Il nuovo Fondo Automotive sblocca fondi per la trasformazione a gas delle auto in circolazione. Una misura attesa da famiglie e filiera, per ridurre emissioni e costi senza cambiare vettura.

Dopo anni di attesa e di richieste da parte del settore, gli incentivi per il retrofit a GPL e Metano (GNL) tornano ufficialmente nell’agenda del governo. Nel quadro del nuovo Fondo Automotive 2026-2030, presentato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, è stato infatti previsto uno stanziamento specifico di 21 milioni di euro dedicato alla trasformazione a gas dei veicoli già circolanti.
La misura, inserita nel DPCM che definisce la distribuzione pluriennale delle risorse, si colloca all’interno della quota del Fondo destinata alla domanda (circa 400 milioni su 1,6 miliardi totali) e rappresenta una risposta concreta per sostenere una transizione energetica più accessibile e immediata.

Il contesto: il nuovo Fondo Automotive e la sua struttura
Il Fondo Automotive, con una dotazione complessiva di circa 1,6 miliardi di euro fino al 2030, è stato pensato per garantire stabilità e una visione di medio-lungo periodo al settore. La sua struttura è chiara:
- 75% per l’offerta industriale (circa 1,2 mld): La parte principale è destinata a finanziare Accordi per l’innovazione (R&S) e Contratti di sviluppo per investimenti produttivi, con focus sui “mini-contratti” per le PMI della filiera.
- 25% per la domanda (circa 400 mln): In questa quota rientrano diverse misure a supporto degli acquirenti, tra cui:
- Ecobonus per veicoli commerciali leggeri.
- Sostegno ai veicoli di categoria L (moto, ciclomotori).
- Bonus per le colonnine di ricarica elettrica.
- Noleggio sociale a lungo termine.
- Incentivi per il retrofit a GPL e GNL.

Retrofit GPL/Metano: una soluzione di transizione concreta e accessibile
Il retrofit consiste nella trasformazione di un’autovettura a benzina per consentirle di funzionare anche a GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) o GNL (Gas Naturale Liquefatto, il metano per auto). Questa tecnologia offre vantaggi immediati:
- Riduzione delle emissioni: Minor produzione di CO2, ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM) rispetto alla benzina.
- Risparmio economico: Il costo al litro/kg del gas è significativamente inferiore a quello della benzina, con un risparmio che può arrivare al 40-50% sul carburante.
- Prolungamento della vita utile del veicolo: Permette di rendere più ecologica e economica un’auto già in proprio possesso, senza l’obbligo di un acquisto nuovo, spesso proibitivo.
La misura è particolarmente attesa da famiglie e automobilisti con budget contenuti, che non possono affrontare la spesa di un’auto nuova (elettrica o ibrida) ma vogliono comunque contribuire a ridurre l’impatto ambientale e i costi di gestione.

Le richieste della filiera e i prossimi passi
Assogasliquidi-Federchimica, l’associazione di categoria, ha accolto con favore l’annuncio, sottolineando come GPL e GNL siano soluzioni già mature, disponibili e in evoluzione verso versioni bio e rinnovabili (bioGPL e bioGNL). Per massimizzare l’efficacia della misura, la filiera avanza due richieste chiave al Governo:
- Rendere la misura operativa al più presto, idealmente già nei primi mesi del 2026.
- Valutare l’estensione degli incentivi anche a veicoli più datati (attualmente ci sono limiti di omologazione) e a quelli intestati a persone giuridiche (PMI, artigiani, flotte aziendali), ampliando notevolmente il potenziale parco auto interessato.

Conclusioni: un tassello per una transizione “inclusiva”
Il ritorno degli incentivi al retrofit a gas, sebbene con un importo limitato (21 milioni in 5 anni), segnala un cambiamento di approccio. Riconosce che la transizione ecologica del trasporto privato non può passare solo attraverso l’acquisto di veicoli nuovi e costosi, ma deve offrire soluzioni intermedie e accessibili.

Questa misura, insieme al sostegno al GPL/GNL di origine rinnovabile, si configura come un ponte tecnologico ed economico verso una mobilità a zero emissioni, in grado di coinvolgere anche quella parte di popolazione che altrimenti rimarrebbe esclusa dalla rivoluzione green. La sua efficacia dipenderà dalla rapidità di attuazione, dall’ampiezza dei criteri di accesso e dalla chiarezza delle modalità di richiesta del contributo.


Lascia un commento