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  • Geely debutta in Italia con la SUV elettrica EX5 e l’ibrida Starray EM-i

    Geely debutta in Italia con la SUV elettrica EX5 e l’ibrida Starray EM-i

    Geely debutta ufficialmente in Italia con due SUV

    Geely, uno dei maggiori costruttori automobilistici cinesi, ha ufficialmente debuttato nel mercato italiano con un evento al teatro Alcione di Milano, presentando due SUV destinati a rappresentare la prima offerta del brand nel nostro paese: la SUV 100% elettrica EX5 e la plug-in ibrida Starray EM-i.

    La distribuzione in Italia avviene grazie a un accordo con il gruppo saudita Jameel Motors, che gestisce una rete commerciale in via di espansione con tre concessionari iniziali a Milano, Varese e Roma.

    Caratteristiche della Geely EX5 elettrica

    La Geely EX5 è una SUV elettrica di 461 cm di lunghezza, disponibile negli allestimenti Pro e Launch Edition.

    Monta un motore da 218 CV alimentato da batterie da 60,22 kWh che garantiscono un’autonomia dichiarata di 425 km.

    L’abitacolo è tecnologico e confortevole, con un display centrale da 15,4 pollici, cruscotto digitale da 10,2 pollici e head-up display.

    Il comfort è al centro con sedili anteriori elettrici dotati di memoria, riscaldamento, ventilazione e massaggio, oltre a schienali posteriori regolabili.

    Il bagagliaio ha una capienza fino a 1877 litri e comprende un pacchetto di assistenza alla guida di livello 2 con 16 funzioni integrate.

    I prezzi partono da 38.900 euro per la Pro e salgono a 41.900 euro per la Launch Edition.

    Il plug-in ibrido Starray EM-i

    La Starray EM-i riprende in larga parte il design della EX5, ma è leggermente più lunga (474 cm) e presenta un frontale differente. Il propulsore è un ibrido plug-in formato da un motore 1.5 turbo benzina da 217 CV combinato con un unità elettrica da 100 CV che muove la trazione anteriore.

    La batteria da 18,4 kWh permette circa 90 km di autonomia in modalità elettrica e un’autonomia complessiva di quasi 1.000 km.

    Le due versioni Pro e Launch Edition costano rispettivamente 34.900 e 37.900 euro, con la Launch Edition che offre dotazioni più complete.

    Storia e dimensioni del gruppo Geely

    Il gruppo Geely Holding è diventato una forza globale nel settore dell’auto, controllando marchi noti come Volvo Cars, casa delle elettriche Polestar, e Smart, oltre a detenere una quota significativa nel gruppo Mercedes-Benz.

    Fondato nel 1986 e attivo nell’automotive dal 1997, Geely ha ampliato il proprio portafoglio con investimenti strategici e acquisizioni internazionali, posizionandosi come uno dei principali protagonisti nell’innovazione di veicoli elettrici e ibridi.

    Il debutto in Italia con l’EX5 e la Starray EM-i segna un importante passo per la penetrazione del marchio nel mercato europeo e conferma l’ambizione di portare tecnologie avanzate accessibili e orientate al comfort e alla sicurezza.

    Questa nuova offerta fa di Geely un concorrente credibile e interessante nell’affollato segmento SUV, con veicoli che uniscono tecnologia, autonomia e comfort, proponendosi come alternative moderne e competitive alle tradizionali case europee e asiatiche.

  • Fiat Tris: L’Erede Elettrico della Topolino, Nuovo Triciclo per la Città

    Fiat Tris: L’Erede Elettrico della Topolino, Nuovo Triciclo per la Città

    Fiat Professional lancia il Tris, triciclo elettrico modulare che richiama l’iconica Ape Piaggio appena uscita di produzione, ma evolve la micromobilità urbana con zero emissioni e design moderno derivato dalla Topolino. Presentato al lancio della 500 Hybrid, arriva in Europa nel 2026 dopo il debutto in Medio Oriente e Africa, ideale per consegne last-mile e servizi locali.

