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  • Cupra Raval: al debutto nel 2026 la city car elettrica spagnola brillante e spigolosa con 226 CV e 450 km di autonomia

    Cupra Raval: al debutto nel 2026 la city car elettrica spagnola brillante e spigolosa con 226 CV e 450 km di autonomia

    Linea spigolosa, dimensioni compatte

    La Cupra Raval, nuova city car elettrica del gruppo Volkswagen, debutterà all’inizio del 2026 con dimensioni compatte (400 cm di lunghezza, 178 di larghezza e 152 di altezza) e una linea marcata e aggressiva che prende spunto dalla concept UrbanRebel del 2022.

    Frontale appuntito con fari triangolari e gruppi ottici moderni, nervature pronunciate sulle fiancate e luci posteriori a fascia luminosa con logo illuminato ne definiscono il carattere distintivo. La vettura cinque porte si presenta ben piantata a terra, con ampi parafanghi posteriori che esaltano la sportività.

    Motorizzazioni e autonomia

    Disponibile in due versioni a trazione anteriore, la Raval base monta un motore da 211 CV con autonomia dichiarata intorno ai 450 km. La versione più performante VZ (Veloz) spinta da 226 CV, garantisce circa 400 km d’autonomia.

    La batteria, ancora non ufficialmente comunicata, si stima essere da almeno 50 kWh. La piattaforma è la nuova MEB+ del Gruppo Volkswagen, progettata per veicoli elettrici compatti e condivisa con la Volkswagen ID.Polo e la Skoda Epiq in arrivo nel 2026.

    Guida dinamica e tecnologia sportiva

    La Cupra Raval è tarata per enfatizzare la dinamica di guida, con sospensioni e sterzo sportivi (in particolare nella versione VZ Extreme con ammortizzatori a controllo elettronico e assetto ribassato di 1 cm).

    La risposta in curva è precisa e stabile, aiutata dal controllo elettronico che limita il sottosterzo.

    Lo sterzo è consistente e reattivo in tutte le modalità di guida (Comfort, Performance, Cupra).

    La frenata rigenerativa è regolabile in tre livelli tramite palette al volante, senza però la funzione one-pedal che arresta completamente l’auto sollevando il piede dall’acceleratore.

    Interni e dotazioni

    Gli interni, ancora in parte coperti nei prototipi di pre-serie, promettono finiture di pregio con dettagli color rame e sedili avvolgenti Cupra Bucket di serie.

    Il cruscotto digitale presenta una grafica futuristica e chiara, mentre al centro della plancia spicca un grande display touchscreen per infotainment, con una banda tattile per regolare volume e clima.

    Lo spazio posteriore è buono, sufficiente per tre passeggeri, anche se non larghissimo.

    Prezzi e disponibilità

    La Cupra Raval sarà proposta con un prezzo di partenza intorno ai 26.000 euro per la versione base da 211 CV.

    Le versioni più sportive, come la VZ Extreme con 226 CV e dotazioni sportive, supereranno probabilmente i 30.000 euro. Il debutto è previsto per febbraio 2026, con le prime consegne in estate.

    Questa nuova elettrica punta a rappresentare per Cupra una city car moderna e vivace, con un forte carattere sportivo e tecnologie all’avanguardia.

  • Peugeot 103: il ritorno in chiave moderna e green del mitico ciclomotore francese

    Peugeot 103: il ritorno in chiave moderna e green del mitico ciclomotore francese

    Ritorna il leggendario Peugeot 103 in versione elettrica

    Il nome Peugeot 103, iconico ciclomotore a 50cc a due tempi che ha fatto la storia dal 1971 conquistando l’Europa, torna nel 2026 con una veste completamente nuova e moderna, abbandonando il motore termico per diventare un veicolo elettrico.

    L’erede si ispira al concept Project SPx presentato nel 2024, ma è molto distante dal modello tradizionale: non ha pedali, monta un motore elettrico, e il suo telaio in alluminio svolge anche la funzione di carrozzeria, offrendo leggerezza e robustezza.

    ​Alla fine si tratta di una formula già adottata da qualche concorrente, come Fantic per il suo Issimo, che ha trasformato l’eredità di un ciclomotore di successo del passato in un ibrido tra ciclomotore ed e-bike a prova di futuro.

