Categoria: anticipazioni

  • Kia Seltos 2026: Il SUV compatto sbarca in Europa con design spigoloso e tecnologia ibrida avanzata

    Kia Seltos 2026: Il SUV compatto sbarca in Europa con design spigoloso e tecnologia ibrida avanzata

    Kia Seltos: debutto europeo della seconda generazione

    Dopo il successo globale dal 2019, la Kia Seltos si prepara a sbarcare per la prima volta in Europa con la sua seconda generazione, annunciata per il 2026. Il SUV compatto, lungo circa 4,40 metri, si inserisce idealmente tra la Stonic, la XCeed e la Sportage per colmare un segmento di mercato molto dinamico.

    La presentazione ufficiale è fissata per il 10 dicembre 2025, con un lancio commerciale europeo previsto per il 2026.

    Design moderno e linea spigolosa

    La nuova Kia Seltos adotta il linguaggio stilistico “Opposites United” tipico dei modelli elettrici e recenti progetti Kia, con proporzioni compatte, superfici funzionali e linee più squadrate che accentuano l’aggressività e la robustezza.

    Il frontale si distingue per una firma luminosa a stella “Star Map”, mentre il posteriore presenta luci orizzontali e verticali integrate che enfatizzano la larghezza, accompagnate da maniglie incassate per un profilo aerodinamico più armonico.

    Le versioni X-Line e GT-Line offriranno design esterno e interni personalizzati per soddisfare diverse preferenze estetiche.

    Motorizzazioni ibride e tecnologia all’avanguardia

    Pur non ancora ufficiali, è atteso che la Kia Seltos europea monti motori benzina 1.6 T-GDi da 150 o 180 CV, probabilmente in versione mild o full hybrid, in linea con la strategia di elettrificazione del marchio.

    Tra le novità più interessanti la possibile introduzione della trazione integrale “e-AWD” elettrica, che attiva le ruote posteriori tramite motore elettrico quando necessario, mantenendo bassi consumi senza rinunciare a prestazioni e sicurezza.

    Queste tecnologie posizioneranno la Seltos come un concorrente moderno e versatile nel segmento B-SUV.

    Posizionamento e prospettive di mercato

    Con un prezzo atteso intorno ai 25-30.000 euro e dimensioni simili alla XCeed, la Kia Seltos punta a diventare una delle proposte più interessanti e competitive nei SUV compatti europei, offrendo spazio interno ampliato, buona dotazione tecnologica e un design distintivo.

    La produzione inizierà in Corea del Sud ad agosto 2026, con il debutto europeo probabilmente entro il 2027, allineando il modello ai mercati globali.

    Questa prima versione europea della Kia Seltos rappresenta un passo importante per Kia nel rafforzare la sua offerta nei SUV, con un mix di stile, tecnologia e motorizzazioni pulite che risponde alle esigenze dei guidatori moderni in Europa.

  • Omoda 4: il B-SUV dal design futuristico che punta a conquistare l’Europa

    Omoda 4: il B-SUV dal design futuristico che punta a conquistare l’Europa

    L’ARRIVO DEL NUOVO SUV
    Il marchio cinese Omoda, parte del colosso Chery, sta per arricchire la sua offerta europea con un modello chiave: la Omoda 4. Abbiamo avuto l’opportunità di osservare in anteprima questo compatto B-SUV, che promette di combinare un design aggressivo, tecnologie all’avanguardia e un prezzo competitivo. La commercializzazione in Italia è prevista per la seconda metà del 2026, tra ottobre e novembre, con prezzi che dovrebbero partire da circa 20.000 euro. Curiosamente, quest’auto doveva inizialmente chiamarsi Omoda 3, ma all’ultimo momento il nome è stato cambiato in “4”, allineandosi alla nomenclatura dei modelli maggiori come Omoda 5 e Omoda 7.

    IL MARCHIO OMODA: LA STRATEGIA EUROPEA DI CHERY
    Omoda rappresenta il braccio più moderno e globalizzato del gruppo cinese Chery, nato con l’obiettivo preciso di competere sui mercati internazionali, in particolare in Europa. La strategia è chiara: proporre veicoli con un design audace e una tecnologia ricca a prezzi accessibili, puntando dritto al cuore di segmenti competitivi come quello dei SUV compatti. L’arrivo della Omoda 4 è un tassello fondamentale per espandere la gamma e offrire un’alternativa sempre più convincente ai modelli europei e coreani.

    MOTORI: UNA GAMMA A TUTTA TECNOLOGIA
    La Omoda 4 si presenterà sul mercato con un’ampia scelta di powertrain, soddisfacendo le diverse esigenze della clientela.

