Omoda 7: la sfida cinese nel segmento C diventa adulta. Peso, motore e prezzo in bilico tra comfort e ambizioni

La nuova crossover del gruppo Chery si inserisce nella fascia alta del segmento C con un ibrido plug-in SHS da 279 CV. Primo contatto con la versione che punta a rivaleggiare con Toyota RAV4 e Mazda CX-5, tra dotazioni ricche, un approccio alla guida orientato al comfort e un prezzo sottoposto all’aggressiva politica degli sconti.

Il marchio cinese Omoda, gemello di Jaecoo sotto l’ala del colosso Chery, compie un passo decisivo verso la maturità di gamma con il lancio della Omoda 7. Questo nuovo modello, lungo 4,66 metri, non è semplicemente un’auto più grande della Omoda 5. È il tentativo di conquistare il cuore del mercato europeo, posizionandosi nella parte alta del segmento C, quel territorio affollato e competitivo abitato da nomi come Toyota RAV4, Mazda CX-5, Nissan X-Trail e Volkswagen Tiguan.

Il nostro primo test drive della versione ibrida plug-in, organizzato nei dintorni di Milano, ci permette di tracciare un primo identikit di una vettura che punta tutto sulla tecnologia, sul comfort e su un rapporto equipaggiamento/prezzo aggressivo, pur non nascondendo qualche compromesso dinamico.

Design e spazio: un crossover che sceglie lo stile sull’altezza

Esteticamente, la Omoda 7 segue il linguaggio del marchio: frontale geometrico con griglia a rombi sfumata, linee di carrozzeria morbide che “affogano” le nervature e una coda caratterizzata da luci orizzontali spezzate. La scelta stilistica è chiara: è più un crossover che un SUV. Questo si traduce in un bagagliaio da 537 litri non molto alto, ma comunque rispettabile, e in una linea del tetto che scivola sul lunotto posteriore. Gli interni, puliti e tecnologici, sono dominati da un enorme schermo centrale da 15,6 pollici che, sulla versione Premium, può addirittura scorrere lateralmente davanti al passeggero (una soluzione ingegnosa ma che sacrifica spazio per gli oggetti).

L’abitabilità posteriore, invece, è un punto di forza: pavimento piatto, buona distanza per le gambe e uno schienale ben inclinato garantiscono comfort anche per passeggeri alti.

La guida: comfort sopra tutto, ma il peso si sente

Il primo impatto al volante conferma una precisa scelta di campo da parte di Omoda: il comfort prima di tutto. Le sospensioni assorbono bene le asperità in estensione (buche), mentre in compressione (dossi) trasmettono qualche contraccolpo più deciso. In curva è presente un rollio abbastanza marcato, influenzato anche dal peso non indifferente dell’auto, che si avvicina ai 1.900 kg a vuoto.

Lo sterzo risulta poco comunicativo e scarico, specialmente nella fase di riallineamento, e le diverse tarature (sia dello sterzo che della rigenerazione in frenata) offrono differenze minime. L’insonorizzazione è invece di buon livello, grazie anche ai vetri acustici, e il motore termico si fa sentire soprattutto a veicolo fermo quando la batteria è scarsa.

In sintesi, la Omoda 7 invita a una guida tranquilla e rilassata. Non è l’auto più appagante per chi cerca precisione e feedback, ma nel panorama delle cinesi si colloca in una posizione intermedia e di buon compromesso, meno orientata al comfort estremo di altre concorrenti.

Il cuore tecnologico: l’ibrido plug-in SHS-P da 279 CV

La meccanica è l’elemento più interessante. La Omoda 7 debutta con il sistema ibrido plug-in SHS-P (Super Hybrid System) del gruppo Chery:

  • Motore termico: 1.5 turbo a ciclo Miller da 143 CV.
  • Motore elettrico di trazione: Da 204 CV.
  • Generatore elettrico: Una seconda unità da 60 kW.
  • Batteria: 18,4 kWh LFP (ai fosfati di ferro).
  • Potenza combinata: 279 CV e 365 Nm di coppia.
  • Prestazioni: 0-100 km/h in 8,4 secondi, velocità max 180 km/h.

La filosofia è quella di un ibrido in serie predominante: il motore a benzina funziona principalmente come generatore per la batteria, che alimenta il motore elettrico di trazione. Il sistema accende il termico per mantenere un “buffer” di carica della batteria tra il 15% e il 25%, ottimizzando l’efficienza. Solo sotto richiesta di potenza massima, il motore termico si collega alle ruote, funzionando in parallelo.

I consumi nel nostro test, con batteria al 15%, si sono attestati intorno ai 6,5 l/100 km (circa 15,4 km/l). Con la batteria carica, l’autonomia in puro elettrico si avvicina ai 90 km reali, in linea con i 92 km dichiarati dal ciclo WLTP combinato. La ricarica avviene fino a 6,6 kW in AC e fino a 40 kW in DC.

Prezzi e allestimenti: l’arma degli sconti

La Omoda 7 è proposta in due livelli di equipaggiamento, con prezzi di listino già competitivi e uno sconto lancio significativo:

  • Omoda 7 Pure: Da 38.900€ (34.900€ con sconto lancio). Include cerchi 19″, schermo 15.6″ fisso, tessuto/ecopelle, 7 airbag e pacchetto ADAS completo.
  • Omoda 7 Premium: Da 41.900€ (37.900€ con sconto). Aggiunge cerchi 20″, schermo scorrevole, tetto panoramico, head-up display, sedili elettrici ventilati/riscaldati, audio Sony e portellone elettrico.
  • Premium Pro Pack (1.500€): Sedili massaggianti, parcheggio automatico remoto e poggiapiedi estensibile.

La garanzia è di 8 anni o 160.000 km, un punto di forza per costruire fiducia.

Un’offerta convincente per chi cerca tecnologia e comfort

La Omoda 7 si presenta come un’offerta estremamente solida su carta. Punta forte sulla tecnologia ibrida plug-in intelligente, su una dotazione ricchissima fin dalla base e su un prezzo finale molto aggressivo dopo gli sconti.

I compromessi si fanno sul lato della dinamica di guida, non entusiasmante, e su una vocazione più da crossover elegante che da SUV pratico. Ma per una larga fetta di clienti, attratti dal comfort, dai consumi contenuti, dalle zero emissioni in città e dallo straordinario rapporto equipaggiamento/prezzo, questi saranno dettagli secondari. La Omoda 7 dimostra che i costruttori cinesi non stanno più solo giocando in difesa con modelli basici, ma stanno imparando a colpire nel segno con prodotti completi e mirati. La partita con i giganti del segmento C è ufficialmente aperta.

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