura elettrica. Il frontale è dominato da una calandra senza feritoie, ispirata a quella della Mustang Mach-E, mentre i cerchi in lega aerodinamici (da 17 a 19 pollici) e lo spoiler posteriore contribuiscono a ottimizzare l’efficienza.

    Le dimensioni rimangono invariate rispetto alla versione termica:

    • Lunghezza: 4,21 metri
    • Larghezza: 1,81 metri
    • Altezza: 1,56 metri

    L’abitacolo mantiene l’impostazione abituale, con una plancia digitale da 12,8 pollici e un touchscreen centrale da 12 pollici con sistema SYNC 4, dotato di connettività 5GApple CarPlay/Android Auto wireless e assistente vocale Amazon Alexa.

    Ford Puma Gen-E interni

    Più spazio grazie all’elettrificazione

    Uno dei vantaggi dell’assenza del motore termico è l’aumento della capacità di carico:

    • Bagagliaio principale: 574 litri (grazie al doppio fondo GigaBox)
    • Frunk anteriore: 43 litri (perfetto per il cavo di ricarica)

    Prestazioni e autonomia: l’equilibrio perfetto per la città

    La Puma Gen-E monta un motore elettrico da 168 CV (123 kW) e 290 Nm di coppia, con trazione anteriore. Le prestazioni sono più che sufficienti per l’uso urbano:

    • 0-100 km/h in 8 secondi
    • Velocità massima di 160 km/h
    Ford Puma Gen-E fianco

    L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP è di 376 km (364 km per la versione Premium), grazie a una batteria da 43 kWh netti. Supporta la ricarica rapida DC fino a 100 kW, permettendo di passare dal 10% all’80% in soli 23 minuti.

    Comfort di guida: liscio sì, ma attenzione alle buche

    La posizione della batteria, più bassa rispetto al pianale, garantisce un baricentro ribassato, migliorando la stabilità. Tuttavia, l’escursione ridotta degli ammortizzatori posteriori si fa sentere su strade dissestate. Su asfalto regolare, invece, la guida è piacevole e reattiva, soprattutto in modalità Sport.

    Prezzi e concorrenza

    La Ford Puma Gen-E parte da 32.950 €, posizionandosi come una delle elettriche più accessibili nel segmento B-SUV, in competizione con modelli come Peugeot e-2008 e Opel Mokka Electric.

    Ford Puma Gen-E retro

    Conclusioni: un’evoluzione vincente

    Con la Puma Gen-E, Ford dimostra che l’elettrificazione non significa rinunciare al carattere di un’auto apprezzata. Restando fedele alla formula che l’ha resa un successo, ma aggiungendo efficienza e sostenibilità, la Puma si conferma una delle migliori scelte per chi cerca un SUV elettrico urbano.

    Ford Puma Gen-E tre quarti anteriore

    Sei interessato alla Ford Puma Gen-E? Scrivici nei commenti cosa ne pensi di questa evoluzione elettrica!

  • Manutenzione auto in abbonamento: la rivoluzione dei servizi a canone fisso

    Manutenzione auto in abbonamento: la rivoluzione dei servizi a canone fisso

    La nuova era della manutenzione automobilistica

    Il settore automotive sta vivendo una significativa evoluzione con l’introduzione di servizi di manutenzione in abbonamento. Questo innovativo approccio offre agli automobilisti la possibilità di gestire i costi di manutenzione con canoni mensili fissi, eliminando le spese impreviste e semplificando la pianificazione del budget.

    Come funzionano gli abbonamenti manutenzione?

    I principali servizi disponibili oggi prevedono:

    • Pacchetti per la gestione pneumatici (cambio stagionale, stoccaggio, controllo pressioni)
    • Manutenzione ordinaria programmata (tagliandi, controlli periodici)
    • Servizi aggiuntivi (carrozzeria, riparazioni straordinarie)
    • Estensione di garanzia, per evitare esborsi incerti in manutenzione straordinaria pagando un abbonamento mensile in stile netflix

    L’attivazione avviene tipicamente attraverso piattaforme digitali, con la possibilità di:
    ✔ Scegliere l’officina di riferimento
    ✔ Modificare il piano in corso d’opera
    ✔ Disdire il servizio con preavviso

    Vantaggi dei servizi in abbonamento

    1. Budget prevedibile
      Niente più costi a sorpresa: il canone fisso mensile permette una migliore gestione finanziaria.
    2. Manutenzione professionale
      Interventi eseguiti da tecnici specializzati presso centri autorizzati.
    3. Massima flessibilità
      Possibilità di cambiare officina o modificare il pacchetto in base alle esigenze.
    4. Servizi inclusi
      Dai semplici controlli pneumatici fino ai tagliandi completi, a seconda della formula scelta.