    • Full Hybrid: La versione principale è un ibrida full hybrid 1.5 a benzina da 204 CV. In questo sistema, il motore a benzina agisce spesso come un generatore per la batteria, lasciando che la trazione sia affidata prevalentemente al motore elettrico a basse e medie velocità, garantendo grande efficienza negli spostamenti urbani.
    • Elettrica (BEV): Non mancherà una versione completamente elettrica, con un motore da 204 CV e una batteria LFP da 61 kWh che promette un’autonomia di circa 450 km (ciclo CLTC). Supporta la ricarica rapida in continua fino a 119 kW, permettendo di ricaricare la batteria in poco più di 20 minuti in condizioni ideali.
    • Plug-in Hybrid (PHEV): È attesa anche una variante ibrida plug-in, che dovrebbe abbinare un 1.5 turbo a un motore elettrico per una potenza combinata di circa 245 CV e un’autonomia in modalità elettrica pura di circa 90 km (WLTP).
    • Benzina: Per una scelta più tradizionale, resterà disponibile un motore benzina 1.5 da circa 140 CV.

    DESIGN “CYBER MECHA” E INTERNI AVVENIRISTICI
    La Omoda 4 si distingue per un’estetica spigolosa e futuristica, ispirata al linguaggio “Cyber Mecha” che richiama i robot e i mech dei manga. Il frontale, particolarmente grintoso, è caratterizzato dalla firma visiva “O-Universe Lightning”. Nonostante le dimensioni compatte (circa 4.40 metri di lunghezza), l’abitacolo è risultato abbastanza spazioso. L’abitacolo, definito “Starship Cockpit”, crea un’atmosfera avveniristica con forme che richiamano l’astronautica. Al centro campeggia un grande display verticale per l’infotainment. Una nota di colore: il pulsante di accensione è nascosto sotto uno sportellino rosso sulla console, in un gesto che ricarda l’emozione di avviare una supersportiva.

    E LA VERSIONE “ULTRA”?
    Omoda ha già svelato di avere in serbo una versione più sportiva: la Omoda 4 Ultra. Questa variante si distinguerà per un body kit aggressivo che include uno splitter anteriore, uno spoiler posteriore, inserti specifici e cerchi in lega dal design esclusivo che lasciano intravedere pinze freno gialle. La meccanica dovrebbe basarsi sullo stesso sistema ibrido full hybrid da 204 CV della versione standard, con un’accelerazione 0-100 km/h stimata in circa 8 secondi. Il suo arrivo è previsto nella seconda metà del 2026.

    IN SINTESI
    Con la Omoda 4, il marchio cinese dimostra di voler giocare un ruolo da protagonista nel segmento dei B-SUV europei. Un design che non passa inosservato, una gamma motori completa e tecnologicamente avanzata, e un prezzo di ingresso aggressivo sono le carte migliori che questo nuovo arrivato ha da giocarsi per convincere un pubblico sempre più esigente.

  • Hyundai Tucson 2026: il restyling porta più potenza al motore ibrido

    Hyundai Tucson 2026: il restyling porta più potenza al motore ibrido

    PIÙ CAVALLI PER L’IBRIDA FULL-HYBRID
    La Hyundai Tucson, uno dei SUV più apprezzati e venduti del mercato, si rinnova per il model year 2026 con un aggiornamento di grande importanza sotto il cofano. La novità principale riguarda la versione full-hybrid, che vede una significativa impennata di potenza: i cavalli passano da 215 a 239 CV. Questo incremento di performance non modifica l’architettura consolidata, che continua ad abbinare il classico 4 cilindri turbo benzina 1.6 T-GDI a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a sei rapporti. La versione ibrida è disponibile sia a trazione anteriore che integrale.

    CENNI STORICI: DA COMPATTA A ICONA GLOBALE
    La storia della Tucson inizia nel 2004, quando Hyundai lanciò il suo primo SUV compatto per competere in un mercato in forte crescita. Nel corso di quattro generazioni, la Tucson ha saputo evolversi radicalmente, passando da un’utilitaria con ambizioni fuoristrada a un veicolo sofisticato, design avveniristico e tecnologie all’avanguardia. L’attuale generazione, con il suo design “Parametric Dynamics” e le superfici sfaccettate, ha segnato un punto di rottura, affermandosi come un riferimento nel segmento.

    UNA GAMMA MOTORI AMPIA E COLLAUDATA
    Accanto al potenziato sistema full-hybrid, la gamma Tucson 2026 rimane completa e articolata. Restano confermate le altre due motorizzazioni:

    • Il benzina 1.6 T-GDI da 150 CV, abbinabile a un cambio manuale o al doppia frizione DCT.
    • Il diesel mild-hybrid 48V 1.6 CRDi da 136 CV, disponibile esclusivamente con il cambio DCT.