    Ciclistica e prestazioni modernizzate

    Il nuovo 103 pesa 103 kg, con una ciclistica all’altezza di una moto leggera piuttosto che di un semplice scooter. Spiccano la forcella anteriore Kayaba con steli da 37mm, la sospensione posteriore monoammortizzatore con forcellone monobraccio e freni a disco, che superano di gran lunga la semplicità del rigido telaio e forcellina originale degli anni ‘70.

    La versione base, equiparabile a un 50 cc termico, monta una batteria estraibile da 1,6 kWh e vanta 45 km di autonomia, mentre una versione superiore (equivalente a 125 cc) monta una batteria da 2,2 kWh e garantisce 65 km di percorrenza.

    Tecnologia e attenzione ai dettagli

    Il veicolo è dotato di cruscotto TFT a colori da 5”, che mostra tutte le informazioni essenziali al pilota. Per migliorare comfort e praticità, Peugeot Motocycles propone kit opzionali: il Pack Protect comprende parabrezza, coprigambe e pedane laterali per proteggersi alle intemperie, mentre il Pack Comfort offre supporto smartphone Quad Lock, bauletto semirigido GIVI, sella premium e coprisella. La progettazione punta anche all’ecologia, con utilizzo di materiali riciclati e un processo produttivo localizzato in Francia con ridotta emissione di inquinanti legati al trasporto.

    Un classico moderno per la mobilità urbana

    La nuova Peugeot 103 elettrica rappresenta un balance perfetto tra nostalgia e innovazione nell’ambito dell’e-mobility urbana, pronta a servire chi cerca un mezzo leggero, maneggevole e sostenibile per gli spostamenti quotidiani in città. Il prezzo e la data di commercializzazione sono previsti per la seconda metà del 2026, promettendo di riportare il mito del 103 sotto una nuova luce verde e moderna.

    Questo rilancio dimostra come Peugeot sappia rinnovarsi rispettando la propria storia e anticipando le esigenze di mobilità sostenibile. In futuro, il 103 elettrico potrebbe diventare un modello di riferimento per il segmento degli e-scooter leggeri in Europa.

  • Incentivi e nuove tasse per le auto elettriche in UK: Cosa succederà in Europa?

    Incentivi e nuove tasse per le auto elettriche in UK: Cosa succederà in Europa?

    Incentivi e tasse nel Regno Unito: bastone e carota per l’elettrico

    Il Regno Unito ha annunciato per il 2026 un piano da quasi 2 miliardi di sterline (650 milioni già stanziati più 1,3 miliardi aggiuntivi) per prorogare al 2030 gli incentivi Electric Car Grant, con un massimo di 3.750 sterline per EV fino a 37.000 sterline di listino, in modo da rendere per gli acquirenti le elettriche un pò più competitive rispetto alle termiche, oltre ad uno stanziamento di 200 milioni di sterline per le colonnine di ricarica.

    Questo affianca il mandato ZEV, che impone quote EV crescenti (28% nel 2025, 80% nel 2030, 100% nel 2035 escludendo le termiche pure), ma nonostante tutto le vendite 2025 delle elettriche sono ferme al 22,4% nonostante gli sconti forzati dai costruttori.

    gray electric car parked on a charging bay

    Il governo introduce però l’Electric Vehicle Excise Duty (eVED): una tassa di 3 pence per miglio sulle EV (circa 276 sterline/anno extra) e 1,5 pence sulle PHEV, per compensare le mancate accise su benzina/diesel, con incassi previsti a 1,9 miliardi entro 2030/31; oltre all’aumento ,da settembre 2026, delle accise carburanti a 57,95 pence/litro.

    Quindi una tassa sulla percorrenza che penalizza chi , vuoi per gli incentivi, vuoi per sentirsi green, ha ceduto alle auto a pile ma si ritrova con costi non preventivati, anche se c’era da aspettarselo: se lo stato incassa meno dalle accise sul termico, dovrà recuperare altrove quei fondi, e quindi giocoforza saranno gli automobilisti , soprattutto quelli che guidano un’elettrica, a pagare il conto, come probabilmente succederà anche in Europa, magari sotto altre forme.