    Principali offerte sul mercato

    Pacchetti Pneumatici

    Una formula che copre al momento é quella di Hyundai, chiamata Service Plus MyHyundai disponibile nelle concessionarie del produttore coreano.

    • Formula Base (circa 8€/mese):
      Controlli periodici, stoccaggio e promemoria per il cambio gomme
    • Formula Premium (circa 16€/mese):
      Include montaggio/smontaggio stagionale completo

    Manutenzione Completa

    Alcune reti di concessionarie, come il gruppo AutoTorino, stanno introducendo abbonamenti che coprono:

    • Tagliandi periodici
    • Sostituzione liquidi e filtri
    • Controlli elettronici
    • Diagnostica computerizzata

    Esempio di costo:
    Pacchetto a 25€/mese per 2 tagliandi annuali + controllo pneumatici

    Le estensioni di garanzia

    Ci sono poi le estensioni di garanzia come quelle di Garanty o Spondee, dove é possibile abbonarsi a un servizio di estensione di garanzia che copre i possibili guasti, pagando un canone in funzione dell’anno di costruzione, del modello e del chilometraggio dell’auto.
    Basterá andare sul sito del fornitore, inserire i dati dell’auto, scegliere il tipo di copertura tra base (che copre solo i difetti piú comuni o meno costosi) e avanzata (che copre tutto) e ricevere un preventivo.
    In caso di guasto si contatterá la garanzia che vi indirizzerá verso un officina convenzionata per la riparazione senza anticipare alcunché o in caso di emergenza vi autorizzerá la riparazione anche presso un comune riparatore, rimborsandovi la spesa sostenuta

    Considerazioni finali

    I servizi di manutenzione in abbonamento rappresentano una svolta significativa nel rapporto tra automobilista e officina, con vantaggi per entrambe le parti:

    • Per i clienti: tranquillità e controllo delle spese
    • Per i centri assistenza: fidelizzazione e programmazione del lavoro

    Mentre inizialmente focalizzati su servizi specifici (come la gestione pneumatici), questi programmi si stanno evolvendo verso offerte più complete, aprendo la strada a un nuovo modo di concepire la manutenzione del veicolo.

    Cosa ne pensi di questa innovazione? Sceglieresti un abbonamento per la manutenzione della tua auto?

  • Toyota Hilux: l’iconico pick-up si rinnova

    Toyota Hilux: l’iconico pick-up si rinnova

    Toyota Hilux 2024: l’eredità di un’icona si rinnova

    Presentato per la prima volta nel 1968, il Toyota Hilux è diventato in oltre 50 anni un’icona dei pick-up, sinonimo di robustezza, affidabilità e capacità fuoristrada. Oggi, la nuova generazione 2024 si evolve con due anime distinte: la GR Sport II, versione sportiva con motore diesel puro, e la Hilux Hybrid 48V, che introduce per la prima volta una lieve elettrificazione.

    hilux griglia

    Hilux GR Sport II: il pick-up più aggressivo di sempre

    La Hilux GR Sport II rappresenta la versione più estrema del modello, sviluppata dal reparto Gazoo Racing. Rispetto alla Hilux standard, si distingue per:

    • Carreggiate allargate (+14 cm anteriore, +15 cm posteriore)
    • Paraurti specifici e passaruota in plastica nera
    • Spoiler posteriore con alettone
    • Cerchi da 17 pollici con pneumatici Bridgestone Dueler AT 265/65 R17

    Motore e prestazioni

    Sotto il cofano troviamo il 2.8 diesel turbocompresso da 204 CV e 500 Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico a 6 marce e trazione integrale. Le prestazioni sono solide:

    • 0-100 km/h in circa 10 secondi
    • Velocità massima di 180 km/h
    • Capacità di traino fino a 3.500 kg

    Interni sportivi e tecnologia

    L’abitacolo è caratterizzato da:

    • Sedili sportivi con dettagli rossi
    • Volante in pelle con logo GR
    • Display touchscreen da 8 pollici (Apple CarPlay/Android Auto)
    • Comandi per la trazione 4WD e blocco del differenziale
    hilux

    Hilux Hybrid 48V: la prima elettrificazione

    La novità del è la versione ibrida 48V, che mantiene il 2.8 diesel ma aggiunge un motorino elettrico per migliorare consumi e ripresa.

