IL CUSTOM SECONDO QJ MOTOR QJ Motor ha svelato all’EICMA 2025 una delle sue novità più intriganti: la SRV 400VS. Questo modello si inserisce con decisione nel segmento custom, proponendo una formula che unisce un look bobber moderno a contenuti tecnici interessanti e un prezzo particolarmente accessibile. Attesa sul mercato per l’inizio del 2026, la SRV 400VS punta a convincere sia i rider alle prime armi che gli appassionati in cerca di una daily rider dal carattere autentico e dalle linee essenziali.
MOTORE E CICLISTICA: COPPIA E MANEGGEVOLEZZA Cuore della SRV 400VS è un bicilindrico a V da 385 cm³, un’architettura classica nel mondo custom, qui riproposta in una cilindrata compatta. L’unità sviluppa 35,4 CV a 8.000 giri, con un’erogazione studiata per essere morbida e regolare, perfetta per un utilizzo quotidiano in città e per viaggi suburbani rilassati. La ciclistica, semplice ma funzionale, e il telaio sono stati progettati per massimizzare il comfort e la maneggevolezza, garantendo una posizione di guida comoda e un controllo immediato.
DESIGN: LINEE PULITE E ANIMA BOBBER La SRV 400VS cattura lo sguardo con un design che omaggia lo stile bobber, reinterpretato con un linguaggio moderno. I dettagli che caratterizzano la sua estetica sono:
Cerchi da 16 pollici che esaltano il profilo compatto e massiccio.
Serbatoio “a goccia” da 16 litri, dalle linee classiche.
Parafanghi corti per un look pulito e essenziale.
Doppio scarico sovrapposto sul lato destro.
Forcella rovesciata con steli protetti da soffietti in gomma.
Completa il quadro un impianto luci full LED, con un faro anteriore circolare che richiama le moto retrò senza rinunciare all’efficienza e al mordente della tecnologia contemporanea.
DOTAZIONI: SICUREZZA E GUIDA FACILE La SRV 400VS non trascura l’aspetto sicurezza. L’impianto frenante prevede un disco da 300 mm all’anteriore e uno da 240 mm al posteriore, entrambi gestiti da un sistema ABS a due canali. Il peso contenuto, abbinato a una sella bassa, rende la moto estremamente facile da guidare e da gestire sia in marcia che nelle manovre a fermo, rivolgendosi anche a utenti meno esperti o di statura minuta.
PREZZO E DISPONIBILITÀ QJ Motor non ha ancora comunicato il prezzo ufficiale, ma i responsabili del brand hanno assicurato che la SRV 400VS avrà un listino che rimarrà sotto la soglia dei 5.000 euro. Questo posizionamento la candida a essere una delle proposte più interessanti nel suo segmento, coniugando l’autenticità di un bicilindrico a V a un’estrema accessibilità. Il debutto sul mercato è previsto per i primi mesi del 2026.
Nel complesso mondo della compravendita di auto usate, l’arma migliore a disposizione dell’acquirente è l’informazione. Sempre più persone, per rendere più sicuro un acquisto tra privati, si affidano ai report sul veicolo. Questi servizi funzionano in modo semplice: basta inserire il numero di targa o il numero di telaio per ottenere in pochi clic un documento dettagliato sulla storia dell’auto. La domanda che tutti si pongono è: l’auto che sto per comprare è davvero quella che sembra, o potrei incappare in una truffa?
Purtroppo, anche questi strumenti nati per garantire trasparenza sono diventati un bersaglio per i truffatori, che hanno affilato le loro tecniche per sfruttarli a proprio vantaggio. Ma cosa sono esattamente questi report, come funzionano le truffe e, soprattutto, come ci si può proteggere?
Cosa Sono i Report Auto e Quali Sono i Più Affidabili
I report auto sono servizi innovativi che forniscono un’istantanea della storia del veicolo. L’obiettivo è dare all’acquirente chiarezza sul bene che sta acquistando e al venditore un’indicazione sul giusto prezzo di mercato.
Si distinguono principalmente in due categorie:
Report sullo storico del veicolo: Forniscono informazioni cruciali come:
Sinistri e incidenti pregressi
Storico del chilometraggio (per scovare lo schilometraggio)
Numero di precedenti proprietari
Eventuali vincoli o gravami (p.ign., fermi amministrativi)
Storia delle immatricolazioni e importazione
Tra i più famosi a livello internazionale ci sono Carfax e CarVertical.
Report sul valore del veicolo: Servizi che, basandosi su dati di mercato, chilometraggio e ubicazione, forniscono una stima del prezzo di vendita o acquisto. Esempi sono i servizi di quotazione di Quattroruote o Eurotax.
Attenzione: In Italia, alcune di queste informazioni sono disponibili a costo ridotto o gratuitamente:
Storico chilometraggio: Portale dell’Automobilista o app dedicate.
Vincoli o gravami: Visura sul sito ACI o tramite un’agenzia di pratiche auto.
Sinistri: Richiesta di controllo al proprio assicuratore di fiducia.
