Lo scooter più venduto della storia rinnova il suo successo in Italia. Leggero, assetato come una formica e ora omologato per due, mantiene inalterato il carattere unico del cambio a pedale. Un gioiello di semplicità ingegneristica per la città.

Nella storia della mobilità personale, poche icone possono vantare i numeri e la longevità dell’Honda Super Cub. Oltre 100 milioni di unità prodotte dal 1958 ne fanno il veicolo a motore più venduto di tutti i tempi. In Italia, questa leggenda su due ruote ha da poco compiuto un passo fondamentale per adattarsi alle esigenze locali: dopo anni di richieste, la versione disponibile nel nostro Paese è finalmente omologata per due persone. Una novità che non snatura l’anima, ma perfeziona la formula vincente di un mezzo che è pura essenza di mobilità urbana.

Design e costruzione: lusso discreto e qualità imperitura
Avvicinandosi al Super Cub, si nota subito che non si tratta di uno scooter qualunque. Nonostante il prezzo contenuto, l’attenzione ai dettagli e la qualità costruttiva sono notevoli. Le giunture sono perfette, i materiali sembrano robusti e la finitura è impeccabile. Le dotazioni sono moderne e adeguate: luci Full LED, un display digitale essenziale e il pratico avviamento con smart key (Keyless).
L’aggiornamento più visibile è l’aggiunta delle pedane per il passeggero e di un sellino biposto. Honda ha lavorato per integrare questi elementi senza stravolgere le linee pulite e iconiche del modello e, soprattutto, senza rubare spazio al guidatore. Le sospensioni sono state riviste e irrobustite per sopportare il peso aggiuntivo, mentre il resto della meccanica rimane l’inafferrabile formula del successo.

Il cuore indistruttibile: motore 4T e cambio a pedale
Il cuore del Super Cub è un monocilindrico 4 tempi da 124 cc raffreddato ad aria e alimentato ad iniezione. Con una potenza di 9,8 CV, non promette (né vuole) prestazioni da superscooter. Il suo scopo è l’efficienza assoluta: consuma solo 1 litro ogni 66,7 km, rendendolo uno dei mezzi più parsimoniosi in circolazione.
La vera anima, l’elemento che distingue il Cub da qualsiasi altro scooter, è il suo cambio semiautomatico a 4 marce con frizione centrifuga, azionato da un pedale a bilanciere sul lato sinistro. Con la punta del piede si sale di marcia, con il tacco si scala. Non c’è leva della frizione da azionare manualmente. Questo sistema, di una dolcezza e precisione incredibili, permette partenze in qualsiasi marcia (si può partire persino in quarta!) e dona un controllo sul mezzo che nessun variatore può eguagliare. È un’esperienza di guida unica, che coniuga la semplicità di uno scooter con il coinvolgimento di una moto.

Guida in città: agilità da bicicletta, sicurezza da Honda
Con un peso di soli 110 kg e un’altezza sella di 78 cm, il Super Cub è leggero e maneggevole come una bicicletta. La posizione di guida è comoda e naturale, con il manubrio leggermente piegato verso il busto e i piedi poggiati su ampie pedalane.
In città è un’arma letale nel traffico: le marce basse, molto corte, garantiscono un’accelerazione brillante ai semafori, mentre le gomme strette da 17 pollici lo rendono estremamente agile nei cambi di direzione e nel filtraggio. L’impianto frenante (disco anteriore con ABS e tamburo posteriore) è più che sufficiente per le sue performance e garantisce sicurezza.
Lo spazio di carico? Non c’è un vano sottosella. C’è invece un piccolo vano laterale che si apre premendo un pulsante, ideale per gli attrezzi in dotazione e i documenti. Il serbatoio da 3,7 litri suggerisce frequenti visite al distributore, ma con i suoi consumi, ogni rifornimento è un affare.

Non è uno scooter, è un Super Cub
Acquistare un Honda Super Cub 125 non è come comprare uno scooter qualsiasi. È un’adesione a una filosofia. È la scelta di un mezzo che rinuncia alla complessità in favore dell’affidabilità assoluta, che sostituisce l’anonimo variatore con un cambio meccanico piacevolmente coinvolgente, che preferisce l’efficienza alla potenza fine a sé stessa.

Con l’omologazione biposto, Honda ha reso questo mito accessibile anche a chi ha bisogno di portare un passeggero, ampliandone ulteriormente l’appeal senza tradirne lo spirito. Rimane un veicolo per puristi, per chi cerca la mobilità più semplice, economica e, in un certo senso, più autentica. In un’epoca di tecnologie sovrapposte, il Super Cub ricorda che spesso, la perfezione sta nella sottrazione. E dopo 65 anni, continua a vendere la stessa, semplice verità.



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