Dopo 25 anni di onorato servizio, le leggendarie DR-Z400S e DR-Z400SM lasciano il posto alle nuove DR-Z4S e DR-Z4SM 2025. Presentate all’EICMA 2024, queste moto rappresentano il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione nel mondo delle enduro e supermotard.
La storia della DR-Z
La serie DR-Z nasce nel 2000 come evoluzione delle celebri DR Big degli anni ’80. Con la DR-Z400, Suzuki ha creato:
Un’icona dell’enduro versatile
Una delle supermotard più amate
Una moto apprezzata sia su strada che fuoristrada
Ora, la quarta generazione riprende questo DNA con importanti evoluzioni tecnologiche.
Due anime, una sola passione
DR-Z4S 2025 – L’enduro Ready 4 Anything
Ruote: 21″ anteriore / 18″ posteriore
Pneumatici: IRC GP-410 semi-tassellati
Sospensioni KYB: 280mm escursione anteriore
Altezza sella: 920mm
Peso: 151kg
DR-Z4SM 2025 – Il supermotard Your streets. Your playground
Ruote: 17″ full asfalto
Pneumatici: Dunlop Sportmax Q5A
Sospensioni KYB: 260mm escursione anteriore
Altezza sella: 890mm
Peso: 154kg
Cuore tecnologico: il motore e l’elettronica
Motore
Monocilindrico 4T 398cc
Raffreddamento a liquido
Distribuzione DOHC 4 valvole
Potenza: 38 CV @ 8000 rpm
Coppia: 37 Nm @ 6500 rpm
Elettronica avanzata
Suzuki Intelligent Ride System:
3 modalità di guida selezionabili
Controllo di trazione regolabile (STCS)
Modalità G (Gravel) specifica per terreno misto
Suzuki Easy Start System
ABS:
Disinseribile su entrambe le ruote (DR-Z4S)
Disinseribile solo al posteriore (DR-Z4SM)
Ciclistica e freni
Telaio
Doppia trave in acciaio
Forcellone in alluminio
Ottimo compromesso rigidità/peso
Freni
DR-Z4S:
Anteriore: disco 270mm
Posteriore: disco 240mm
DR-Z4SM:
Anteriore: disco 310mm
Posteriore: disco 240mm
Design e comfort
Faro a LED integrato nel cupolino
Quadro strumenti LCD completo
Serbatoio da 8.7 litri
Colorazioni:
DR-Z4S: Giallo Phoenix/Grigio Londra
DR-Z4SM: Grigio Los Angeles/Bianco San Francisco
Prezzi e disponibilità
Prezzo listino: €9.700 per entrambi i modelli
Allestimento speciale lancio:
Paramani
Skid plate (piastra paramotore)
Prime consegne: estate 2025
Conclusioni: vale l’attesa?
Le nuove DR-Z4 rappresentano: ✅ Un ritorno alle origini con tecnologia moderna ✅ Moto leggere e maneggevoli ✅ Elettronica avanzata ma non invadente
Cosa ne pensi? Il prezzo è giustificato per queste eredi di un mito?
Quello che un tempo era il faro indiscusso della mobilità elettrica oggi mostra crepe preoccupanti. I dati del primo trimestre 2025 parlano chiaro: utili netti a 409 milioni di dollari (-71% su base annua), ricavi automobilistici in calo del 20% (12,9 miliardi) e un bilancio che sarebbe andato in rosso senza i 595 milioni ricavati dalla vendita di crediti emissivi. Numeri che raccontano la crisi più profonda della casa di Austin dai tempi bui del 2018, quando il Model 3 rischiò di affondare l’azienda.
Da pionieri a follower: Tesla perde terreno contro i cinesi
Mentre BYD, Nio , Xiaomi e i vari produttori cinesi sfornano 4-5 nuovi modelli l’anno con tecnologie sempre più avanzate, Tesla non lancia un veicolo completamente nuovo dal 2020 , Cybertruck a parte, che però soffre di problemi di produzione e a causa del suo peso non può essere omologato come autovettura rendendolo invendibile in Europa. La gamma invecchia:
Model Y (2019) – solo restyling minori
Model 3 (2017) – aggiornato superficialmente nel 2023
Model S/X – vendite marginali ormai da anni
“È la sindrome BlackBerry” commentano gli analisti. “Hanno dominato quando il mercato era giovane, ma ora che è maturo servono più prodotti e più innovazione”.
I tre talloni d’Achille di Tesla
1. L’effetto Musk: quando il CEO diventa un problema
Da quando è sceso in politica a sostegno di Donald Trump, organizzando comizi nei suoi stabilimenti, finanziandone la campagna elettrorale per poi dirigire il DOGE, ente governativo per la riduzione dei costi che ha pestato i piedi a molta gente, Musk ha alienato parte della sua base di clienti tradizionalmente progressisti e ambientalisti. Un recente sondaggio mostra che:
Il 44% dei potenziali acquirenti EV under-35 considera Musk “un deterrente” all’acquisto
Solo il 27% lo associa ancora a “innovazione verde”, contro il 63% del 2020
Addirittura diversi possessori hanno dovuto rimuovere i loghi dalle auto per evitare atti vandalici, come accaduto nel concessionario di Roma dove sono state mandate a fuoco ben 17 vetture, e questo sicuramente non aiuta le vendite.