    Bassa adozione EV: preferenze per termiche e versatilità

    Nonostante incentivi e obblighi, l’elettrico fatica: nel 2024 le EV UK hanno raggiunto solo il 19,6% contro il 22% target, con PHEV all’11% per un totale 33%.

    I consumatori preferiscono le termiche rispetto alle elettriche per via dei costi iniziali alti, autonomia limitata, ricarica lenta e versatilità minore sui lunghi tragitti.

    Sono inoltre ostacolati dai prezzi dell’energia schizzati alle stelle per la guerra in Ucraina, e dalle infrastrutture di ricarica ritenute insufficienti.

    Il governo ha dovuto correggere il tiro sulle elettriche, concedendo delle deroghe per le PHEV fino al 2035, ma i target previsti per 2026 (33%), 2027 (38%) e 2028 (52%) sembrano irraggiungibili senza proroghe.

    Ovviamente sono lontani dalle quote della Norvegia, dove la quasi totalità delle auto vendute sono elettriche che alla fine ha cancellato le esenzioni per EV per riequilibrare il proprio bilancio.

    Prospettive europee: proroghe obbligate e nuove tasse

    In Europa, il Regno Unito prefigura scenari simili: l’UE punta a zero emissioni per il 2035 (ma già si parla di deroghe per le ibride), ma l’adozione delle EV è lenta, soprattutto nelle nazioni meno ricche, influenzata da incentivi nazionali variabili e regolamenti CO2.

    La preferenze degli europei per le termiche nasce da motivi economici e pratici, cosa che rende i desiderata della politica, di un abbandono a breve delle termiche, irrealizzabili.

    I costruttori europei sanno che facendo all-in sulle auto a batterie finiranno per perdere quote di mercato nei confronti dei produttori cinesi, molto più competitivi sulle elettriche.

    Stati come Germania e Francia potrebbero prorogare il ban delle termiche al 2035/2040 per evitare collassi industriali, ma comunque prevedono di compensare le perdite sulle accise dei carburanti con tasse sulle percorrenze EV o power road pricing, come già discusso in Olanda e appena stabilito in UK.

    Gli incentivi temporanei (es. quelli in Germania fino a 3000 euro per l’acquisto di una nuova vettura a pile) spingono certamente la transizione, ma gli obblighi rigidi rischiano la resistenza dei cittadini, che non gradiscono l’elettrico, ma soprattutto non si possono permettere di cambiare auto a causa della crisi, men che meno per l’acquisto di una elettrica che costa sensibilmente più di una termica nonostante gli incentivi.

    close up shot of an electirc car charging


    A questo si sommano i ritardi infrastrutturali su colonnine e reti elettriche che rendono il progetto del “tutto elettrico” entro il 2035 improbabile, soprattutto se implementato senza flessibilità.

    Verosimilmente , sul fronte europeo, ci saranno delle proroghe che consentiranno una coesistenza di termico ed elettrico, con un adozione dell’elettrico più graduale, dando tempo alle elettriche di far maturare le tecnologie e consentire un abbassamento dei prezzi e un aumento delle autonomie, senza necessariamente dover forzare la mano con incentivi o imposizioni di legge.

  • Geely debutta in Italia con la SUV elettrica EX5 e l’ibrida Starray EM-i

    Geely debutta in Italia con la SUV elettrica EX5 e l’ibrida Starray EM-i

    Geely debutta ufficialmente in Italia con due SUV

    Geely, uno dei maggiori costruttori automobilistici cinesi, ha ufficialmente debuttato nel mercato italiano con un evento al teatro Alcione di Milano, presentando due SUV destinati a rappresentare la prima offerta del brand nel nostro paese: la SUV 100% elettrica EX5 e la plug-in ibrida Starray EM-i.

    La distribuzione in Italia avviene grazie a un accordo con il gruppo saudita Jameel Motors, che gestisce una rete commerciale in via di espansione con tre concessionari iniziali a Milano, Varese e Roma.

    Caratteristiche della Geely EX5 elettrica

    La Geely EX5 è una SUV elettrica di 461 cm di lunghezza, disponibile negli allestimenti Pro e Launch Edition.