    L’interno dell’abitacolo non subisce modifiche sostanziali, mantenendo il suo layout orizzontale e il caratteristico selettore del cambio posizionato sul piantone dello sterzo, che libera spazio sulla console centrale per la comoda ricarica wireless per smartphone.

    TECNOLOGIA E CONNESSITÀ AL PASSO CON I TEMPI
    La Tucson 2026 conferma il suo impegno nella digitalizzazione. La connettività è garantita dagli aggiornamenti Over-the-Air (OTA), dai servizi Hyundai LIVE, dal sistema Bluelink e dalla Digital Key 2.0, che trasforma il proprio smartphone o smartwatch in una chiave digitale.
    La sicurezza è affidata al ricco pacchetto Hyundai SmartSense, già di serie dall’allestimento base XTech. Include sistemi di assistenza alla guida come il Forward Collision Assist con riconoscimento di veicoli, pedoni e ciclisti, il cruise control adattivo intelligente e il monitoraggio dell’attenzione del guidatore.

    GLI ALLESTIMENTI: DAL BASE ALLO SPORTIVO
    La struttura della gamma per il 2026 rimane invariata, con quattro allestimenti principali e tre pacchetti opzionali (Lounge, Premium, Deluxe).

    • XTech (Base): Include cerchi in lega da 17”, sistema di navigazione da 12,3” con Apple CarPlay e Android Auto wireless, strumentazione LCD, cruise control, paddle al volante e sensori di parcheggio anteriori e posteriori.
    • Business: Aggiunge sedili regolabili elettricamente, cerchi da 18”, vetri oscurati, Smart Cruise Control e Blind Spot Assist.
    • Excellence: Il top di gamma per il lusso, con cerchi da 19”, fari Matrix LED full, portellone elettrico, Head-Up Display e impianto audio Krell.
    • N Line: La versione dall’estetica sportiva, con paraurti specifici, cerchi da 19” esclusivi, interni in pelle/scamosciato con cuciture rosse e pedaliera in metallo.

    LISTINO PREZZI HYUNDAI TUCSON 2026

    AllestimentoMotorizzazioneTrazioneCambioPotenza (CV)Prezzo
    XTech1.6 T-GDI Benzina2WDManuale (MT)150€ 33.400
    XTech1.6 HEV Full-Hybrid2WDAutomatico (AT)239€ 37.500
    Business1.6 T-GDI Benzina2WDMT o DCT150€ 35.900
    Business1.6 CRDi Diesel MHEV2WDDCT136€ 35.900
    Business1.6 HEV Full-Hybrid2WD / 4WDAutomatico (AT)239€ 39.900
    Excellence1.6 CRDi Diesel MHEV2WDDCT136€ 42.200
    Excellence1.6 HEV Full-Hybrid2WD / 4WDAutomatico (AT)239€ 42.200
    N Line1.6 CRDi Diesel MHEV2WDDCT136€ 42.200
    N Line1.6 HEV Full-Hybrid2WD / 4WDAutomatico (AT)239€ 42.200

    Con questo aggiornamento, la Hyundai Tucson 2026 consolida la sua posizione di SUV completo e tecnologico, puntando su un’ibrida più prestante per soddisfare una clientela sempre più attenta alle performance e all’efficienza.

  • Toyota Land Cruiser FJ: ritorna la leggenda in formato compatto. Ma l’Europa dovrà rinunciarci.

    Toyota Land Cruiser FJ: ritorna la leggenda in formato compatto. Ma l’Europa dovrà rinunciarci.

    Nel mondo dei fuoristrada, il nome Land Cruiser è sinonimo di indistruttibilità e capacità leggendarie. Una storia che inizia negli anni ’50, quando il precursore BJ dimostrò la sua tempra sulle aspre montagne giapponesi, per poi evolversi in icone come l’indimenticabile FJ40 e nei modelli di lusso come l’odierna J300. Oggi, Toyota annuncia un ritorno alle origini con un colpo di scena: la nuova Land Cruiser FJ.

    Purtroppo, per gli appassionati del Vecchio Continente, c’è subito un’amara nota: questa piccola fuoristrada, il cui lancio è previsto per la metà del 2026 partendo dal Giappone, non è al momento prevista per il mercato europeo.

    Stessa filosofia, dimensioni più aggressive

    Se ne parlava da tempo e ora è ufficiale: la Land Cruiser FJ è una realtà. Prendendo ispirazione dalla sorella maggiore, questa “baby” Land Cruiser incarna la stessa filosofia robusta e avventurosa, ma racchiusa in una carrozzeria molto più compatta.