Optare per un report a pagamento da un’azienda specializzata rimane però la scelta migliore per ottenere rapidamente tutte le informazioni in un unico documento chiaro e completo.
Bisogna comunque tenere presente che questi report non sempre riescono a tracciare interventi fuori dalle reti ufficiali, ad esempio un sinistro riparato da un carrozziere in nero, quindi se sono molto validi nell’acquisto di auto ex aziendali, non sempre possono scovare le magagne di auto possedute da privati.
Le Truffe Più Comuni: Così i Malintenzionati Sfruttano i Report
Il paradosso è che uno strumento nato per prevenire le truffe è ora usato per orchestrarne di nuove. Ecco gli schemi più collaudati.
Il copione tipico prevede un finto acquirente che, trovato l’annuncio online, contatta il venditore mostrando grande interesse. Prima di concludere, però, insiste ossessivamente per ottenere un report auto, minando di fatto la trattativa se la richiesta non viene soddisfatta.
Il truffatore, però, non suggerirà mai un portale affidabile. Indicherà invece un sito da lui controllato, fornendo un link diretto. Per convincere il venditore, userà scuse plausibili:
“Ho già speso troppo in report recentemente.”
“Mi fido solo di questo portale, l’ho usato altre volte.”
Mostrerà recensioni false su piattaforme terze.
Una volta agganciata la vittima, si aprono tre pericolosi scenari:
La Sottrazione del Costo del Report: Il sito incassa il pagamento per il report (che potrebbe non arrivare mai o essere fasullo) e il finto acquirente sparisce. L’obiettivo era semplicemente intascare il costo del servizio, magari costringendoti a pagare più volte per un “errore di sistema”.
Il Furto dei Dati della Carta di Credito: Questo è il rischio più grave. La piattaforma di pagamento è un clone falso di un istituto bancario. Inserendo i propri dati per pagare il report, si consegnano involontariamente al truffatore tutti gli estremi della carta, che verrà poi usata per acquisti fraudolenti o per svuotare il conto corrente.
La Svalutazione Artificiale del Veicolo: In questo caso, il truffatore vuole l’auto a un prezzo stracciato. Il report, falsificato, mostrerà incidenti mai avvenuti o altri problemi gravi. Il venditore, colto alla sprovvista, accetterà uno sconto consistente pur di non perdere l’affare.
Come Proteggersi: 5 Regole d’Oro
Diffida delle Richieste Insistenti: Di norma, è l’acquirente che dovrebbe farsi carico del costo del report per la sua protezione. Se un compratore spinge perché sia il venditore a pagare, è un campanello d’allarme.
Usa Solo Piattaforme Affidabili: Insisti nell’utilizzare solo servizi noti e certificati come CarVertical, Carfax o AutoDNA. Rifiuta categoricamente link a siti sconosciuti.
Controlla l’URL con Cura: I siti clone hanno indirizzi web molto simili a quelli originali, ma con piccole differenze (es. “.net” invece di “.it” o errori di battitura). Verifica sempre di essere sul sito ufficiale.
Valuta la Reale Necessità: Se non servono dettagli storici ultra-dettagliati, una semplice visura ACI può essere sufficiente per verificare i dati essenziali.
Mai Dati di Pagamento Sensibili: Non fornire mai a terzi i codici di sicurezza della carta o, peggio, le credenziali del tuo home banking. Un sito legittimo non le chiederà mai.
Non Solo Report: Attenzione alla Fase di Pagamento
Anche con un report perfetto, la fase di pagamento rimane un momento critico. Metodi tradizionali come l’assegno o il bonifico ordinario possono nascondere insidie. La soluzione più moderna e sicura è il bonifico istantaneo, che garantisce l’accredito immediato e irrevocabile del denaro. Prima della transazione, però, verifica con la tua banca l’assenza di blocchi automatici per importi elevati, nati per tutelarsi dalle estorsioni, per evitare spiacevoli intoppi durante il passaggio di proprietà.
In conclusione, i report auto sono uno strumento potentissimo per un acquisto consapevole, ma la loro efficacia dipende dalla tua capacità di usarli in modo intelligente e sicuro. La diffidenza, in questo caso, non è un difetto, ma una virtù.
Kia accelera sull’elettrificazione e presenta EV4, il nuovo modello progettato per conquistare il cuore del mercato delle auto elettriche: il segmento C. Disponibile in due corpose varianti di carrozzeria – una compatta a 5 porte (hatchback) e una più elegante a 4 porte (fastback) – la EV4 combina un design audace, tecnologie all’avanguardia e autonomie competitive, puntando a diventare un punto di riferimento per gli acquirenti.
La versione hatchback, che verrà prodotta direttamente in Europa nello stabilimento di Žilina, in Slovacchia, è già ordinabile in Italia. La fastback, invece, arriverà dallo stabilimento Gwangmyeong in Corea del Sud.