    Vantaggi dell’ibrido:

    • Riduzione dei consumi (circa 7-8 l/100 km)
    • Maggiore fluidità nelle ripartenze
    • Silenziosità migliorata

    Hilux Hybrid 48V: l’elettrificazione senza compromessi

    Per la prima volta, il Hilux abbraccia l’elettrificazione con il sistema mild hybrid 48V, che mantiene il 2.8 diesel da 204 CV aggiungendo:

    • Motore-generatore elettrico da 12 kW e 65 Nm
    • Batteria agli ioni di litio da 48V (solo 7,6 kg) posizionata sotto i sedili
    • Frenata rigenerativa e stop-start ultra rapido

    Vantaggi:

    • Prestazioni più fluide e riduzione del 5% dei consumi (dichiarati 7-8 l/100 km)
    • Minore rumorosità e miglior controllo alle basse velocità
    • Mantiene capacità di guado (700 mm) e traino (3.500 kg)
    hilux gr e ibrida

    Multi-Terrain Select: il fuoristrada diventa intelligente

    Nuovo sistema con 6 modalità (Sabbia, Fango, Roccia, Neve profonda) che regola automaticamente trazione e freni per affrontare ogni terreno.

    Confronto tra le due versioni

    CaratteristicaHilux Hybrid 48VHilux GR Sport II
    Motore2.8 diesel + hybrid 48V2.8 diesel puro
    Potenza204 CV204 CV
    Consumi (WLTP)7-8 l/100 km8-9 l/100 km
    Prezzo (da)€50.000€63.320
    Punti fortiEfficienza, comfortPrestazioni, design

    Sicurezza e tecnologia

    Entrambe le versioni includono:

    • Toyota Safety Sense con frenata automatica e riconoscimento pedoni
    • Toyota Smart Connect con schermo da 8″, Apple CarPlay e navigazione cloud
    • Telecamera 360° e sensoristica parcheggio
    interni hilux

    Conclusioni: due volti, un’unica leggenda

    • Hybrid 48V: perfetto per chi cerca innovazione e risparmio senza rinunciare alla robustezza.
    • GR Sport II: la scelta per chi vuole stile e prestazioni da vero fuoristrada.

    Fuoristrada: leggendario come sempre

    Entrambe le versioni ereditano la robustezza fuoristrada dell’Hilux, con:

    • Altezza da terra di 225 mm
    • Angolo di attacco di 30°
    • Modalità Multi-Terrain Select (solo sull’ibrido)

    Prezzi e concorrenza

    • Hilux GR Sport IIda €63.320
    • Hilux Hybrid 48Vda €50.000

    La concorrenza diretta include:

    • Ford Ranger Raptor
    • Volkswagen Amarok
    • Isuzu D-Max

    Con 20 milioni di unità vendute, l’Hilux conferma la sua regina dei pick-up. Tu quale preferisci?

    hilux ibrido
  • Vespa: l’icona italiana che ha motorizzato il dopoguerra

    Vespa: l’icona italiana che ha motorizzato il dopoguerra

    Vespa: la nascita di un’icona

    Il 23 aprile 1946 nasceva a Pontedera un’icona del design italiano: la Vespa. Progettata dall’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, la Vespa rispondeva all’esigenza degli italiani del dopoguerra di un mezzo economico, pratico ed elegante per muoversi senza dover pedalare.

    Perché la Vespa ha cambiato tutto?

    • Design rivoluzionario: scocca portante in acciaio che proteggeva dal fango e dalla pioggia
    • Posizione di guida comoda: come seduti su una poltrona
    • Ruota di scorta: indispensabile per le strade dissestate del dopoguerra
    • Prezzo accessibile (68.000 lire, circa 3 mesi di stipendio di un impiegato)

    Enrico Piaggio, vedendo il prototipo, esclamò: “Sembra una vespa!” – e da lì nacque il nome.


    I modelli che hanno fatto la storia

    1. Vespa 98 (1946)

    • Cilindrata: 98 cc
    • Velocità max: 60 km/h
    • Caratteristiche: faro sul parafango, cambio a 3 marce sul manubrio

    2. Vespa 125 (1948)

    • Prima vera “motorizzazione di massa”
    • Venduta in 10.535 esemplari nel 1947

    3. Vespa 50 (1963)

    • Guidabile senza patente dai 14 anni
    • Simbolo della libertà giovanile

    4. Vespa Primavera (1968)

    • Design intramontabile
    • Motore 125 cc da 5,5 CV
    • Colori vivaci (giallo, azzurro, rosso)

    5. Vespa PX (1977)

    • Cambio a 4 marce
    • Freni migliorati
    • Prodotta fino al 2017

    Curiosità e record

    ✅ Esposta al MoMA di New York come capolavoro di design industriale
    ✅ 19 milioni di esemplari venduti dal 1946 a oggi
    ✅ Usata dall’esercito: la Vespa 150 TAP era equipaggiata con un lanciarazzi!
    ✅ Nel cinema: simbolo di libertà in Vacanze Romane (1953) con Audrey Hepburn


    La Vespa oggi

    Dai modelli elettrici come la Vespa Elettrica alle edizioni speciali firmate Giorgio Armani, la Vespa continua a essere un simbolo di stile e libertà.