    Con una lunghezza di 4.575 mm, la FJ è ben 40 centimetri più corta dell’attuale Land Cruiser. Questo, unito a un passo accorciato di 270 mm, si traduce in un’ottima manovrabilità e un raggio di sterzata di soli 5,5 metri, un vantaggio enorme sui sentieri più impervi.

    Alla base del progetto c’è una versione riadattata della collaudata piattaforma IMV, la stessa che equipaggia il robusto pick-up Hilux. Questo garantisce una struttura incredibilmente rigida, rinforzata da protezioni sotto scocca per difendere gli organi meccanici durante le escursioni più estreme.

    Design squadrato e “fai da te”

    Il design della FJ è un chiaro omaggio al suo passato. Linee spigolose, parafanghi removibili per una riparazione facile e low-cost in caso di danni, e un frontale che offre due anime: luci diurne a “C” di serie o, optional ancor più affascinante, fari rotondi che richiamano direttamente le generazioni storiche della Land Cruiser. Completano il look posteriore il portellone apribile lateralmente e l’immancabile ruota di scena montata sul portellone.

    Toyota promette che la FJ sarà una tela bianca per gli amanti del personalismo, con un’ampissima gamma di accessori dedicati all’off-road per modellarla secondo le proprie esigenze.

    Abitacolo funzionale, guidare senza distrazioni

    L’interno è un trionfo di praticità. La plancia è orizzontale e semplice, pensata per permettere al guidatore di percepire immediatamente l’assetto del veicolo, sia su strada che su terreni sconnessi. La linea di cintura bassa migliora la visibilità del terreno, mentre schermi e comandi sono raggruppati per minimizzare le distrazioni. Anche la leva del cambio è stata posizionata studiando l’ergonomia per un azionamento il più naturale possibile. Non mancherà, ovviamente, la suite Toyota Safety Sense.

    Motore: poca potenza, molta affidabilità

    Cuore pulsante della Land Cruiser FJ è un collaudato 4 cilindri a benzina da 2.7 litri, in grado di erogare 163 CV e 246 Nm di coppia. L’accoppiata con il cambio automatico a 6 marce SuperECT e un sistema di trazione integrale part-time è una garanzia di semplicità e affidabilità meccanica, piuttosto che di performance esasperate.

    In conclusione, la Toyota Land Cruiser FJ si presenta come l’erede spirituale dei modelli più puri e essenziali della gamma. È un fuoristrada pensato per l’avventura senza froncoli, agile, robusto e facilmente personalizzabile. Peccato che, almeno per ora, questo gioiellino made in Thailandia rimarrà un sogno proibito per gli appassionati europei.

  • La Nuova Toyota RAV4 2026: Anteprima a Bologna, in Concessionaria a Gennaio. Prezzi e Dotazioni

    La Nuova Toyota RAV4 2026: Anteprima a Bologna, in Concessionaria a Gennaio. Prezzi e Dotazioni

    Un’anteprima che sa di storia. La nuova Toyota RAV4, giunta alla sesta generazione, ha scelto un palcoscenico d’eccezione per il suo debutto italiano: Auto e Moto d’Epoca 2025 a Bologna. Questo modello, che ha scritto la storia dei SUV crossover moderni, si svela al pubblico italiano prima del suo arrivo ufficiale nei concessionari, previsto per gennaio 2026.

    Un’icona che si rinnova

    La RAV4, da sempre apprezzata nel nostro mercato, presenta un design completamente rinnovato che abbraccia il nuovo linguaggio stilistico Toyota. Il frontale si distingue per i sottili gruppi ottici a “C” che caratterizzano una carrozzeria dalle linee pulite, studiata per massimizzare lo spazio interno senza compromessi.

    Due anime elettrificate: Hybrid e Plug-in

    La gamma si conferma interamente elettrificata, offrendo due diverse filosofie di mobilità sostenibile:

    • Full Hybrid: Basata sul collaudato 2.5 litri aspirato, eroga 183 CV con trazione anteriore e 191 CV con l’integrale (AWD-e), che aggiunge 2.500 euro al listino.
    • Plug-in Hybrid: La versione più performante, con batteria da 22,68 kWh che garantisce fino a 100 km di autonomia in modalità zero emissioni. La potenza raggiunge i 268 CV (anteriore) e ben 304 CV (integrale).

    Interni high-tech e dotazioni complete

    A bordo, l’abitacolo non stravolge l’impostazione pratica che ha sempre contraddistinto il modello, ma si aggiorna con tecnologie all’avanguardia. Domina la plancia un display touch da 12,9 pollici per il sistema multimediale, affiancato da una strumentazione digitale da 12,3 pollici.