    Design Compatto e Versatile

    Con lunghezza di 3,17 metri e raggio di sterzata di 3,05 metri, il Tris si infila nei vicoli stretti come una microcar, ma trasporta 540 kg su piano di carico da 2,25 m², sufficiente per un europallet. Disponibile in cabinato, pianale o cassone, il telaio tubolare zincato resiste a corrosione e usi intensi, con carreggiata larga e ruote da 12″ per stabilità su strade sconnesse. Firma luminosa a tre LED e accessori Mopar heavy-duty completano l’offerta per autonomi e microimprese.

    • Massa totale: 1.025 kg.
    • Capacità volumetrica: fino a 3 m³.
    • Sicurezza: cinture a tre punti, fari LED automatici, cicalino retromarcia.

    Motore Elettrico e Autonomia Pratica

    Il motore 48V da 9 kW di picco e 45 Nm di coppia raggiunge 45 km/h, perfetto per logistica urbana, con batteria al litio da 6,9 kWh condivisa con la Topolino per autonomia di 90 km (ciclo WMTC). Ricarica da presa domestica 220V: 80% in 3,5 ore, piena in 4 ore e 40 minuti, senza bisogno di wallbox. Cruscotto digitale da 5,7″, prese USB-C e 12V supportano operazioni quotidiane con connettività moderna.

    Produzione e Mercati: Verso l’Europa

    Prodotto in Marocco con formule leasing per B2B, il Tris entra nei piani europei grazie all’annuncio del CEO Fiat Olivier François, omologato UE per standard elevati. Stellantis punta su elettrificazione accessibile, rendendolo l’Ape 2.0 per città congestionate e sostenibilità.

  • Kia Stonic 2026: Nuovo Look Aggressivo, Mild Hybrid 115 CV e Prezzi da 22.800 Euro

    Kia Stonic 2026: Nuovo Look Aggressivo, Mild Hybrid 115 CV e Prezzi da 22.800 Euro

    Kia Stonic 2026: look aggressivo e dimensioni maggiorate

    Lanciata nel 2017 come una delle prime crossover compatte, la Kia Stonic si rinnova profondamente per il 2026 con un design più moderno e personale, allineato al family feeling Kia delle recenti EV e ibride, pur mantenendo proporzioni ibride tra utilitaria e SUV vero (altezza 152 cm).

    Ora lunga 417 cm (+2,5 cm rispetto al modello precedente), adotta frontale e posteriore ridisegnati con linee più spigolose e grintose, fari full LED di serie e un’abitabilità posteriore generosa per la categoria, con divano piatto anche al centro.

    Le consegne inizieranno entro fine 2025, dopo il debutto in concessionaria avvenuto il 29 e 30 novembre.

    Motori mild hybrid e prestazioni vivaci

    Il motore di riferimento è il tre cilindri 1.0 T-GDi turbo benzina mild hybrid da 115 CV (disponibile anche da 100 CV non ibrido), abbinabile a cambio manuale 6 marce o robotizzato doppia frizione 7 rapporti (+1.500 euro), con trazione anteriore, 0-100 km/h in 10,7 secondi, velocità max 182 km/h e consumi WLTP dichiarati a 18,7 km/l.

    In prova il sistema ibrido garantisce riprese pronte e silenziosità, con valori reali intorno ai 16,7 km/l in mix città-extraurbano-autostrada, mentre sospensioni e sterzo contengono bene il coricamento laterale offrendo agilità superiore alla media.

    È prevista anche una variante GPL con sovrapprezzo stimato sui 2.000 euro.

    Interni tecnologici e pratici

    La plancia orizzontale con plastiche rigide ma curate integra due display da 12,3″ nelle GT-Line (cruscotto digitale + infotainment), mentre Urban e Style hanno un quadro da 4,2″ con upgrade Launch Pack (gratuito novembre-dicembre, 1.250 euro altrimenti).

    Comandi intuitivi con manopole touch dual-function per clima/audio, USB-A/C/12V anteriori, luci ambiente personalizzabili, cassetto illuminato e funzione remote per finestrino guida dalla chiave elevano la praticità.