    Hai mai guidato una Vespa? Raccontaci la tua esperienza! 

  • Kawasaki Versys 650: l’endurona versatile che non teme confronti

    Kawasaki Versys 650: l’endurona versatile che non teme confronti

    Kawasaki Versys 650: la regina delle stradali versatili

    Presentata per la prima volta nel 2006, la Kawasaki Versys 650 (dall’inglese “VERsatil SYStem”) rappresenta da quasi 20 anni il punto di riferimento nel segmento delle endurone stradali. Concepita per chi cerca un’alternativa agile alle maxi-enduro, unisce la maneggevolezza di una naked alla comfortevolezza di una tourer.

    L’evoluzione di un mito

    • 2006: Debutto con design firmato Shunji Tanaka (stilista della Mazda MX-5)
    • 2015: Restyling con migliorie al motore e all’estetica
    • 2022: Aggiornamento tecnologico con TFT da 4,3″full LED e controllo di trazione
    • 2024: Confermata l’offerta con prezzo a partire da €8.490

    Cuore bicilindrico: potenza e coppia ben dosate

    Il motore derivato dalla ER-6n è un bicilindrico parallelo da 649 cc che offre:

    • 64 CV a 8.000 giri (47 kW)
    • Coppia massima 61 Nm a 6.800 giri
    • Alimentazione ad iniezione elettronica
    • Cambio a 6 marce sempre in presa

    Prestazioni certificate:

    • 0-100 km/h: 4,4 secondi
    • Velocità max: 176,9 km/h
    • Ripresa 50-120 km/h: fulminea grazie alla coppia ai medi

    “Il motore spinge con decisione fino a 7.000 giri, oltre è meglio scalare per evitare vibrazioni” – Test rider Motociclismo


    Ciclistica: stabilità senza rinunciare all’agilità

    Telaio e sospensioni

    • Telaio a diamante in acciaio ad alta resistenza
    • Forcella a steli rovesciati da 41 mm (regolabile)
    • Monoammortizzatore posteriore con precarico regolabile

    Freni

    • Anteriore: Doppio disco da 300 mm con pinze a 2 pistoncini
    • Posteriore: Disco singolo da 220 mm
    • ABS di serie ben calibrato

    Frenata da 100 km/h: Solo 39,7 metri


    Comfort e tecnologia: pensata per i lunghi viaggi

    Abilità stradali

    • Altezza sella: 835 mm (accessibile)
    • Peso a secco: 207 kg
    • Serbatoio: 19 litri

    Dotazioni

    • Parabrezza regolabile su 4 posizioni manualmente
    • Fari full LED con luce diurna
    • Cruscotto TFT da 4,3″ con connessione Bluetooth
    • Kawasaki TRaction Control (2 livelli)

    Consumi e autonomia: economica nonostante la stazza

    PercorsoConsumo (km/l)Autonomia*
    Autostrada19,82376 km
    Extraurbano32,41615 km
    Misto (90 km/h)26,86510 km
    Massima velocità10,20193 km

    *Calcolata su serbatoio da 19 litri


    Versys 650 vs la concorrenza

    ModelloPotenzaPesoPrezzoVantaggi
    Versys 65064 CV207 kg€8.490Miglior bilanciamento
    Yamaha Tracer 773 CV196 kg€8.999Più sportiva
    Suzuki V-Strom 65071 CV213 kg€9.099Più robusta
    Honda Transalp83 CV208 kg€10.499Più tecnologica

    Perché sceglierla?

    ✅ Posizione di guida comoda ed ergonomica
    ✅ Motore affidabile e collaudato
    ✅ Manutenzione economica rispetto alla concorrenza
    ✅ Valore nel tempo garantito dal marchio Kawasaki

    Disponibile nei colori: Verde Kawasaki, Nero opaco e Grigio metallizzato.


    Conclusioni: un’icona sempre attuale

    La Versys 650 continua a dimostrare che non servono 1000 cc per viaggiare bene. Con il giusto mix di agilità, comfort e tecnologia, resta una delle scelte più intelligenti per chi cerca una moto per tutto l’anno.

    Voi che ne pensate? La preferite alle rivali giapponesi?