    Monta un motore da 218 CV alimentato da batterie da 60,22 kWh che garantiscono un’autonomia dichiarata di 425 km.

    L’abitacolo è tecnologico e confortevole, con un display centrale da 15,4 pollici, cruscotto digitale da 10,2 pollici e head-up display.

    Il comfort è al centro con sedili anteriori elettrici dotati di memoria, riscaldamento, ventilazione e massaggio, oltre a schienali posteriori regolabili.

    Il bagagliaio ha una capienza fino a 1877 litri e comprende un pacchetto di assistenza alla guida di livello 2 con 16 funzioni integrate.

    I prezzi partono da 38.900 euro per la Pro e salgono a 41.900 euro per la Launch Edition.

    Il plug-in ibrido Starray EM-i

    La Starray EM-i riprende in larga parte il design della EX5, ma è leggermente più lunga (474 cm) e presenta un frontale differente. Il propulsore è un ibrido plug-in formato da un motore 1.5 turbo benzina da 217 CV combinato con un unità elettrica da 100 CV che muove la trazione anteriore.

    La batteria da 18,4 kWh permette circa 90 km di autonomia in modalità elettrica e un’autonomia complessiva di quasi 1.000 km.

    Le due versioni Pro e Launch Edition costano rispettivamente 34.900 e 37.900 euro, con la Launch Edition che offre dotazioni più complete.

    Storia e dimensioni del gruppo Geely

    Il gruppo Geely Holding è diventato una forza globale nel settore dell’auto, controllando marchi noti come Volvo Cars, casa delle elettriche Polestar, e Smart, oltre a detenere una quota significativa nel gruppo Mercedes-Benz.

    Fondato nel 1986 e attivo nell’automotive dal 1997, Geely ha ampliato il proprio portafoglio con investimenti strategici e acquisizioni internazionali, posizionandosi come uno dei principali protagonisti nell’innovazione di veicoli elettrici e ibridi.

    Il debutto in Italia con l’EX5 e la Starray EM-i segna un importante passo per la penetrazione del marchio nel mercato europeo e conferma l’ambizione di portare tecnologie avanzate accessibili e orientate al comfort e alla sicurezza.

    Questa nuova offerta fa di Geely un concorrente credibile e interessante nell’affollato segmento SUV, con veicoli che uniscono tecnologia, autonomia e comfort, proponendosi come alternative moderne e competitive alle tradizionali case europee e asiatiche.

  • Fiat Tris: L’Erede Elettrico della Topolino, Nuovo Triciclo per la Città

    Fiat Tris: L’Erede Elettrico della Topolino, Nuovo Triciclo per la Città

    Fiat Professional lancia il Tris, triciclo elettrico modulare che richiama l’iconica Ape Piaggio appena uscita di produzione, ma evolve la micromobilità urbana con zero emissioni e design moderno derivato dalla Topolino. Presentato al lancio della 500 Hybrid, arriva in Europa nel 2026 dopo il debutto in Medio Oriente e Africa, ideale per consegne last-mile e servizi locali.

    Design Compatto e Versatile

    Con lunghezza di 3,17 metri e raggio di sterzata di 3,05 metri, il Tris si infila nei vicoli stretti come una microcar, ma trasporta 540 kg su piano di carico da 2,25 m², sufficiente per un europallet. Disponibile in cabinato, pianale o cassone, il telaio tubolare zincato resiste a corrosione e usi intensi, con carreggiata larga e ruote da 12″ per stabilità su strade sconnesse. Firma luminosa a tre LED e accessori Mopar heavy-duty completano l’offerta per autonomi e microimprese.

    • Massa totale: 1.025 kg.
    • Capacità volumetrica: fino a 3 m³.
    • Sicurezza: cinture a tre punti, fari LED automatici, cicalino retromarcia.

    Motore Elettrico e Autonomia Pratica

    Il motore 48V da 9 kW di picco e 45 Nm di coppia raggiunge 45 km/h, perfetto per logistica urbana, con batteria al litio da 6,9 kWh condivisa con la Topolino per autonomia di 90 km (ciclo WMTC). Ricarica da presa domestica 220V: 80% in 3,5 ore, piena in 4 ore e 40 minuti, senza bisogno di wallbox. Cruscotto digitale da 5,7″, prese USB-C e 12V supportano operazioni quotidiane con connettività moderna.