    Il bagagliaio da 352 litri (1.155 abbattendo 40:60) è regolare ma non tra i più capienti, con fessure per cinture posteriori anti-ingorgo.

    Prezzi, dotazioni e sicurezza

    I prezzi partono da 22.800 euro per l’Urban 1.0 100 CV manuale, salendo alla Style mild hybrid con clima auto, sensori perimetrali, cerchi 17″, vernice metallizzata e Launch Pack di serie. La GT-Line (+3.000 euro) aggiunge guida semiautonoma (cruise adattivo, centraggio corsia, angolo cieco), mentre tutta la gamma gode di garanzia 7 anni/150.000 km.

    Punti di forza: comfort su buche, dotazione generosa e sistema ibrido efficiente;

    Limiti: bagagliaio medio, plastiche dure e ADAS più importanti solo sulle versioni top.

    Questa Stonic 2026 si posiziona come una delle crossover B-SUV più complete e competitive, con un equilibrio tra stile aggressivo, tecnologia e consumi bassi.

  • BMW Z4: Addio alla Roadster tedesca con la Serie Limitata Final Edition

    BMW Z4: Addio alla Roadster tedesca con la Serie Limitata Final Edition

    Addio alla BMW Z4 con la Final Edition

    La BMW Z4, una delle ultime roadster pure sul mercato europeo, cesserà la produzione a marzo 2026 nello stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, dove dal 2018 è assemblata insieme alla gemella Toyota Supra.

    Per celebrare la fine di questa terza generazione (G29), BMW lancia la Final Edition, serie speciale a tiratura limitata con dettagli esclusivi, ordinabile da fine gennaio 2026 in una breve finestra temporale.

    In Italia sarà proposta solo sulla potente M40i con motore 3.0 sei cilindri turbo da 340 CV (250 kW), cambio automatico a 8 rapporti o manuale a 6 marce (Pure Impulse Edition), al prezzo di circa 80.000 euro.

    Design e dotazioni esclusive

    La Z4 Final Edition si distingue per la verniciatura Frozen Matt Black opaca esclusiva, abbinata al pacchetto M High-gloss Shadowline con dettagli neri lucidi su griglia, specchietti e scarichi, capote in tela Moonlight Black e pinze freno M Sport rosse lucide.

    All’interno, cuciture rosse a contrasto su plancia, console, pannelli porta e sedili M Sport in pelle Vernasca/Alcantara, volante M in Alcantara e soglie battitacco incise “Final Edition” creano un’atmosfera sportiva e collezionistica.

    La gamma base include sDrive20i (197 CV) e sDrive30i (258 CV), ma l’M40i accelera da 0-100 km/h in meno di 5 secondi con consumi WLTP tra 7,3-8,7 l/100 km.

    Evoluzione storica della Z4

    La saga delle roadster BMW Z inizia nel 1995 con la Z3 (E36/7), icona anni ’90 prodotta a Spartanburg (USA) e protagonista di film come “GoldenEye” con Pierce Brosnan, nota per il design rétro e il motore sei cilindri fino a 321 CV sulla M Roadster.

    La prima Z4 (E85, 2002) ereditò lo spirito con cofano lungo, coda corta e bilanciamento 50:50, prodotta sempre in USA.

    La seconda generazione (E89, 2008) introdusse il tetto rigido retrattile in alluminio e iDrive, mentre la G29 del 2018 tornò alla capote in tela per un approccio più purista e leggero.

    Questa linea celebra oltre 30 anni di spider accessibili e performanti per gli standard BMW.

  • Come preparare la moto per l’inverno: consigli pratici per un rimessaggio sicuro e senza sorprese

    Come preparare la moto per l’inverno: consigli pratici per un rimessaggio sicuro e senza sorprese

    Rimessare la moto in inverno: un passaggio fondamentale

    Con l’arrivo del freddo e del sale sulle strade, per molti motociclisti arriva il momento di mettere la moto a riposo.