Esterni ed Interni: Design “Opposites United” e Tecnologia Avanzata
La Kia EV4 incarna alla perfezione la filosofia di design del marchio, “Opposites United”, che unisce forza e eleganza. Il frontale è dominato dalla “Tiger Face”, con fari verticali e la firma luminosa “Star Map” che conferisce un’identità unica e grintosa. Le due versioni si differenziano principalmente nella coda, con la fastback che offre un profilo più lungo e filante.
Le misure:
Hatchback: 4.43-4.45 m (L) x 1.86 m (P) x 1.48 m (A)
Fastback: 4.73 m (L)
Passo (comune): 2.82 m
Il bagagliaio offre 435 litri per la 5 porte e 490 litri per la 4 porte.
Salendo a bordo, si viene accolti da un’abitacolo moderno e minimalista, dominato da un ampio pannello che integra due display da 12,3 pollici per la strumentazione e l’infotainment. Al centro della plancia, un ulteriore display da 5,3 pollici dedicato al clima è affiancato da comodi comandi fisici, un tocco di praticità molto apprezzabile.
La tecnologia di bordo è di alto livello: il sistema di infotainment offre l’accesso a app come Netflix, Disney+ e YouTube, supporta gli aggiornamenti Over-the-Air (OTA) e integra Google Places per una navigazione intelligente. Addio alle chiavi tradizionali: la EV4 utilizza la Digital Key 2, che permette di sbloccare e avviare l’auto tramite smartphone o smartwatch compatibile.
Motori e Autonomia: La Piattaforma E-GMP fa la Differenza
Come le sue sorelle maggiori, la EV4 poggia sulla collaudata piattaforma elettrica E-GMP di Hyundai Motor Group. La gamma motori è semplice ed efficace: un unico motore elettrico da 150 kW (204 CV), abbinato a due diverse batterie.
Standard Range: Batteria da 58,3 kWh – Autonomia (WLTP): fino a 456 km (440 km per l’hatchback).
Long Range: Batteria da 81,4 kWh – Autonomia (WLTP): fino a 633 km (625 km per l’hatchback).
Le prestazioni sono più che sufficienti per l’uso quotidiano, con una velocità massima di 170 km/h e uno scatto 0-100 km/h in 7,4 secondi per la Standard e 7,7 secondi per la Long Range.
La ricarica in DC rapida va dal 10 all’80% in circa 29-31 minuti. Dotazione standard di grande valore: la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), per alimentare dispositivi esterni, e la più avanzata Vehicle-to-Grid (V2G). I sistemi di assistenza alla guida (ADAS) sono completi e includono, tra gli altri, l’Highway Driving Assist e lo Smart Cruise Control.
Gamma Italiana: Prezzi e Allestimenti
La Kia EV4 hatchback è proposta in Italia con quattro allestimenti principali.
Head-up display, audio Harman Kardon, V2L, tetto in vetro
La versione fastback è disponibile in Italia solo nella configurazione GT-Line Long Range, al prezzo di € 50.100.
Con questa offerta articolata e competitiva, la Kia EV4 si presenta come una delle proposte più interessanti e complete nel panorama dell’elettrico di segmento C, promettendo di portare tecnologia e design high-tech a un pubblico più ampio.
LA SVOLTA DEL GOVERNO: NIENTE TRANSIZIONE, SI CAMBIA TUTTO SUBITO Addio percorso graduale. Quello che doveva essere un lento riallineamento delle accise sui carburanti fino al 2030 diventa una svolta immediata. La Legge di Bilancio per il 2026, appena varata dal Consiglio dei Ministri, prevede che le tasse su benzina e gasolio vengano equiparate a 0,6726 euro al litro a partire dal 1° gennaio 2026.
Questo significa, in pratica, una riduzione di 4,05 centesimi/litro per la benzina e un aumento della stessa entità per il gasolio. Una mossa a sorpresa, con cui l’esecutivo si è “rimangiato” il piano scaglionato in cinque anni annunciato solo sette mesi fa, spinto anche dalle direttive europee che classificano queste agevolazioni come “sussidi ambientalmente dannosi”.
COSA SUCCEDERÀ ALLA POMPA? Ecco come cambieranno i prezzi alla pompa secondo le simulazioni basate sulle attuali quotazioni:
Carburante
Prezzo Oggi
Prezzo dal 2026
Differenza
Benzina self
1,689 €/l
1,639 €/l
-0,05 €/l
Benzina servito
1,833 €/l
1,783 €/l
-0,05 €/l
Diesel self
1,616 €/l
1,665 €/l
+0,05 €/l
Diesel servito
1,760 €/l
1,809 €/l
+0,05 €/l
IL CONTO DEL PIENO: CHI CI GUADAGNA E CHI CI RIMETTE Prendendo come esempio una delle auto più vendute in Italia, la Volkswagen T-Roc con serbatoio da 50 litri, il risparmio o il rincaro diventano concreti:
Per chi va a benzina: Il pieno self-service scenderà da 84,45 € a 81,96 €, con un risparmio di 2,49 € a rifornimento.
Per chi va a gasolio: Il pieno self-service aumenterà da 80,80 € a 83,25 €, con un rincaro di 2,45 € a rifornimento.