    Produzione e Mercati: Verso l’Europa

    Prodotto in Marocco con formule leasing per B2B, il Tris entra nei piani europei grazie all’annuncio del CEO Fiat Olivier François, omologato UE per standard elevati. Stellantis punta su elettrificazione accessibile, rendendolo l’Ape 2.0 per città congestionate e sostenibilità.

  • Kia Stonic 2026: Nuovo Look Aggressivo, Mild Hybrid 115 CV e Prezzi da 22.800 Euro

    Kia Stonic 2026: Nuovo Look Aggressivo, Mild Hybrid 115 CV e Prezzi da 22.800 Euro

    Kia Stonic 2026: look aggressivo e dimensioni maggiorate

    Lanciata nel 2017 come una delle prime crossover compatte, la Kia Stonic si rinnova profondamente per il 2026 con un design più moderno e personale, allineato al family feeling Kia delle recenti EV e ibride, pur mantenendo proporzioni ibride tra utilitaria e SUV vero (altezza 152 cm).

    Ora lunga 417 cm (+2,5 cm rispetto al modello precedente), adotta frontale e posteriore ridisegnati con linee più spigolose e grintose, fari full LED di serie e un’abitabilità posteriore generosa per la categoria, con divano piatto anche al centro.

    Le consegne inizieranno entro fine 2025, dopo il debutto in concessionaria avvenuto il 29 e 30 novembre.

    Motori mild hybrid e prestazioni vivaci

    Il motore di riferimento è il tre cilindri 1.0 T-GDi turbo benzina mild hybrid da 115 CV (disponibile anche da 100 CV non ibrido), abbinabile a cambio manuale 6 marce o robotizzato doppia frizione 7 rapporti (+1.500 euro), con trazione anteriore, 0-100 km/h in 10,7 secondi, velocità max 182 km/h e consumi WLTP dichiarati a 18,7 km/l.

    In prova il sistema ibrido garantisce riprese pronte e silenziosità, con valori reali intorno ai 16,7 km/l in mix città-extraurbano-autostrada, mentre sospensioni e sterzo contengono bene il coricamento laterale offrendo agilità superiore alla media.

    È prevista anche una variante GPL con sovrapprezzo stimato sui 2.000 euro.

    Interni tecnologici e pratici

    La plancia orizzontale con plastiche rigide ma curate integra due display da 12,3″ nelle GT-Line (cruscotto digitale + infotainment), mentre Urban e Style hanno un quadro da 4,2″ con upgrade Launch Pack (gratuito novembre-dicembre, 1.250 euro altrimenti).

    Comandi intuitivi con manopole touch dual-function per clima/audio, USB-A/C/12V anteriori, luci ambiente personalizzabili, cassetto illuminato e funzione remote per finestrino guida dalla chiave elevano la praticità.

    Il bagagliaio da 352 litri (1.155 abbattendo 40:60) è regolare ma non tra i più capienti, con fessure per cinture posteriori anti-ingorgo.

    Prezzi, dotazioni e sicurezza

    I prezzi partono da 22.800 euro per l’Urban 1.0 100 CV manuale, salendo alla Style mild hybrid con clima auto, sensori perimetrali, cerchi 17″, vernice metallizzata e Launch Pack di serie. La GT-Line (+3.000 euro) aggiunge guida semiautonoma (cruise adattivo, centraggio corsia, angolo cieco), mentre tutta la gamma gode di garanzia 7 anni/150.000 km.

    Punti di forza: comfort su buche, dotazione generosa e sistema ibrido efficiente;

    Limiti: bagagliaio medio, plastiche dure e ADAS più importanti solo sulle versioni top.

    Questa Stonic 2026 si posiziona come una delle crossover B-SUV più complete e competitive, con un equilibrio tra stile aggressivo, tecnologia e consumi bassi.

  • BMW Z4: Addio alla Roadster tedesca con la Serie Limitata Final Edition

    BMW Z4: Addio alla Roadster tedesca con la Serie Limitata Final Edition

    Addio alla BMW Z4 con la Final Edition

    La BMW Z4, una delle ultime roadster pure sul mercato europeo, cesserà la produzione a marzo 2026 nello stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, dove dal 2018 è assemblata insieme alla gemella Toyota Supra.