    Ma non basta chiudere semplicemente la serranda: un rimessaggio trascurato porta spesso a guasti e spese in primavera, come batteria scarica, serbatoi arrugginiti e gomme danneggiate.

    Segui questi consigli pratici per garantire alla tua compagna di viaggio protezione e lunga vita.

    Pulizia e lubrificazione: la base per un riposo sicuro

    Il primo passo è una pulizia accurata per eliminare fango, polvere, residui di freni e sale che possono intaccare vernice e componenti metalliche.

    Asciuga bene ogni parte, soprattutto pinze e dischi per evitare umidità stagnante.

    Successivamente, lubrifica catena, cavi, steli forcella e leve di comando con oli o grassi specifici per proteggerli dalla ruggine e dall’usura.

    Cura dei liquidi e del serbatoio

    Prima del rimessaggio cambia olio motore e filtro, evitando che residui corrosivi si depositino durante la sosta.

    Riempire completamente il serbatoio, specialmente se in metallo, con benzina fresca e addizionata di stabilizzante previene la formazione di condensa e ruggine interna; avvia il motore per far circolare il prodotto.

    Nei serbatoi in plastica o alluminio il problema è minore, ma la strategia resta valida.

    Batteria in salute

    La batteria soffre il freddo e l’inattività.

    Un mantenitore di carica intelligente è l’ideale per tenerla viva senza stressarla.

    In mancanza di una presa elettrica in garage, rimuovila e conservala in luogo asciutto e temperato, ricaricandola almeno una volta al mese.

    Protezione e cura degli pneumatici

    Per evitare deformazioni come l’ovalizzazione (flat spotting), solleva la moto con cavalletti o almeno con il cavalletto centrale per non lasciare le gomme appoggiate a terra.

    Gonfiale alla pressione consigliata e sposta la moto leggermente ogni due settimane se non puoi sollevarla, magari posizionando tavole di legno sotto agli pneumatici per isolarli dal freddo e dall’umidità.

    Dove e come rimessare la moto

    Il luogo ideale è un garage asciutto e ventilato. Se devi lasciarla all’esterno, usa un telo coprimoto impermeabile ma traspirante per evitare la formazione di condensa che può provocare ruggine e danni elettrici.

    Evita teli di plastica non traspiranti che intrappolano umidità.

    Con questi semplici accorgimenti il rimessaggio diventerà un momento di cura della tua moto, assicurandoti di trovarla perfetta e pronta per ripartire appena torna il bel tempo senza spiacevoli sorprese o costi aggiuntivi.

  • La Peugeot 308 si fa il trucco per il 2026: nuovi motori ibridi e design frontale a partire da 33.000 Euro

    La Peugeot 308 si fa il trucco per il 2026: nuovi motori ibridi e design frontale a partire da 33.000 Euro

    La Peugeot 308 restyling aggiorna il design, affina la gamma ibrida e migliora leggermente la tecnologia di bordo, lasciando però intatta la base tecnica della terza generazione lanciata nel 2021. Resta disponibile anche come station wagon SW, con un sovrapprezzo di circa 1.000 euro rispetto alla berlina cinque porte.

    Design esterno più grintoso

    Nel frontale spariscono quasi del tutto le cromature, sostituite da una grande mascherina in tinta carrozzeria con trama più aperta al centro e più fitta ai lati, in linea con il nuovo family feeling Peugeot. I fari sono stati ribassati e sopra compaiono tre listelli a LED per lato che fungono da luci diurne e indicatori di direzione, mentre sulle versioni GT debutta il logo del Leone illuminato incorniciato da sottili elementi luminosi. Profilo laterale e coda restano sostanzialmente invariati, con retronebbia e luce di retromarcia collocati in basso nel paraurti, soluzione scenografica ma esposta a piccoli urti nelle manovre.