2. Prezzi tagliati, margini evaporati
La strategia dei ripetuti tagli di prezzo (Model 3 oggi parte da 38.990€ vs 44.990€ del 2022) ha: ✅ Aumentato le consegne (+13% volumi YoY) ❌ Azzerato i margini (scesi al 5,5% vs 17% del 2022)
3. L’incubo produzione: la fabbrica di Grünheide ferma a singhiozzo
Lo stabilimento tedesco, fiore all’occhiello europeo, ha subito:
3 stop produttivi nel Q1 per atti vandalici
Rallentamenti dovuti all’upgrade per la Model Y “Juniper”
La scommessa Robotaxi: ultima carta per risollevarsi?
Musk punta tutto sul Cybercab, il robotaxi senza volante che dovrebbe debuttare:
Estate 2025: servizio pilota ad Austin
2026: produzione in serie
Ma gli analisti sono scettici:
“Nessuna città ha ancora approvato leggi per veicoli completamente autonomi” (Reuters)
Waymo e Cruise hanno già fallito progetti simili
La FSD (Full Self-Driving) versione 12 rimane Livello 2+, lontana dalla vera autonomia
Conclusioni: fine di un’era?
Tesla sembra aver perso quel fattore cool che l’ha resa dominante. Tra:
Design immutati da anni
Qualità costruttive ancora inferiori alle europee
Concorrenti cinesi più tecnologici e meno cari
La domanda ora è: riesce Musk a ripetere il miracolo del 2018 o Tesla diventerà un altro caso di “innovatore superato”? Il 2025 potrebbe essere l’anno della verità.
Sicuramente il ritorno sulla scrivania di CEO, limitando l’impegno al DOGE aiuterà l’azienda a riprendersi, ma forse dovrà reinventarsi o puntare su prodotti o servizi che offre solo come contorno come i sistemi di accumulo di energia o le stazioni di ricarica.
Cosa ne pensate? Tesla tornerà grande o è destinata al declino? Diccelo nei commenti!
Il Gruppo Chery, uno dei più importanti produttori automobilistici cinesi, si prepara a lanciare in Europa la nuova Omoda 3, una SUV compatta che punta a competere con modelli affermati come Honda HR-V e Peugeot 2008.
Le immagini hanno già svelato un design dinamico e tecnologico, con linee spigolose, fari sottili e un lunetto molto inclinato sormontato da un grande spoiler.
Design Sportivo e Tecnologia Avanzata
Dalle prime foto ufficiali, la Omoda 3 si presenta con: ✔ Fari anteriori a LED sottili e aggressivi ✔ Linee geometriche che donano un aspetto muscoloso ✔ Fanali posteriori a “fulmine” con tecnologia LED ✔ Tetto spiovente e spoiler integrato
Le dimensioni (circa 4,40 metri) la posizionano nel segmento delle SUV compatte, ideale per chi cerca un’auto agile in città ma con un look sportivo.
Motorizzazioni: Benzina, Ibrida ed Elettrica
La Omoda 3 sarà disponibile con diverse opzioni di propulsione:
Motore termico a benzina (per chi preferisce una soluzione tradizionale)
Versione ibrida (per ridurre consumi ed emissioni)
Variante full electric (in linea con la strategia green di Chery)
Il prezzo di partenza dovrebbe aggirarsi intorno ai 25.000 €, posizionandola come un’alternativa interessante rispetto ai competitor europei.
Omoda e Jaecoo: I Due marchi gemelli di Chery
La Omoda 3 fa parte di una strategia più ampia del Gruppo Chery, che in Europa sta puntando su due brand distinti:
OMODA – Focus su design giovane e tecnologia (modelli come Omoda 5 e Omoda 3)
JAECOO – Orientato verso SUV più robusti e avventurosi (es. Jaecoo 7)
Entrambi i marchi sono importati direttamente dalla Cina, garantendo prezzi competitivi e un’offerta sempre più ampia, a differenza di alcuni modelli più economici venduti con i marchi di importatori o partner europei come DR in Italia o Ebro in Spagna.
Concorrenza e Mercato Europeo
La Omoda 3 dovrà competere con: 🔹 Honda HR-V (affidabilità e ibrido) 🔹 Peugeot 2008 (design francese e elettrico) 🔹 Hyundai Kona (tecnologia e connettività)
Il suo punto di forza sarà il rapporto qualità-prezzo, tipico dei brand cinesi, unito a un design accattivante e alla versatilità delle motorizzazioni.
Quando Arriva e Quanto Costa?