Secondo il Codacons, considerando una media di due pieni al mese, chi possiede un’auto diesel spenderà circa 60 euro in più all’anno.
L’EFFETTO A CATENA SUL TRASPORTO MERCI Se per l’automobilista privato l’aumento del diesel è un disagio, per il settore dei trasporti e della logistica si traduce in un significativo aumento dei costi operativi. La stragrande maggioranza dei camion e dei mezzi pesanti in Italia viaggia a gasolio. Questo rincaro, seppur di pochi centesimi al litro, moltiplicato per gli enormi volumi di carburante consumati, avrà un impatto diretto sui costi di trasporto delle merci. Un aumento che, con ogni probabilità, si ripercuoterà a catena sui prezzi al consumo di beni e prodotti.
LO STATO CI GUADAGNA Mentre cittadini e imprese fanno i conti con il portafoglio, le casse dello Stato vedranno un ingresso extra. Secondo la relazione tecnica della Manovra, questo allineamento frutterà alle entrate fiscali 550 milioni di euro solo nel 2026, per un gettito complessivo di 2,6 miliardi di euro entro il 2033. Una cifra che, come suggerito da Unem (Unione Energie per la Mobilità), andrebbe reinvestita per “sostenere la diffusione dei carburanti rinnovabili” e gli investimenti nel settore.
Il provvedimento deve ora passare al vaglio del Parlamento, che potrà eventualmente modificarlo. Ma la direzione è chiara: l’era del diesel fiscalmente agevolato sta per finire, con ripercussioni che andranno ben oltre il semplice prezzo del pieno.
L’ARRIVO DEL NUOVO SUV Il marchio cinese Omoda, parte del colosso Chery, sta per arricchire la sua offerta europea con un modello chiave: la Omoda 4. Abbiamo avuto l’opportunità di osservare in anteprima questo compatto B-SUV, che promette di combinare un design aggressivo, tecnologie all’avanguardia e un prezzo competitivo. La commercializzazione in Italia è prevista per la seconda metà del 2026, tra ottobre e novembre, con prezzi che dovrebbero partire da circa 20.000 euro. Curiosamente, quest’auto doveva inizialmente chiamarsi Omoda 3, ma all’ultimo momento il nome è stato cambiato in “4”, allineandosi alla nomenclatura dei modelli maggiori come Omoda 5 e Omoda 7.
IL MARCHIO OMODA: LA STRATEGIA EUROPEA DI CHERY Omoda rappresenta il braccio più moderno e globalizzato del gruppo cinese Chery, nato con l’obiettivo preciso di competere sui mercati internazionali, in particolare in Europa. La strategia è chiara: proporre veicoli con un design audace e una tecnologia ricca a prezzi accessibili, puntando dritto al cuore di segmenti competitivi come quello dei SUV compatti. L’arrivo della Omoda 4 è un tassello fondamentale per espandere la gamma e offrire un’alternativa sempre più convincente ai modelli europei e coreani.
MOTORI: UNA GAMMA A TUTTA TECNOLOGIA La Omoda 4 si presenterà sul mercato con un’ampia scelta di powertrain, soddisfacendo le diverse esigenze della clientela.
Full Hybrid: La versione principale è un ibrida full hybrid 1.5 a benzina da 204 CV. In questo sistema, il motore a benzina agisce spesso come un generatore per la batteria, lasciando che la trazione sia affidata prevalentemente al motore elettrico a basse e medie velocità, garantendo grande efficienza negli spostamenti urbani.
Elettrica (BEV): Non mancherà una versione completamente elettrica, con un motore da 204 CV e una batteria LFP da 61 kWh che promette un’autonomia di circa 450 km (ciclo CLTC). Supporta la ricarica rapida in continua fino a 119 kW, permettendo di ricaricare la batteria in poco più di 20 minuti in condizioni ideali.
Plug-in Hybrid (PHEV): È attesa anche una variante ibrida plug-in, che dovrebbe abbinare un 1.5 turbo a un motore elettrico per una potenza combinata di circa 245 CV e un’autonomia in modalità elettrica pura di circa 90 km (WLTP).
Benzina: Per una scelta più tradizionale, resterà disponibile un motore benzina 1.5 da circa 140 CV.
DESIGN “CYBER MECHA” E INTERNI AVVENIRISTICI La Omoda 4 si distingue per un’estetica spigolosa e futuristica, ispirata al linguaggio “Cyber Mecha” che richiama i robot e i mech dei manga. Il frontale, particolarmente grintoso, è caratterizzato dalla firma visiva “O-Universe Lightning”. Nonostante le dimensioni compatte (circa 4.40 metri di lunghezza), l’abitacolo è risultato abbastanza spazioso. L’abitacolo, definito “Starship Cockpit”, crea un’atmosfera avveniristica con forme che richiamano l’astronautica. Al centro campeggia un grande display verticale per l’infotainment. Una nota di colore: il pulsante di accensione è nascosto sotto uno sportellino rosso sulla console, in un gesto che ricarda l’emozione di avviare una supersportiva.