    La gamma degli allestimenti è articolata in quattro livelli:

    • Base: Già ricco di serie con climatizzatore bizona, schermo da 12,9″, connettività e fari full LED
    • Icon: Aggiunge portellone motorizzato, sedili ventilati e volante riscaldato
    • Premium: Include interni in pelle sintetica e cerchi da 20 pollici
    • GR Sport: Top di gamma con estetica sportiva e dotazioni esclusive

    Prezzi e disponibilità

    I listini partono da:

    • RAV4 Hybrid: da 45.200 euro (Base)
    • RAV4 Plug-in Hybrid: da 50.700 euro (Base)

    L’anteprima bolognese ha quindi svelato non solo un’auto nuova, ma l’evoluzione di un’icona che continua a guardare al futuro senza dimenticare la sua eredità. L’appuntamento per metterla in garage è per gennaio 2026.

  • Opel e poi Fiat: Stellantis venderà SUV cinesi con i marchi europei. La strategia è chiara.

    Opel e poi Fiat: Stellantis venderà SUV cinesi con i marchi europei. La strategia è chiara.

    La strategia di Stellantis per competere nel mercato elettrico globale si sta delineando in modo sempre più audace e, per molti, sorprendente. Dopo aver acquisito una quota del 21% nella cinese Leapmotor, il gruppo non si limiterà a distribuire i modelli del brand asiatico in Europa. Il piano vero, secondo le ultime indiscrezioni, è molto più integrato: rilanciare i propri marchi storici con vetture a marchio Leapmotor.

    Il primo candidato a questo “rebadging” sarebbe Opel, con il SUV elettrico compatto Leapmotor B10 che , con qualche piccolo adattamento si trasformerà in un nuovo modello del marchio tedesco . Ma la vera notizia è che, se l’operazione avrà successo, il prossimo marchio in linea potrebbe essere Fiat.

    Opel B10: un SUV cinese (ma made in Spain) per salvare il marchio tedesco

    Secondo le rivelazioni di Automobilwoche e Automotive News Europe, Stellantis sta seriamente valutando di introdurre nel listino Opel la Leapmotor B10 con il marchio del blitz. Non si tratterebbe di un semplice import, ma di un’operazione strategica per eludere i dazi europei sui veicoli cinesi (che possono arrivare al 30%).

    La produzione del futuro SUV, ribattezzato per il mercato europeo, è infatti ipotizzata nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna, a partire dal 2026. Qui già nascono modelli come la Opel Corsa e la nuova Lancia Ypsilon. Produrre localmente permetterebbe a Stellantis di puntare su un prezzo aggressivo, sotto i 30.000 euro, rendendolo un competitor diretto per Volkswagen ID.4 e Kia EV3.

    La B10, che misura 4,52 metri, è tecnicamente promettente: motore posteriore da 218 CV, batterie da 56 o 67 kWh per un’autonomia fino a 430 km e un’architettura elettronica centralizzata che ricorda da vicino quella di Tesla.

    Perché Fiat potrebbe essere la prossima nella lista

    L’ipotesi Opel non è un caso isolato, ma il primo tassello di una strategia ben più ampia. Stellantis ha bisogno di veicoli elettrici economici e competitivi in tempi brevi per i suoi marchi di volume, e la piattaforma Leapmotor (chiamata “Four Leaf Clover”) rappresenta una soluzione immediata.

    Fiat, con la sua mission di democratizzare la mobilità sostenibile, è il candidato perfetto. Immaginare una futura “Fiat SUV Elettrico” basata sulla B10 o su un modello simile Leapmotor non è fantascienza, ma un’evoluzione logica del piano, ma anche una copia della city car T03 avrebbe parecchio senso con il logo del marchio torinese. Dopo il lancio della nuova Panda a combustione, Fiat avrà un disperato bisogno di un’offerta elettrica accessibile e familiare per le masse, un segmento in cui oggi fatica a competere sui costi. Un’auto del genere, prodotta in Europa per contenere il prezzo, potrebbe essere la carta vincente per riconquistare il mercato.

    Una mossa necessaria in un mercato in crisi

    I dati di vendita di Leapmotor in Europa (16.485 unità nei primi nove mesi del 2024) dimostrano che c’è interesse per i veicoli elettrici cinesi di qualità a un prezzo contenuto. Stellantis sta semplicemente capitalizzando il proprio investimento in modo intelligente: invece di lasciare che Leapmotor cresca come un competitor, la trasforma in un fornitore interno per ringiovanire i propri marchi.

    Da Russelsheim, quartier generale di Opel, un laconico “no comment” accompagna queste voci. Ma il silenzio è spesso più eloquente di mille parole. La partita per l’elettrico economico in Europa si giocherà sempre di più sull’integrazione con la tecnologia cinese. E Stellantis, con Opel in prima linea e Fiat probabilmente in seconda, non intende restare a guardare.