    Interni, multimedialità e abitabilità

    All’interno le novità si concentrano sulla grafica del cruscotto digitale rialzato da 10”, sempre ben leggibile ma visibile al meglio solo abbassando parecchio il piccolo volante tipico dell’i-Cockpit. La plancia resta uno dei punti forti della 308, con plastiche morbide e assemblaggi curati, mentre il sistema multimediale da 10” con connettività wireless Android Auto/Apple CarPlay continua a essere completo ma non tra i più intuitivi nei menu. La piastra di ricarica wireless è offerta su allestimenti alti tramite un pacchetto che include tetto panoramico apribile e impianto audio Focal, dal costo intorno ai 1.700 euro, il che può pesare sul preventivo finale. In compenso, l’abitabilità è buona: in quattro si viaggia comodi, il quinto ha sufficiente spazio per i piedi e il bagagliaio offre 412 litri che diventano oltre 1.300 abbattendo il divano, con soglia di carico a circa 72 cm da terra.

    Gamma motori: mild hybrid, plug-in ed elettrica

    La gamma resta articolata su più tecnologie: il cuore dell’offerta è il nuovo 1.2 Hybrid 145 CV mild hybrid a 48V con tre cilindri turbo e motore elettrico integrato nel cambio e-DCS6 a doppia frizione, pensato per abbattere consumi ed emissioni senza rinunciare alla fluidità di marcia. Al vertice c’è il 1.6 plug-in hybrid da 195 CV complessivi, capace di viaggiare per diverse decine di chilometri in elettrico, mentre la e‑308 a batteria da 156 CV ora dichiara fino a 450 km di autonomia WLTP grazie a un pacchetto batteria da circa 58 kWh. Nei primi mesi del 2026 tornerà inoltre in listino il turbodiesel 1.5 BlueHDi da 130–131 CV, pensato per chi macina tanti chilometri in autostrada.

    Su strada: piacere di guida e comfort

    La 308 1.2 Hybrid GT si conferma agile e precisa tra le curve grazie allo sterzo diretto e alla taratura dell’assetto, che privilegia la tenuta di strada e la sensazione di sicurezza. Le sospensioni però risultano un po’ rigide sulle buche, soprattutto con i cerchi da 18”, riducendo leggermente il comfort sulle strade rovinate. Il tre cilindri turbo da 145 CV è apprezzabile per silenziosità e gestione del cambio e-DCS6, ma ai bassi regimi non brilla per prontezza e gli 8,8 s dichiarati nello 0‑100 km/h potrebbero essere ottimistici; in compenso, i consumi reali restano facilmente sopra i 15 km/l a fronte di un dato WLTP intorno ai 20 km/l. L’impianto frenante con dischi autoventilati all’anteriore è potente e ben modulabile, supportato da un pacchetto ADAS che include cruise control adattativo, frenata automatica e vari assistenti di corsia, con la guida semiautonoma e le telecamere a 360° offerte in un pacchetto opzionale.

    Prezzi, allestimenti e inquadramento nel segmento

    Il prezzo di listino della Peugeot 308 1.2 Hybrid GT è di circa 38.000 euro, in linea con le rivali di segmento C a pari dotazione. La gamma parte dall’allestimento Style, già completo di climatizzatore bizona e retrovisori ripiegabili elettricamente, sale alla Business con retrocamera e qualche contenuto in più, e arriva alle GT che aggiungono cerchi da 18”, keyless, sensori perimetrali e dettagli estetici dedicati. La versione SW costa circa 1.000 euro in più a parità di motore e allestimento, offrendo maggiore capacità di carico per chi cerca una wagon familiare senza rinunciare al design affilato della berlina. A quattro anni dal debutto della terza generazione, questo restyling conferma la 308 come una delle compatte più curate per stile e finiture, pur lasciando qualche compromesso su comfort sullo sconnesso e logica del sistema infotainment.

  • Suzuki 2026: Aggiornamenti Vitara, S-Cross e Swift Hybrid con Automatico e Tetto Panoramico

    Suzuki 2026: Aggiornamenti Vitara, S-Cross e Swift Hybrid con Automatico e Tetto Panoramico

    Suzuki introduce per il 2026 versioni ibride leggere 1.4 da 110 CV con cambio automatico negli allestimenti top Starview su Vitara e S-Cross, disponibili con trazione anteriore o integrale AllGrip Select.