E LA VERSIONE “ULTRA”? Omoda ha già svelato di avere in serbo una versione più sportiva: la Omoda 4 Ultra. Questa variante si distinguerà per un body kit aggressivo che include uno splitter anteriore, uno spoiler posteriore, inserti specifici e cerchi in lega dal design esclusivo che lasciano intravedere pinze freno gialle. La meccanica dovrebbe basarsi sullo stesso sistema ibrido full hybrid da 204 CV della versione standard, con un’accelerazione 0-100 km/h stimata in circa 8 secondi. Il suo arrivo è previsto nella seconda metà del 2026.
IN SINTESI Con la Omoda 4, il marchio cinese dimostra di voler giocare un ruolo da protagonista nel segmento dei B-SUV europei. Un design che non passa inosservato, una gamma motori completa e tecnologicamente avanzata, e un prezzo di ingresso aggressivo sono le carte migliori che questo nuovo arrivato ha da giocarsi per convincere un pubblico sempre più esigente.
RICARICHE ILLIMITATE INCLUSE NEL PREZZO Dopo una lunga assenza, fanno il loro ritorno ufficiale nei listini italiani le due ammiraglie di Tesla: la berlina Model S e la SUV Model X. Le consegne dei nuovi modelli, aggiornati per il model year 2026, sono previste a partire da novembre, con prezzi che partono rispettivamente da 109.990 euro e 114.990 euro. L’offerta più esclusiva, tuttavia, è un’altra: per chi acquista queste due vetture di punta, le ricariche ai Supercharger Tesla sono gratuite e illimitate. Questo benefit, insieme al pacchetto Premium Connectivity per la connessione internet dell’auto, è garantito per tutta la vita della vettura, ma solo per il primo proprietario.
CENNI STORICI: LE PIONIERE DELLA RIVOLUZIONE ELETTRICA La Model S, lanciata nel 2012, non è stata semplicemente un’auto: è stata il manifesto di Tesla che ha dimostrato al mondo che un’auto elettrica poteva essere desiderabile, performante e pratica, stravolgendo il concetto stesso di berlina di lusso. La Model X, arrivata nel 2015, ha replicato il successo nel segmento SUV, portando con sé le iconiche porte posteriori ad ali di gabbiano e le stesse prestazioni da supercar. Dopo un profondo restyling nel 2021, le due ammiraglie tornano ora con ulteriori affinamenti.
PIÙ COMFORT, PIÙ EFFICIENZA Gli aggiornamenti per il 2026 puntano a elevare ulteriormente la qualità e il comfort di guida. L’abitacolo è stato maggiormente insonorizzato grazie all’uso di nuovi materiali fonoassorbenti e a un sistema di cancellazione attiva del rumore migliorato. A bordo si trova una nuova illuminazione ambientale dinamica, mentre sulla Model X i passeggeri della terza fila godono di più spazio per le spalle. Sono state riviste anche le sospensioni pneumatiche, ri-calibrate per un comfort superiore, e l’efficienza è stata massimizzata con nuovi cerchi aerodinamici (da 19″ o 21″ per la Model S, da 20″ o 22″ per la Model X) abbinati a pneumatici a bassa resistenza al rotolamento. Tra le novità tecnologiche, spiccano una nuova interfaccia utente, una telecamera anteriore aggiornata e i fari adattivi.
LA VERSIONE PLAID: LA POTENZA ESTREMA Per chi cerca prestazioni al limite, la versione Plaid si presenta con un pacchetso ancor più esclusivo. Sulla Model S Plaid, in particolare, gli aggiornamenti sono specifici per l’alta velocità:
Nuovi paraurti anteriore e posteriore
Splitter anteriore e spoiler in fibra di carbonio per una maggiore stabilità
Diffusore posteriore riprogettato
Miglioramenti all’unità motrice con rotori rivestiti in carbonio
Nuovi componenti per una manovrabilità ottimale ad alte velocità
PREZZI E PRESTAZIONI: I NUMERI DA RECORD La gamma italiana prevede due varianti per ciascun modello, entrambe a trazione integrale.
Tesla Model S:
Model S (Base): 670 CV, autonomia di 744 km, 0-100 km/h in 3,2 secondi, velocità max 240 km/h. Prezzo: 109.990 €.
Model S Plaid: 1.020 CV, autonomia di 611 km, 0-100 km/h in 2,1 secondi, velocità max 262 km/h (322 km/h con freni in carboceramica opzionali). Prezzo: 119.990 €.
Tesla Model X:
Model X (Base): 670 CV, autonomia di 600 km, 0-100 km/h in 3,9 secondi, velocità max 240 km/h. Prezzo: 114.990 €.
Model X Plaid: 1.020 CV, autonomia di 567 km, 0-100 km/h in 2,6 secondi, velocità max 262 km/h. Prezzo: 124.990 €.
Con questo ritorno, Tesla non solo riporta le sue due modelle più iconiche sul mercato italiano, ma alza l’asticella dell’offerta premium, abbinando una tecnologia all’avanguardia a benefit esclusivi come le ricariche illimitate, in un pacchetto di raffinatezza e prestazioni senza precedenti.