    Per celebrare la fine di questa terza generazione (G29), BMW lancia la Final Edition, serie speciale a tiratura limitata con dettagli esclusivi, ordinabile da fine gennaio 2026 in una breve finestra temporale.

    In Italia sarà proposta solo sulla potente M40i con motore 3.0 sei cilindri turbo da 340 CV (250 kW), cambio automatico a 8 rapporti o manuale a 6 marce (Pure Impulse Edition), al prezzo di circa 80.000 euro.

    Design e dotazioni esclusive

    La Z4 Final Edition si distingue per la verniciatura Frozen Matt Black opaca esclusiva, abbinata al pacchetto M High-gloss Shadowline con dettagli neri lucidi su griglia, specchietti e scarichi, capote in tela Moonlight Black e pinze freno M Sport rosse lucide.

    All’interno, cuciture rosse a contrasto su plancia, console, pannelli porta e sedili M Sport in pelle Vernasca/Alcantara, volante M in Alcantara e soglie battitacco incise “Final Edition” creano un’atmosfera sportiva e collezionistica.

    La gamma base include sDrive20i (197 CV) e sDrive30i (258 CV), ma l’M40i accelera da 0-100 km/h in meno di 5 secondi con consumi WLTP tra 7,3-8,7 l/100 km.

    Evoluzione storica della Z4

    La saga delle roadster BMW Z inizia nel 1995 con la Z3 (E36/7), icona anni ’90 prodotta a Spartanburg (USA) e protagonista di film come “GoldenEye” con Pierce Brosnan, nota per il design rétro e il motore sei cilindri fino a 321 CV sulla M Roadster.

    La prima Z4 (E85, 2002) ereditò lo spirito con cofano lungo, coda corta e bilanciamento 50:50, prodotta sempre in USA.

    La seconda generazione (E89, 2008) introdusse il tetto rigido retrattile in alluminio e iDrive, mentre la G29 del 2018 tornò alla capote in tela per un approccio più purista e leggero.

    Questa linea celebra oltre 30 anni di spider accessibili e performanti per gli standard BMW.

  • Come preparare la moto per l’inverno: consigli pratici per un rimessaggio sicuro e senza sorprese

    Come preparare la moto per l’inverno: consigli pratici per un rimessaggio sicuro e senza sorprese

    Rimessare la moto in inverno: un passaggio fondamentale

    Con l’arrivo del freddo e del sale sulle strade, per molti motociclisti arriva il momento di mettere la moto a riposo.

    Ma non basta chiudere semplicemente la serranda: un rimessaggio trascurato porta spesso a guasti e spese in primavera, come batteria scarica, serbatoi arrugginiti e gomme danneggiate.

    Segui questi consigli pratici per garantire alla tua compagna di viaggio protezione e lunga vita.

    Pulizia e lubrificazione: la base per un riposo sicuro

    Il primo passo è una pulizia accurata per eliminare fango, polvere, residui di freni e sale che possono intaccare vernice e componenti metalliche.

    Asciuga bene ogni parte, soprattutto pinze e dischi per evitare umidità stagnante.

    Successivamente, lubrifica catena, cavi, steli forcella e leve di comando con oli o grassi specifici per proteggerli dalla ruggine e dall’usura.

    Cura dei liquidi e del serbatoio

    Prima del rimessaggio cambia olio motore e filtro, evitando che residui corrosivi si depositino durante la sosta.

    Riempire completamente il serbatoio, specialmente se in metallo, con benzina fresca e addizionata di stabilizzante previene la formazione di condensa e ruggine interna; avvia il motore per far circolare il prodotto.

    Nei serbatoi in plastica o alluminio il problema è minore, ma la strategia resta valida.

    Batteria in salute

    La batteria soffre il freddo e l’inattività.

    Un mantenitore di carica intelligente è l’ideale per tenerla viva senza stressarla.

    In mancanza di una presa elettrica in garage, rimuovila e conservala in luogo asciutto e temperato, ricaricandola almeno una volta al mese.