    Queste crossover, costruite sulla stessa piattaforma, aggiungono tetto apribile panoramico in vetro, palette al volante e cruise control adattivo Stop&Go rispetto alle dotazioni Top e Top+.

    Restano disponibili anche i motori full hybrid 1.5 da 114 CV, con pacchetti ADAS di serie come frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, monitoraggio angolo cieco e riconoscimento segnaletica.

    Prezzi di listino per Starview AT: Vitara a 31.600 euro (34.600 4WD), S-Cross a 30.090 euro (36.090 4WD).

    Aggiornamenti sulla Swift Hybrid

    La Swift Hybrid 1.2 mild hybrid da 83 CV si allinea all’omologazione Euro 6 E-bis e introduce avvisi più discreti per l’Intelligent Speed Assist (ISA), con volume ridotto di 10 dB e pulsante di disattivazione rapido sulla plancia.

    Unica citycar con opzione trazione integrale AllGrip, offre una gamma che spazia dalla base Waku alla Top 4WD con prezzi a partire da 20.900 euro.

    Breve storia dei modelli iconici

    La Suzuki Vitara nasce negli anni ’80 come pioniere dei SUV compatti, evolvendosi in ibrida dal 2015 per efficienza urbana e off-road.

    La S-Cross, introdotta nel 2013 come SX4 seconda generazione, combina stile crossover con tecnologia 4×4 AllGrip, ereditando la tradizione fuoristradistica Suzuki dal Jimny del 1970.

    La Swift, lanciata nel 1983 come Cultus e in Italia dal 1990 con la GTi sportiva, celebra 40 anni di utilitarie agili, con versioni Sport turbo e mild hybrid dal 2017.

    Queste evoluzioni confermano l’impegno Suzuki per ibridazione accessibile e sicurezza avanzata, rendendo i modelli competitivi nel 2026.

  • Kia Seltos 2026: Il SUV compatto sbarca in Europa con design spigoloso e tecnologia ibrida avanzata

    Kia Seltos 2026: Il SUV compatto sbarca in Europa con design spigoloso e tecnologia ibrida avanzata

    Kia Seltos: debutto europeo della seconda generazione

    Dopo il successo globale dal 2019, la Kia Seltos si prepara a sbarcare per la prima volta in Europa con la sua seconda generazione, annunciata per il 2026. Il SUV compatto, lungo circa 4,40 metri, si inserisce idealmente tra la Stonic, la XCeed e la Sportage per colmare un segmento di mercato molto dinamico.

    La presentazione ufficiale è fissata per il 10 dicembre 2025, con un lancio commerciale europeo previsto per il 2026.

    Design moderno e linea spigolosa

    La nuova Kia Seltos adotta il linguaggio stilistico “Opposites United” tipico dei modelli elettrici e recenti progetti Kia, con proporzioni compatte, superfici funzionali e linee più squadrate che accentuano l’aggressività e la robustezza.

    Il frontale si distingue per una firma luminosa a stella “Star Map”, mentre il posteriore presenta luci orizzontali e verticali integrate che enfatizzano la larghezza, accompagnate da maniglie incassate per un profilo aerodinamico più armonico.

    Le versioni X-Line e GT-Line offriranno design esterno e interni personalizzati per soddisfare diverse preferenze estetiche.

    Motorizzazioni ibride e tecnologia all’avanguardia

    Pur non ancora ufficiali, è atteso che la Kia Seltos europea monti motori benzina 1.6 T-GDi da 150 o 180 CV, probabilmente in versione mild o full hybrid, in linea con la strategia di elettrificazione del marchio.

    Tra le novità più interessanti la possibile introduzione della trazione integrale “e-AWD” elettrica, che attiva le ruote posteriori tramite motore elettrico quando necessario, mantenendo bassi consumi senza rinunciare a prestazioni e sicurezza.