✔ Presentazione ufficiale: 26 aprile 2024 ✔ Disponibilità in Europa: Fine 2025 ✔ Prezzo stimato: Da 25.000 € (versione base)
Conclusioni: Una SUV che Punta a Sorprendere
La Omoda 3 rappresenta un’importante scommessa per Chery in Europa, con un mix di stile, tecnologia e convenienza. Riuscirà a convincere gli automobilisti europei?
Restate connessi per ulteriori dettagli al lancio!
La Alfa Romeo Stelvio è stata, fin dal suo debutto nel 2015, un simbolo di sportività e carattere italiano. Con il suo pianale Giorgio, condiviso con la Giulia, ha conquistato gli alfisti più puristi grazie a un’impostazione dinamica e un’esclusività meccanica che la distingueva dalla concorrenza.
Ora, però, la nuova generazione 2026 segna una svolta radicale: addio al pianale Giorgio, sostituito dalla piattaforma STLA Large di Stellantis, già utilizzata su modelli come la Dodge Charger e la Jeep Wagoneer S. Una scelta che riduce l’unicità della Stelvio, allineandola a SUV più mainstream del gruppo.
Design: Sportività e Influenze Junior
Dai brevetti trapelati, il design della nuova Stelvio mantiene un’impostazione aggressiva, con:
Linea di cintura alta e tetto spiovente, per un profilo slanciato nonostante le dimensioni (circa 4,80 metri).
Fari sottili e scudetto frontale riveduto, simile a quello della Junior, con prese d’aria triangolari.
Coda inedita, con fanali a LED a forma di scudetto, che richiama il frontale.
Linea più banale, con un montante C che ricorda alcune concorrenti asiatiche perdendo in riconoscibilità.
Un’estetica moderna, ma che perde parte del DNA distintivo delle Alfa Romeo più recenti, avvicinandosi allo stile di altri modelli Stellantis.
Piattaforma STLA Large: Fine di un’Era Esclusiva
La grande novità (e per molti, la grande delusione) è l’abbandono del pianale Giorgio, celebre per la sua guida brillante e l’architettura posteriore a multilink. Al suo posto, arriva la STLA Large, una piattaforma multi-energia sviluppata per modelli elettrici e ibridi.
Cosa cambia?
✔ Sospensioni più semplici (quadrilatero alto anteriore invece del doppio wishbone, multilink posteriore). ✔ Condivisione con altri SUV Stellantis (meno esclusività). ✔ Maggiore spazio interno e adattabilità alle batterie per la versione elettrica.
Una scelta dettata dai costi, ma che rischia di smorzare il carattere sportivo della Stelvio, come già accaduto con la Junior, la piccola del biscione, che è praticamente una Peugeot 2008 ricarrozzata e per giunta prodotta fuori dai confini nazionali, tanto da essere costretta a cambiare nome dall’originale Milano.
Motori: Elettrica al Top, ma Tornano i Benzina
La Stelvio 2026 sarà disponibile in diverse motorizzazioni:
Full Electric: Probabile una versione ad alte prestazioni con fino a 1.000 CV (erede della Quadrifoglio).
Ibrida Plug-in: Per chi non è pronto al full electric.
Benzina Turbo 2.0: Forse in versione mild hybrid, mentre i diesel sono esclusi al momento, anche se potrebbero esserci dei ripensamenti in futuro, visto che sulla versione attuale il diesel è molto apprezzato.
L’incertezza sulle vendite delle elettriche ha spinto Alfa Romeo a mantenere i motori termici, ma senza il V6 BiTurbo della attuale Quadrifoglio, che potrebbe lasciare il posto a un propulsore elettrico ad alte prestazioni.
Interni: Più Schermi, Meno Atmosfera “Driver-Oriented”?
Gli interni non sono ancora stati svelati, ma ci si aspetta:
Doppio display digitale (come sui modelli Stellantis più recenti).
Materiali premium, ma con un design meno “alfista” e più in linea con il gruppo.
Bagagliaio spazioso, grazie alla piattaforma modulare.
Infotainment più al passo coi tempi, visto che è sempre stato un punto debole di Stelvio e Giulia rispetto alla concorrenza.
La sfida sarà conservare il feeling sportivo che ha sempre caratterizzato Alfa Romeo, evitando di diventare un clone di altri SUV del gruppo.
Progresso o Addio all’Esclusività?
La nuova Alfa Romeo Stelvio 2026 segna un cambio di rotta epocale: più tecnologia, elettrificazione e costi ridotti, ma a scapito dell’unicità meccanica che l’ha resa amata dagli alfisti.
Come per la Junior, prodotta in Polonia sulla base della Peugeot 2008, con pianale e motori francesi, il rischio è che diventi un altro SUV globalizzato, perdendo quell’anima italiana e quel piacere di guida che da sempre la distingueva.
Il CID (Constatazione Amichevole di Incidente), noto anche come modulo blu, è da anni lo strumento principale per gestire i sinistri stradali in modo rapido e concordato tra le parti. Oggi, però, sta per subire una rivoluzione: entro 12 mesi, le assicurazioni dovranno offrire ai propri clienti la possibilità di compilarlo digitalmente, tramite app o web.