    Protezione e cura degli pneumatici

    Per evitare deformazioni come l’ovalizzazione (flat spotting), solleva la moto con cavalletti o almeno con il cavalletto centrale per non lasciare le gomme appoggiate a terra.

    Gonfiale alla pressione consigliata e sposta la moto leggermente ogni due settimane se non puoi sollevarla, magari posizionando tavole di legno sotto agli pneumatici per isolarli dal freddo e dall’umidità.

    Dove e come rimessare la moto

    Il luogo ideale è un garage asciutto e ventilato. Se devi lasciarla all’esterno, usa un telo coprimoto impermeabile ma traspirante per evitare la formazione di condensa che può provocare ruggine e danni elettrici.

    Evita teli di plastica non traspiranti che intrappolano umidità.

    Con questi semplici accorgimenti il rimessaggio diventerà un momento di cura della tua moto, assicurandoti di trovarla perfetta e pronta per ripartire appena torna il bel tempo senza spiacevoli sorprese o costi aggiuntivi.

  • La Peugeot 308 si fa il trucco per il 2026: nuovi motori ibridi e design frontale a partire da 33.000 Euro

    La Peugeot 308 si fa il trucco per il 2026: nuovi motori ibridi e design frontale a partire da 33.000 Euro

    La Peugeot 308 restyling aggiorna il design, affina la gamma ibrida e migliora leggermente la tecnologia di bordo, lasciando però intatta la base tecnica della terza generazione lanciata nel 2021. Resta disponibile anche come station wagon SW, con un sovrapprezzo di circa 1.000 euro rispetto alla berlina cinque porte.

    Design esterno più grintoso

    Nel frontale spariscono quasi del tutto le cromature, sostituite da una grande mascherina in tinta carrozzeria con trama più aperta al centro e più fitta ai lati, in linea con il nuovo family feeling Peugeot. I fari sono stati ribassati e sopra compaiono tre listelli a LED per lato che fungono da luci diurne e indicatori di direzione, mentre sulle versioni GT debutta il logo del Leone illuminato incorniciato da sottili elementi luminosi. Profilo laterale e coda restano sostanzialmente invariati, con retronebbia e luce di retromarcia collocati in basso nel paraurti, soluzione scenografica ma esposta a piccoli urti nelle manovre.

    Interni, multimedialità e abitabilità

    All’interno le novità si concentrano sulla grafica del cruscotto digitale rialzato da 10”, sempre ben leggibile ma visibile al meglio solo abbassando parecchio il piccolo volante tipico dell’i-Cockpit. La plancia resta uno dei punti forti della 308, con plastiche morbide e assemblaggi curati, mentre il sistema multimediale da 10” con connettività wireless Android Auto/Apple CarPlay continua a essere completo ma non tra i più intuitivi nei menu. La piastra di ricarica wireless è offerta su allestimenti alti tramite un pacchetto che include tetto panoramico apribile e impianto audio Focal, dal costo intorno ai 1.700 euro, il che può pesare sul preventivo finale. In compenso, l’abitabilità è buona: in quattro si viaggia comodi, il quinto ha sufficiente spazio per i piedi e il bagagliaio offre 412 litri che diventano oltre 1.300 abbattendo il divano, con soglia di carico a circa 72 cm da terra.

    Gamma motori: mild hybrid, plug-in ed elettrica

    La gamma resta articolata su più tecnologie: il cuore dell’offerta è il nuovo 1.2 Hybrid 145 CV mild hybrid a 48V con tre cilindri turbo e motore elettrico integrato nel cambio e-DCS6 a doppia frizione, pensato per abbattere consumi ed emissioni senza rinunciare alla fluidità di marcia. Al vertice c’è il 1.6 plug-in hybrid da 195 CV complessivi, capace di viaggiare per diverse decine di chilometri in elettrico, mentre la e‑308 a batteria da 156 CV ora dichiara fino a 450 km di autonomia WLTP grazie a un pacchetto batteria da circa 58 kWh. Nei primi mesi del 2026 tornerà inoltre in listino il turbodiesel 1.5 BlueHDi da 130–131 CV, pensato per chi macina tanti chilometri in autostrada.