PIÙ CAVALLI PER L’IBRIDA FULL-HYBRID La Hyundai Tucson, uno dei SUV più apprezzati e venduti del mercato, si rinnova per il model year 2026 con un aggiornamento di grande importanza sotto il cofano. La novità principale riguarda la versione full-hybrid, che vede una significativa impennata di potenza: i cavalli passano da 215 a 239 CV. Questo incremento di performance non modifica l’architettura consolidata, che continua ad abbinare il classico 4 cilindri turbo benzina 1.6 T-GDI a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a sei rapporti. La versione ibrida è disponibile sia a trazione anteriore che integrale.
CENNI STORICI: DA COMPATTA A ICONA GLOBALE La storia della Tucson inizia nel 2004, quando Hyundai lanciò il suo primo SUV compatto per competere in un mercato in forte crescita. Nel corso di quattro generazioni, la Tucson ha saputo evolversi radicalmente, passando da un’utilitaria con ambizioni fuoristrada a un veicolo sofisticato, design avveniristico e tecnologie all’avanguardia. L’attuale generazione, con il suo design “Parametric Dynamics” e le superfici sfaccettate, ha segnato un punto di rottura, affermandosi come un riferimento nel segmento.
UNA GAMMA MOTORI AMPIA E COLLAUDATA Accanto al potenziato sistema full-hybrid, la gamma Tucson 2026 rimane completa e articolata. Restano confermate le altre due motorizzazioni:
Il benzina 1.6 T-GDI da 150 CV, abbinabile a un cambio manuale o al doppia frizione DCT.
Il diesel mild-hybrid 48V 1.6 CRDi da 136 CV, disponibile esclusivamente con il cambio DCT.
L’interno dell’abitacolo non subisce modifiche sostanziali, mantenendo il suo layout orizzontale e il caratteristico selettore del cambio posizionato sul piantone dello sterzo, che libera spazio sulla console centrale per la comoda ricarica wireless per smartphone.
TECNOLOGIA E CONNESSITÀ AL PASSO CON I TEMPI La Tucson 2026 conferma il suo impegno nella digitalizzazione. La connettività è garantita dagli aggiornamenti Over-the-Air (OTA), dai servizi Hyundai LIVE, dal sistema Bluelink e dalla Digital Key 2.0, che trasforma il proprio smartphone o smartwatch in una chiave digitale. La sicurezza è affidata al ricco pacchetto Hyundai SmartSense, già di serie dall’allestimento base XTech. Include sistemi di assistenza alla guida come il Forward Collision Assist con riconoscimento di veicoli, pedoni e ciclisti, il cruise control adattivo intelligente e il monitoraggio dell’attenzione del guidatore.
GLI ALLESTIMENTI: DAL BASE ALLO SPORTIVO La struttura della gamma per il 2026 rimane invariata, con quattro allestimenti principali e tre pacchetti opzionali (Lounge, Premium, Deluxe).
XTech (Base): Include cerchi in lega da 17”, sistema di navigazione da 12,3” con Apple CarPlay e Android Auto wireless, strumentazione LCD, cruise control, paddle al volante e sensori di parcheggio anteriori e posteriori.
Business: Aggiunge sedili regolabili elettricamente, cerchi da 18”, vetri oscurati, Smart Cruise Control e Blind Spot Assist.
Excellence: Il top di gamma per il lusso, con cerchi da 19”, fari Matrix LED full, portellone elettrico, Head-Up Display e impianto audio Krell.
N Line: La versione dall’estetica sportiva, con paraurti specifici, cerchi da 19” esclusivi, interni in pelle/scamosciato con cuciture rosse e pedaliera in metallo.
LISTINO PREZZI HYUNDAI TUCSON 2026
Allestimento
Motorizzazione
Trazione
Cambio
Potenza (CV)
Prezzo
XTech
1.6 T-GDI Benzina
2WD
Manuale (MT)
150
€ 33.400
XTech
1.6 HEV Full-Hybrid
2WD
Automatico (AT)
239
€ 37.500
Business
1.6 T-GDI Benzina
2WD
MT o DCT
150
€ 35.900
Business
1.6 CRDi Diesel MHEV
2WD
DCT
136
€ 35.900
Business
1.6 HEV Full-Hybrid
2WD / 4WD
Automatico (AT)
239
€ 39.900
Excellence
1.6 CRDi Diesel MHEV
2WD
DCT
136
€ 42.200
Excellence
1.6 HEV Full-Hybrid
2WD / 4WD
Automatico (AT)
239
€ 42.200
N Line
1.6 CRDi Diesel MHEV
2WD
DCT
136
€ 42.200
N Line
1.6 HEV Full-Hybrid
2WD / 4WD
Automatico (AT)
239
€ 42.200
Con questo aggiornamento, la Hyundai Tucson 2026 consolida la sua posizione di SUV completo e tecnologico, puntando su un’ibrida più prestante per soddisfare una clientela sempre più attenta alle performance e all’efficienza.