Ma come funzionerà esattamente? E quali sono i vantaggi e le criticità di questa innovazione? Scopriamolo insieme.
Cos’è il CID e Come Funziona Oggi?
Il CID è un modulo prestampato, distribuito dalle compagnie assicurative, che permette di dichiarare un incidente in modo semplice e veloce, evitando lunghe pratiche burocratiche.
Come si usa oggi?
✔ Compilazione manuale (con penna) ✔ Firma congiunta dei conducenti coinvolti ✔ Invio cartaceo alla propria assicurazione
Nel 2023, oltre 1,8 milioni di sinistri sono stati gestiti tramite CID, dimostrando quanto sia ancora fondamentale nel mondo assicurativo.
CID Digitale: Come Cambia la Denuncia di Sinistro
Con il Regolamento IVASS n. 56/2025, le compagnie avranno un anno di tempo per introdurre la versione digitale del CID. Ecco come funzionerà:
1. Compilazione Online
Tramite app dedicata o webapp
Possibilità di inserire foto e video dell’incidente
Firma digitale (con SPID o CIE)
2. Invio Immediato alla Compagnia
Niente più moduli da spedire per posta
Ricevuta di conferma in tempo reale
3. Vantaggi Principali
✅ Nessun errore di compilazione (campi preimpostati) ✅ Processo più veloce (meno attese per il risarcimento) ✅ Archiviazione digitale (nessun rischio di smarrimento)
Le Criticità del CID Digitale
Nonostante i benefici, l’introduzione del CID digitale solleva alcune preoccupazioni:
1. Privacy e Sicurezza dei Dati
Le associazioni dei consumatori temono furti informatici o utilizzo improprio dei dati.
Ogni compagnia potrebbe avere un’app diversa, aumentando la complessità.
2. Difficoltà per Chi Non è Abituato al Digitale
Anziani o chi non ha SPID/CIE potrebbe trovarsi in difficoltà.
In caso di scarsa copertura internet, la compilazione diventa complicata.
3. Validità Legale e Rischi di Errori
Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che il CID firmato è vincolante: un errore digitale potrebbe avere conseguenze gravi.
Carta vs. Digitale: Cosa Scegliere?
La buona notizia? Il modulo cartaceo non sparirà!
Chi preferisce potrà continuare a usare la versione stampata.
Il valore legale sarà identico per entrambe le modalità.
Conclusioni: Una Rivoluzione Necessaria?
Il CID digitale rappresenta un passo avanti verso la dematerializzazione delle pratiche assicurative, ma non è esente da rischi.
✔ PRO: Più veloce, comodo e meno soggetto a errori. ✖ CONTRO: Problemi di privacy, accessibilità e possibili complicazioni legali.
Cosa ne pensate? Siete pronti a dire addio al modulo cartaceo?
Il mondo dello sport motoristico è in lutto: Jochen Mass, storico pilota tedesco, è morto ieri, 4 maggio 2025, nella sua casa di Cannes, dopo una lunga malattia. Già colpito da un infarto lo scorso febbraio, Mass si è spento all’età di 78 anni, lasciando un vuoto nel cuore degli appassionati.
Una carriera tra Formula 1 e Endurance
Nato il 30 settembre 1946 a Dorfen, in Germania, Jochen Mass ha costruito una carriera variegata, passando dalla Formula 1 alle gare di endurance, dove ha ottenuto alcuni dei suoi successi più memorabili.
Formula 1: tra vittorie e tragedie
Mass debuttò in F1 nel 1973 con la Surtees, per poi correre con team come McLaren, ATS e Arrows. Il suo miglior risultato in un Gran Premio fu il secondo posto in Spagna nel 1975, al volante della McLaren M23. Tuttavia, il suo nome è purtroppo legato a uno degli incidenti più tragici della storia della F1.
L’incidente con Gilles Villeneuve (Zolder 1982)
L’8 maggio 1982, durante le qualifiche del GP del Belgio a Zolder, Mass, alla guida della March, ebbe un contatto con la Ferrari di Gilles Villeneuve. Il pilota canadese fu sbalzato fuori dall’abitacolo e morì poche ore dopo. Un episodio che segnò profondamente Mass, che in seguito ammise di non aver mai superato del tutto il trauma.
Successi nelle corse endurance e alla 24 Ore di Le Mans
Dopo la F1, Mass si dedicò con grande successo alle gare di endurance, diventando una leggenda nelle competizioni a lunga distanza. Nel 1989 vinse la 24 Ore di Le Mans con la Sauber-Mercedes C9, dominando insieme a Manuel Reuter e Stanley Dickens. Fu anche un pilota chiave per la Porsche e la BMW, conquistando numerose vittorie nel DRM (Deutsche Rennsport Meisterschaft) e nel campionato IMSA.
Il ritiro e la vita dopo le corse
Ritiratosi dalle competizioni negli anni ’90, Mass rimase nel mondo dei motori come collaudatore e commentatore tecnico, portando la sua esperienza alle nuove generazioni. Amante della vita sul mare, si trasferì a Cannes, dove ha vissuto fino alla fine.