  • Nuova Renault Clio 2026: Non è più una utilitaria, è un crossover cittadino

    Nuova Renault Clio 2026: Non è più una utilitaria, è un crossover cittadino

    La regina delle compatte europee si trasforma. Con la sesta generazione, la Renault Clio compie un balzo evolutivo che va ben oltre un semplice restyling. Abbandona i panni della classica utilitaria per indossare quelli di un crossover urbano moderno, tecnologico e spazioso, pronto a competere in un mercato sempre più affollato di SUV compatti.

    Presentata in anteprima al Salone di Monaco, la nuova Clio 2026 non cambia la sua anima (la piattaforma CMF-B è confermata), ma rinnova radicalmente il suo corpo e il suo carattere, puntando su dimensioni aumentate, design muscoloso e un’offerta di motorizzazioni 100% green, senza più diesel.

    Il Design: Più Grintosa e Imponente

    La prima cosa che salta all’occhio sono le nuove proporzioni. La Clio cresce in ogni dimensione:

    • Lunghezza: +7 cm (ora 4,12 m)
    • Larghezza: +4 cm
    • Altezza: +1 cm

    Questo growth spurt le conferisce una presenza stradale completamente nuova, più simile a quella di un piccolo SUV che a una hatchback. Il design si ispira al concept Emblème e mostra linee più spigolose e dinamiche. Il frontale è dominato da una mascherina esagonale con griglia a losanga, fari Full LED sottili e inserti in nero lucido che enfatizzano l’atteggiamento “ruote alte”.

    La vista laterale mantiene le maniglie posteriori nascoste, mentre la coda è la parte più rivoluzionaria, con un lunetto molto inclinato (una scelta stilistica audace che riduce leggermente la visibilità posteriore) e fanali collegati da una light bar.

    L’Interno: Salto di Qualità e Tecnologia

    Entrando in abitacolo, il passo in avanti è netto. Il cruscotto è un chiaro erede di quello della Renault 5 elettrica, con un design pulito e minimalista.

    • Doppio display da 10 pollici: Il sistema è basato su Android Automotive, con Google integrato (Maps, Assistant, Play Store) e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto.
    • Materiali: Mix di tessuti (anche sulla plancia) e plastiche. La qualità percepita è alta, anche se alcuni materiali duri rimangono.
    • Spazio: L’aumento del passo (+1 cm) migliora lo spazio per le gambe posteriori. Il bagagliaio offre 390 litri di capacità, pratico e profondo, anche se con un alto scalino di carico.

    La Gamma Motori: Ibrida, Benzina e GPL (ma zero Diesel)

    Renault fa una scelta coraggiosa e moderna, eliminando i diesel e puntando su tre opzioni:

    1. E-Tech Full Hybrid 160 CV: La top di gamma. Monta un nuovo 1.8 aspirato (sostituisce il 1.6) abbinato a due motori elettrici. Promette di viaggiare in elettrico fino all’80% del tempo in città, consumi dichiarati di 25,6 km/l (3,9 l/100km) e uno scatto 0-100 in 8,3 secondi.
    2. TCe 115 CV: Il classico 3 cilindri turbo benzina, disponibile con cambio manuale o automatico EDC a doppia frizione. La scelta per chi preferisce la tradizione.
    3. Eco-G 120 CV GPL: La regina dell’autonomia. In arrivo nell’estate 2026, abbinata al cambio EDC, promette un’autonomia mostruosa grazie a una bombola da 50 litrifino a 1.450 km con un pieno completo (benzina + GPL).

    Gli Allestimenti: Ricchissimi di Serie

    La gamma è semplice ma ben definita, e tutti gli allestimenti sono già molto dotati:

    • Evolution (Base): Include già cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza, display 10″, sensori posteriori e climatizzatore.
    • Techno: Aggiunge il sistema OpenR Link con Google, cerchi in lega da 16″, camera posteriore, keyless entry e illuminazione ambientale.
    • Esprit Alpine (Top): Firmata dal reparto sportivo, con cerchi da 18″, interni in Alcantara, pedaliera in alluminio, ADAS avanzati e ricarica wireless.

    Prezzo e Arrivo

    Gli ordini si apriranno a ottobre 2025, con le prime consegne previste per dicembre. Il prezzo di partenza dovrebbe aggirarsi attorno ai 20.000 euro, posizionandola in una fascia competitiva nonostante il netto upgrade in termini di contenuti.