ADDIO DOPO UN DECENNIO DI SUCCESSI Un capitolo importante della storia automobilistica italiana ed europea si è appena chiuso. Dopo undici anni e milioni di esemplari prodotti, l’ultima Jeep Renegade ha lasciato la linea di produzione dello stabilimento Stellantis di Melfi. A comunicarlo è stata la UGL Basilicata, che ha voluto sottolineare il peso simbolico di questo momento, non solo per il sito produttivo lucano ma per l’intero settore automotive nazionale. Con la Renegade se ne va un’icona, un modello che ha portato il DNA Jeep nel segmento dei SUV compatti. La sua vettura gemella, la Fiat 500X, l’aveva già preceduta, uscendo di scena nel 2023.
LA STORIA DI UN MODELLO ICONICO Il suo lancio nel 2014 segnò una vera e propria rivoluzione per il marchio a sette feritoie. La Renegade fu, infatti, la prima Jeep nella storia a essere prodotta al di fuori degli Stati Uniti, diventando rapidamente uno dei simboli dell’allora Fiat Chrysler Automobiles. Il suo successo in Europa fu immediato e travolgente, grazie a una formula vincente: un design inconfondibile che riprendeva i tratti dei fuoristrada più grandi in un formato compatto (è lunga 4,24 metri), unito a un’ampia gamma di motorizzazioni. Tuttavia, la piattaforma su cui è nata – progettata originariamente da Fiat – è oggi considerata obsoleta e non rientra più nei piani di sviluppo futuri del gruppo Stellantis. A pesare sulla decisione, anche il nuovo corso strategico di Jeep, sempre più focalizzato sull’elettrificazione e su modelli di segmento superiore.
UN’EREDA ATTESA PER IL 2027 Cosa succede ora? Al momento, non esiste una sostituta diretta della Renegade. Il suo spazio nell’offerta Jeep verrà temporaneamente coperto dagli altri modelli in gamma: la piccola Jeep Avenger (lunga 4,08 metri), disponibile in versione elettrica o mild hybrid, e la nuova Compass, che nella generazione attuale è cresciuta (4,55 metri) e poggia sulla moderna piattaforma STLA Medium. Tuttavia, secondo alcune voci di corridoio, Jeep non avrebbe abbandonato del tutto il segmento. Si sta lavorando a una nuova generazione della Renegade, che potrebbe vedere la luce intorno al 2027. Questa futura erede, si dice, sarebbe basata sulla piattaforma “Smart Car” e verrebbe costruita in Polonia.
MELFI SI TRASFORMA: DA RENEGADE A POLO ELETTRIFICO Lo stabilimento di Melfi, dove oggi si volta pagina, non si ferma. Anzi, è già nel pieno di una profonda trasformazione. All’interno degli stessi capannoni che hanno dato vita alla Renegade, è già partita la produzione in serie della nuova Jeep Compass. A questa si affiancheranno presto la DS N° 8 e, a partire dal 2026, la Lancia Gamma. Con l’addio alla Renegade e alla 500X, lo stabilimento lucano si sta riconvertendo a polo di eccellenza per l’elettrificazione del gruppo Stellantis. Tutti i nuovi modelli, infatti, utilizzeranno la piattaforma STLA Medium, progettata per veicoli elettrici nativi e dotata di sistemi di guida assistita all’avanguardia.
MA LA RENEGADE VIVE ANCORA… IN BRASILE Per gli appassionati europei è un addio, ma la carriera globale della Jeep Renegade non è finita del tutto. Il modello continuerà a essere prodotto e commercializzato per un altro periodo nello stabilimento di Goiânia, in Brasile, dove gode ancora di ottima popolarità. Con oltre due milioni di unità prodotte in tutto il mondo, la Jeep Renegade ha rappresentato una pietra miliare per il marchio, dimostrando come un’idea coraggiosa – una Jeep piccola e “europea” – potesse conquistare il mercato, scrivendo una pagina indelebile di storia industriale.
Nel mondo dei fuoristrada, il nome Land Cruiser è sinonimo di indistruttibilità e capacità leggendarie. Una storia che inizia negli anni ’50, quando il precursore BJ dimostrò la sua tempra sulle aspre montagne giapponesi, per poi evolversi in icone come l’indimenticabile FJ40 e nei modelli di lusso come l’odierna J300. Oggi, Toyota annuncia un ritorno alle origini con un colpo di scena: la nuova Land Cruiser FJ.
Purtroppo, per gli appassionati del Vecchio Continente, c’è subito un’amara nota: questa piccola fuoristrada, il cui lancio è previsto per la metà del 2026 partendo dal Giappone, non è al momento prevista per il mercato europeo.
Stessa filosofia, dimensioni più aggressive
Se ne parlava da tempo e ora è ufficiale: la Land Cruiser FJ è una realtà. Prendendo ispirazione dalla sorella maggiore, questa “baby” Land Cruiser incarna la stessa filosofia robusta e avventurosa, ma racchiusa in una carrozzeria molto più compatta.