Un ricordo indelebile
Jochen Mass è stato un pilota completo, capace di eccellere in diverse discipline motoristiche. Nonostante le ombre legate all’incidente con Villeneuve, la sua carriera è stata costellata di successi e passione per la velocità. Oggi lo ricordiamo non solo per le sue vittorie, ma anche per la sua umanità e professionalità.
Addio, Jochen. La pista non sarà più la stessa senza di te.
La Toyota RAV4 è da oltre 30 anni un punto di riferimento nel mondo dei SUV, un modello che ha saputo evolversi mantenendo intatta la sua essenza: versatilità, affidabilità e tecnologia. Lanciata nel 1994, è stata una delle prime SUV compatte a conquistare il mercato globale, diventando oggi un vero e proprio best seller con oltre 1 milione di unità vendute solo nel 2024.
E il successo mondiale è strabiliante, essendo riuscito, dopo anni, a scalzare il pickup Ford F150 dalla classifica delle auto più vendute negli Stati Uniti e con vendite alle stelle in tutto il mondo, dai paesi arabi al Giappone, dall’ Australia all’Europa.
Dopo sei generazioni, la RAV4 si prepara a debuttare nella sua nuova versione 2025, che arriverà nei concessionari entro la fine dell’anno. Pur mantenendo la sua identità robusta e pratica, la prossima generazione porterà con sé nuovi dettagli stilistici e tecnologici, confermando la sua posizione di leader nel segmento.
Design: Più Personalità e Un Tocco Moderno
Dalle prime immagini trapelate, la nuova Toyota RAV4 2025 avrà un design più marcato e distintivo, con un frontale dominato da fari a “C” (simili a quelli di altri modelli Toyota) e una calandra esagonale abbinata al colore della carrozzeria. Le linee saranno squadrate e muscolose, con fiancate dinamiche grazie a nervature pronunciate e protezioni in plastica nella zona inferiore.
Come nella generazione attuale, sarà disponibile l’opzione del tetto bicolore, che aggiunge un tocco sportivo al profilo. Le maniglie delle portiere rimarranno tradizionali, a conferma di un approccio pratico e funzionale.
Meccanica: Ibrida Confermata, Elettrica in Arrivo?
La sesta generazione della RAV4 continuerà a basarsi sulla piattaforma TNGA-K, già utilizzata dall’attuale modello. Sul fronte motorizzazioni, Toyota conferma le versioni full hybrid e plug-in hybrid:
2.5 Full Hybrid (con trazione anteriore o integrale)
Plug-in Hybrid (oltre 300 CV e autonomia elettrica di circa 100 km)
La grande novità potrebbe essere l’arrivo di una versione completamente elettrica, che condividerebbe la meccanica con la bZ4X. In questo caso, la RAV4 elettrica potrebbe offrire:
Batterie da 57,7 o 73,1 kWh
Trazione anteriore o integrale bimotore
Potenza fino a 343 CV
Interni: Tecnologia e Spazio Senza Rivoluzioni
Gli interni della nuova RAV4 2025 non dovrebbero stravolgere l’impostazione attuale, mantenendo uno stile sobrio e razionale, tipico di Toyota. Tra le novità attese:
Doppio display da 12,3 pollici (per la strumentazione e l’infotainment)
Materiali di qualità e spazio abbondante
Bagagliaio generoso, grazie alle dimensioni contenute (circa 4,6 metri di lunghezza)
Conclusioni: Evoluzione, Non Rivoluzione
La Toyota RAV4 2025 si conferma un SUV solido, tecnologico e adatto a ogni esigenza, con un’offerta che spazia dall’ibrido alla possibile variante elettrica. Il suo successo globale è destinato a continuare, grazie a un mix vincente di design riconoscibile, efficienza e affidabilità.
La Lancia Rally 037 rappresenta l’ultimo trionfo di un’auto a trazione posteriore nei rally, vincitrice del mondiale rally 1983 contro le temibili quattro ruote motrici. Oggi Kimera Automobili riporta in vita questo mito con la EVO37, un restomod che combina DNA storico e tecnologia moderna.