    In conclusione, la nuova Clio non è più la semplice e pratica city car di una volta. È un’auto più ambiziosa, che punta a sedurre chi cerca la praticità di un crossover, la tecnologia di un’auto di segmento superiore e l’efficienza delle motorizzazioni ibride, il tutto senza tradire lo spirito pratico che l’ha resa un’icona.

  • Addio alla Ford Focus come la conosciamo: nel 2027 arriva un crossover come erede

    Addio alla Ford Focus come la conosciamo: nel 2027 arriva un crossover come erede

    La Ford Focus, da oltre vent’anni pilastro delle vendite e simbolo della guida piacevole in Europa, sta per andare in pensione. Ma a differenza di quanto si possa pensare, non sarà un addio definitivo, bensì una metamorfosi che rispecchia le tendenze inarrestabili del mercato.

    Secondo i piani della Casa dell’Ovale Blu, la produzione dell’attuale Focus terminerà verso la fine del 2025. Questo significa che uno dei modelli più iconici e amati del segmento C, che solo nel 2024 ha trovato oltre 85.000 nuovi proprietari, uscirà di scena senza un sostituto diretto e immediato. Dopo il pensionamento della Fiesta, che ha spinto i clienti verso la Puma, la Ford lascerà temporaneamente un vuoto nella sua gamma, cedendo terreno alla concorrenza in un segmento storicamente cruciale.

    L’Erede: Non più un’berlina, ma un Crossover

    La notizia più importante è che l’erede della Focus non sarà una berlina o una station wagon. Il successore, atteso per il 2027, sarà un crossover con ruote alte e un profilo più robusto, progettato per competere direttamente con modelli di successo come la Cupra Formentor.

    Questa scelta strategica segna la fine di un’era per Ford Europa, che abbandona definitivamente le berline tradizionali nel segmento medio per assecondare la domanda che premia sempre più i SUV e i crossover.

    Posizionamento e Caratteristiche: Tra Puma e Kuga

    Dove si andrà a posizionare questo nuovo modello? Non andrà a rimpiazzare l’attuale Kuga, ma occuperà lo spazio che si creerà tra la compatta Puma e la media Kuga, offrendo una proposta intermedia.

    Le indiscrezioni suggeriscono una forte parentela tecnica proprio con la Kuga. Entrambi i modelli dovrebbero essere prodotti nello stesso stabilimento di Valencia, in Spagna, condividendo molti componenti chiave. La base di partenza dovrebbe essere l’attuale piattaforma C2 (la stessa della Focus di quarta generazione), probabilmente aggiornata per diventare “multi-energy” e ospitare non solo i propulsori ibridi di cui Ford è maestra, ma anche, in futuro, powertrain completamente elettrici.

    La Sfida: Prezzo e Identità

    La sfida più grande per Ford sarà dare un’identità precisa a questo nuovo crossover in una gamma che si sta facendo sempre più affollata. Dovrà distinguersi chiaramente non solo dalla Kuga, ma anche dai modelli elettrici puri come Explorer e Capri, che si rivolgono a una clientela differente e hanno listini più elevati.

    La chiave del successo sarà una proposta di motorizzazioni diversificata (ibride e ibride plug-in) e, soprattutto, un prezzo di ingresso aggressivo. Per attirare il tradizionale cliente Focus, il listino dovrà essere ben al di sotto dei 41.000 euro richiesti per l’Explorer elettrico, posizionandosi in un range più accessibile e competitivo.

    In conclusione, sta per calare il sipario su un’auto che ha fatto la storia. Il suo erede non ne porterà il nome, ma ne raccoglierà il testimone con un nuovo formato, adatto ai tempi che corrono. Il mondo chiede crossover, e Ford è pronta a servirglielo.

  • Fiat 500 Ibrida 2025: il ritorno del motore termico nello storico stabilimento di Mirafiori

    Fiat 500 Ibrida 2025: il ritorno del motore termico nello storico stabilimento di Mirafiori

    Una svolta strategica per la 500 elettrica

    Fiat sta per compiere un inversione di rotta con la sua iconica city car. Dopo il flop commerciale della versione esclusivamente elettrica (solo 30.000 unità vendute nel 2023-2024), il marchio torinese presenterà a novembre 2025 una nuova 500 ibrida, costruita nello stabilimento di Mirafiori sulla base della piattaforma elettrica STLA City ma con la meccanica della Pandina.

    Caratteristiche tecniche: l’ibrido “di necessità”

    Piattaforma e motori

    • Base: adattamento della piattaforma STLA City (originariamente solo elettrica)
    • Propulsore: meccanica ibrida derivata dalla Fiat Panda Hybrid
      • Motore termico 1.0 FireFly a 3 cilindri
      • Motore elettrico da 15 kW
      • Batteria agli ioni di litio da 11 Ah

    Prestazioni attese

    • Autonomia elettrica: ~50 km (ciclo WLTP)
    • Emissioni CO₂: sotto i 100 g/km
    • Trazione: anteriore (a differenza della versione elettrica)

    Perché questa scelta?