Con una lunghezza di 4.575 mm, la FJ è ben 40 centimetri più corta dell’attuale Land Cruiser. Questo, unito a un passo accorciato di 270 mm, si traduce in un’ottima manovrabilità e un raggio di sterzata di soli 5,5 metri, un vantaggio enorme sui sentieri più impervi.
Alla base del progetto c’è una versione riadattata della collaudata piattaforma IMV, la stessa che equipaggia il robusto pick-up Hilux. Questo garantisce una struttura incredibilmente rigida, rinforzata da protezioni sotto scocca per difendere gli organi meccanici durante le escursioni più estreme.
Design squadrato e “fai da te”
Il design della FJ è un chiaro omaggio al suo passato. Linee spigolose, parafanghi removibili per una riparazione facile e low-cost in caso di danni, e un frontale che offre due anime: luci diurne a “C” di serie o, optional ancor più affascinante, fari rotondi che richiamano direttamente le generazioni storiche della Land Cruiser. Completano il look posteriore il portellone apribile lateralmente e l’immancabile ruota di scena montata sul portellone.
Toyota promette che la FJ sarà una tela bianca per gli amanti del personalismo, con un’ampissima gamma di accessori dedicati all’off-road per modellarla secondo le proprie esigenze.
Abitacolo funzionale, guidare senza distrazioni
L’interno è un trionfo di praticità. La plancia è orizzontale e semplice, pensata per permettere al guidatore di percepire immediatamente l’assetto del veicolo, sia su strada che su terreni sconnessi. La linea di cintura bassa migliora la visibilità del terreno, mentre schermi e comandi sono raggruppati per minimizzare le distrazioni. Anche la leva del cambio è stata posizionata studiando l’ergonomia per un azionamento il più naturale possibile. Non mancherà, ovviamente, la suite Toyota Safety Sense.
Motore: poca potenza, molta affidabilità
Cuore pulsante della Land Cruiser FJ è un collaudato 4 cilindri a benzina da 2.7 litri, in grado di erogare 163 CV e 246 Nm di coppia. L’accoppiata con il cambio automatico a 6 marce SuperECT e un sistema di trazione integrale part-time è una garanzia di semplicità e affidabilità meccanica, piuttosto che di performance esasperate.
In conclusione, la Toyota Land Cruiser FJ si presenta come l’erede spirituale dei modelli più puri e essenziali della gamma. È un fuoristrada pensato per l’avventura senza froncoli, agile, robusto e facilmente personalizzabile. Peccato che, almeno per ora, questo gioiellino made in Thailandia rimarrà un sogno proibito per gli appassionati europei.
Un’anteprima che sa di storia. La nuova Toyota RAV4, giunta alla sesta generazione, ha scelto un palcoscenico d’eccezione per il suo debutto italiano: Auto e Moto d’Epoca 2025 a Bologna. Questo modello, che ha scritto la storia dei SUV crossover moderni, si svela al pubblico italiano prima del suo arrivo ufficiale nei concessionari, previsto per gennaio 2026.
Un’icona che si rinnova
La RAV4, da sempre apprezzata nel nostro mercato, presenta un design completamente rinnovato che abbraccia il nuovo linguaggio stilistico Toyota. Il frontale si distingue per i sottili gruppi ottici a “C” che caratterizzano una carrozzeria dalle linee pulite, studiata per massimizzare lo spazio interno senza compromessi.
Due anime elettrificate: Hybrid e Plug-in
La gamma si conferma interamente elettrificata, offrendo due diverse filosofie di mobilità sostenibile:
Full Hybrid: Basata sul collaudato 2.5 litri aspirato, eroga 183 CV con trazione anteriore e 191 CV con l’integrale (AWD-e), che aggiunge 2.500 euro al listino.
Plug-in Hybrid: La versione più performante, con batteria da 22,68 kWh che garantisce fino a 100 km di autonomia in modalità zero emissioni. La potenza raggiunge i 268 CV (anteriore) e ben 304 CV (integrale).
Interni high-tech e dotazioni complete
A bordo, l’abitacolo non stravolge l’impostazione pratica che ha sempre contraddistinto il modello, ma si aggiorna con tecnologie all’avanguardia. Domina la plancia un display touch da 12,9 pollici per il sistema multimediale, affiancato da una strumentazione digitale da 12,3 pollici.
La gamma degli allestimenti è articolata in quattro livelli:
Base: Già ricco di serie con climatizzatore bizona, schermo da 12,9″, connettività e fari full LED
Icon: Aggiunge portellone motorizzato, sedili ventilati e volante riscaldato
Premium: Include interni in pelle sintetica e cerchi da 20 pollici
GR Sport: Top di gamma con estetica sportiva e dotazioni esclusive
Prezzi e disponibilità
I listini partono da:
RAV4 Hybrid: da 45.200 euro (Base)
RAV4 Plug-in Hybrid: da 50.700 euro (Base)
L’anteprima bolognese ha quindi svelato non solo un’auto nuova, ma l’evoluzione di un’icona che continua a guardare al futuro senza dimenticare la sua eredità. L’appuntamento per metterla in garage è per gennaio 2026.