Kimera Automobili: l’arte del restomod italiano
Fondata dall’imprenditore e pilota Luca Betti, Kimera Automobili si specializza in:
Ricostruzioni filologiche di auto storiche
Sviluppo di componentistica performante
Progetti di restomod di altissimo livello
“La EVO37 nasce dalla volontà di celebrare l’ultima grande auto da rally a trazione posteriore” – Luca Betti
EVO37: specifiche tecniche
Motore e trasmissione
Propulsore termico 2.1L 4 cilindri sovralimentato
Potenza: 505 CV
Coppia: 550 Nm
Trazione posteriore (fedele all’originale)
Cambio manuale a 5 marce con opzione sequenziale
Telaio e dinamica di guida
Struttura in acciaio rinforzato con componenti in composito
Peso: 980 kg (inferiore all’originale)
Sospensioni a bracci multipli regolabili
Freni a disco autoventilanti (380mm anteriori)
Design: omaggio all’icona
Linee ispirate alla 037 Stradale
Passaruota allargati per pneumatici 18″
Interni racing con sedili avvolgenti e roll-bar integrato
Materiali leggeri (magnesio, carbonio, titanio)
EVO38: l’evoluzione estrema
Presentata come concept nel 2023, la EVO38 rappresenta la reinterpretazione in chiave moderna di quella sarebbe dovuta essere l’ evoluzione dellla 037, conosciuta internamente in casa Lancia come Mazinga, restata allo stato prototipale dopo l’abbandono dello sviluppo :
Motore 2.2L turbo da 600+ CV
Aerodinamica radicale con ala posteriore regolabile
Produzione limitata a 10 esemplari
Prezzo: su richiesta
Questa versione immagina come sarebbe evoluta la 037 ma purtroppo la pericolosità di quelle vetture imposero scelte diverse, che portarono prima all’ abbandono della trazione posteriore, per passare all’integrale con la Delta S4, fino al declino del gruppo B per gli incidenti mortali che portarono a vetture meno estreme ma non per questo prive di fascino, inaugurando la stagione delle Delta nei rally.
Differenze con la Delta Integrale
Caratteristica
Lancia 037
Delta Integrale
Anni
1982-1985
1987-1993
Trazione
Posteriore
Integrale
Cilindrata
2.0L
2.0L
Potenza (Gruppo B)
325 CV
450+ CV
Peso
960 kg
1.200 kg
Acquisto e personalizzazione
Prezzo EVO37: €480.000 (37 esemplari)
Tempi di consegna: 12-18 mesi
Personalizzazioni:
Livree storiche
Configurazioni guida
Materiali interni su misura
Ogni esemplare viene: ✔️ Costruito a mano in Italia ✔️ Certificato per l’omologazione stradale ✔️ Consegnato con training su pista
Conclusioni: il mito del Gruppo B rivive
La Kimera EVO37/38 dimostra che: ✅ Lo spirito della 037 può convivere con le tecnologie moderne ✅ La trazione posteriore conserva un fascino unico ✅ L’eredità del Gruppo B continua ad ispirare
Cosa ne pensi? Vale la pena spendere quasi mezzo milione per questa reinterpretazione moderna?
Negli ultimi anni, il mercato automobilistico ha visto un costante aumento dei prezzi, tanto che persino alcune citycar superano i 20.000 €. Se desideri un’auto più spaziosa e moderna, ma senza spendere una fortuna, le SUV e crossover economiche possono essere la soluzione perfetta.
Ma trovare una SUV nuova a meno di 20.000 euro sembra quasi impossibile, eppure esistono ancora modelli interessanti che uniscono praticità, spazio e design moderno a prezzi contenuti.
Ecco una selezione delle proposte più vantaggiose attualmente disponibili in Italia, tutte con prezzi che partono da meno di 20.000 €.
Ovviamente per alcune si tratta del prezzo di partenza, al quale aggiungere eventuali optional e ricordando che spesso il prezzo scontato è vincolato a dei finanziamenti e/o alla rottamazione di un veicolo di nostra proprietà.
1. Dacia Duster – Da 19.900 €
Storia e caratteristiche: La Dacia Duster, lanciata nel 2010, ha rivoluzionato il mercato delle SUV economiche. Nata dal gruppo Renault, combina robustezza e semplicità meccanica. La terza generazione (2024) mantiene la formula vincente con un design più moderno.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,34 m
Bagagliaio: 445 litri (1.622 litri con sedili abbattuti)
Motore: 1.0 TCe 100 CV (benzina/GPL)
Trasmissione: manuale 6 marce
Perfetta per: chi cerca un’SUV affidabile e spaziosa con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
2. Kia Stonic – Da 19.950 €
Storia e caratteristiche: Introdotta nel 2017, la Stonic rappresenta l’ingresso di Kia nel segmento B-SUV. Il restyling 2023 ha migliorato tecnologie e design, mantenendo la giovialità che la caratterizza.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,14 m
Bagagliaio: 352 litri (1.155 litri)
Motore: 1.2 MPI 84 CV
Dotazioni: cruise control, telecamera posteriore
Perfetta per: giovani e famiglie che vogliono un’SUV compatta ma ben equipaggiata.
3. Citroën C3 Aircross – Da 19.090 €
Storia e caratteristiche: Presentata nel 2017 come evoluzione della C3 Picasso, unisce comfort tipico Citroën e versatilità. Il restyling 2022 ha accentuato il carattere crossover, differenziandosi dalla C3 berlina che ha caratteristiche più cittadine.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,32 m
Bagagliaio: 410 litri (modulabile)
Motore: 1.2 PureTech 101 CV
Altezza da terra: 195 mm
Perfetta per: chi cerca comfort e modularità in dimensioni compatte.