    Queste tecnologie posizioneranno la Seltos come un concorrente moderno e versatile nel segmento B-SUV.

    Posizionamento e prospettive di mercato

    Con un prezzo atteso intorno ai 25-30.000 euro e dimensioni simili alla XCeed, la Kia Seltos punta a diventare una delle proposte più interessanti e competitive nei SUV compatti europei, offrendo spazio interno ampliato, buona dotazione tecnologica e un design distintivo.

    La produzione inizierà in Corea del Sud ad agosto 2026, con il debutto europeo probabilmente entro il 2027, allineando il modello ai mercati globali.

    Questa prima versione europea della Kia Seltos rappresenta un passo importante per Kia nel rafforzare la sua offerta nei SUV, con un mix di stile, tecnologia e motorizzazioni pulite che risponde alle esigenze dei guidatori moderni in Europa.

  • Nuova Fiat 500 Hybrid 2026:  da Mirafiori arriva la versione termica con il cuore della  Panda

    Nuova Fiat 500 Hybrid 2026: da Mirafiori arriva la versione termica con il cuore della Panda

    La Fiat 500 diventa finalmente ibrida, per venire incontro alle richieste dei consumatori poco propensi a muoversi in elettrico, e seppure in ritardo, visto che se ne parlava da tempo nonostante la scelta di proporla esclusivamente elettrica, ora la versione ibrida è prodotta a Mirafiori accanto alla 500 elettrica.

    Viene introdotta infatti una versione mild hybrid termica sulla stessa scocca della versione elettrica, equipaggiata con il motore FireFly 1.0 a tre cilindri da 65 CV della Panda e cambio manuale a 6 marce.


    Più grande del modello 2007 (3,63 m lunghezza), sostituisce l’iconica 500 ibrida uscente con omologazione Euro 6 bis e vantaggi ZTL, ma pesa 990 kg per via della struttura pensata per l’ elettrico: se è vero che rinuncia a 300kg di batterie, pesa comunque 100 kg in più del vecchio modello termico prodotto in Polonia e offre prestazioni un po troppo tranquille, grazie al motore tri cilindrico da soli 65 cavalli che ne fanno, nella versione cabrio, la vettura a listino con l’accellerazione 0-100 più lenta sul mercato.


    Con questi presupposti, e senza un motore adeguato come il precedente 1.4 sportivo, potremmo dimenticarci una versione Abarth o comunque pepata.
    E anche il comfort soffre l’adozione del solo cambio manuale, che ha richiesto una riprogettazione degli interni rispetto alla elettrica per fare spazio alla leva del cambio, che visti i listini sarebbe potuto essere offerto di serie, come per la elettrica.

    Design e Dimensioni: Evoluzione della 500e

    Esternamente fedele alla 500 elettrica, la Hybrid nella sua versione di lancio si distingue per mascherina aperta, terminale di scarico e logo “500 Torino” con Mole Antonelliana sulle fiancate. Disponibile in 3 porte, Cabrio o 3+1 (dal 2026), colori esclusivi come Yellow Gold e Ocean Green.
    Il bagagliaio è da 183 litri invariato rispetto all’elettrica, ma l’abitacolo è più spazioso rispetto alla versione precedente, grazie a passo di 2,32 m.

    • Larghezza: 1,68 m.
    • Altezza: 1,53 m.
    • Allestimenti: Pop, Torino, Icon, LaPrima.

    Interni Moderni e Dotazione Completa

    Cruscotto digitale da 7-10,25″, display touch con Android Auto/Apple CarPlay wireless, clima automatico e keyless definiscono gli interni della versione Torino.
    Sedili con scritta “Fabbrica Italiana Automobili Torino”, volante soft-touch e prese USB-C elevano il comfort, anche se manca regolazione altezza sedile guida e schienale posteriore unico. Sicurezza include cruise control, sensori parcheggio e luci LED.