    Su strada: piacere di guida e comfort

    La 308 1.2 Hybrid GT si conferma agile e precisa tra le curve grazie allo sterzo diretto e alla taratura dell’assetto, che privilegia la tenuta di strada e la sensazione di sicurezza. Le sospensioni però risultano un po’ rigide sulle buche, soprattutto con i cerchi da 18”, riducendo leggermente il comfort sulle strade rovinate. Il tre cilindri turbo da 145 CV è apprezzabile per silenziosità e gestione del cambio e-DCS6, ma ai bassi regimi non brilla per prontezza e gli 8,8 s dichiarati nello 0‑100 km/h potrebbero essere ottimistici; in compenso, i consumi reali restano facilmente sopra i 15 km/l a fronte di un dato WLTP intorno ai 20 km/l. L’impianto frenante con dischi autoventilati all’anteriore è potente e ben modulabile, supportato da un pacchetto ADAS che include cruise control adattativo, frenata automatica e vari assistenti di corsia, con la guida semiautonoma e le telecamere a 360° offerte in un pacchetto opzionale.

    Prezzi, allestimenti e inquadramento nel segmento

    Il prezzo di listino della Peugeot 308 1.2 Hybrid GT è di circa 38.000 euro, in linea con le rivali di segmento C a pari dotazione. La gamma parte dall’allestimento Style, già completo di climatizzatore bizona e retrovisori ripiegabili elettricamente, sale alla Business con retrocamera e qualche contenuto in più, e arriva alle GT che aggiungono cerchi da 18”, keyless, sensori perimetrali e dettagli estetici dedicati. La versione SW costa circa 1.000 euro in più a parità di motore e allestimento, offrendo maggiore capacità di carico per chi cerca una wagon familiare senza rinunciare al design affilato della berlina. A quattro anni dal debutto della terza generazione, questo restyling conferma la 308 come una delle compatte più curate per stile e finiture, pur lasciando qualche compromesso su comfort sullo sconnesso e logica del sistema infotainment.

  • Suzuki 2026: Aggiornamenti Vitara, S-Cross e Swift Hybrid con Automatico e Tetto Panoramico

    Suzuki 2026: Aggiornamenti Vitara, S-Cross e Swift Hybrid con Automatico e Tetto Panoramico

    Suzuki introduce per il 2026 versioni ibride leggere 1.4 da 110 CV con cambio automatico negli allestimenti top Starview su Vitara e S-Cross, disponibili con trazione anteriore o integrale AllGrip Select.

    Queste crossover, costruite sulla stessa piattaforma, aggiungono tetto apribile panoramico in vetro, palette al volante e cruise control adattivo Stop&Go rispetto alle dotazioni Top e Top+.

    Restano disponibili anche i motori full hybrid 1.5 da 114 CV, con pacchetti ADAS di serie come frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, monitoraggio angolo cieco e riconoscimento segnaletica.

    Prezzi di listino per Starview AT: Vitara a 31.600 euro (34.600 4WD), S-Cross a 30.090 euro (36.090 4WD).

    Aggiornamenti sulla Swift Hybrid

    La Swift Hybrid 1.2 mild hybrid da 83 CV si allinea all’omologazione Euro 6 E-bis e introduce avvisi più discreti per l’Intelligent Speed Assist (ISA), con volume ridotto di 10 dB e pulsante di disattivazione rapido sulla plancia.

    Unica citycar con opzione trazione integrale AllGrip, offre una gamma che spazia dalla base Waku alla Top 4WD con prezzi a partire da 20.900 euro.

    Breve storia dei modelli iconici

    La Suzuki Vitara nasce negli anni ’80 come pioniere dei SUV compatti, evolvendosi in ibrida dal 2015 per efficienza urbana e off-road.

    La S-Cross, introdotta nel 2013 come SX4 seconda generazione, combina stile crossover con tecnologia 4×4 AllGrip, ereditando la tradizione fuoristradistica Suzuki dal Jimny del 1970.

    La Swift, lanciata nel 1983 come Cultus e in Italia dal 1990 con la GTi sportiva, celebra 40 anni di utilitarie agili, con versioni Sport turbo e mild hybrid dal 2017.

    Queste evoluzioni confermano l’impegno Suzuki per ibridazione accessibile e sicurezza avanzata, rendendo i modelli competitivi nel 2026.