4. DR 5.0 – Da 19.900 €
Storia e caratteristiche: Prodotta dalla DR Automobiles in Molise su base cinese Chery Tiggo 5x, rappresenta una delle poche “auto italiane” in questo segmento.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,50 m
Bagagliaio: 420 litri
Motore: 1.5 turbo 117 CV
Garanzia: 3 anni
Perfetta per: chi vuole dimensioni generose a prezzo contenuto.
5. Cirelli 1 – Da 18.800 €
Storia e caratteristiche: Importata e rimarchiata dall’azienda lombarda Cirelli, è basata sulla cinese SWM G03F. Offre 7 posti veri a un prezzo imbattibile, anche se l’aspetto da fuoristrada squadrata non deve trarre in inganno: la trazione è solo anteriore.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,61 m
Bagagliaio: 350 litri (che diventano ben 1.600 abbattendo i sedili)
Motore: 1.5 benzina 110 CV
Perfetta per: famiglie numerose con budget limitato.
6. MG ZS Classic – Da 17.990 €
Storia e caratteristiche: MG, storico marchio britannico, ma di proprietà cinese, mantiene in listino la precedente generazione della ZS, un suv gradevole e ben realizzato che ha saputo farsi conoscere sia per il prezzo che per la sua linea moderna, come “ZS Classic”, garantendo un prezzo aggressivo e mantenendo i 5 anni di garanzia.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,32 m
Bagagliaio: 448 litri
Motore: 1.5 106 CV
Perfetta per: chi cerca sicurezza e garanzia a lungo termine.
7. DFSK Glory 500 – Da 17.988 €
Storia e caratteristiche: Marchio cinese poco conosciuto in Europa, offre un design ispirato alle europee con tecnologie essenziali, ma pecca un pò su infotainment e sicurezza.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,39 m
Bagagliaio: 390 litri
Motore: 1.5 106 CV
Dotazioni: clima automatico
Perfetta per: chi cerca solo l’essenziale a prezzo minimo.
8. Evo 4 – Da 17.900 €
Storia e caratteristiche: Altro modello DR Automobiles basato su meccaniche cinesi (JAC Refine S3), con finiture migliorate per il mercato italiano.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,33 m
Bagagliaio: 420 litri
Motore: 1.6 114 CV
Dotazioni: tetto apribile
Perfetta per: chi apprezza il design crossover sportivo.
9. Evo 5 – Da 17.900 €
Sempre in casa Evo, allo stesso prezzo della 4 un modello con differente stile e derivazione (Beijing X3), ma disponibile allo stesso prezzo.
Differenze con Evo 4:
Linee più aggressive
Motore 1.5 turbo 126 CV
2 cm più corta
Interni sportivi
Perfetta per: chi vuole un look più dinamico a parità di prezzo.
10. DR 3.0 – Da 16.400 €
Storia e caratteristiche: Basata sulla Chery Tiggo 3x, è una delle prime importazioni DR Automobiles, con un restyling italiano, risulta più compatta delle sue sorelle con i marchi del costruttore molisano. Di serie tetto apribile e vernice metallizzata.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,17 m
Bagagliaio: 380 litri
Motore: 1.5 117 CV
Perfetta per: chi cerca dimensioni compatte.
11. EMC Quattro – Da 17.700 €
Storia e caratteristiche: Importata sulla base dalla cinese Livan X3 (gruppo Geely), è una delle SUV più compatte sul mercato, anche se pecca sulla sicurezza dato che nella versione base è dotata solo di due airbag.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,01 m
Bagagliaio: 400 litri
Motore: 1.5 103 CV
Perfetta per: chi cerca la massima maneggevolezza in città.
12. Evo 3 – Da 16.400 €
Storia e caratteristiche: La più economica in assoluto, anche lei basata su meccaniche cinesi con adattamenti per il mercato europeo. Ha un display da 9 pollici, ma pecca sugli aiuti alla guida.
Dati tecnici:
Lunghezza: 4,14 m
Bagagliaio: 360 litri
Motore: 1.5 113 CV
Perfetta per: chi cerca il prezzo più basso a tutti i costi.
La Citroën 2CV, affettuosamente soprannominata “Deux Chevaux” (dal francese “due cavalli”, riferito alla potenza fiscale), rappresenta una delle pagine più brillanti della storia dell’automobile. Prodotta ininterrottamente dal 1948 al 1990, con oltre 5 milioni di esemplari venduti, questa vettura è diventata il simbolo della motorizzazione di massa in Francia e non solo.
Ma cosa rende questa auto così speciale? Scopriamolo attraverso la sua affascinante storia, le innovative soluzioni tecniche e il suo impatto culturale che dura ancora oggi.
La Storia: Dal Progetto Segreto al Successo Mondiale
Gli Albori: Il Progetto TPV (1934-1939)
L’idea della 2CV nacque nel 1934 per volontà di Pierre-Jules Boulanger, che diede al suo team un brief rivoluzionario:
Doveva trasportare 4 persone + 50kg di patate (o un barile di vino)
Raggiungere 60 km/h
Consumare solo 3 litri ogni 100 km
Attraversare un campo arato senza rompere un paniere di uova sul sedile
Il progetto, chiamato TPV (Très Petite Voiture), fu sviluppato in gran segreto in una tenuta fortificata a La Ferté-Vidame, con una pista di prova nascosta da mura alte 3 metri per 16 km di perimetro!