    Guida e Prestazioni: Rilassata Urbana

    Il 1.0 mild hybrid 12V da 65 CV e 92 Nm, con BSG (Belt Start Generator), una sorta di ausilio per spunto e stop-start in marcia, accelera 0-100 km/h in 16,2 s fino a 155 km/h è ideale per città pianeggianti, ma pecca in sportività.
    Lo sterzo è progressivo, con sospensioni riviste e gomme da 15-17″ che migliorano la tenuta di strada .
    Non male i consumi di 4,5-5,5 l/100 km (18-22 km/l) e l’autonomia, grazie al serbatoio da 37 litri.
    La frizione leggera e rapporti lunghi premiano una guida fluida, ma il peso extra frena la sua vivacità.

    Prezzi e Concorrenza: Sfida per il Successo

    Il listino parte da 19.900€ (16.950€ con rottamazione e finanziamento), con supplemento per la versione Cabrio di 3.000€.
    Gli allestimenti spaziano dalla Pop base con cerchi 15″, sino alla versione LaPrima top con sedili riscaldati e navigatore.
    Purtoppo però ci si ritrova con una macchina che non è premium per via della meccanica molto basica derivata dalla Panda che non giustifica il sovraprezzo rispetto alla sorella, e che paradossalmente è pure meno grintosa per via del suo peso.
    Il prezzo sarebbe stato giustificato con un motore sui 100 cavalli, come il 1.3 Firefly, magari proposto con il cambio automatico. Rischia infatti il flop per la potenza limitata, il prezzo non aggressivo nei confronti della Panda (16.000€) o di concorrenti interessanti come la Toyota Aygo X full hybrid (21.000€) o la Kia Picanto, nonostante lo stile intramontabile e la produzione italiana.

  • Censimento Autovelox 2025: solo i dispositivi autorizzati dal Ministero possono fare multe valide

    Censimento Autovelox 2025: solo i dispositivi autorizzati dal Ministero possono fare multe valide

    Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha concluso il censimento nazionale degli autovelox, obbligando tutte le amministrazioni ad inserire su una piattaforma ufficiale i dati tecnici di ogni dispositivo presente sul territorio entro il 28 novembre 2025. Solo gli autovelox iscritti nell’elenco ufficiale potranno legalmente rilevare infrazioni ai limiti di velocità. Gli apparecchi non censiti devono essere spenti, e ogni multa derivante da dispositivi non registrati sarà da considerarsi nulla e contestabile.

    black car instrument cluster panel

    Quanti e dove sono gli autovelox censiti

    Sono stati censiti 3.625 dispositivi di velocità tra autovelox fissi, mobili e in movimento. La maggior parte è gestita dalle polizie locali, con Milano, Torino e Roma in cima alla classifica delle città con più autovelox autorizzati. La Polizia Stradale gestisce circa 586 apparecchi tra cui tutor e sistemi Sicve, mentre altre forze hanno una presenza più ridotta.

    La questione dell’omologazione e validità delle multe

    Al momento, per la validità delle multe non basta che l’autovelox sia censito, ma deve anche essere omologato. La Corte di Cassazione ha stabilito che solo dispositivi omologati possono produrre sanzioni legittime. Tuttavia, il Ministero non ha ancora definito la procedura di omologazione dando solo una circolare che invita a rigettare i ricorsi basati sulla mancanza di omologazione. Molti esperti legali suggeriscono comunque di presentare ricorso se si riceve una multa da autovelox non omologato, poiché la sentenza della Cassazione ha una rilevanza maggiore della circolare amministrativa.

    Come verificare la legittimità della multa

    Per chi riceve una multa è fondamentale verificare se il dispositivo che ha rilevato l’infrazione risulta nell’elenco ufficiale disponibile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Se il dispositivo non è presente nell’elenco, la multa è nulla. In parallelo, la questione dell’omologazione rimane un punto di possibile contenzioso legale.

    Questo censimento segna un passo importante verso maggiore trasparenza e sicurezza negli strumenti di controllo della velocità, garantendo che solo autovelox autorizzati possano essere usati per sanzionare gli automobilisti, ma resta aperta la sfida dell’omologazione che definirà definitivamente la legittimità delle multe future.