    I numeri parlano chiaro

    • Crollo vendite 500e: -60% rispetto alla precedente termica
    • Mercato elettrico in crisi: infrastrutture di ricarica ancora insufficienti
    • Prezzo troppo alto: la 500e parte da 29.900€, contro i 16.000€ della vecchia termica

    La confessione di Olivier François (CEO Fiat)

    “Pensavamo che tecnologia, infrastrutture e domanda si sarebbero allineate, ma non è accaduto. Dobbiamo essere più pragmatici”

    Produzione a Mirafiori: una scelta simbolica

    • Stesso stabilimento della 500 elettrica
    • Riconversione delle linee già esistenti
    • Occupazione garantita per gli operai torinesi

    E il futuro? La nuova piattaforma multi-energia dal 2030

    Stellantis ha annunciato un cambio di strategia:

    • Posticipo della nuova generazione al 2030 (inizialmente prevista per il 2027)
    • Piattaforma modulare per elettrico, ibrido e termico
    • Concorrenti diretti: Renault Twingo E-Tech e Volkswagen ID.1

    Prezzi e lancio

    • Presentazione ufficiale: novembre 2025
    • Commercializzazione: primo trimestre 2026
    • Prezzo stimato: tra 19.000€ e 22.000€

    Conclusioni: la 500 torna alle origini?

    Con questa mossa, Fiat:

    1. Riporta il motore termico nella sua icona
    2. Abbassa la soglia d’ingresso al mercato
    3. Salva Mirafiori dalla crisi dell’elettrico puro

    Una scelta coraggiosa e necessaria in attesa che il mercato elettrico maturi davvero.

  • Dacia C-Neo: la nuova berlina media che sfida il mercato delle SUV

    Dacia C-Neo: la nuova berlina media che sfida il mercato delle SUV

    Mentre i grandi marchi abbandonano il segmento delle berline compatte – come le compiante Ford Focus e Alfa Romeo Giulietta – per puntare tutto sulle SUV, Dacia va controcorrente. Nel 2026 arriverà la C-Neo (nome provvisorio), una berlina a 5 porte lunga 4,40 metri, pensata per chi cerca un’auto spaziosa, economica e ibrida, senza rinunciare al comfort di una tradizionale due volumi.

    Design: Berlina o Crossover?

    Dalle prime immagini trapelate, la Dacia C-Neo mostra:

    • Linee filanti con frontale ispirato alla Sandero (fari sottili e griglia larga).
    • Lunotto inclinato per un look dinamico.
    • Protezioni in plastica nera e barre sul tetto, dettagli tipici dei crossover.

    Pur essendo una berlina, la C-Neo avrà un tocco SUV, seguendo la tendenza del mercato. L’abitacolo sarà essenziale ma funzionale, con:

    • Plastiche dure (tipiche Dacia).
    • Doppio schermo digitale (cruscotto e infotainment).

    Meccanica: Ibrida ed Economica

    La C-Neo sarà costruita sulla piattaforma CMF-B, già usata per Duster e Bigster, e offrirà due motorizzazioni:

    1. 1.2 TCe Mild Hybrid (3 cilindri, anche in versione benzina/GPL).
    2. Full Hybrid 1.6 da 145 CV (4 cilindri benzina + elettrico).

    Prezzo: Obiettivo 20.000 €

    Dacia punta a un listino competitivo, con la versione base che potrebbe partire da poco più di 20.000 €, posizionandosi come una delle berline più economiche sul mercato.

    Perché Dacia Scommette sulle Berline?

    Mentre Ford, Opel e Alfa Romeo abbandonano le berline per le SUV, Dacia vede un’opportunità:
    ✅ Mercato meno affollato = meno concorrenza.
    ✅ Fascia di prezzo accessibile (berline nuove sotto i 25.000 € sono rare).
    ✅ Clienti fedeli alle auto tradizionali (chi cerca spazio senza volere una SUV).

    Conclusioni: Una Scommessa Azzeccata?

    La Dacia C-Neo potrebbe diventare l’erede economica di modelli come Focus e Giulietta, offrendo:

    • Design moderno con influenze crossover.
    • Motori ibridi ed ecologici.
    • Prezzo imbattibile sotto i 25.000 €.

    Se manterrà la filosofia “no-nonsense” del brand, potrebbe conquistare chi cerca un’auto pratica, economica e diversa dal solito SUV.

    🚗 Tu la compreresti?