La Seconda Guerra Mondiale e la Distruzione dei Prototipi
Nel 1939 erano pronti 250 esemplari pre-serie, ma lo scoppio della guerra ne impose la distruzione per evitare che cadessero in mano nazista. Solo 4 prototipi furono nascosti e sopravvissero (l’ultimo ritrovato nel 1995).
Il Debutto e le Prime Reazioni (1948)
Quando fu finalmente presentata al Salone di Parigi del 1948, la stampa la definì:
“Brutta, grigia come le auto militari tedesche, con una carrozzeria che sembra lo scheletro di un’auto incendiata”
Eppure, il pubblico la adorò. La produzione partì nel 1949 con liste d’attesa che raggiunsero anni di attesa, trasformandola in un fenomeno sociale.
Tecnica Innovativa: Le Soluzioni Geniali
Motore e Trasmissione
Bicilindrico raffreddato ad aria da 375 cm³ (poi 425 e 602 cm³)
Potenza iniziale di soli 9 CV, poi aumentata a 29 CV
Cambio a 4 marce con frizione centrifuga (per fermarsi senza stallo)
Consumi fino a 3 l/100km nelle prime versioni
Sospensioni Rivoluzionarie
Il sistema progettato da Paul Magès utilizzava:
Bracci oscillanti longitudinali
Molle elicoidali
Ammortizzatori a frizione e a inerzia
Altezza da terra di 22 cm
Questa configurazione permetteva di guidare su terreni accidentati mantenendo un comfort eccezionale, superando brillantemente la famosa prova delle uova.
Carrozzeria e Design
Tetto in tela apribile manualmente
Lamiera ondulata per aumentare la rigidità
Paraurti tubolari come elementi strutturali
Peso contenuto: solo 499 kg nelle prime versioni
Versioni Speciali e Modelli Rari
La Leggendaria 2CV Sahara (1960-1966)
Doppio motore (uno anteriore e uno posteriore)
Trazione integrale selettiva
Doppio serbatoio e doppia strumentazione
Solo 694 esemplari prodotti
Prezzo doppio rispetto alla versione standard
Le Serie Speciali
Charleston (1980-1990): Bicolore nero/bordeaux, ispirata agli anni ’30
James Bond 007 (1982): Omaggio al film “Solo per i tuoi occhi”
Perrier (1988): Dotata di frigobar per 6 bottiglie
Cocorico (1986): Celebrazione dei Mondiali di Calcio
Dolly (1985): Versione dedicata al pubblico femminile
Le Derivate Poco Conosciute
Bijou: Coupé in vetroresina per il mercato UK (solo 207 esemplari)
Citroneta: Versione sudamericana a 3 volumi
Pick-Up Militare: Realizzata per la Royal Navy in Malaysia
La 2CV Nella Cultura Popolare
Al Cinema e in TV
James Bond – Solo per i tuoi occhi (1981)
Il Ragazzo di Campagna (1984) con Renato Pozzetto
American Graffiti (1973)
Appare in numerosi episodi di Lupin III
Nella Musica
Claudio Baglioni le dedicò l’album Gira che ti rigira amore bello (1973)
Elisa la usò nel videoclip di Broken (2003)
Record e Imprese Straordinarie
Giro del mondo in 13 mesi (100.000 km percorsi)
Raggiunse i 5.420 metri di quota in Bolivia
Prima auto a raggiungere l’estremità della Terra del Fuoco
L’Eredità della 2CV Oggi
Collezionismo e Restauro
Oggi la 2CV è un’auto molto ricercata dai collezionisti, con valori che per:
Esemplari standard: €5.000-15.000
Versioni speciali: fino a €30.000
Sahara originale: oltre €100.000
Manifestazioni e Raduni
Ogni anno si tengono eventi dedicati in tutto il mondo:
2CV Cross (gare su sterrato)
24 Ore di Snetterton (endurance)
Raduni internazionali con migliaia di partecipanti
Influenza sul Design Moderno
Molte soluzioni della 2CV hanno ispirato auto moderne:
Sospensioni a comfort elevato
Modularità degli interni
Filosofia “less is more”
Conclusioni: Perché la 2CV è Immortale?
La Citroën 2CV non è stata semplicemente un’automobile, ma: ✔ Un fenomeno sociale che ha motorizzato la Francia ✔ Un capolavoro di ingegneria semplice ma efficace ✔ Un simbolo di libertà per generazioni ✔ Un’icona di design riconosciuta in tutto il mondo
Oltre 30 anni dopo la fine della produzione, la “Deux Chevaux” continua ad affascinare e a riunire appassionati, dimostrando che la vera genialità non passa mai di moda.
Vuoi entrare nel mondo della 2CV? Cerca nei forum specializzati e nei raduni: troverai una comunità accogliente pronta a condividere la passione per questa leggenda su quattro ruote!